Terrazzamento

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I terrazzamenti delle Cinque Terre. Sullo sfondo Manarola.
Terrazzamenti per la coltivazione del riso, provincia dello Yunnan, Cina

Il terrazzamento o coltivazione a terrazza, noti anche come fasce[1], ronchi[2] o gradoni, sono una soluzione adottata in agricoltura per rendere coltivabili territori di particolare e accentuata pendenza.

Sono adottati in molte località collinari o montuose fin dal Cinquecento in Trentino, Piemonte, Lombardia e Liguria (regione costretta - nel suo sviluppo ad arco - tra il Mar Ligure ed i monti delle Alpi e dell'Appennino). Utilizzati al massimo nei pressi di Amalfi.

I terrazzamenti sono ricavati scavando in piano parti collinari poi delimitate da muri di pietra, costruiti a secco e poggiati sulla roccia viva, che sostengono il terreno formando una sorta di scalino. Muri, questi, il cui nome corretto in italiano è "macera", dal napoletano "macerina"[senza fonte]

In questo modo anche le colline più ripide diventano utilizzabili per le coltivazioni, specialmente dell'olivo e della vite (specie nella Costiera Amalfitana e nelle Cinque Terre), ma anche per piccoli orti.

Come tante altre attività artigianali e contadine, nei tempi più recenti è andata perdendosi l'arte di costruzione dei muri a secco ed anche l'attività di manutenzione degli stessi, non più continua ma saltuaria, con un conseguente e progressivo abbandono delle zone rese coltivabili con questa tecnica.

Terrazzamenti alle Cinque Terre

Lo stesso sta accadendo anche in altre zone d'Italia dove i terrazzamenti erano diffusi: ad esempio a Formello, ad anche là dove si erano affermate altre forme di sistemazioni di colle.

Fa eccezione la costa d'Amalfi dove la pressoché totalità delle zone coltivate, e non, è costituita da terrazzamenti.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Portofino
  2. ^ elvetismi

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