Arcola
| Arcola comune |
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Panorama dalla frazione di Baccano |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Livio Giorgi (Partito Democratico) dal 07/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°06′52.39″N 9°54′21.11″E / 44.1145528°N 9.9058639°ECoordinate: 44°06′52.39″N 9°54′21.11″E / 44.1145528°N 9.9058639°E | ||||
| Altitudine | 86 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 16,4 km² | ||||
| Abitanti | 10 286[1] (31.12.2011) | ||||
| Densità | 627,2 ab./km² | ||||
| Frazioni | Vedi elenco | ||||
| Comuni confinanti | La Spezia, Lerici, Sarzana, Vezzano Ligure | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 19021 | ||||
| Prefisso | 0187 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 011002 | ||||
| Cod. catastale | A373 | ||||
| Targa | SP | ||||
| Cl. sismica | zona 3A (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 1 604 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | arcolani | ||||
| Patrono | san Nicola di Bari | ||||
| Giorno festivo | 6 dicembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Arcola nella provincia della Spezia |
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| Sito istituzionale | |||||
Àrcola (Arcoa in ligure e nella variante locale[3]) è un comune italiano di 10.286 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. È il terzo comune della provincia per numero di abitanti.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Il comune è situato a cavallo della zona lievemente collinare che separa il Golfo della Spezia dalla piana della Magra. È uno degli 8 comuni della val di Magra e storicamente fa parte della Lunigiana. Arcola è anche uno dei 18 comuni su cui insiste parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra. Dista circa 9 chilometri ad est della Spezia e 99 chilometri ad est di Genova.
Il comune è costituito, oltre al capoluogo, dall'undici frazioni di Baccano, Battifollo, Cerri, Fresonara, Monti, Piani di Arcola, Ponte di Arcola, Ressora, Romito Magra, Termo-Pianazze e Trebiano per un totale di 16,4 chilometri quadrati[4]. Confina a nord con il comune di Vezzano Ligure, a sud con Lerici, ad ovest con La Spezia e ad est con Sarzana.
Storia [modifica]
| Le origini del nome |
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Tante sono le interpretazioni sull'etimologia del nome Arcola e sul suo significato nel corso dei secoli. Alcuni storici sostengono che il nome derivi dagli Erculei, nobile famiglia romana stabilitasi in questa zona, mentre altre fonti lo collegano addirittura a Ercole quale fondatore del borgo. L'ipotesi più probabile è che derivi piuttosto da Arx (rocca) o da Arcula (piccola rocca). Altre ipotesi più recenti mettono in relazione Arcoa con il termine dialettale incò (in capo a) o con alcò (promontorio). |
Arcola fu un antico deposito di passaggio nell'avanzata di Roma contro le popolazioni Liguri negli anni 639-516 a.C. e la sua storia può essere ricondotta alla vicende che hanno interessato la Lunigiana e la Val di Magra.
Il borgo sorse infatti, con Ameglia e Castelnuovo Magra, per la necessità di fuggire alla malaria presente in Lunigiana. Fu invaso e saccheggiato prima dai Normanni poi dai Saraceni, ma purtroppo non esistono documenti storici che attestino l'attendibilità di queste notizie. È verso la foce del fiume che si ebbero le maggiori trasformazioni del paesaggio: nel bacino oggi interrato, al tempo del Liguri facevano scalo navi greche, etrusche e romane.
Vi operarono i monaci di san Colombano dipendenti dall'abbazia di Brugnato.
Nell'XI secolo divenne un'importante centro feudale degli Obertenghi[5] i quali costruiscono sulla sommità del colle un castello. La proprietà del borgo divenne ben presto assoggettato al potere signorile dei Conti di Vezzano e, in seguito, al potere religioso dei vescovi di Luni. Nel corso del XIII secolo fu al centro dei vari tentativi di dominio della famiglia Malaspina, ma nel 1278 fu definitivamente controllato dalla Repubblica di Genova. Nei secoli successivi il borgo e il castello verranno occupati dal signore di Lucca Castruccio Castracani nel 1320 e, nel 1430, dal Ducato di Milano con l'invio del condottiero e capitano perugino Nicolò Piccinino. Riconquistato dalla repubblica genovese nel 1494, il castello-palazzo fu la sede della podesteria di Arcola e Vezzano.
Le attività agricole del XV secolo erano già discretamente sviluppate, nonostante fossero interessate da frequenti alluvioni. Si coltivavano legumi, cereali, uva, frutta, foraggio ed ortaggi. In seguito venne introdotta anche la coltivazione del granturco mentre nel XIX secolo si comincia a coltivare la patata, la barbabietola da zucchero, la canapa, il lino e il gelso.
