Pignone (Italia)

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Pignone
comune
Pignone – Stemma Pignone – Bandiera
Panorama del borgo di Pignone
Panorama del borgo di Pignone
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
Sindaco Mara Bertolotto (Lista civica di Centro-sinistra "Insieme per Pignone") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°10′44.45″N 9°43′26.81″E / 44.179014°N 9.724114°E44.179014; 9.724114 (Pignone)Coordinate: 44°10′44.45″N 9°43′26.81″E / 44.179014°N 9.724114°E44.179014; 9.724114 (Pignone)
Altitudine 189 m s.l.m.
Superficie 17,75 km²
Abitanti 597[1] (31-12-2011)
Densità 33,63 ab./km²
Frazioni Cappelletta, Casale, Catornola, Faggiona, Monti, Villa
Comuni confinanti Beverino, Borghetto di Vara, Levanto, Monterosso al Mare, Vernazza
Altre informazioni
Cod. postale 19020
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011021
Cod. catastale G664
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 659 GG[2]
Nome abitanti pignonesi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pignone
Posizione del comune di Pignone nella provincia della Spezia
Posizione del comune di Pignone nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Pignone (Pignün in ligure[3]) è un comune italiano di 597 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Le varie frazioni e borghi che costituiscono il comune sono situate nelle valli dei torrenti Pignone (affluente di destra del fiume Vara) e del Casale, valli minoritarie della media e bassa val di Vara.

Il comune è costituito, oltre il capoluogo Pignone, dalle cinque frazioni di Cappelletta, Casale, Catornola, Faggiona, Monti e Villa per un totale di 17,75 km2[4]. Confina a nord con il comune di Borghetto di Vara, a sud con Vernazza, ad ovest con Levanto e Monterosso al Mare e ad est con Beverino.

Il territorio fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte medievale e scorcio del centro storico; l'antico attraversamento è crollato[5] per l'ondata di piena del torrente Pignone negli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011.

Le prime testimonianze del borgo di Pignone risalgono all'incirca dopo l'anno 1000[6] con la presenza della locale pieve di Santa Maria Assunta. Attorno ad essa cominciarono a riunirsi piccole comunità. In una bolla pontificia di papa Eugenio III - datata al 1149[6] - si descrive ampiamente l'insediamento abitativo che - secondo gli storici - potrebbe essere stato già presente in epoca romana come pagus romano[6]. Secondo alcuni studi il borgo fu molto importante per l'Impero romano poiché ubicato al crocevia di due importanti vie di comunicazione[6], l'una per l'antica Segesta Tigullorum (l'odierna Sestri Levante, nel genovese) e l'altra verso Velleia importante centro dell'appennino piacentino.

L'origine del borgo potrebbe risalire molto prima dell'epoca romana poiché in una collina - denominata "Castellaro"[6] e posta di fronte all'odierno abitato - sono stati rinvenuti siti archeologici risalenti all'Età del Bronzo e del Ferro[6] e tracce di un'antica popolazione della famiglia dei Liguri[6]. Oggi l'area, i cui ritrovamenti sono esposti al museo civico archeologico "Ubaldo Formentini" della Spezia, è stata inserita dal 2000 fra i siti di tutela ambientale come sito di interesse comunitario[6].

Dal 1163 il territorio venne sottoposto, per volere dell'imperatore Federico Barbarossa, alla famiglia Malaspina[6] e successivamente ai conti-vescovi di Luni[6]; fu lo stesso vescovo di Luni, Guglielmo, a cedere il feudo dal 1252[6] alla nobile famiglia di Lavagna i Fieschi[6]. Furono quindi i Fieschi a ricostruire la pieve[6] e a migliorare la viabilità per consentire un rapido collegamento stradale con i centri di Levanto, ad ovest, e Sarzana ad est. Nel 1276[6] la proprietà sul feudo fu venduta alla Repubblica di Genova che, eletta a sede di podesteria[6] all'interno del capitaneato di Levanto, ne seguì pertanto le sorti e le glorie.

Nel febbraio del 1312 il borgo ospitò l'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo[6], accompagnato dal cardinale Luca Fieschi e scortato da quasi 1500 soldati, che nella sosta visitò l'edificio di culto mariano.

Scorcio del centro storico

Nel corso del XVI secolo il primitivo borgo medievale di Pignone conobbe una sostanziale fase evolutiva[6] dell'architettura e dell'urbanistica con la costruzione di nuovi palazzi signorili e la modifica degli accessi al borgo storico con l'apertura di tre nuovi passaggi controllati e difesi. La stessa loggia comunale è il frutto di una nuova ricostruzione avvenuta nel XVII secolo[6] a imitazione della preesistente, collocata in origine nelle vicinanze e dove nel 1465 gli abitanti di Pignone giurarono fedeltà a Francesco Sforza duca di Milano[6].

Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte la municipalità venne spostata nel borgo di Casale e tutto il territorio rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Vara, con capoluogo Levanto, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Casale e Pignone rientrarono nel I cantone, capoluogo Levanto, della Giurisdizione di Mesco. Dal 1803 furono centri principali del V cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Mesco e, annessi al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 inseriti nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 furono inglobati nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Durante il regno sabaudo la municipalità venne nuovamente riportata a Pignone[6] con la cessione, nel 1841[6], della frazione di Cassana al comune di Borghetto di Vara. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Levanto del Circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana della Media e Bassa Val di Vara e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[7], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana Val di Vara, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[8] e in vigore dal 1º maggio 2011[9].

