Sarzana

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Sarzana
comune
Sarzana – Stemma
Panorama dal monte Caprione
Panorama dal monte Caprione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
Sindaco Alessio Cavarra (PD) dal 27/05/2013
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°06′48.99″N 9°57′35.85″E / 44.113608°N 9.959958°E44.113608; 9.959958 (Sarzana)Coordinate: 44°06′48.99″N 9°57′35.85″E / 44.113608°N 9.959958°E44.113608; 9.959958 (Sarzana)
Altitudine 21 m s.l.m.
Superficie 34,17 km²
Abitanti 21 759[1] (30-11-2013)
Densità 636,79 ab./km²
Frazioni Falcinello, Marinella di Sarzana, San Lazzaro, Sarzanello
Comuni confinanti Ameglia, Arcola, Aulla (MS), Carrara (MS), Castelnuovo Magra, Fosdinovo (MS), Lerici, Ortonovo, Santo Stefano di Magra, Vezzano Ligure
Altre informazioni
Cod. postale 19038
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011027
Cod. catastale I449
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti sarzanesi
Patrono sant'Andrea
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sarzana
Posizione del comune di Sarzana nella provincia della Spezia
Posizione del comune di Sarzana nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Sarzana (Sarzàna[2], [saɾˈzana] in ligure, nel dialetto della Lunigiana e in dialetto spezzino[3].) è un comune italiano di 21.759 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria.

È il secondo comune della provincia per popolazione, dopo il capoluogo spezzino, nonché la quinta area urbana della regione, perno della Val di Magra, con quasi 79.000 abitanti[4].

Grazie alla sua posizione, la città di Sarzana è dalla sua fondazione crocevia di importanti vie di comunicazione tra la Liguria, la Toscana e l'Emilia-Romagna. Sin dall'antichità fu centro agricolo, commerciale e strategico di grande rilievo, e già in età medievale importante centro religioso e giuridico, con la sede vescovile e del tribunale.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Panorama dalle colline

Sarzana sorge nella parte terminale della vallata della Magra, a pochi chilometri dall'estuario del fiume, in una zona relativamente pianeggiante a est del fiume, detta appunto "piana di Sarzana". La città sorge ai piedi della collina di Sarzanello, un rilievo di circa 150 m s.l.m.. Il sistema orografico circostante è rappresentato dalle asperità che diradano dalle vicine Alpi Apuane. Il comune è inserito nel Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra[5].

Confina a nord con il comune di Aulla (MS), a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Santo Stefano di Magra, Vezzano Ligure, Arcola, Lerici e Ameglia, e ad est con Fosdinovo (MS), Castelnuovo Magra, Ortonovo e Carrara (MS). Dista circa 20 km ad est della Spezia e 102 km ad est di Genova.

Nei pressi di Sarzana scorre il fiume Magra, il cui bacino è alimentato anche dall'affluente sarzanese del torrente Calcandola. Oltre al fiume sono presenti due specchi d'acqua, di dimensioni modeste, detti "Bozi", termine dialettale che indica la "pozzanghera", in questo caso l'acquitrino, e che quindi rimanda alle piccole dimensioni dei due laghetti.

Il centro abitato si trova a pochissimi chilometri dal mare e dal confine con la regione Toscana. La sua posizione geografica ha fatto di Sarzana una vera e propria terra di confine, un punto di contatto tra usanze, tradizioni e storie differenti.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Sarzana Centro e Stazione meteorologica di Sarzana-Luni.

Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Sarzana Centro; presso la frazione di Luni (nel comune di Sarzana frazione di San Lazzaro) è ubicata la stazione meteorologica di Sarzana Luni, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima che caratterizza la città e la sua piana.

In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di +7,3 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +23,4 °C; mediamente si contano 17 giorni di gelo all'anno e 25 giorni con temperatura massima uguale o superiore ai +30 °C. I valori estremi di temperatura registrati nel medesimo trentennio sono i -9,0 °C del gennaio 1985 e i +38,2 °C dell'agosto 1985.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 894 mm, mediamente distribuite in 89 giorni di pioggia, con minimo relativo in estate, picco massimo in autunno e massimo secondario in primavera per gli accumuli.

L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 73,4 % con minimo di 70 % a luglio e massimi di 77 % ad ottobre e a novembre; mediamente si contano 6 giorni di nebbia all'anno.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio.[6]

SARZANA-LUNI
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7 8 13,5 17,1 21,7 25,2 28,7 28,8 24,9 18,0 14,0 6,0 7,0 17,4 27,6 19,0 17,7
T. min. mediaC) -1 -1,5 4,5 6,1 10,9 14,2 17,8 17,9 10,8 9,3 3,0 -1,0 -1,2 7,2 16,6 7,7 7,6
T. max. assolutaC) 18,4
(1983)
20,0
(1991)
24,0
(1974)
26,2
(1975)
31,4
(1986)
34,8
(1990)
36,4
(1993)
38,2
(1985)
34,2
(1975)
29,0
(1985)
24,0
(1999)
18,6
(1984)
20,0 31,4 38,2 34,2 38,2
T. min. assolutaC) -9,0
(1985)
-5,0
(1999)
-4,9
(1971)
-1,4
(1997)
3,8
(1991)
7,8
(1986)
10,4
(2000)
7,6
(1989)
6,0
(1996)
0,0
(1997)
-3,6
(1988)
-6,6
(1996)
-9,0 -4,9 7,6 -3,6 -9,0
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 3 10 11 1 0 0 0 0 0 24 1 25
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 7 6 4 0 0 0 0 0 0 0 3 4 17 4 0 3 24
Precipitazioni (mm) 63,4 57,5 59,8 89,1 61,5 47,8 25,4 49,4 101,5 140,3 123,5 74,4 195,3 210,4 122,6 365,3 893,6
Giorni di pioggia 9 8 8 9 8 6 3 4 6 10 9 9 26 25 13 25 89
Giorni di nebbia 1 1 1 0 0 0 0 0 0 1 1 1 3 1 0 2 6
Umidità relativa media (%) 74 71 71 74 73 73 70 71 74 77 77 76 73,7 72,7 71,3 76 73,4

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini e il toponimo[modifica | modifica sorgente]

Piazza Giacomo Matteotti
« Ordo PopulusQue Lunensium »
(Acronimo sarzanese)

Il nome Sarzana appare citato per la prima volta in un diploma dell'imperatore Ottone I datato al 963[7], nel quale viene riconosciuto al vescovo di Luni il possesso del castrum Sarzanae[7]. Doveva all'epoca trattarsi probabilmente di un piccolo borgo fortificato, situato dove attualmente si trova la fortezza di Sarzanello[7][8], a controllo delle vie che percorrevano il fondovalle.

In realtà il luogo dove sorge oggi il borgo doveva esser popolato già in epoca neolitica, in virtù dei reperti archeologici rinvenuti, soprattutto da alcuni esemplari di statue stele, forma artistica diffusa nel territorio lunigianese.

Alla conquista romana della piana lunense si lega con tutta probabilità la toponomastica del luogo: il nome deriva probabilmente dal prediale femminile Sergiana da Sergius, a cui si aggiungerà presto la denominazione militaresca di castrum.

Tra vescovi e imperatori[modifica | modifica sorgente]

Intorno al 1000 un nucleo abitato si andò formando più a valle in corrispondenza dell'incrocio tra la Via Aurelia[7] e la Via Francigena, che immetteva verso Parma e Piacenza.

La decadenza della vicina Luni, provocata dalle incessanti e devastanti incursioni dei Saraceni, fu tra le cause della crescita di Sarzana[7]. Papa Innocenzo III decretò il passaggio della sede vescovile, nelle bolle del 7 marzo 1203 e del 25 marzo 1204, dalla oramai spopolata Luni, a Sarzana[7].