Nel XVII secolo, vennero realizzate le prime opere di arginatura del fiume Magra, mentre nel XVIII secolo si costruivano i primi mulini, nel 1736, grazie all'opera di Matteo Vinzoni.
Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrerà dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Arcola rientrerà nel IV Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Golfo di Venere. Nel 1799 si combatté in questa zona la battaglia tra le truppe franco-genovesi contro i soldati austro-russe; nel corso del bombardamento vengono colpiti e danneggiati sia il castello che la torre obertenga.
Dal 1803 fu centro principale del III Cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere e dal 13 giugno 1805 al 1814 inserito nel Dipartimento degli Appennini.
Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel III mandamento di Vezzano del Circondario di Levante facente parte della Provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi. Nel 1870 il comune di Trebiano viene soppresso e aggregato ad Arcola.
Il castello, restaurato nel 1884, diverrà in seguito sede del municipio di Arcola.
Nel 1928, con lo scopo di ingrandire il capoluogo e di dividere gli antifascisti arcolani da quelli di Pitelli, all'epoca frazione più grande del comune, i borghi di Pitelli, Muggiano, Fossamastra, San Bartolomeo, Ruffino e Pagliari passarono sotto il comune della Spezia togliendo così al comune di Arcola lo sbocco al mare.
Simboli [modifica]
| « D'azzurro, caricato di un "arco" in pietre d'argento fondato su una pianura dello stesso, nel cantone destro del capo un crescente di luna d'oro accompagnato da una stella dello stesso ad otto punte. Lo scudo è timbrato da una corona d'oro del rango di conte » |
| (Descrizione araldica dello stemma[6]) |
| « Drappo di bianco... » |
| (Descrizione araldica del gonfalone[6]) |
Lo stemma comunale è stato adottato e scelto dall'amministrazione comunale il 29 maggio del 1880[6]. La raffigurazione della luna e della stella simboleggiano l'antico legame arcolano con la storica città romana di Luni.
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Architetture religiose [modifica]
- Santuario di Nostra Signora degli Angeli nel capoluogo. Edificato nel luogo in cui sarebbe avvenuta una miracolosa apparizione della Vergine il 21 maggio 1556. Nel 1558 venne costruita l'attuale cappella sotterranea. Una chiesa sovrastante fu edificata sullo scorcio del secolo, mentre l'attuale tempio è opera della seconda metà del XVIII secolo.
- Chiesa parrocchiale di San Nicolò nel capoluogo. Citata in un atto del 1132. Venne ingrandita nel 1628 e ultimata nel 1673. La struttura è divisa in tre navate con sei colonne marmoree di ordine tuscanico. All'interno della chiesa troviamo una tavola in marmo ad alto e bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino Gesù tra Santa Margherita e San Nicolò. Il campanile venne messo in opera nel 1658.
- Chiesa parrocchiale di San Rocco nel capoluogo.
- Pieve parrocchiale dei Santi Stefano e Margherita nella frazione di Baccano. La pieve è ricordata nella bolla pontificia di Papa Eugenio III del 1149. Fu trasformata in età gotica con abside quadrata, fiancheggiata da analoghe cappelle con ampi archi acuti a tre navate. All'interno è conservato un trittico in marmo del XIV secolo raffigurante la Beata Vergine e i Santi Pietro e Giovanni Battista; all'esterno la pieve custodisce una fontana fatta costruire dal vescovo di Luni Giovanni Battista Salvago nel 1626. Peculiare la scritta che sovrasta il portone d'entrata della chiesa: Terribilis est locus iste.
- Oratorio dell'Annunciazione nella frazione di Baccano. L'edificio è situato all'interno della villa Picedi Benettini e fu voluto da Camillo dei Conti Picedi nella prima metà del XVII secolo.
- Chiesa parrocchiale di Sant'Anna nella frazione di Cerri. Al suo interno sono conservate tre quadri databili al XVII e XIX secolo della scuola pittorica genovese.
- Chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione nella frazione di Romito.
- Pieve parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Trebiano. La pieve è indicata già nella bolla pontificia di Papa Eugenio III del 1149. La chiesa fu costruita nel XVI secolo su una struttura precedente. È di stile romanico, ha tre navate sostenute da otto colonne di marmo rosso locale. Ai lati vi sono quattro altari intitolati a Santa Caterina, San Bernardo, San Rocco e alla Natività. All'interno della chiesa si trova un'ara romana proveniente da Luni e impiegata come pila dell'acqua benedetta, un crocefisso a tempera su legno risalente al 1456, una pala in marmo della prima metà del secolo XVI e una Via Crucis del secolo XVIII.
