Arcola

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Arcola
comune
Arcola – Stemma Arcola – Bandiera
Panorama dalla frazione di Baccano
Panorama dalla frazione di Baccano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
Sindaco Emiliana Orlandi (Lista civica) dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°06′52.39″N 9°54′21.11″E / 44.114553°N 9.905864°E44.114553; 9.905864 (Arcola)Coordinate: 44°06′52.39″N 9°54′21.11″E / 44.114553°N 9.905864°E44.114553; 9.905864 (Arcola)
Altitudine 86 m s.l.m.
Superficie 16,4 km²
Abitanti 10 286[1] (31.12.2011)
Densità 627,2 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti La Spezia, Lerici, Sarzana, Vezzano Ligure
Altre informazioni
Cod. postale 19021
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011002
Cod. catastale A373
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 604 GG[2]
Nome abitanti arcolani
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arcola
Posizione del comune di Arcola nella provincia della Spezia
Posizione del comune di Arcola nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Àrcola (Arcoa in ligure e nella variante locale[3]) è un comune italiano di 10.286 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. È il terzo comune della provincia per numero di abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è situato a cavallo della zona lievemente collinare che separa il golfo della Spezia dalla piana del fiume Magra. È uno degli otto comuni della val di Magra, ma storicamente fa parte della Lunigiana. Su parte del territorio arcolano insiste il Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra. Dista circa 9 km ad est della Spezia e 99 km ad est di Genova.

Il comune è costituito, oltre al capoluogo, dall'undici frazioni di Baccano, Battifollo, Cerri, Fresonara, Monti, Piani di Arcola, Ponte di Arcola, Ressora, Romito Magra, Termo-Pianazze e Trebiano per un totale di 16,4 km2[4]. Confina a nord con il comune di Vezzano Ligure, a sud con Lerici, ad ovest con La Spezia e ad est con Sarzana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Tante sono le interpretazioni sull'etimologia del nome Arcola e sul suo significato nel corso dei secoli. Alcuni storici sostengono che il nome derivi dagli Erculei, nobile famiglia romana stabilitasi in questa zona, mentre altre fonti lo collegano addirittura a Ercole quale fondatore del borgo. L'ipotesi più probabile è che derivi piuttosto da Arx ("rocca") o da Arcula ("piccola rocca"). Altre ipotesi più recenti mettono in relazione Arcoa con il termine dialettale incò ("in capo a") o con alcò ("promontorio").

Arcola fu un antico deposito di passaggio nell'avanzata di Roma contro le popolazioni Liguri negli anni 639-516 a.C. e la sua storia può essere ricondotta alle vicende che hanno interessato la Lunigiana e la val di Magra.

Il borgo sorse infatti, con Ameglia e Castelnuovo Magra, per la necessità di fuggire alla malaria presente nel territorio lunigianese. Fu invaso e saccheggiato dai Normanni prima e dai pirati saraceni poi, anche se non esistono documenti storici che attestino l'attendibilità di queste notizie. È verso la foce del fiume che si ebbero le maggiori trasformazioni del paesaggio: nel bacino oggi interrato, al tempo dei Liguri facevano scalo navi greche, etrusche e romane.

Vi operarono i monaci di san Colombano dipendenti dall'abbazia di Brugnato.

Nell'XI secolo divenne un'importante centro feudale degli Obertenghi[5] i quali costruirono sulla sommità del colle il locale castello. La proprietà del borgo divenne ben presto assoggettato al potere signorile dei conti di Vezzano e, in seguito, al potere religioso dei vescovi di Luni. Nel corso del XIII secolo fu al centro dei vari tentativi di dominio della famiglia Malaspina, ma nel 1278 fu definitivamente controllato dalla Repubblica di Genova.

Nei secoli successivi il borgo e il castello verranno occupati dal signore di Lucca Castruccio Castracani nel 1320 e, nel 1430, dal Ducato di Milano con l'invio del condottiero e capitano perugino Nicolò Piccinino. Riconquistato dalla repubblica genovese nel 1494, il castello-palazzo fu la sede della podesteria di Arcola e Vezzano.

Le attività agricole del XV secolo erano già discretamente sviluppate, nonostante fossero interessate da frequenti fenomeni alluvionali. Si coltivavano legumi, cereali, uva, frutta, foraggio ed ortaggi. In seguito venne introdotta anche la coltivazione del granturco mentre nel XIX secolo si cominciò a coltivare la patata, la barbabietola da zucchero, la canapa, il lino e il gelso.

La torre pentagonale degli Obertenghi

Nel XVII secolo, vennero realizzate le prime opere di arginatura del fiume Magra, mentre nel XVIII secolo si costruirono i primi mulini, nel 1736, grazie all'opera di Matteo Vinzoni.

Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 Arcola rientrò nel IV cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Golfo di Venere. Nel 1799 si combatté in questa zona la battaglia tra le truppe franco-genovesi contro i soldati austro-russe; nel corso del bombardamento vengono colpiti e danneggiati sia il castello che la torre obertenga.

