Calice al Cornoviglio
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Calice al Cornoviglio | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||||||
| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 402 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 34 km² | ||||||||
| Abitanti: |
|
||||||||
| Densità: | 35 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Borseda, Castello di Calice (sede comunale), Bruscarolo, Madrignano, Santa Maria, Usurana, Villagrossa | ||||||||
| Comuni contigui: | Beverino, Follo, Mulazzo (MS), Podenzana (MS), Rocchetta di Vara, Tresana (MS) | ||||||||
| CAP: | 19020 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0187 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 011008 | ||||||||
| Codice catasto: | B410 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità medio-alta) | ||||||||
| Class. climatica: | zona D, 1886 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | calicesi | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Càlice al Cornoviglio (Calice in ligure e in dialetto spezzino) è un comune italiano di 1.189 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Il comune fa parte della Comunità Montana della Media e Bassa Val di Vara e del Parco naturale regionale di Montemarcello - Magra ed il suo territorio è totalmente montano, solcato da strette vallate percorse da torrenti e trasversali alla val di Vara. Il capoluogo comunale sorge su un'altura a circa 400 m s.l.m.
Nel suo territorio comunale si trovano le vette del monte Cornoviglio (1.162 metri) e del monte Coppigliolo (1.139 metri); proprio dalle pendici di quest'ultimo nasce il torrente Usurana che, dopo un percorso di circa dieci chilometri, dove attraversa le frazioni di Terruggiara e Ferdana passando anche sotto al colle dominato dal capoluogo, confluisce nel fiume Vara presso la località di Martinello.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Calice al Cornoviglio. |
[modifica] Storia
Le notizie più antiche riguardanti il borgo risalgono agli inizi del XIII secolo, quando il complesso fu proprietà dei vescovi di Luni e poi dei Malaspina, come ci attesta un documento del 1033, con il quale il marchese Adalberto destinava al Borgo San Donnino (l'attuale Fidenza) alcune proprietà, tra cui "Calese".
Sotto la repubblica marinara di Genova, divenne un'importante postazione contro gli attacchi dei milanesi che, tuttavia, riuscirono a distaccare Madrignano da Calice, togliendolo ai Fieschi. Calice passò poi sotto il dominio dei Doria, per tornare per breve tempo nelle mani dei Malaspina. Questo continuo mutare di padroni precedette la definitiva concessione, nel 1770, dei Malaspina a Leopoldo I, reggente del Granducato di Toscana, alla cui storia Calice è legata fino al 1923, quando il suo territorio passò dalla provincia di Massa-Carrara alla nuova provincia della Spezia.
Dall'ottobre 1943 al giorno della Liberazione, Calice fu centro nevralgico delle attività partigiane nella Val di Vara. Il 19 giugno 1944, il Castello di Calice, presidio della Guardia Nazionale Repubblicana, fu attaccato in forze da un gruppo di partigiani giellisti al comando di Daniele Bucchioni detto "Dani", insieme ad alcuni partigiani del maggiore inglese Gordon Lett. L'attacco fallì, ma dopo pochi giorni i fascisti si ritirano da Calice.
Calice al Cornoviglio è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
[modifica] Simboli
Descrizione araldica dello stemma:
| « Leone rampante inserito in uno scudo riportante in riquarto superiore la bandiera crociata di San Giorgio sormontato da corona guarnita di nove merli con due cerchi sottostanti ornati, il primo da nove piccole nicchie ed il secondo da tre nicchie di dimensioni più ampie con gli interspazi mattonati, il tutto racchiuso, a sinistra, da un ramo di quercia e, a destra, da un ramo di olivo, uniti in basso da nastro con fiocco tricolore » | |
Descrizione del gonfalone:
| « Drappo di bianco » | |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
- Chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Loreto. Sita nella frazione di Calice Castello la sua costruzione avvenne nel 1638 per volere della marchesa Placida Doria. Proprio alla marchesa si deve la donazione alla chiesa dei quattro dipinti del XVII secolo. L'unica attribuibile al pittore Agostino Sant'Agostino, del 1660, raffigura sant'Antonio da Padova con ai lati i santi Michele e Pietro.
- Chiesa parrocchiale di Santa Maria. Eretta nei pressi dell'oratorio di Sant'Antonio l'edificio subì il primo ampliamento nel 1696 dove si procedette alla costruzione di un nuovo altare; oggi è situato il coro ligneo del XVIII secolo. Gli stucchi e le decorazioni pittoriche interne della parte centrale sono opera del pittore Zeffiro Righi e di David Beghè, quest'ultimo artefice degli affreschi dell'abside. L'organo fu realizzato dalla famiglia Agati di Pistoia.
- Chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano. Sita nella frazione di Villagrossa si presenta con una struttura in pietra a vista. All'interno sono conservate due statue in marmo raffiguranti Sant'Antonio da Padova e San Sebastiano.
- Chiesa della Madonna del Carmine. Eretta nella frazione di Borseda è risalente al XVII secolo e secondo le fonti storiche la sua edificazione fu voluta dalla marchesa Placida Doria.
- Oratorio di Santa Maria Annunziata. Sito nella frazione di Molunghi la sua costruzione potrebbe essere risalente agli inizi del XVII secolo. Il terremoto del 1920, che colpì principalmente la zona di Fivizzano, distrusse l'edificio che fu riedificato poco dopo dall'ultima discendente della famiglia lunense Paita, Donna Armida Pirero Paita.
- Oratorio di San Pietro. L'edificio è situato in un castagneto presso l'abitato di Debeduse.
