Arnaldo Ginna
Arnaldo Ginna — pseudonimo di Arnaldo Ginanni Corradini — (Ravenna, 7 maggio 1890 – Roma, 26 settembre 1982) è stato un pittore, scultore e regista italiano.
Biografia [modifica]
Figlio del conte Tullio Ginanni Corradini (che fu anche sindaco di Ravenna) e fratello di Bruno Corra (i nomi Ginna e Corra vennero suggeriti da Giacomo Balla per assonanza con le parole ginnastica e correre), studiò all'Accademia delle Belle Arti di Ravenna, diplomandosi poi a Firenze.
Attento alle scienze occulte, alla teosofia e alle filosofie orientali, nel 1910 pubblicò insieme al fratello Metodo e vita nova. In Arte dell'avvenire teorizzò una pittura non figurativa quale musica cromatica, ossia traduzione di sentimenti e stati d'animo in suoni e colori.
Un importante momento per la sua ricerca artistica fu il precoce incontro con il gruppo futurista a Milano in casa di Tommaso Marinetti, gruppo che comprendeva tra gli altri Boccioni, Carrà e Russolo. A differenza di tale gruppo, interessato all'aspetto dinamico della pittura, sviluppò una propensione ad una pittura di puro colore, con forti inflessioni spiritualistiche.
Tra il 1910 e il 1912 realizzò insieme a Corra alcuni cortometraggi astratti, utilizzando il colore direttamente sulla pellicola non trattata — opere andate distrutte durante la seconda guerra mondiale in un bombardamento aereo di Milano. Quelle cinepitture, costituite da sovrapposizione di puntini colorati, erano a commento di opere musicali di Mendelsshon e composizioni astratte per sinfonie d'avanguardia.
Partecipò all'Esposizione di Pittura e Scultura del 1912 presso la società di Belle Arti di Firenze, esponendo le opere Nevrastenia (1908) e Passeggiata romantica (1909). Nell'aprile del 1914 partecipò all'Esposizione Libera Futurista Internazionale, organizzata presso la Galleria Sprovieri a Roma.
Nel 1915 pubblicò il testo Pittura dell'avvenire e, assieme a Corra, la sintesi teatrale Alternazione di carattere nel Teatro Futurista Sintetico di Marinetti, Settimelli e Corra. Stabilita la residenza a Firenze, oltre all'attività artistica vera e propria, si cimentò in attività teoriche scrivendo trattati sul costume e sull'occultismo, testi politici e narrativi. Nel 1916 produsse e diresse il film Vita Futurista, in collaborazione con Corra, Balla e Marinetti (oggi del film non rimangono che pochi fotogrammi).
Nel 1919 pubblicò il presurrealista Le locomotive con le calze, con prefazione di Corra e disegni sia propri sia di Rosa Rosà. Nella stesso anno partecipò alla Grande Esposizione Nazionale Futurista di Milano, Genova e Firenze. Dal 1918 al 1920 collaborò con la rivista Roma Futurista e negli anni venti e trenta con L'Impero e con Oggi e Domani. Nel 1927 diresse il periodico di medicina naturista Il Nuovo.
In seguito collaborò alla rivista Futurismo di Somenzi, nella quale fu pubblicato a puntare il suo libro L'uomo futuro. Nel 1937 pubblicò L'idea presentista. Nel 1938 firmò con Marinetti il manifesto La cinematografia.
Concluso il periodo futurista, continuò a dipingere nel suo genere astratto-occultista, continuando a dedicarsi alla pittura fino agli anni sessanta. Collaborò inoltre a numerose testate come critico d'arte e cinematografia.
Voci correlate [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Dizionario biografico degli italiani LV, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2000