Dal 1803 fu centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere e, annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel III mandamento di Vezzano del Circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Nel 1870 il comune di Trebiano fu soppresso e aggregato ad Arcola come frazione.

Il castello, restaurato nel 1884, divenne in seguito sede del municipio di Arcola.

Nel 1928, con lo scopo di ingrandire il capoluogo spezzino e di dividere gli antifascisti arcolani da quelli di Pitelli, all'epoca frazione più grande del comune, i borghi di Pitelli, Muggiano, Fossamastra, San Bartolomeo, Ruffino e Pagliari passarono sotto il territorio comunale della Spezia; conseguentemente fu tolto al comune arcolano lo storico sbocco sul mar Ligure e sul golfo della Spezia.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Arcola-Stemma.png
Arcola-Gonfalone.png
« D'azzurro, caricato di un "arco" in pietre d'argento fondato su una pianura dello stesso, nel cantone destro del capo un crescente di luna d'oro accompagnato da una stella dello stesso ad otto punte. Lo scudo è timbrato da una corona d'oro del rango di conte »
(Descrizione araldica dello stemma[6])
« Drappo di bianco... »
(Descrizione araldica del gonfalone[6])

Lo stemma comunale è stato adottato e scelto dall'amministrazione comunale il 29 maggio del 1880[6]. La raffigurazione della luna e della stella simboleggiano l'antico legame arcolano con la storica città romana di Luni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Oratorio dell'Annunciazione nella frazione di Baccano. L'edificio è situato all'interno di Villa Picedi Benettini e fu voluto da Camillo dei Conti Picedi nella prima metà del XVII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Anna nella frazione di Cerri. Al suo interno sono conservate tre quadri databili al XVII e XIX secolo della scuola pittorica genovese.
  • Oratorio di Nostra Signora della Neve nella frazione di Monti. Eretto nella seconda metà del XVI secolo.
  • Chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione nella frazione di Romito Magra.
  • Pieve parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Trebiano. La pieve è indicata già nella bolla pontificia di Eugenio III del 1149. La chiesa fu costruita nel XVI secolo su una struttura precedente. È di stile romanico, ha tre navate sostenute da otto colonne di marmo rosso locale. Ai lati vi sono quattro altari intitolati a santa Caterina, san Bernardo, san Rocco e alla Natività. All'interno della chiesa si trova un'ara romana proveniente da Luni e impiegata come pila dell'acqua benedetta, un crocefisso a tempera su legno risalente al 1456, una pala d'altare in marmo della prima metà del XVI secolo e una Via Crucis del Settecento.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Ex ospedale della Casalina, risalente alla fine del XV secolo, e oggi convertito a mobilificio conservandone, tuttavia, le parti quattrocentesche delle arcate e decori.
  • Villa "il Chioso" dei conti Picedi Benettini nella frazione di Baccano. Consiste di un palazzo centrale circondato da un largo parco cinto da mura, sistemato definitivamente nel 1910, e da alcuni edifici di complemento, tra cui il piccolo oratorio dell'Annunciazione del XVII secolo. La sua costruzione, di datazione incerta ma individuata attorno alla metà del XVIII secolo, è opera della famiglia comitale dei Picedi Benettini, i cui discendenti sono gli attuali proprietari. La consultazione dei documenti catastali del 1557 conferma la presenza di precedenti costruzioni rurali nel luogo. Il palazzo principale ospita le cantine dell'omonima fattoria e un antico frantoio.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Il castello degli Obertenghi, oggi sede del municipio.
  • Castello di Arcola. Situato sovrastante il borgo, con vista strategica sulla piana di Sarzana e la foce del fiume Magra, la costruzione del castello è risalente agli inizi del XII secolo ad opera degli Obertenghi. Nel corso del XIII secolo subì numerosi e gravosi assedi, tra cui l'assalto della Repubblica di Genova nel 1278 per la conquista del feudo; dell'assedio genovese rimarrà intatta solo la vicina torre. Ricostruito ex novo e convertito in palazzo feudale fu nel 1320 assediato dal Signore di Lucca Castruccio Castracani; nel 1436 ritornò in possesso della repubblica genovese. L'odierno palazzo, oggi sede del municipio, fu costruito sul sito dell'antico castello obertengo nel 1885.
  • Torre pentagonale obertenga. Eretta adiacente il palazzo comunale, la torre è l'unica testimonianza visiva dell'antico castello eretto dagli Obertenghi nel X secolo. Di altezza pari a 16 m è a pianta pentagonale e munita, alla sommità, di merli e piccole finestrelle lungo i lati della torre. Tra la torre e il piazzale del municipio vi è inoltre in un'aiuola un'antica vasca marmorea per la misurazione di mezzo barile di vino. Secondo la dicitura impressa nel marmo l'unità di misura utilizzata era quella di Genova nei primi anni del XVII secolo. La vasca reca come datazione il 1601.
  • Castello di Trebiano. Citato per la prima volta nel diploma del 963 dell'imperatore Ottone I, fu costruito dai vescovi di Luni che utilizzarono il maniero come roccaforte sul colle. Nel 1039, così come l'intero feudo, divenne dominio dei Signori di Trebiano, vicini alla diocesi lunense. Curiosamente, nonostante l'imponente mole della struttura suggerisca per il castello una posizione per la difesa del borgo, fu scelto dai vescovi come semplice residenza feudale.
  • Forte di Canarbino. Al confine amministrativo tra Arcola e Lerici, sulla sommità del crinale che domina l'abitato di Pitelli, si trova la località di Canarbino, sede di un forte militare del XVIII secolo che conserva ancora intatta tutta la struttura originaria, compresi fossati e mura di cinta. Il forte viene oggi utilizzato come poligono di tiro e fa parte del sistema di fortificazione dell'Alta Via del Golfo Spezzino.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[8] i cittadini stranieri residenti ad Arcola sono 498, pari al 4,84% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Il 27 settembre 2007 il Comune di Arcola ha ottenuto la certificazione di conformità alla norma ISO 14001 per pianificazione, gestione e controllo del territorio comunale, servizi e infrastrutture di competenza[9].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il borgo di Arcola visto dalla località di Masignano
La frazione di Trebiano con l'omonimo castello

