Giovanni di Balduccio

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Annunciazione, Chiesa di Santa Maria del Prato (San Casciano Val di Pesa).

Giovanni di Balduccio (Pisa, 1300 circa – 1349 circa) è stato uno scultore italiano, attivo tra il 1320 e il 1347.

Arca di San Pietro martire, Sant'Eustorgio (Milano)
particolare dell'Arca di San Pietro martire
Formella con San Pietro martire e donatori, Metropolitan Museum (New York)
Tomba di Azzone Visconti, San Gottardo in Corte (Milano).
Arca di Lanfranco Settala, Chiesa di San Marco (Milano)

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque quasi sicuramente a Pisa, intorno all'anno 1300; era figlio di Balduccio di Alboneto.

Svolse il suo apprendistato da scalpellino nel grande cantiere dell'Opera del Duomo di Pisa negli anni immediatamente successivi all'uscita di scena di due grandi maestri della scultura toscana, Giovanni Pisano (morto nel 1314) e Tino di Camaino[1]. Nel mediocre niveau del nuovo capomastro Lupo di Francesco da Pisa e della sua bottega, è credibile che le sue sculture lo abbiano messo in mostra piuttosto presto. Non fu allievo di Giovanni Pisano per motivi anagrafici e non è documentata alcuna occasione di incontro con Andrea Pisano e la sua bottega. Così si ritiene probabile un sodalizio artistico con Tino di Camaino, col quale sembra condividere anche certi stilemi e molte caratteristiche esecutive.

La sua attività si svolse essenzialmente in Toscana e a Milano; tra le poche notizie biografiche di cui siamo a conoscenza c'è il trasferimento dell'artista in Lombardia, su invito di Azzone Visconti, intorno al 1334. Ha lasciato la sua firma nelle sculture di Sarzana (1327), San Casciano in Val di Pesa (1330-31) e Milano (1339 e 1347); l'ultima sua impresa potrebbe essere stata la decorazione della facciata della chiesa di Santa Maria di Brera.

Nel 1349 gli venne offerta la nomina a capomastro del cantiere del Duomo di Pisa, ma Giovanni la rifiutò. Dopo questa data non si hanno più notizie di lui.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tino di Camaino assunse la guida del cantiere di Pisa nel 1315, ma già in quell'anno era impegnato nella realizzazione del monumento sepolcrale di Arrigo VII e nel 1319 è documentato a Siena.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfred Gotthold Meyer, Lombardische Denkmaler des vierzehnten Jahrhunderts: Giovanni di Balduccio da Pisa und die Campionesen, ein Beitrag zur Geschichte der oberitalienischen Plastik, Stuttgart 1893;
  • Lucia Bellone, La scultura del '300 a Milano: Giovanni di Balduccio da Pisa e Bonino da Campione, in "Rivista d'arte", XXII (s.II, a. 12), 1940, n. 3-4, pp. 179-201;
  • Enzo Carli, Sculture pisane di Giovanni di Balduccio, in "Emporium", aprile 1943, 97, pp. 143 e segg.;
  • Cesare Gnudi, Un altro frammento dell'altare bolognese di Giovanni di Balduccio, in "Belle arti", 1 (1947), n. 3-4, pp. 165-182;
  • John Pope-Hennessy, La scultura italiana, 1: Il Gotico, Feltrinelli, Milano 1963, pp. 199-200.
  • Enzo Carli, Giovanni di Balduccio a Milano, in Il Millennio ambrosiano, a cura di C. Bertelli, 3. La nuova città dal Comune alla Signoria, Electa 1989 pp. 70-103;
  • A. Moskovitz, Giovanni di Balduccio's arca di San Pietro Martire: Form and Function, in "Arte Lombarda", n.s., nn. 96-97, 1991, pp. 7-18;
  • Valerio Ascani, voce Giovanni di Balduccio, in Enciclopedia dell'arte medievale, 1995 VI, pp. 703-711;
  • voce Giovanni di Balduccio, in The Dictionary of Art, a cura di Jane Turner, XII New York 1996, p. 709. ISBN 1-884446-00-0.
  • Giovanni di Balduccio. Natività, catalogo dell'esposizione (Museo Civico Medievale, 2 novembre 1996 - 31 gennaio 1997) a cura di Massimo Medica, Bologna 1996;
  • Roberto Bartalini, Scultura gotica in Toscana. Maestri, monumenti, cantieri del Due e Trecento, Cinisello Balsamo 2005;
  • Sabina Spannocchi, Giovanni Pisano, seguaci e oppositori: Tino di Camaino, Giovanni di Balduccio, Gano di Fazio, Marco Romano, Agostino di Giovanni, Goro di Gregorio, (I grandi maestri dell'arte; 39), E-Ducation, Firenze 2008.

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