Intorno al 1240, a seguito delle vicende che portarono al consolidamento del potere imperiale di Federico II in Toscana, il vescovo lunense Guglielmo fu costretto all'esilio nella guelfa Lucca ed al suo posto prese il potere un vicario imperiale, il marchese Oberto II Pallavicino. Quest'ultimo con l'aiuto delle forze ghibelline dei Malaspina e dei pisani conquistò il borgo di Lerici nel 1241.

Dopo la sconfitta di Federico II, il vescovo Guglielmo fece ritorno alla sua sede, trovando un altro avversario più temibile: Nicolò Fieschi. Il potente genovese, nipote di papa Innocenzo IV, incominciò ad annettere le contee dei vassalli vescovili ed il suo potere si estese ben presto da Lavagna fino ad arrivare alla Val di Magra. Ma nel 1270, con la presa del potere della parte ghibellina nella Repubblica genovese, cambiò il corso delle cose e il Fieschi dovette cedere le terre in suo possesso proprio alla repubblica marinara, la quale si andava rafforzando nell'intero circondario lunigianese[7].

La guerra di "Serrezzana"
I bastioni della Cittadella

Non molto conosciuto, un poemetto breve scritto in ottava rima da un autore ignoto negli anni tra il 1450 e il 1500 dal titolo La Guerra di Serrezzana, descrive la guerra iniziata tra la Repubblica di Genova, che aveva riconquistato Sarzana, e la Signoria dei Medici che ne vantava il possesso per averla acquistata nel 1468 da Lodovico Fregoso per la somma di 35.000 fiorini. Per via dell'evidente esaltazione di Lorenzo de' Medici, si ipotizza che l'opera sia da attribuirsi ad un rappresentante della Signoria medicea o di Lorenzo de' Medici stesso o del vicino araldo Lorenzo Filareti, ma il nome dell'autore rimane comunque anonimo.

In seguito i Fiorentini erano riusciti a stabilire un presidio nella Fortezza di Sarzanello, difesa da un centinaio di uomini, chiedendo la restituzione del territorio Sarzanese in virtù del trattato di Bagnolo, del 1484.

Lo stemma genovese

Il genovese Agostino Fregoso, a quel tempo signore di Sarzana, non potendo contrastare le armate fiorentine, cedette la città al Banco di San Giorgio. Tra il Banco di San Giorgio e la Signoria di Firenze iniziò così una contesa definita nella prefazione del poemetto stesso: Piccole guerre che riescono molto più dannevoli di regolari combattimenti perché continue e di poco o verun risultamento.

I Medici, nella loro opera di riconquista, potevano fare affidamento sull'alleato Marchese Gabrielo Malaspina, ma i Genovesi, guidati da Gianluigi Fieschi, nel marzo 1487 mossero alla conquista di Sarzanello, lo saccheggiarono, distrussero le abitazioni e salirono quindi la collina per stringere d'assedio la Fortezza, usando, sembra per la prima volta, mine o polvere esplosiva per espugnarlo.

Il Conte di Pitigliano, Nicolò Orsini venne mandato a dare man forte agli assediati e i Genovesi furono sconfitti il 15 aprile, facendosi catturare lo stesso condottiero Gianluigi Fieschi e suo nipote Orlandino. Dopo la disfatta i Genovesi organizzavano la loro difesa nel borgo di Sarzana, mentre i Fiorentini si diressero verso il fiume Magra, giungendo a Trebiano con l'intento di conquistare il borgo senza combattimenti, ma la manovra non ebbe successo grazie alla fedeltà degli abitanti mostrata alla Repubblica genovese. Allo stesso modo fu vano anche il tentativo da parte dei Fiorentini di conquistare Lerici per assicurarsi l'accesso al golfo.

I Fiorentini furono costretti quindi a ripiegare su Sarzana, cercando di sfiancare le ultime difese con l'assedio del borgo e portando le difese genovesi alla resa per mancanza di viveri e di armi.

Statua di Lorenzo de' Medici

Il 15 maggio, i Fiorentini si fecero sotto le mura, puntando le bombarde contro la città. L'8 giugno, presero il convento di San Francesco e la relativa chiesa. Il 22 giugno, forse avendo avuto notizia dell'imminente arrivo di Lorenzo de' Medici, i Genovesi si arresero alle truppe fiorentine.

La Fortezza Firmafede, costruita in passato con la collaborazione dei Pisani a sud est della città fu distrutta durante l'assedio e venne fatta ricostruire da Lorenzo de' Medici e denominata "Cittadella". Quel luogo porta ancora quel nome e ostenta ad oggi l'arme della famiglia medicea.

Nel 1273 venne nominato successore del vescovo Guglielmo, Enrico da Fucecchio, il quale nel 1276, a seguito di episodi di "insubordinazione" al potere vescovile da parte dei burgensi sarzanesi, li scomunicò a scopo intimidatorio, ma fu cacciato dalla città e costretto a rifugiarsi in Lunigiana. Solo dopo l'intervento del Pontefice, Bonifacio VIII, i cittadini vennero costretti ad accettare il successore di Enrico, Antonio Nuvolone da Camilla.

Il 6 ottobre del 1306, nell'antica Piazza della Calcandola, Dante Alighieri ricevette quella procura in bianco dal marchese Franceschino Malaspina di Mulazzo in forza della quale egli poté recarsi, la mattina stessa, in Castelnuovo Magra a siglare la pace con il vescovo-conte di Luni Antonio Nuvolone da Camilla. Gli Atti originali della Pace di Castelnuovo, a rogito del notaro sarzanese Giovanni di Parente di Stupio (custoditi in originale presso l'Archivio di Stato della Spezia), fanno di Sarzana (e di Castelnuovo Magra) gli unici luoghi certi dell'intera biografia dantesca dell'esilio, in compagnia della sola, fatale Ravenna.

La pace siglata da Dante segnò di fatto la fine del potere temporale dei vescovi in Lunigiana. Il 12 giugno 1316 il vescovo Gherardino Malaspina, nominò Castruccio Castracani visconte della diocesi lunense, il quale dominò la città fino alla sua morte, il 3 settembre 1328[7].

Successivamente la rappresentanza della città si recò presso l'imperatore Federico III di Aragona, per chiedere il riconoscimento i diritti acquisiti dal vescovo Gherardino in esilio (soprattutto diritti tributari), che li concesse.

Nel 1343 Sarzana tornò sotto l'influenza dei Pisani[7] per passare successivamente sotto la dominazione della Repubblica genovese (1438[7]), concludendosi con quella dei Medici[7], che strinsero d'assedio la città nel 1487, durante la guerra, denominata "guerra di Serrezzana". A causa della guerra la fortezza Firmafede fu completamente distrutta, per poi esser riedificata e denominata appunto Cittadella. Poco prima, nel 1469, fu insignita del titolo di Sigillum civitatis Sarzane dall'Imperatore Federico III.

Dalla Repubblica Genovese al Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Passò quindi ancora a Genova (1494) prima attraverso il Banco di San Giorgio[7] e poi, direttamente nel 1562[7]. Da allora Sarzana legò il suo destino, sino ai giorni nostri, a quello di Genova[7] che la elesse a sede del capitaneato omonimo.

Con la caduta della Repubblica di Genova (1796), sull'onda della rivoluzione francese e a seguito della prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, Sarzana rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrò nel I cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del I cantone della Lunigiana nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Dal 13 giugno 1805 al 1814, annesso al Primo Impero francese, venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, non consentendo la ricostituzione della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V mandamento omonimo del Circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.

La creazione del nuovo capoluogo di provincia alla Spezia determinò lo spostamento degli uffici pubblici (tribunale, sottoprefettura, ecc.) da Sarzana alla Spezia, nel 1929 anche la Cassa di Risparmio e la Banca del Monte di Sarzana furono obbligate a confluire nella Cassa di Risparmio della Spezia e, nello stesso anno, il vescovato fu spostato da Sarzana alla Spezia.