- Oratorio di San Giovanni Battista. Sito nella frazione di Nasso, che già nel XVII secolo ospitava un convento, conserva al suo interno una tela del locale pittore David Beghè ritraente la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni e Pietro. L'altare maggiore in marmo conserva un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione di scuola scultorea genovese del XVIII secolo.
- Oratorio di Novegina. Eretto nella frazione di Novegina la struttura è risalente ai primi anni del XVIII secolo. Di particolare pregio è un bassorilievo in marmo sopra l'architrave del portale raffigurante Maria Ausiliatrice. Nella stessa frazione si trovano i resti di un antico ospitale per i pellegrini diretti a Santiago di Compostela.
- Oratorio dei Santi Antonio e Bartolomeo del XIV secolo a Vicchieda.
- Oratorio di Maria Ausiliatrice a Terruggiara.
- Oratorio di Nostra Signora del Carmine del XVI secolo a Forno.
- Oratorio di Nostra Signora del Carmine a Valdonica.
- Oratorio di San Giuseppe a Martinello.
- Oratorio di Sant'Anna a Tranci.
- Oratorio di Santa Lucia a Usurana.
[modifica] Architetture militari
Il castello è situato all'interno del borgo e domina la valle del torrente Usurana controllando gli accessi che dalla Val di Vara risalgono verso l'interno. Ha una struttura a pianta trapezoidale, dovuta alle ristrutturazioni subite e si presenta come un corpo quadrangolare con due torri angolari: a destra un torrione rotondo, a sinistra un corpo cilindrico più basso. Il castello è stato molto rimaneggiato e modificato dalle strutture operate nel corso dei secoli: oggi appare come un palazzo signorile, che conserva solo in parte le caratteristiche architettoniche del complesso fortificato con funzioni di difesa.
Nella frazione di Madrignano si trovano tutt'ora le rovine di uno splendido castello che i genovesi fecero distruggere nel 1416, domina le case del borgo arroccate intorno alla chiesa dei Santi Margherita e Nicola. Il castello ricostruito dai Malaspina fu definitivamente diroccato durante la guerra di successione spagnola, nel 1706, ad opera delle truppe gallo-ispaniche che avevano occupato il feudo di Madrignano con l'appoggio dei Doria, Signori di Calice e Veppo.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Musei
- Pinacoteca David Beghè.
- Piccolo Museo "Pietro Rosa".
- Museo dell'Apicoltura.
- Museo della Galassia.
- Museo della Civiltà Contadina.
- Museo della Statua Stele.
[modifica] Personalità legate a Calice al Cornoviglio
- David Beghè (1854-1933), pittore.
[modifica] Eventi
- Festa del Castagno, nel capoluogo, la seconda e terza domenica di ottobre[2]
- Sagra del miele, a Santa Maria, ad agosto
- Sagra di Santa Margherita, a Castello di Madrignano, la seconda e quarta domenica di luglio
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Borghi
Il capoluogo, chiamato dai locali Castello di Calice o semplicemente Il Castello (r Castélo in calicese) per distinguerlo dalla denominazione in senso lato di Calice per tutta la vallata, è diviso essenzialmente in due parti. Il borgo medievale, detto Borgofreddo, circonda lungo la metà meridionale del colle il castello e si diparte dalla centrale Piazza del Leone, sede del comune, della chiesa parrocchiale e principale punto d'accesso al castello.
Il borgo presenta alcune case padronali interessanti (come la Casa Gasbarro) e offre suggestive vedute lungo la valle dell'Usurana. La zona di Piazza Trento e Trieste, più recente, è attraversata dalla provinciale e ivi si concentrano gli esercizi commerciali ed i servizi del paese.
Il Comune di Calice al Cornoviglio vanta altri numerosi borghi ricchi di testimonianze dell'architettura rurale ligure-lunigianese. Oltre alle chiese e agli oratori risalenti, nella struttura attuale, ai secoli XV-XVII, troviamo interessanti esempi di criptoportici in particolare a Filettino, Tranci, Villagrossa, Ferdana e Usurana; ville storiche a Villagrossa (Rapallini), Campi, Tranci (palazzo Remedi), Castello di Madrignano e Pegui (Saccomani); esempi di case patrizie a Santa Maria, Borseda, Debeduse e Bruscarolo.
[modifica] Economia
La popolazione calicese non ha rinnegato le sue tradizioni rurali e l'economia locale si basa prevalentemente sull'agricoltura e sulla pastorizia. Questo elemento ha determinato negli anni ottanta del XX secolo una riduzione della popolazione residente. Negli ultimi anni si è invertita la tendenza, come in generale nel comprensorio della Val di Vara.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
Calice al Cornoviglio è situata lungo la Strada Provinciale 7. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Brugnato - Borghetto di Vara sull'Autostrada A12 è l’uscita consigliata per raggiungere la destinazione.
[modifica] Ferrovie
La stazione di La Spezia Centrale è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra Genova e La Spezia.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Alberto Battilani (Lista civica di Centro-sinistra "Un futuro per Calice") dal 07/06/2009 (2º mandato)
Centralino del comune: 0187 935644
Posta elettronica: comcal@libero.it
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 2004 | 2009 | Alberto Battilani | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco |
| 2009 | in carica | Alberto Battilani | Lista civica di Centro-sinistra "Un futuro per Calice" | Sindaco |
[modifica] Note
- ^ Dato Istat al 31/12/2007
- ^ Approfondimenti sulla festa dal Sito del Comune di Calice al Cornoviglio
[modifica] Voci correlate
- Comunità Montana della Media e Bassa Val di Vara
- Parco naturale regionale di Montemarcello - Magra
- Val di Vara
- David Beghè
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Calice al Cornoviglio