Il 25 ottobre 2011 una violenta perturbazione ha colpito il levante ligure (bassa e media val di Vara, val di Magra e Cinque Terre) e la Lunigiana (provincia di Massa e Carrara)[10] con esondazioni, danni, vittime e dispersi in diverse località del territorio ligure e toscano. Tra i comuni più colpiti c'è anche Pignone e frazioni (soprattutto a Casale) dove le precipitazioni intense hanno provocato molteplici danni alle abitazioni, alle attività commerciali, ai collegamenti stradali e agli impianti elettrici, idrici e gas[11]. Per l'improvvisa piena del torrente Pignone crollerà sotto le furie delle acque l'antico ponte medievale del centro storico, uno dei simboli del borgo[5].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alluvione dello Spezzino e della Lunigiana del 25 ottobre 2011.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Pignone (Italia)-Stemma.png
Pignone (Italia)-Gonfalone.png
Pignone (Italia)-Stemma2.png
« D'argento alla pigna, col tralcio fogliato a sinistra, al naturale. Ornamenti esteriori di Comune secondo la popolazione »
(Descrizione araldica dello stemma[12])
« Drappo di rosso... »
(Descrizione araldica del gonfalone[12])

Lo stemma è stato concesso con il Reale decreto datato all'8 giugno del 1902[12]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa plebana di Santa Maria Assunta nel borgo di Pignone

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo nella frazione di Casale.
  • Oratorio di San Martino nella frazione di Casale.
  • Chiesa di San Sebastiano nella frazione di Villa.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Loggia comunale nel centro storico di Pignone, riedificata nel XVII secolo poco distante da un'altra loggia (non più esistente) del XIV secolo. Sotto questo primitivo edificio gli abitanti giurarono fedeltà al duca di Milano Francesco Sforza.
  • Ponte vecchio, nel cuore del borgo storico pignonese, edificato nel XVI secolo su basamenti databili al medioevo. Al centro del ponte, ad unica arcata a schiena d'asino, era presente un'edicola con la effigie della Madonna col Bambino. La violenza della piena del torrente Pignone, negli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011, ne causò il crollo sotto le furie delle acque[5].
  • Ponte dell'acquedotto, a monte del paese, risalente al Cinquecento, distrutto dagli eventi alluvionali del 2011.
  • Ponte vecchio della frazione di Casale, anch'esso distrutto dagli eventi alluvionali del 2011.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Grotte carsiche lungo la strada per la frazione di Casale. Considerate per le sue caratteristiche morfologiche tra le più complesse della provincia spezzina, nei venti metri di profondità le grotte ospitano colonie di pipistrelli ed alcuni esemplari di geotritone, tra i quali il Speleomantes ambrosii.

Società[modifica | modifica wikitesto]

La loggia

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[14] i cittadini stranieri residenti a Pignone sono 26, pari al 4,36% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato insignito nel 2009 della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[15].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa degli orti di Pignone.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tra i prodotti tipici[16] del territorio pignonese si trovano la cipolla, la patata di Pignone, la susina "balle d'ase" (termine dialettale ligure indicante i testicoli dell'asino) e diverse varietà di fagioli locali quali il cenerino, il lupinaro e dell'aquila. Prodotti gastronomici della locale e contadina cucina di Pignone sono i piatti a base di salsiccia e fagioli, la torta di patate e la polenta con il cavolo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La principale risorsa economica del comune è l'attività agricola specie nella produzione di olio di oliva, vino e formaggi.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Pignone è attraversato dalla strada provinciale 38 e dalla provinciale 34, quest'ultima attraversante i centri frazioni di Casale, Villa e Faggiona; la provinciale 38 gli permette il collegamento stradale con Trezzo, nel comune di Beverino, e, ad ovest, con l'entroterra di Monterosso al Mare.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1950 1955 Angelo Bellani Partito Liberale Italiano Sindaco
1955 1960 Giuseppe Renoni Bella Democrazia Cristiana Sindaco
1960 1965 Dante Zembo Partito Socialista Italiano Sindaco
1965 1970 Luciano Pellegrotti Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1975 Gildo Bordigoni Democrazia Cristiana Sindaco
1975 1980 Mario Moggia Partito Socialista Italiano Sindaco
1980 1990 Fabrizio Barilari Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Luigi Raggi Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1995 1999 Edda Agnetti Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
1999 2009 Silvano Zaccone Lista civica di Centro-sinistra "Insieme per Pignone" Sindaco
2009 2014 Antonio Pellegrotti Lista civica di Centro-sinistra "Insieme per Pignone" Sindaco
2014 in carica Mara Bertolotto Lista civica di Centro-sinistra "Insieme per Pignone" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Pignone fa parte dell'Unione dei comuni delle Cinque Terre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico
  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dal sito del Comune di Pignone-Frazioni
  5. ^ a b c Fonte dal sito del quotidiano on line Città della Spezia.org. URL consultato il 31 ottobre 2011.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Fonte dal sito del Comune di Pignone-Storia. URL consultato il 16 aprile 2011.
  7. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  8. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  9. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  10. ^ Fonte dal sito del quotidiano ligure de Il Secolo XIX. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  11. ^ Fonte dal sito del quotidiano la Repubblica Genova.it. URL consultato il 29 ottobre 2011.
  12. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  15. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  16. ^ Fonte dal sito del Comune di Pignone-Prodotti tipici

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]