Dal fascismo ai giorni nostri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fatti di Sarzana.

Sarzana fu protagonista nell'estate del 1921 di uno scontro tra squadristi e carabinieri il 21 luglio nei cosiddetti Fatti di Sarzana, quando, i carabinieri al comando del capitano Guido Jurgens, a seguito di un colpo di arma da fuoco, spararono sugli squadristi. Successivamente, parte dei fascisti fuggiti nelle campagne, furono uccisi dagli arditi del popolo. I fatti di Sarzana ebbero una vastissima eco nazionale, su di essi intervennero i massimi esponenti politici dell'epoca (Gramsci, Turati, Mussolini, Giolitti, ecc.). Nel periodo della dittatura fascista furono molti i sarzanesi che subirono condanne dal tribunale speciale per attività antifasciste, quelli inviati al confino, i licenziati e perseguitati. Ingente fu l'emigrazione politica degli antifscisti sarzanesi soprattutto verso la Francia.

Durante l'occupazione nazista, la popolazione di Sarzana, diede un decisivo contributo alla lotta partigiana. Sulle colline sovrastanti la città si formarono gruppi spontanei dei cosiddetti "sbandati" poi riuniti in vere brigate partigiane, la più famosa fu la brigata "Ugo Muccini". La lotta che intrapresero queste formazioni fu determinante per contenere la violenza e la forza degli occupanti tedeschi e fascisti, responsabili di eccidi efferati nelle vicine località lunigianesi e garfagnine.

Un altro fattore determinante fu la vicinanza alla Linea Gotica, fattore che caratterizzò l'asprezza della lotta partigiana nel sarzanese sottolineata da molteplici scontri tra partigiani e nazifascisti, scontri nei quali venne pagato un alto tributo di vite alla riconquista della libertà e della democrazia.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Sarzana-Stemma.png
« d'azzurro alla luna montante, sormontata da una stella di otto raggi, il tutto d'oro, colle sigle O.P.Q.L. pure d'oro ordinate in fascia e nel capo. Lo scudo sarà sormontato da corona comitale. »
(Descrizione araldica dello stemma[9])

Lo stemma è stato concesso con l'apposito Reale decreto datato al 9 marzo del 1893[9]. Esso è composto da uno scudo, a forma gotica, che racchiude la simbologia ed è ornato a destra da un ramo di olivo e a sinistra da un ramo di quercia uniti da un nastro. La luna e la stella, presenti anche in molti altri stemmi di città appartenenti all'area Luninigiana, insieme all'acronimo O.P.Q.L. ricordano l'origine dall'antica colonia romana Luni. L'acronimo O.P.Q.L. infatti, corrisponde a «Ordo PopulusQue Lunensium», che significa governo e popolo di Luni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La presenza secolare della sede vescovile a Sarzana fu senz'altro uno dei motivi principali che hanno indotto la commissione della costruzione delle chiese sarzanesi, ma soprattutto uno dei motivi principali della venuta a Sarzana di maestri scultori, pittori del medioevo.

  • Pieve di Sant'Andrea nel centro storico. La pieve è l'edificio sacro più antico di Sarzana, risalente tra il X secolo ed il XI secolo[11], ricordata per la prima volta come sede del Sinodo del 1137[11]. Venne costruita in tre fasi distinguibili da alcuni elementi sia architettonici che testamentari. All'interno si trovano sculture marmoree del XIV e XV secolo, raffiguranti il patrono di Sarzana, sant'Andrea, ed i santi Pietro e Paolo, una fonte battesimale decagonale con basamento marmoreo di Giovanni Morelli da Carrara, e una Vocazione di Santi Giacomo e Giovanni Battista del Fiasella ed altri dipinti. Notevole sull'altare di sinistra la venerata immagine miracolosa della Madonna delle Grazie. I recenti scavi, all'interno della pieve, hanno riportato alla luce, oltre ad un forno per la fusione dei metalli, una serie di reperti.
  • Oratorio di San Girolamo nel centro storico. Ricostruito nelle forme ottagonali nel XVIII secolo, con cupola ellittica affrescata, è sede della Confraternita del Preziosissimo Sangue. Il primo impianto risale al 1473[12].
  • Chiesa, convento e chiostro di San Francesco fuori le mura del centro storico. La chiesa sorge su una piazza appena fuori delle mura. La prima notizia documentata dell'edificio religioso risale al 1238, ma la tradizione vuole che San Francesco stesso passò da Sarzana e fondò il convento[15]. Alla fine del XIII secolo il convento era ancora in costruzione, mentre nel XV fu ampliato con il dormitorio ed il chiostro. L'impianto è a croce latina.
  • Chiesa parrocchiale di San Venanzio, del 1962[19].
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Eutichiano nella frazione di Marinella. Edificata tra il 1881 e il 1882 presso la tenuta di Marinella, venne consacrata e aperta al culto il 3 maggio 1882. Già dipendente della comunità parrocchiale di San Lazzaro, fu monsignor Giovanni Costantini nel 1937 ad istituire l'omonima e indipendente congregazione religiosa[21].
  • Chiesa parrocchiale di San Lazzaro presso l'omonimo quartiere, conserva uno dei più rappresentativi dipinti dell'opera pittorica del Fiasella. Il quadro raffigura san Lazzaro, ferito, con accanto il suo cane, implorante la Vergine Maria per la protezione di Sarzana, raffigurata ombrata nel dipinto[22].
Interno della pieve di Sant'Andrea
  • Oratorio della Trinità presso l'omonimo quartiere. Edificato a spese di monsignor Giovanni Battista Casoni[24] e intitolato anche ai santi Pietro e Isidoro[24], fino al XVII secolo vi si celebrava la Santa Messa quotidianamente[24]. Caduto in disuso e in totale abbandono, venne in epoca moderna acquistato dalla Cassa di Risparmio della Spezia che lo donò all'ente comunale[24]. Presenta una pregevole volta affrescata, opera di Stefano Lemmi[24].
  • Oratorio degli Angeli custodi nella località di Monterosso.
  • Ex oratorio di San Bartolomeo presso l'omonimo ospedale civile, demolito per far spazio ai nuovi fossati e baluardi.
  • Ex oratorio di San Carlo Borromeo nel centro storico. Aperto nel 1684[25] per volere del sarcedote locale Francesco Malastesta è citato in una visita pastorale, datata al 1727, di monsignor Giovanni Gerolamo della Torre[25]. I locali del seicentesco oratorio, uno degli ultimi edifici religiosi aperti nel centro storico sarzanese[25], sono stati adibiti ad attività commerciali.
  • Chiesa Apostolica Evangelica.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Via Mazzini, arteria principale del centro storico sarzanese

Il centro storico di Sarzana è ricco di palazzi signorili, fatti costruire dalle nobili famiglie per propria dimora.