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Con il patrocinio dell'amministrazione civica è attiva sul territorio comunale la compagnia teatrale "Actor in Progress", che partecipa all'organizzazione di eventi pubblici di spettacolo, consulenza artistica per eventi teatrali e formazione teatrale per adulti e per ragazzi. La compagnia è impegnata in una tournée nazionale con lo spettacolo "Emozioni Differite". La scuola di formazione teatrale, da cui origina la compagnia stessa, ha avuto nel 2009 il riconoscimento[10] del Ministero per i Beni e le attività culturali.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Molto sentita è la cucina tradizionale, un misto di sapori e tradizioni dovuto al posizionamento del comune all'interno della Lunigiana storica, al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia.

Tra i piatti meglio interpretati figurano lo stoccafisso e il baccalà, la focaccia, le minestre di cereali, di legumi o di verdure, le frittate. Da ricordare inoltre i ravioli ripieni di verdura o carne e la locale versione della cima alla genovese.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il primo week-end di agosto si svolge la sagra del raviolo, a cura della locale Pubblica Assistenza.

La prima domenica di settembre, e i quattro giorni immediatamente precedenti, sono dedicati alla "Rassegna Arcola e i suoi vini" e alla contestuale sagra della polenta, organizzate ogni anno nel parco della villa Picedi-Benettini. La manifestazione, che ha luogo da più di un quarto di secolo, è ormai uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti e frequentati della provincia[11].

Persone legate ad Arcola[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del comune si basa, oltre che sul turismo, sull'attività agricola ed in particolare sulla coltivazione degli ortaggi e dei legumi, la raccolta e lavorazione dell'olio e la produzione di vini. Vi è inoltre la presenza di medie industrie metalmeccaniche, petrolchimiche e sulla lavorazione della carta.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Arcola è attraversato principalmente dalla strada provinciale 19 che gli permette il collegamento stradale con la strada statale 1 Via Aurelia.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

In località Ponte di Arcola è ubicata la fermata ferroviaria di Arcola, sulla linea Genova-Pisa, ed è servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito dei contratti di servizio stipulati con la Regione Liguria e con la Regione Toscana, questi ultimi denominati anche "Memorario".

Una seconda fermata, attualmente dismessa, era presente il località Romito.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1963 Flavio Maggiani Partito Comunista Italiano Sindaco
1963 1977 Ezio Bassano Partito Comunista Italiano Sindaco
1977 1990 Stefano Sgorbini Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1993 Stefano Sgorbini Partito Comunista Italiano Sindaco
1993 1999 Gino Nardi Lista civica di centro-sinistra Sindaco
1999 2004 Gino Nardi Lista civica di centro-sinistra Sindaco
2004 2009 Livio Giorgi Lista civica di centro-sinistra Sindaco
2009 2014 Livio Giorgi Lista civica di centro-sinistra Sindaco
2014 in carica Emiliana Orlandi Lista civica di centro-sinistra Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  5. ^ Fonte dal sito del Comune di Arcola-sezione Storia
  6. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  9. ^ Fonte dal sito del Comune di Arcola
  10. ^ Fonte dal sito ufficiale della Compagnia teatrale
  11. ^ Articolo della Nazione del 9 settembre 2009

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Emilia Petacco, Franco Bonatti, Elisabetta Coruzzi, Arcola, storia e istituzioni, Edizioni Giacché, La Spezia 2001, ISBN 88-86999-48-8

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]