Monterosso al Mare

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Monterosso al Mare
comune
Monterosso al Mare – Stemma Monterosso al Mare – Bandiera
Panorama del borgo di Monterosso con, sulla sinistra, il convento dei Cappuccini e, lungo la scogliera, la torre Aurora
Panorama del borgo di Monterosso con, sulla sinistra, il convento dei Cappuccini e, lungo la scogliera, la torre Aurora
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
Sindaco Emanuele Moggia (Lista civica "Bene comune") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°08′46.63″N 9°39′19.98″E / 44.146286°N 9.65555°E44.146286; 9.65555 (Monterosso al Mare)Coordinate: 44°08′46.63″N 9°39′19.98″E / 44.146286°N 9.65555°E44.146286; 9.65555 (Monterosso al Mare)
Altitudine 12 m s.l.m.
Superficie 10,94 km²
Abitanti 1 474[1] (31-12-2011)
Densità 134,73 ab./km²
Comuni confinanti Levanto, Pignone, Vernazza
Altre informazioni
Cod. postale 19016
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011019
Cod. catastale F609
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 321 GG[2]
Nome abitanti monterossini
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monterosso al Mare
Posizione del comune di Monterosso al Mare nella provincia della Spezia
Posizione del comune di Monterosso al Mare nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Monterosso al Mare (IPA: [monteˈros:soa'lˈma:re][3], Munterussu in ligure, IPA [munte'rus:u][4]) è un comune italiano di 1.474 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La torre Aurora

Monterosso al Mare è ubicato al centro di un piccolo golfo naturale, protetto da una modesta scogliera artificiale, a levante di Punta Mesco nella Riviera spezzina. Costituisce la più occidentale delle Cinque Terre.

A ovest del borgo originario, al di là del colle dei Cappuccini, si trova l'abitato di Fegina, naturale espansione relativamente moderna e caratterizzata da un impianto turistico-balneare rispetto al borgo antico che è raggiungibile tramite un tunnel di poche decine di metri. A Fegina è ubicata la locale stazione ferroviaria e si trovano le spiagge relativamente più estese, rispetto alle anguste scogliere che caratterizzano gli altri borghi delle Cinque Terre.

Geograficamente Monterosso al Mare confina a nord con i comuni di Levanto e Pignone, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Levanto e ad est con Pignone e Vernazza.

Il territorio comunale - esteso per una superficie di 10,94 km2 - fa parte totalmente del Parco nazionale delle Cinque Terre ed il mare antistante alla costa rientra nell'Area marina protetta Cinque Terre.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dal mare del borgo di Monterosso

Secondo alcune fonti storiche un primo insediamento umano - denominato Albareto[5] - sorse nelle immediate alture dell'attuale territorio comunale di Monterosso. Il villaggio, nel quale sono state rinvenute alcune sepolture dei Liguri preromani[6], fu nel 643[6] distrutto dai Longobardi per mano del re Rotari.

In seguito alla battaglia dell'anno 1016, il pericolo delle incursioni saracene diminuì e cominciò ad instaurarsi un fenomeno migratorio dai colli verso il mare con la fondazione dei primi villaggi lungo la costa. Al IX secolo è datato il primitivo borgo di Monterosso - sorto alle foci del torrente Buranco - che fu, probabilmente, il limite ultimo dei possedimenti obertenghi nella zona del Mesco.

Il paese viene nominato per la prima volta in un documento datato al 1056[5] nel quale Guido degli Obertenghi, figlio di Adalberto II, effettuò alcune donazioni in loco Monte Russo[6]. Nell'XI secolo, con la disgregazione della marca obertenga, i possedimenti sul feudo passarono ai conti Fieschi e - dal XII secolo - ai signori locali di Lagneto, quest'ultimi in contrasto con gli stessi conti fliscani e i Malaspina.

Nel XIII secolo vide il territorio di Monterosso, così come l'intera zona delle Cinque Terre, quale terra di scontri tra la Repubblica di Genova e la signoria di Pisa per il controllo politico e dei traffici commerciali di questo tratto importante del levante ligure. Rientrato ben presto nell'orbita politica di Genova, il borgo levantino fu nel 1241 occupato dai Pisani che solamente nel 1254[5] lo restituirono ai Genovesi. Consolidati i rapporti e le alleanze con il capoluogo ligure, Monterosso fu eletta al titolo di podesteria all'interno del capitaneato di Levanto. È in questo periodo storico che il territorio conobbe un notevole sviluppo agricolo - con l'intensificazione della coltivazione del grano nella prima campagna e la coltivazione della vigna lungo i caratteristici terrazzamenti (le cosiddette "fasce") in prossimità della costa - e dell'attività marinara; a tal proposito già nel XVII secolo[5] è segnalata una rinomata tonnara nelle acque antistanti Punta Mesco.