  • Palazzo Benedetti, già palazzo Mercadanti, del XVIII secolo.
  • Palazzo Berghini, costruito per la famiglia De Benedetti, in stile rinascimentale, passerà poi di proprietà ai Berghini che lo restaureranno nel Settecento. Nel salone del primo piano sono presenti notevoli affreschi.
  • Palazzo Brondi-Pini del XV secolo; il palazzo fu anche proprietà della famiglia Lucciardi nel XVIII secolo.
  • Palazzo Fiori, del XIX secolo, restaurato nel corso dell'Ottocento dalla famiglia Capitani.
  • Palazzo Fontana. Già residenza delle famiglie Bordigoni, Sarteschi e quindi dei Fontana dal 1937, nell'atrio del palazzo sono esposte e conservate molte opere dello scultore Carlo Fontana, quest'ultimo autore, a Sarzana, dei monumenti a Giuseppe Garibaldi e ai caduti (la Procellaria). Tra le opere: Tommaso Campanella in carcere (1891); Nudo di atleta (1908); Gesù scaccia i profanatori del tempio; Prometeo liberato; La Sibilla delle Apuane; Capitello colonna (1938); Gessi del monumento ai caduti di Tivoli (1930); Autogenesi; busto di Terenzo Mamiani; busto di una duchessa.
  • Palazzo del Loggiato.
  • Palazzo Lucri, già palazzo Parentucelli-Calandrini. Corredato da un ampio porticato presenta nella facciata un medaglione affrescato ritraente la Vergine Immacolata con san Giuseppe. Secondo la tradizione qui nacque Tommaso Parentucelli il 15 novembre 1397, futuro pontefice di Roma come Nicolò V. Oltre allo stemma papale, collocato nel primo pianerottolo del vano scale, è murato sulla facciata lo stemma vescovile di Antonio Maria Parentucelli, primo vescovo della nuova diocesi di Luni-Sarzana.
Villa Carpena sul Torrione Testaforte
  • Palazzo Magni-Griffi del 1783. È un significativo esempio di classicismo settecentesco che nella sua struttura essenziale prelude all'avvento del Neoclassicismo. Nella facciata scompare ogni elemento decorativo e rimane solo la geometria delle cornici, in gioco composito curvilineo e triangolare dei timpani. Nell'atrio e nello scalone si trova il gusto scenografico barocco, che torna ad animare lo spazio, grazie al gioco di colonne e balaustre che filtrano la luce proveniente dal cortile interno.
  • Palazzo Neri del 1840. Costituito da una facciata composita e sobria, ha al suo interno le sale tutte affrescate. Il giardino con il pozzo dell'antico convento delle Clarisse, su una parte del quale è sorto il palazzo, costituisce un elemento architettonico originale. Tutto l'isolato era occupato dalla chiesa e dal convento, con un'area di pertinenza che occupava parte della vicina piazza Garibaldi. Soppresso il convento con la dominazione napoleonica, l'edificio fu residenza privata e locanda ("Locanda della posta"); qui nel 1839 morirà la nipote di Napoleone, Charlotte Napoléone Bonaparte. Acquistato nel 1840 da Pietro Neri, il palazzo riscoprì una nuova fase d'abbellimento negli spazi e nelle forme attuali.
  • Palazzo Picedi.
  • Palazzo Picedi-Benettini-Groppallo del 1720. È una costruzione che si erge secondo un impianto tardo rinascimentale toscano e ha nella facciata la sua forma più originale. Già il basamento in bugne appiattite è ornato da splendide grate in ferro battuto. Al piano nobile il ritmo è scandito dalle cornici delle finestre e dall'alternanza dei timpani curvilinei con quelli triangolari, motivo ripetuto con più leggerezza all'ultimo piano. Tra i visitatori del palazzo la duchessa di Parma Maria Luigia (in occasione dell'apertura del lavori per la nuova via della Cisa), papa Pio VII (che concesse alla cappella interna del palazzo il titolo di cappella gentilizia), la contessa Laura Picedi e il marchese Giacomo Groppallo, quest'ultimo promotore della bonifica privata della zona paludosa tra Luni e Marinella di Sarzana.
  • Palazzo Podestà-Lucciardi (1819), è un raro esempio di architettura neoclassica, realizzato su progetto di Carlo Barabino per la famiglia Podestà. Nel palazzo sarzanese viene espresso un classicismo costruito, ragionato attraverso l'uso del bugnato appiattito. Sul tetto l'altana forma un tempietto classico.
  • Palazzo Remedi del XIV e XVII secolo.
  • Palazzo Sartori del XIV secolo. Assieme al vicino palazzo Neri faceva parte del quattrocentesco convento delle Clarisse. Il palazzo verrà nel 1850 restaurato dalla marchesa Aurelia Pareto Spinola, moglie del marchese Alessandro Magni Griffi e già vedova del nobile Ilario Lari.
  • Palazzo Tusini del XIV secolo. Edificato nel tardo Cinquecento per volere della famiglia Bernucci, forse sui resti di una preesistente casa-torre del medioevo, il palazzo ha subito diversi rimaneggiamenti nel corso del Settecento. Di proprietà dei vari discendenti Bernucci fino al 1850, fu venduto ai Tusini presumibilmente per motivi economici.
  • Palazzo degli Uffici.
  • Palazzo Valenti.
  • Palazzo Vescovile. La costruzione del palazzo si rese necessaria dopo il trasferimento a Sarzana, nel 1465, del titolo diocesano della nuova diocesi di Luni-Sarzana. L'edificio verrà portato a compimento nel 1471 sotto la guida vescovile di Antonio Maria Parentucelli. Conserva diversi affreschi, arredi e ritratti delle più note personalità religiose diocesane.
  • Palazzo Zacchia-Arzelà del XV secolo. Edificato nel Quattrocento dalla famiglia Zacchia, originaria di Vezzano Ligure, fu nel 1870 venduto alla famiglia Arzelà.
  • Villa Bordigoni.
  • Villa Carpena, sorge su uno dei torrioni perimetrali del centro storico, nella fattispecie Torrione Testaforte.
  • Villa Fiori.
  • Villa Giustiniani-Groppallo.
  • Villa Groppallo.
  • Villa La Motte.
Porta Parma a nord del borgo storico sarzanese
  • Villa Ollandini, edificata nel corso del Settecento per la famiglia Ollandini, originaria di Lerici, da uno sconosciuto architetto probabilmente dell'area genovese. Se la paternità della progettazione dell'edificio è tuttora incerta, con certezza si conosce il realizzatore del vasto giardino ad opera del genovese Michele Canzio[28]. La settecentesca villa fu pesantemente rivista e modificata dopo la vendita avvenuta il 23 aprile 1938[28]; gli spazi furono convertiti per essere utilizzati dai bambini in cura presso il Preventorio antitubercolare della Spezia[28]. Nell'agosto del 1854 la villa ospiterà la regina Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena[28].
  • Villa Podestà-Lucciardi. In località Fusicchio di Sarzanello già esisteva una dimora di proprietà di Antonio Maria Quartara costituita da tre fondi e tre ambienti al primo piano[29]. Tale abitazione verrà nel 1731[29] acquistata da Stefano Lucciardi e sarà il figlio di quest'ultimo, Domenico, ad ottenere, nel 1793[29], il permesso dal vescovo diocesano di costruire una cappella interna alla villa. Le forme attuali della dimora, caratterizzata dalle quattro uguali torri merlate ai lati, verranno raggiunte tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento con i proprietari Domenico e suo figlio Bartolomeo Lucciardi[29].
  • Teatro Impavidi, edificato all'interno del soppresso complesso conventuale dei frati Domenicani. Edificato tra il 1807 e il 1809, su progetto di Paolo Bargigli e di Bernardo Valenti, è l'unico teatro cittadino e il secondo, per capienza (940 posti), della provincia spezzina. Subì ingenti danni per un crollo del soffitto nel 1815 e per la perforazione della volta causata da una bomba nella seconda guerra mondiale. Gli ultimi restauri risalgono al periodo 1996-2005.
  • Ex ospedale di San Bartolomeo. La presenza di un ospedale, o più correttamente di un ricovero per viandanti e pellegrini lungo la Via Francigena, è documentata in alcuni scritti del 1129. La struttura, situata nel periodo medievale al di fuori della cinta muraria del borgo storico sarzanese, verrà nel corso del XVI secolo inglobata nella nuova fortificazione muraria. Per esigenze strutturali la sede dell'ospedale verrà spostata, nell'Ottocento, in un nuovo edificio a nord della città, nei pressi della chiesa e convento di San Francesco. Sulla facciata è posizionato il busto in marmo della benefattrice Paolina Ollandini Remedi. In epoca recente verrà costruita una struttura più moderna ed efficiente, sempre intitolata a san Bartolomeo, in località Santa Caterina.