- Oratorio di Nostra Signora della Neve nella frazione di Ville Monti. Eretto nella seconda metà del XVI secolo.
Architetture civili [modifica]
- Ex ospedale della Casalina, risalente alla fine del XV secolo, e oggi convertito a mobilificio conservandone, tuttavia, le parti quattrocentesche delle arcate e decori.
- Villa "il Chioso" dei conti Picedi Benettini nella frazione di Baccano. Consiste di un palazzo centrale circondato da un largo parco cinto da mura, sistemato definitivamente nel 1910, e da alcuni edifici di complemento, tra cui il piccolo oratorio dell'Annunciazione del XVII secolo. La sua costruzione, di datazione incerta ma individuata attorno alla metà del XVIII secolo, è opera della famiglia comitale dei Picedi Benettini, i cui discendenti sono gli attuali proprietari. La consultazione dei documenti catastali del 1557 conferma la presenza di precedenti costruzioni rurali nel luogo. Il palazzo principale ospita le cantine dell'omonima fattoria e un antico frantoio.
Architetture militari [modifica]
- Castello di Arcola. Situato sovrastante il borgo, con vista strategica sulla piana di Sarzana e la foce del fiume Magra, la costruzione del castello è risalente agli inizi del XII secolo ad opera degli Obertenghi. Nel corso del XIII secolo subì numerosi e gravosi assedi, tra cui l'assalto della Repubblica di Genova nel 1278 per la conquista del feudo; dell'assedio genovese rimarrà intatta solo la vicina torre. Ricostruito ex novo e convertito in palazzo feudale fu nel 1320 assediato dal Signore di Lucca Castruccio Castracani; nel 1436 ritornò in possesso della repubblica genovese. L'odierno palazzo, oggi sede del municipio, fu costruito sul sito dell'antico castello obertengo nel 1885.
- Torre pentagonale obertenga. Eretta adiacente il palazzo comunale, la torre è l'unica testimonianza visiva dell'antico castello eretto dagli Obertenghi nel X secolo. Di altezza pari a sedici metri è a pianta pentagonale e munita, alla sommità, di merli e piccole finestrelle lungo i lati della torre. Tra la torre e il piazzale del municipio vi è inoltre in un'aiuola un'antica vasca marmorea per la misurazione di mezzo barile di vino. Secondo la dicitura impressa nel marmo l'unità di misura utilizzata era quella di Genova nei primi anni del XVII secolo. La vasca reca come datazione il 1601.
- Castello di Trebiano. Citato per la prima volta nel diploma del 963 dell'imperatore Ottone I, fu costruito dai vescovi di Luni che utilizzò il maniero come roccaforte sul colle. Nel 1039, così come l'intero feudo, divenne dominio dei Signori di Trebiano, vicini alla diocesi lunense. Curiosamente, nonostante l'imponente mole della struttura suggerisca per il castello una posizione per la difesa del borgo, fu scelto dai vescovi come semplice residenza feudale.
- Forte di Canarbino. Al confine tra comune di Arcola e Lerici, sulla sommità del crinale che domina l'abitato di Pitelli, si trova la località di Canarbino, sede di un forte militare del XVIII secolo che conserva ancora intatta tutta la struttura originaria, compresi fossati e mura di cinta. Il forte viene oggi utilizzato come poligono di tiro e fa parte del sistema di fortificazione dell'Alta Via del Golfo Spezzino.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[7] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti ad Arcola sono 648, pari al 6,17% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[8]
Qualità della vita [modifica]
Il 27 settembre 2007 ha ottenuto la certificazione di conformità alla norma ISO 14001 per pianificazione, gestione e controllo del territorio comunale, servizi e infrastrutture di competenza[9].
Cultura [modifica]
Teatro [modifica]
Con il patrocinio dell'amministrazione civica è attiva sul territorio comunale la compagnia teatrale Actor in Progress, che partecipa all'organizzazione di eventi pubblici di spettacolo, consulenza artistica per eventi teatrali e formazione teatrale per adulti e per ragazzi. La compagnia è impegnata in una tournée nazionale con lo spettacolo "Emozioni Differite". La scuola di formazione teatrale, da cui origina la compagnia stessa, ha avuto nel 2009 il riconoscimento[10] del Ministero per i Beni e le attività culturali.