Segno indelebile del passato, e delle continue lotte, sono a testimonianza il castello, con la sua cinta allungata che comprende tre torri rotonde, la torre Aurora a picco sul mare ed una torre medievale nel centro abitato, situata davanti alla parrocchiale di San Giovanni Battista.

La parte più antica del borgo è raccolta al di sotto del castello, nella vale del torrente Buranco. Successivamente il paese si è sviluppato sull'altra sponda del torrente e sul piano dell'insenatura, delimitata a levante dalla punta Corone e a ponente dalla scogliera della torre Aurora.

Con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento del Vara, come capoluogo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio di Monterosso rientrò nel I cantone, capoluogo Levanto, della Giurisdizione di Mesco e dal 1803 centro principale del I cantone di Levanto nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

I danni dell'alluvione a Monterosso

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Levanto del Circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Nel 1863 assunse l'odierna denominazione di "Monterosso al Mare"[7].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana della Riviera Spezzina, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008[8] e in vigore dal 1º gennaio 2009.

Il 25 ottobre 2011 una violenta perturbazione ha colpito il levante ligure (bassa e media val di Vara, val di Magra e Cinque Terre) e la Lunigiana (provincia di Massa e Carrara)[9] con esondazioni, danni, vittime e dispersi in diverse località del territorio ligure e toscano.

Tra i comuni più colpiti c'è anche Monterosso (già interessato nel 1966 da un analogo fenomeno alluvionale) dove le precipitazioni intense hanno provocato molteplici danni alle abitazioni e alle attività commerciali del centro storico (valutati dallo stesso sindaco intorno ai 37 milioni di euro[10]) e ai collegamenti ferroviari con le stazioni di Levanto (nord) e Vernazza (sud). Danneggiamenti sono stati registrati anche nella locale parrocchiale di San Giovanni Battista dove oltre due metri di acqua e fango hanno invaso i locali della chiesa, della sagrestia e della canonica[11].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alluvione dello Spezzino e della Lunigiana del 25 ottobre 2011.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Monterosso al Mare-Stemma.png
Monterosso al Mare-Gonfalone.png
« Drappo di bianco... »
(Descrizione araldica del gonfalone[12])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Giovanni Battista nel centro storico di Monterosso. I lavori per la costruzione della chiesa iniziarono nel 1282 e terminarono nel 1307. La pianta dell'edificio è basilicale a tre navate che si allargano verso l'altare; la torre campanaria è costituita da una torre merlata a base quadrangolare risalente al periodo medievale. Il portale della chiesa raffigura, nella lunetta in alto, un affresco del Battesimo di Cristo; il portale lievemente strombato presenta quattro serie di colonnine in marmo.
  • Oratorio di Santa Maria di Porto Salvo nel centro storico di Monterosso. Già oratorio della Morte e Orazione, è un edificio barocco con facciata rieseguita nel 1922.
  • Oratorio di Santa Croce, nel centro storico di Monterosso, del XVI secolo.
  • Complesso conventuale dei Cappuccini e chiesa di San Francesco lungo il pendio del colle di San Cristoforo, tra i centri di Fegina e Monterosso. Il sito fu costruito tra il 1619 e il 1622. Tra le opere pittoriche vi è una tela da taluni attribuita al celebre pittore fiammingo Antoon van Dyck (Crocifissione)[13].
  • Eremo di Sant'Antonio del Mesco lungo il sentiero boschivo per punta Mesco a 311 metri sul livello del mare. L'edificio, citato nel 1380 per la prima volta, è stato edificato tra l'XI e il XV secolo e successivamente abbandonato nel 1610[14].
  • Eremo di Santa Maria Maddalena, in località Maddalena, nell'immediato entroterra di Monterosso. La chiesa, di cui restano alcuni elementi architettonici, è menzionata in un documento del 1244 con la primaria intitolazione a san Lorenzo di Terricio; solo nel 1248 verrà dedicata alla Maddalena. Dell'antica struttura medievale rimangono visibili i due corpo distinti della fabbrica, probabilmente la chiesa e il monastero, e un torrione[15].
  • Santuario di Nostra Signora di Soviore nell'omonima località sopra Monterosso, posto alla quota di 418 metri sul livello del mare, le cui origini risalgono al periodo romanico.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La statua del Gigante
  • Statua di Nettuno o del Gigante. La statua, imponente e suggestiva struttura in cemento armato, è appoggiata ad uno sperone di roccia e sovrasta l'omonima spiaggia. Realizzata nel 1910 dall'architetto Francesco Levacher e dallo scultore Arrigo Minerbi, alta 14 metri e pesante 170 tonnellate, raffigura Nettuno. La statua, che adornava villa Pastine insieme ad una grande terrazza a forma di conchiglia, fu rovinata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Antico castro obertengo e fortificazione genovese. La costruzione del castello è un'opera genovese di tarda realizzazione, forse realizzato sul sito dell'antico castrum edificato durante la dominazione degli Obertenghi, le cui mura del lato più lungo sono in rovina. Si notano delle aggiunte probabilmente non posteriori al XVIII secolo; la sua area è attualmente in gran parte occupata dal cimitero comunale.
  • Torre Aurora. La postazione difensiva fu edificata nel XVI secolo dalla Repubblica di Genova per contrastare le sempre più frequenti incursioni piratesche saracene. L'edificio è situato sull'estremità del promontorio del Colle di San Cristoforo e, di fatto, al centro del borgo nuovo (Fegina) e del borgo vecchio (Monterosso).