Piazze[modifica | modifica sorgente]

L'antica "piazza della Calcandola" (oggi piazza Giacomo Matteotti) rappresenta senz'altro il cuore del centro storico monumentale di Sarzana.

In questo luogo la mattina del 6 ottobre del 1306, ante missam, Dante Alighieri ricevette la procura in bianco da Franceschino Malaspina, marchese di Mulazzo, che sarebbe valsa la mattina stessa la pace con il vescovo-conte di Luni, Antonio Nuvolone da Camilla. Si tratta dell'unico luogo certo (assieme al palazzo vescovile di Castelnuovo Magra, teatro del trattato di pace) della presenza di Dante di tutta la biografia dell'esilio.

Nel 1906 la piazza fu teatro delle prime celebrazioni ufficiali dell'Anno Dantesco e vi fu affissa la celebre epigrafe, dettata da Achille Pellizzari, che si conclude con lo splendido verso Orma di Dante non si cancella.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Il Genio della Stirpe (1914) di Carlo Fontana.
  • Monumento ai caduti di Carlo Fontana, del 1934, al centro di piazza Matteotti. Voluto per onorare i militari caduti nel corso della Prima guerra mondiale, il monumento raffigura, su un lato, alcuni soldati che in braccio trasportano un cannone lungo un sentiero di montagna; nella parte alta del monumento spicca la "Vittoria alata" - detta "la Procellaria" - anch'essa opera dello scultore Fontana[30].
  • Il Genio della Stirpe, di Carlo Fontana, collocato in piazza Garibaldi. Conosciuto, erroneamente, come il monumento a Giuseppe Garibaldi, il monumento del Fontana, progettato nel 1907 e portato a termine nel 1914, vuole simboleggiare in realtà l'avvenire e il futuro del popolo italiano con la protezione di Garibaldi, uomo chiave e tra i personaggi più importanti del Risorgimento e dell'Unità d'Italia. La statua, raffigurante un gigante con scudo su cui campeggia il profilo dell'Uomo dei due mondi, è stata ricavata da un unico blocco di marmo bianco di Carrara che, dopo la sua realizzazione nelle cave, è stata trasportata a Sarzana con un buon numero di buoi e collocata con un'apposita attrezzatura sopra il basamento[31].
  • Monumenti ai marinai caduti, inaugurato il 28 gennaio del 1981, presso l'omonimo largo.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Fortezza di Sarzanello[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fortezza di Sarzanello.

Uno dei simboli di Sarzana è la fortificazione militare che sorge sulla vicina collina di Sarzanello, da cui appunto prende la denominazione, e domina la vallata del Magra.

Antica sede vescovile, la fortezza fu per secoli presidio militare della vallata, centro nevralgico e strategico, e fu spesso al centro delle contese militari della zona.

Attualmente la fortezza è visitabile solo negli orari di apertura, mentre l'intera collinetta è liberamente accessibile ed è un punto panoramico suggestivo su tutta la vallata. Sovente la fortezza ospita eventi culturali come mostre o eventi musicali.

La Cittadella o Fortezza di Sarzana o Firmafede[modifica | modifica sorgente]

La Cittadella vista dalla Fortezza

La Cittadella o Fortezza Firmafede (quest'ultima definizione è da considerarsi errata in quanti si riferisce alla primitiva fortezza di città, eretta dai pisani e demolita in seguito per far posto alla possente struttura militare che oggi ammiriamo); quindi la Firmafede fu la prima fortificazione cittadina sarzanese e fu edificata nel 1249, con la cinta muraria della città, grazie all'aiuto dei Pisani alleati della città.

Nel 1324 Castruccio Castracani apportò numerose e rilevanti modifiche ai sistemi difensivi e successivamente il complesso fu distrutto dai Fiorentini, guidati da Lorenzo de' Medici, nel 1487 durante la "Guerra di Serrezzana". La Cittadella attuale fu realizzata sui ruderi della precedente per ordine di Lorenzo de' Medici che si avvalse del lavoro dei migliori architetti militari fiorentini dell'epoca come Giuliano da Sangallo, Francesco di Giovanni detto il Francione e Luca del Caprina.

Nel 1494 i Genovesi rientrarono in possesso di Sarzana, grazie alla vendita della stessa da parte di Carlo VIII al Banco di San Giorgio, e completarono i lavori della cittadella, oggetto di ulteriori modifiche e rafforzamenti nel XV secolo e XVI secolo. Nel secolo scorso il complesso venne utilizzato come carcere, mentre oggi è utilizzata come sede di manifestazioni culturali e mostre.

Costituita da un corpo di fabbrica principale, di forma quadrilaterale regolare, con al suo interno un maschio centrale, è circondata da un imponente sistema murario di difesa, a cui è frapposto un ampio e profondo fossato. L'accesso principale avviene tramite un percorso che passa attraverso un ponte in pietra che conduce al portone principale, il quale si apre un cortile interno molto ampio, laterale al corpo centrale.

Castello della Brina[modifica | modifica sorgente]

Tra le postazioni difensive del territorio sarzanese, il castello della Brina, dell'XI secolo, fu edificato nei pressi di Falcinello dai conti-vescovi di Luni per il controllo delle vie di comunicazioni e commerciali che dal borgo storico dipartivano per le località della valle e dell'appennino. Il castello, distrutto in un periodo indefinito, è oggi costituito da qualche rudere delle mura e dall'abbattuta torre circolare[32].

Le porte ed i torrioni[modifica | modifica sorgente]

Porta Romana, a sud del centro storico.

Sarzana era difesa da una cinta muraria segnata da una serie di torrioni che costituivano l'accesso al borgo: il Torrione Testaforte a sud ovest, il Torrione Genovese ed il Torrione Stella a nord ed il Torrione San Francesco a nord est.

Il Torrione Testaforte, fu costruito nel 1513 dal podestà sarzanese Luchino Stella. Sul torrione la famiglia Carpena costruì successivamente la propria residenza, Villa Carpena appunto. Il torrione si congiunge con la Cittadella attraverso un camminamento che sormonta Porta Romana, l'accesso meridionale della città.

Dalla parte opposta, percorrendo l'attuale via Mazzini si arriva all'altra porta della città: Porta Parma. Tale accesso è l'anello di congiunzione tra altri due torrioni: il Torrione genovese o di S.Giorgio ed il Torrione Stella. Sul bastione del primo è ancora visibile San Giorgio che uccide il drago, simbolo e testimonianza della presenza genovese in città. A pochi metri dalla porta parte una strada lastricata in ciottolato detta via Torrione Genovese, che ripercorre le antiche mura fino a raggiungere in piazza San Giorgio, antica sede della dogana.

Dalla parte opposta a via Torrione Genovese, si dipana via Torrione San Francesco che conduce al torrione omonimo, anch'esso edificato nel 1513 e ulteriore bastione a difesa della zona settentrionale della città.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[33]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[34] i cittadini stranieri residenti a Sarzana sono 1.124, pari al 5,17% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Sarzana non si riscontrano particolari problematiche ambientali, eccezion fatta per lo stato di degrado della frazione di Marinella. Il "caso" Marinella è emblematico: dopo uno sviluppo il cui obiettivo era quello di creare l'impianto per lo sviluppo del turismo balneare teso alla creazione di una località di villeggiatura, avvenuto negli anni cinquanta e sessanta, la frazione ha conosciuto uno stato di degrado.

Le sorti del centro balneare[35] sarebbero state legate recentemente a un progetto di riqualificazione che prevede la costruzione di 800 posti barca con 40.000 m² di nuove costruzioni[36]. Il progetto di tale intervento è stato affidato alla Marinella Spa, una società partecipata dal Gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena[37].