Cucina [modifica]
Molto sentita è la cucina tradizionale, un misto di sapori e tradizioni dovuto al posizionamento del comune all'interno della Lunigiana storica, al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia. Tra i piatti meglio interpretati abbiamo lo stoccafisso e il baccalà, la focaccia, le minestre di cereali, di legumi o di verdure, le frittate. Da ricordare inoltre i ravioli ripieni di verdura o carne e la locale versione della cima alla genovese.
Personalità legate ad Arcola [modifica]
- Anton Maria Visdomini (XV secolo), letterato umanista.
- Renzo Novatore (1890-1922), poeta anarchico.
- Tintino Persio Rasi (1893-1963), giornalista e poeta anarchico.
- Rina Pellegri (1903-1975), poetessa.
- Ugo Muccini (1910-1938), combattente partigiano caduto nella guerra di Spagna.
- Angelo Destri (1922-1985), pittore.
- Luigi Federici (1934), alpino e comandante generale dell'Arma dei Carabinieri dal 1993 al 1997.
- Graziano Battistini (1936-1994), ciclista
- Livio Gianolla (1938-1999), poeta dialettale.
- Renzo Ferrari, poeta e scrittore.
- Vanni Ratti, pittore.
- Stefano Sgorbini, presidente della Provincia della Spezia dal 1992 al 1997.
- Alexia, (1967) cantante.
Eventi [modifica]
Il primo week-end di agosto si svolge la sagra del raviolo, a cura della locale Pubblica Assistenza.
La prima domenica di settembre, e i quattro giorni immediatamente precedenti, sono dedicati alla "Rassegna Arcola e i suoi vini" e alla contestuale sagra della polenta, organizzate ogni anno nel parco della villa Picedi-Benettini. La manifestazione, che ha luogo da più di un quarto di secolo, è ormai uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti e frequentati della provincia[11].
Geografia antropica [modifica]
Frazioni [modifica]
Il territorio comunale comprende, oltre ad Arcola capoluogo, dove è posta la sede del Comune, undici frazioni: Baccano, Battifollo, Cerri, Fresonara, Monti, Piano di Arcola, Ponte di Arcola, Ressora, Romito Magra, Termo-Pianazze, Trebiano[12].
Economia [modifica]
L'economia del comune si basa, oltre che sul turismo, sull'attività agricola ed in particolare sulla coltivazione degli ortaggi e dei legumi, la raccolta e lavorazione dell'olio e la produzione di vini. Vi è inoltre la presenza di medie industrie metalmeccaniche, petrolchimiche e sulla lavorazione della carta.
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Strade [modifica]
Il centro di Arcola è attraversato principalmente dalla strada provinciale 19 che gli permette il collegamento stradale con la strada statale 1 Via Aurelia. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Vezzano Ligure sul raccordo tra La Spezia e l'autostrada A15 o il casello autostradale di Sarzana sull'autostrada A12 sono le uscite consigliate per raggiungere la destinazione.
Ferrovie [modifica]
In località Ponte di Arcola è ubicata la stazione ferroviaria di Arcola, sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra Genova e La Spezia.
Amministrazione [modifica]
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1963 | Flavio Maggiani | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1963 | 1977 | Ezio Bassano | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1977 | 1990 | Stefano Sgorbini | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1990 | 1993 | Stefano Sgorbini | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1993 | 1999 | Gino Nardi | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Gino Nardi | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Livio Giorgi | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 2009 | in carica | Livio Giorgi | Partito Democratico | Sindaco | |
Note [modifica]
- ^ a b ISTAT data warehouse
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
- ^ Fonte dallo Statuto Comunale
- ^ Fonte dal sito del Comune di Arcola-sezione Storia
- ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato in data 06-11-2011.
- ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato in data 03-10-2011.
- ^ Fonte dal sito del Comune di Arcola
- ^ Fonte dal sito ufficiale della Compagnia teatrale
- ^ Articolo della Nazione del 09 settembre 2009
- ^ Articolo 3 dello Statuto comunale, adottato con delibera di Consiglio Comunale n.50 del 28 settembre 2001
Bibliografia [modifica]
- Emilia Petacco, Franco Bonatti, Elisabetta Coruzzi, Arcola, storia e istituzioni, Edizioni Giacché, La Spezia 2001, ISBN 88-86999-48-8
Voci correlate [modifica]
- Liguria
- Provincia della Spezia
- Val di Magra
- Lunigiana
- Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra
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Collegamenti esterni [modifica]
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