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Punta Mesco. Il monte che chiude il golfo davanti a Monterosso, a destra guardando il mare. Immerso nel parco nazionale delle Cinque Terre, molto suggestive sono le sue scogliere. Una passeggiata di circa 1h15 (verso Levanto) permette di raggiungere il cosiddetto "Semaforo": un vecchio faro segnaletico abbandonato da cui si gode una vista spettacolare a picco sul mare. A 100 m circa si possono anche visitare i ruderi dell'eremo di Sant'Antonio del Mesco.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Porto Venere, Cinque Terre e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
(EN) Porto Venere, Cinque Terre, and the Islands (Palmaria, Tino and Tinetto)
Riviera5terre.JPG
Tipo naturalistico
Criterio C (ii)(iv)(v)
Pericolo No
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[17] i cittadini stranieri residenti a Monterosso al Mare sono 106, pari al 7,19% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Archi nel centro storico

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Monterosso al Mare[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia locale è principalmente basata sul turismo e sulle attività indotte. Nei caratteristici terrazzamenti viene coltivata la vite con la produzione di vini pregiati come i "Cinque Terre" tra cui lo sciachetrà.

È presente un'attività peschereccia, legata al "passo delle acciughe" pescate con la lampara, tradizionalmente il giorno di San Pietro (29 giugno), che dà luogo ad una attività di salagione, con produzione di acciughe sotto sale di rinomata qualità, che ha ottenuto il riconoscimento di "Presidio di Slow Food".

La bellezza di Monterosso è un dato oggettivo che fa di questo comune una località di grande rilievo. Tuttavia in funzione del valore di questo territorio, nascono enormi interessi economici che spesso non collimano con le esigenze di tutelare e preservare tale bellezza. Un caso particolare è il tentativo di costruzione di 30 villette nella località Meschi, denunciata da varie associazioni del territorio e seguita da alcune inchieste su alcune testate locali, in particolare la rivista Informazione Sostenibile.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Una deviazione dalla strada provinciale 38 permette di raggiungere il centro di Monterosso al Mare dai territori confinanti di Levanto, ad ovest, e Vernazza ad est (SP 51).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Monterosso al Mare è dotata di una propria stazione ferroviaria, sita nella località Fegina, sulla linea tirrenica Genova-Pisa, servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Liguria nonché da alcuni treni intercity.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Claudio Cavallo Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1995 Franco Cavallo Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Antonio Consonni Lista civica di Centro Sindaco
1999 2004 Antonio Consonni Lista civica di Centro Sindaco
2004 2009 Angelo Maria Betta Lista civica di Centro-destra Sindaco
2009 2014 Angelo Maria Betta Lista civica di Centro-destra "Per Monterosso" Sindaco
2014 in carica Emanuele Moggia Lista civica "Bene comune" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio dei Neri

Monterosso al Mare è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato l'11 maggio 2013.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ a b c d Fonte dal sito del Comune di Monterosso al Mare-Storia. URL consultato il 30 aprile 2011.
  6. ^ a b c Fonte dal sito turistico della Provincia della Spezia. URL consultato il 30 aprile 2011.
  7. ^ Regio decreto-legge 8 aprile 1863, n. 1234
  8. ^ Legge regionale n°24 del 4 luglio 2008. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  9. ^ Fonte dal sito del quotidiano ligure de Il Secolo XIX. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  10. ^ Fonte dal sito Adnkronos.com. URL consultato il 29 ottobre 2011.
  11. ^ Fonte dal sito Meteoweb.eu. URL consultato il 29 ottobre 2011.
  12. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  13. ^ Fonte dalla Guida d'Italia-Liguria del Touring Club Italiano, Milano, Mondadori, 2007.
  14. ^ Fonte dal sito Levanto.com-Sant'Antonio del Mesco. URL consultato il 1º maggio 2011.
  15. ^ Fonte dal sito Cultura in Liguria-Eremo di Santa Maria Maddalena. URL consultato l'11 maggio 2011.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nilo Gando, Monterosso .. quand'ero piccolino, Ed. Sorriso Francescano, Genova 1984.
  • Corrado Cicciarelli, Monterosso paese del 30 febbraio.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]