Nel 2006, Legambiente ha conferito la Bandiera nera anche alla Marinella Spa di Sarzana[38], per il progetto di "valorizzazione" della tenuta di Marinella che, secondo Legambiente, andrebbe ad alterare profondamente il territorio dell'area costiera, prevedendo un aumento delle volumetrie edificabili di 6.000 metri cubi a fronte dei 2.500 previsti dal Piano regolatore generale del comune di Sarzana[39].

Raccolta differenziata[modifica | modifica sorgente]

Per l'anno 2007 Sarzana è risultato essere il terzo comune più attento in materia di raccolta differenziata di tutta la provincia della Spezia (preceduto dai comuni di Deiva Marina e Santo Stefano di Magra) e settimo della Liguria, con una quota del 32,84% di rifiuto riciclato[40], non superando però la quota minima prevista dal decreto Ronchi (35%) che gli avrebbe evitato il pagamento di pesanti sanzioni.

Tuttavia, nel 2011, la città è stata costretta a pagare una penale del 20% a causa della sua scarsa raccolta dei rifiuti.[41]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Origini dell'istruzione secondaria a Sarzana[modifica | modifica sorgente]

Il pontefice Nicolò V, nativo di Sarzana. A lui è intitolato il locale liceo classico e scientifico.

Le origini dell'istruzione secondaria nel paese risalgono al XIV secolo, quando nel 1368 il Vescovo Bernabò Griffi[42] rifiutò di ordinare alcun sacerdote che non fosse istruito, fatto di relativa importanza storica in quanto si trattava di un provvedimento limitato alle scuole religiose per l'istruzione dei futuri sacerdoti, necessarie in una sede vescovile.[43] Il 3 ottobre 1396, poi, con una delibera del Comune venne nominato un maestro laico, Ugolino di Giovanni de' Canessi di Borgo San Donnino, il quale ebbe il compito di esercitare l'insegnamento della grammatica a Sarzana.[43] Nacque così la prima scuola pubblica, articolata in due classi, alle quali accedevano rispettivamente gli studenti "non latinantes" e "latinantes", e che poteva essere frequentata anche da giovani che non avevano intenzione di intraprendere la carriera ecclesiastica.

Un altro importante insegnante della scuola sarzanese di questo periodo fu Giovanni Meduseo, il quale acquistò una casa in piazza Calcandola dove tenere le lezioni ed iniziò a costituire una biblioteca chiedendo in prestito copie di classici greci e latini dalle corti vicine per poterli copiare.[43] I compensi per gli insegnanti variarono dapprima dai quaranta fiorini all'anno più un fiorino al mese da parte di ciascun alunno, per poi passare nel 1431 a 50 lire genovesi all'anno più due fiorini al mese da parte dei "latinantes" e uno da parte dei "non latinantes".[43]

Nel 1481 fu costituita una commissione permanente per la nomina dei maestri della scuola, per la determinazione delle retribuzioni e per la scelta della casa in cui si dovevano svolgere le lezioni.[43] Nel XVI secolo crebbe il numero degli insegnanti, come anche la cifra delle retribuzioni che raggiunse le 400 lire e la scuola cominciò a chiamarsi "Ginnasio".[43]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Sarzana è sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola primaria e scuola secondaria di primo grado:

  • Istituto Immacolata Pavone.

In città esisteva anche un'altra scuola elementare, nota come "XXI Luglio" dal viale dove è situata, chiusa dal sindaco Massimo Caleo oltre 8 anni fa per ragioni mai completamente chiarite.

Sarzana è inoltre sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • Liceo Classico e Scientifico "Tommaso Parentucelli". Il primo tentativo di intitolazione di questo liceo fu nel 1905 quando si portò in una seduta del consiglio proposta di intitolare il Ginnasio a Guido Cavalcanti[43]. Furono avanzate quindi le candidature dell'educatore e filosofo Giovanni di Dio Contilli e del pontefice Nicolò V Parentucelli, tra i sarzanesi, e di Vittorio Alfieri e Vincenzo Gioberti tra gli "stranieri". La questione fu poi rimandata al 1913, e il consiglio dei professori si divise tra due candidati: l'umanista sarzanese del XV secolo Antonio Ivani ed il suo contemporaneo papa Niccolò V, al secolo Tommaso Parentucelli. La scelta fu per pochi voti favorevole a quest'ultimo. La decisione fu poi ratificata dalla Giunta provinciale per le scuole medie di Genova nel 1913 e dal re (decreto del 5 febbraio 1914).

Museo Diocesano[modifica | modifica sorgente]

L'oratorio della Misericordia, sede del locale museo diocesano.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo diocesano (Sarzana).

A Sarzana è possibile visitare il museo diocesano di arte sacra, sito museale aperto al pubblico nel 2003 e che raccoglie gran parte del patrimonio artistico della diocesi spezzina e sito nell'oratorio della Misericordia.

Musica[modifica | modifica sorgente]

La formazione di una prima e storica banda musicale a Sarzana avvenne nel 1848 quando nacque una banda militare al servizio della Guardia Nazionale Sarzanese. Ricostituita nel 1855 come banda civile per volere dell'amministrazione comunale, l'attuale denominazione è risalente al 2009 con la rinascita della Banda Musicale "Domenico Cortopassi", quest'ultimo musicista di Sarzana.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vini DOC spezzini e Cucina ligure.

La gastronomia sarzanese ricalca, con alcune varianti minime, la cucina ligure e lunigianese, in particolar modo i prodotti da forno come la farinata, le focacce, i testaroli.

Specialità tradizionali sono i ravioli, i "tagiarin", lasagne e gnocchi di patate, minestrone, lo stoccafisso, il pesto, le verdure ripiene, i testaroli, la scarpazza (torta di verdura), gli sgabei pasta lievitata fritta e salata, la torta di riso salata chiamata "torta scema", la panizza, la focaccia con la salsiccia, le frittelle di baccalà, il coniglio, la cima (detta anche pancetta), il castagnaccio.

Tra le colture va ricordata la varietà di zucchino denominata "zucchino alberello di Sarzana".

Tra i salumi tipici va ricordata la mortadella nostrale, che, a dispetto del nome, è un particolare tipo di salame morbido. Tuttavia Sarzana è conosciuta per l'originalità di un suo dolce tipico, la Spongata o "spungata", una torta costituita da pasta sfoglia e ripiena di frutta e marmellata. Altri dolci tradizionali sono la focaccia dolce, il buccellato, la torta di riso dolce, la pasta reale.

Nei dintorni sarzanesi, anche in virtù della presenza di piccole aziende vinicole, si producono discrete quantità di vini bianchi, come il famoso Vermentino delle colline di Luni. La tradizione vinicola della zona è sottolineata anche dalla varietà di viti coltivate che vanno dal bosco, all'albarola, al trebbiano.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Libri in vendita alla "Soffitta nella strada"
  • "Soffitta nella strada"[44], rassegna di mercato dell'antiquariato e del modernariato che si svolge nel periodo estivo, su bancarelle che invadono le strade del centro storico, in contemporanea con la più qualificata Mostra nazionale dell'antiquariato.
  • "Calandriniana", manifestazione di pittori impegnati in produzioni estemporanee nelle strade del borgo. Il centro della manifestazione si svolge in piazza Calandrini.
Il pubblico del Festival della Mente negli spalti della Fortezza Firmafede di Sarzana
  • Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività, ai percorsi di creazione, di sviluppo delle idee e ai processi creativi in genere. Vi partecipano grandi personaggi italiani e stranieri, massimi esponenti nei campi dell'arte, della letteratura, delle scienze e talvolta dello spettacolo; dal 30 agosto al 1º settembre 2013 si è svolta la decima edizione.
  • Festival Internazionale del Teatro di Strada, rassegna teatrale per le vie del borgo.
  • Fiera tradizionale delle nocciole, con banchetti gastronomici.
  • "Acoustic Guitar International Meeting", concerti e mostra presso la fortezza Firmafede, a maggio.
  • "Premio Spiros Arghiris", premio destinato alle giovani speranze della lirica di tutto il mondo, a giugno.
  • "Libri per Strada", bancarelle con la vendita di libri, mentre i più noti autori italiani e stranieri presentano le loro opere nello spazio dibattiti.
  • Mostra nazionale dell'antiquariato. Si svolge all'interno della fortezza Firmafede e ospita i migliori antiquari italiani, ad agosto.
  • "Sconfinando", rassegna musicale dedicata alla ricerca, alla musica etnica e di qualità, a luglio.
  • "Arte Aperta", allo stesso tempo un'esposizione ed un'estemporanea di arte in tutte le sue manifestazioni più spontanee, a luglio[46].

Persone legate a Sarzana[modifica | modifica sorgente]

Statua del pontefice Nicolò V presso la facciata della concattedrale di Santa Maria Assunta

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Porte: 1) Parma, 2) Romana - Torrioni: 3) S.Giorgio, 4) Stella, 5) S.Francesco, 6) Testaforte - 7) Cittadella - Chiese: 8) S.Maria, 9) S.Andrea

Sarzana è costituita da un impianto urbanistico che ha vissuto alterne vicende, rispecchiando la storia travagliata del borgo.

Nel cuore del centro storico, nell'intorno della pieve di Sant'Andrea, sono ancora individuabili le tracce del castrum romano, con la tipica disposizione dettata dal cardo e dal decumano, originario del borgo, soprattutto nella perpendicolarità degli assi viari interni. Tale regolarità si perde via via nel tempo con l'espansione del centro abitato.

La città conserva tuttora l'immagine dell'originario abitato medievale, nonostante le più tarde opere di fortificazione dovute agli interventi di fortificazioni come le mura, i torrioni e soprattutto la Cittadella, che modificarono pesantemente l'impianto urbanistico del primitivo borgo, conferendogli da quel momento l'aspetto di città murata, dominata dalla massiccia fortezza di Firmafede.

Agli inizi del XIII secolo Sarzana accresce la sua importanza con il trasferimento della sede vescovile, espandendosi notevolmente a livello urbanistico, con la divisione in quartieri. Nel secolo successivo vennero aperte sei porte nelle mura, in corrispondenza delle principali vie di comunicazione. L'intenso sviluppo edilizio continuò fino al XIV secolo, documentato da numerosi edifici fuori delle mura e dalla fondazione di notevoli complessi religiosi, sorti con l'arrivo di nuove comunità religiose, come le Clarisse e i Domenicani.

L'impianto urbanistico principale rimane inalterato a tutt'oggi, con alcune piccole eccezioni dovute ad ammodernamenti, degli accessi al centro storico.

Nel 1999 l'avvio di un importante progetto di riqualificazione urbana che prevedeva la nuova pavimentazione delle principali piazze cittadine, unito all'apertura di numerosi cantieri per l'installazione di condutture legate a vari servizi pubblici, ha condotto all'intervento della Soprintendenza, dapprima con limitate verifiche di emergenza.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è costituito[47], oltre il capoluogo di Sarzana, sede comunale, dalle tre frazioni di: Falcinello, Marinella di Sarzana e San Lazzaro.

Falcinello è un antico borgo risalente al X secolo situato su un colle. Nel 1185 Federico Barbarossa lo concesse in feudo al Vescovo di Luni e nel 1202 la Comunità è governata con Consoli e statuti propri. Dal 1540 passò ai Malaspina e in seguito rimase comune autonomo fino al 1806, quando venne annesso al comune di Sarzana, a cui da sempre è legato economicamente.

Marinella di Sarzana, tra le frazioni si distingue perché costituisce la "dépendance" balneare della cittadina. Geograficamente appartenente della Riviera Apuana, si contraddistingue per un litorale basso e sabbioso ben diverso dalle coste rocciose e scoscese della riviera ligure. Marinella di Sarzana, che sorge praticamente contigua a Marina di Carrara, è oggi al centro di un progetto di riqualificazione che, con l'intento di rilanciare il turismo nella località rendendola una anticamera delle Cinque Terre, si propone di eliminare il degrado che attualmente l'attenaglia, salvaguardando e riqualificando inoltre la maggior parte della zona di pianura attualmente destinata a produzione agricola per l'allevamento bovino. bonificata nel XIX secolo.

San Lazzaro è la frazione sorta verso la piana alluvionale, al confine con il comune di Castelnuovo Magra.

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Centro Storico, Crociata, Battifollo, Bradia, Sarzanello, Trinità-Ponti di Ferro, Falcinello, Grisei-Ghiaia, Marinella, Nave-Fortezza-San Michele, San Lazzaro, Santa Caterina-Olmo-Boettola

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cantiere Intermarine di Sarzana.
Panorama della tenuta di Marinella

L'economia sarzanese è sempre stata prevalentemente legata all'agricoltura e alle produzioni legate al settore primario, ivi compreso l'allevamento.

L'attività industriale è legata al Cantiere Intermarine.

Attualmente il settore produttivo sarzanese è caratterizzato dalla compresenza di varie attività, tutte volte a sfruttare le peculiarità del territorio e la sua posizione: dall'agricoltura al turismo, al commercio, senza trascurare l'artigianato e le attività antiquarie.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Storicamente la piana sarzanese ha sempre espresso una particolare vocazione agricola, soprattutto in virtù dell'area alluvionale disponibile alla coltivazione, pressoché inesistente in altri zone della provincia.

Nel 1990, Sarzana disponeva di 5,6 ettari di superficie agricola utilizzata, passati a 6,8 ettari nel 1999 (+21,4%)[48].

La tenuta di Marinella

Tra le coltivazioni più importanti spiccano la viticoltura, con la conseguente produzione vinicola, in particolare con la produzione vinicola del Colli di Luni Vermentino, sia rosso che bianco, e la coltivazione dell'olivicoltura e produzioni di olio d'oliva. Negli ultimi anni è incrementata notevolmente la pratica dell'agricoltura biologica, soprattutto per quanto riguarda la produzione di ortaggi.

Allevamento[modifica | modifica sorgente]

L'allevamento riveste un settore fondamentale del territorio sarzanese. In particolare nella zona retrostante il litorale balneare, detta la "Tenuta", si pratica l'allevamento della razza frisona su una superficie di circa 450 ettari[49], divenendo una delle realtà zootecniche maggiori della Liguria.

La produzione di latte fresco pastorizzato e confezionato si attesta sui 3.500.000 di litri all'anno. Significativa inoltre anche la produzione casearia.

Anche se in maniera marginale, si pratica l'allevamento di equini e ovini.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il litorale di Marinella

Sarzana fa del turismo una delle risorse principali della sua economia.

Grazie al suo impianto urbanistico, il borgo racchiude una miriade di gioielli d'arte, facilmente accessibili a tutti, dalle sue architetture alle sculture, ai dipinti presenti negli edifici e nelle chiese sarzanesi.

Oltre al turismo culturale, il territorio sarzanese riserva anche la possibilità di godere delle vicinanze del mare, con la frazione di Marinella di Sarzana, sede di numerosi stabilimenti balneari.

Si tratta di un litorale sabbioso di circa 3 chilometri, lungo i quali si alternano spiagge libere e concessioni demaniali. Il litorale sarzanese è conosciuto, e apprezzato, sia per la relativa facilità di accesso, sia per la vicinanza dai centri urbani maggiori della zona.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

I carrugi

Strade[modifica | modifica sorgente]

Sarzana è situata nei pressi dell'intersezione tra la strada statale 1 Via Aurelia e la strada statale 62 della Cisa.

Le antiche strade medievali che collegavano Sarzana con i centri limitrofi della Lunigiana sono ancora servibili; particolarmente suggestive sono le strade, tra cui la strada provinciale 22 "Via Alta", che portano al vicino borgo di Fosdinovo, le quali offrono un'ottima panoramica sulla vallata del Magra e che mettono in comunicazione Sarzana con l'interno lunigianese. La provinciale 21 porta da Sarzana a Marinella.

Inoltre è raggiungibile anche grazie al proprio casello autostradale sull'autostrada A12.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Sarzana ha una stazione ferroviaria, denominata semplicemente Sarzana, sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra le stazioni di La Spezia Centrale e Pisa Centrale. Essa è dotata di quattro binari all'attivo e si muove tra le principali stazioni entro le quali è compresa su una linea a doppio binario. Vanta inoltre una posizione strategica: è infatti situata a pochi passi dal centro ed è ben servita sia da bus che da taxi, mentre per raggiungere la periferia della città è sufficiente transitare sulla passerella che sorvola i binari.

Porto ed aeroporto[modifica | modifica sorgente]

Nei pressi di Sarzana sorge l'aeroporto di Sarzana-Luni, in uso come eliporto della Marina Militare e con una parte civile destinata ad aeroporto turistico.

Transitando in direzione Marinella di Sarzana, lungo il viale che porta alle spiagge del litorale, si raggiunge anche l'approdo fluviale, per barche da diporto di Marina 3B.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei sindaci della città di Sarzana dalla Liberazione ad oggi:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1971 Paolino Ranieri Partito Comunista Italiano Sindaco
1971 1977 Anelito Barontini Partito Comunista Italiano Sindaco
1977 1985 Francesco Baudone Partito Comunista Italiano Sindaco
1985 1989 Renato Di Casale Partito Comunista Italiano Sindaco
1989 1994 Giovanni Lorenzo Forcieri Partito Comunista Italiano, poi Partito Democratico della Sinistra Sindaco [50]
1994 2002 Renzo Guccinelli Democratici di Sinistra Sindaco [51]
2002 18 gennaio 2013 Massimo Caleo Partito Democratico Sindaco [52]
18 gennaio 2013 27 maggio 2013 Giuseppe Larosa - Commissario prefettizio [53]
27 maggio 2013 in carica Alessio Cavarra Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sarzana è gemellata[54] con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

La pratica dello sport nel territorio sarzanese è agevolata dalla presenza di numerosi centri sportivi, il più importante dei quali è il centro "Pasquale Berghini", un comprensorio che dispone di campi da calcio, pista d'atletica e lo stadio "Miro Luperi", campo casalingo della principale società calcistica di Sarzana è la ASD Sarzanese Calcio 1906 srl; l'altra squadra di Sarzana è la Bradia Azzurri che milita nel campionato di Prima Categoria.

Il Sarzana Basket, squadra maschile di pallacanestro, gioca in DNC a livello Nazionale, allenata da Michele Bertieri. Il settore giovanile, che conta centinaia di iscritti, è molto promettente.

È presente anche la Pallavolo Sarzanese, squadra femminile di volley che attualmente milita in serie C.

La città ha inoltre una forte tradizione hockeistica che si rispecchia nella società dell'Hockey Sarzana. La prima squadra milita in serie A1.

Ben rappresentato è il football americano con i Sarzana Red Jackets che dalla stagione 2008 militano in serie A.

Nel 1996 nello stadio sarzanese si è svolta un'edizione della Partita del cuore nella quale hanno partecipato molti personaggi famosi fra i quali Raul Bova.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Popolazione residente al 30 novembre 2013, ISTAT.
  2. ^ Con z pronunciata come s sonora di rosa.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Nuova Editrice Genovese.
  4. ^ www.valdimagra.com - territorio
  5. ^ Fonte dal sito del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra
  6. ^ Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare (PDF)
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n Fonte dal sito del Comune di Sarzana-La nostra storia. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  8. ^ La fortezza di Sarzanello Sito ufficiale
  9. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ a b c Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  11. ^ a b Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana-Fase medievale e romanica. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  12. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Gli oratori. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  13. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Oratorio di Santa Croce. URL consultato il 15 dicembre 2011.
  14. ^ Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana-Oratorio della Misericordia e museo diocesano. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  15. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di San Francesco. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  16. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di Nostra Signora del Carmine. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  17. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di San Giovanni Battista. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  18. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di San Martino. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  19. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di San Venanzo. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  20. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  21. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di Sant'Eutichiano. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  22. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di San Lazzaro. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  23. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa di Santa Caterina. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  24. ^ a b c d e Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Oratorio della Trinità. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  25. ^ a b c Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Oratorio di San Carlo Borromeo. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  26. ^ a b c d Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Oratorio di San Rocco. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  27. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Chiesa Evangelica Battista. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  28. ^ a b c d Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Villa Ollandini. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  29. ^ a b c d Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Villa Podestà-Lucciardi. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  30. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Monumento ai caduti. URL consultato il 28 dicembre 2011.
  31. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Monumento Il Genio della Stirpe. URL consultato il 28 dicembre 2011.
  32. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Castello della Brina. URL consultato il 28 dicembre 2011.
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  35. ^ Sito Carta.org Inchiesta
  36. ^ Indymedia
  37. ^ Sito BMPS
  38. ^ Sito Legambiente Comunicati Bandiere Nere 2006
  39. ^ Legambiente Dossier Mare Nostrum - Pag.4
  40. ^ Dati del sito www.ecosportello.org/
  41. ^ Raccolta rifiuti: Spezia premiata, Sarzana multata. Pagheremo 20 per cento in più
  42. ^ Bernabò Griffi, Vescovo di Sarzana che restò in carica dal 1363 al 1369 ed emanò un corpo di costituzioni sui diritti e doveri del clero nella sua diocesi.
  43. ^ a b c d e f g da: Giorgio Bonvicini, "Il Liceo Parentucelli dalle origini ai giorni nostri", Tipografia Ambrosiana Litografia, La Spezia, 2006, pag.11.
  44. ^ La soffitta in strada Pagina sul sito comunale
  45. ^ Napoleon Festival
  46. ^ Arte Aperta
  47. ^ Fonte dallo statuto comunale di Sarzana. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  48. ^ Sito C.C.I.A.A.
  49. ^ Il Secolo XIX, 11/05/2005
  50. ^ Eletto senatore alle elezioni del 1994, diede le dimissioni dalla carica di sindaco
  51. ^ Si dimette anzitempo dalla carica sindaco e viene eletto alle elezioni dello stesso anno come consigliere alla provincia di La Spezia
  52. ^ Il 29 dicembre 2012 annuncia le sue dimissioni dalla carica amministrativa, divenute irrevocabili il 18 gennaio 2013. Il 28 febbraio 2013 viene eletto senatore per il Partito Democratico nella XVII Legislatura
  53. ^ Nominato dalla prefettura della Spezia. Guiderà l'ente fino alle prossime elezioni amministrative del 2013
  54. ^ Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Città gemellate. URL consultato il 29 dicembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe L. Coluccia, Potere e società in Val di Magra. Sarzana verso il Principato, Lunaria, 1992.
  • Franco Bonatti e Marzia Ratti, Sarzana, Sagep Editrice, 1991.
  • Piero Donati e Bonatti Franco, Le arti a Sarzana, Società Editrice Bonaparte, 1999, ISBN 88-87845-01-8.
  • Barbara Bernabò. "Alberghi nobiliari a Sarzana", in AA.VV. "La Storia dei Genovesi". IX, Genova, Associazione Nobiliare Ligure,1988. pp. 581–587.
  • Giorgio Bonvicini. "Il Liceo Parentucelli - dalle origini ai giorni nostri", Sarzana, Liceo Parentucelli, 2006.
  • Federico Galantini, Napoléon et Sarzane - Les origines italiennes des Bonaparte, Michel de Maulle - Parigi, 2004, ISBN 2-87623-149-2.
  • Pino Meneghini - I Segreti di Sarzana - Edigrafica Sarzana 2007

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