Palmaria

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Isola della Palmaria
L'Isola Palmaria vista da Porto Venere
L'Isola Palmaria vista da Porto Venere
Geografia fisica
Localizzazione Mar Ligure
Coordinate 44°02′34″N 9°50′37″E / 44.042778°N 9.843611°E44.042778; 9.843611Coordinate: 44°02′34″N 9°50′37″E / 44.042778°N 9.843611°E44.042778; 9.843611
Arcipelago Arcipelago Spezzino
Superficie 1,89 km²
Altitudine massima 190,6 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Provincia La Spezia La Spezia
Comune Porto Venere-Stemma.png Porto Venere
Demografia
Sito web http://www.isolapalmaria.it
Cartografia
Arcipelago spezzino.jpg
Mappa di localizzazione: Italia
Isola della Palmaria

[senza fonte]

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« Dal Capo Corvo ricco di viburni
i pini vedess'io della Palmaria
che col lutto dei marmi suoi notturni
sta solitaria »
(Gabriele D'Annunzio - Laudi)

L’isola Palmaria (A Parmæa in lingua ligure), si trova nel mar Ligure, all’estremità occidentale del Golfo della Spezia; con la sua area di 1,89 km quadrati è di fatto la più grande isola dell'Arcipelago Spezzino e di tutte le cinque isole liguri.
Posta di fronte al borgo di Porto Venere, da cui è separata da uno stretto braccio di mare detto Le bocche, è parte di un arcipelago costituito anche dalle isole del Tino e del Tinetto. Il suo territorio fa parte del comune di Porto Venere.

Dal 1997 l'isola Palmaria, insieme alle altre isole Tino e del Tinetto, Porto Venere e le Cinque Terre è stata inserita tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Porto Venere, Cinque Terre, e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
(EN) Porto Venere, Cinque Terre, and the Islands (Palmaria, Tino and Tinetto)
Palmaria e Tino.jpg
Tipo naturalistico
Criterio C (ii)(iv)(v)
Pericolo No
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda


L’isola Palmaria con la sua superficie di 1,89 km², è la più grande delle tre isole del Golfo della Spezia e dell'intero territorio ligure; le altre due isole, Tino e Tinetto, si incontrano scendendo di pochissime centinaia di metri in linea retta verso sud.

L’isola ha una forma triangolare: i lati che si affacciano verso Porto Venere e il golfo della Spezia sono quelli più antropizzati e degradano dolcemente sino al livello del mare, ricoperti dalla tipica vegetazione mediterranea; il lato che guarda verso ovest, ossia verso il mare aperto, è caratterizzato invece da alte falesie a picco sull’acqua, nelle quali si aprono molteplici grotte. I lati più antropizzati vedono la presenza di alcune abitazioni private, di una trattoria (in località Pozzale) e soprattutto di stabilimenti balneari, sia pubblici sia riservati ai dipendenti di Marina Militare e Aeronautica Militare.

Per quanto riguarda il lato occidentale, ovvero quello più difficilmente accessibile, sono degne di nota la Grotta Azzurra, visitabile in barca, e la Grotta dei Colombi, che si può raggiungere solo calandosi con delle corde. Quest’ultima in particolare si è rivelata molto importante nello studio delle vicende storiche del Golfo, in quanto al suo interno sono state ritrovate ossa fossili di animali pleistocenici, quali il camoscio e il gufo delle nevi, ma soprattutto resti di sepolture umane, che attestano la presenza dell'uomo ad almeno cinquemila anni fa.

Sull'isola sono presenti inoltre molte costruzioni di carattere militare e di grande interesse storico: sulla sommità, inaccessibile in quanto ex territorio militare ed attualmente in stato di abbandono, il forte Conte di Cavour (o forte Palmaria), la batteria sperimentale oggi adibita a centro di educazione ambientale e la batteria Semaforo; presso punta Scuola, la torre corazzata Umberto I – che aveva in dotazione due cannoni Krupp da 400 mm, ossia con il più alto calibro per l'epoca –, adibita nel secondo dopoguerra a carcere militare e da pochi anni ristrutturato e i resti della batteria Albini; sparsi nell'intero territorio dell'isola, svariati bunker risalenti alla Seconda guerra mondiale e resti di postazioni d'artiglieria costiera e contraerea per lo più inaccessibili in quanto abbandonati e sommersi dalla vegetazione.

Degna di nota, infine, è la presenza (nella parte meridionale dell’isola, denominata Pozzale) di una cava abbandonata, utilizzata un tempo per l’estrazione del pregiato marmo nero con striature dorate detto portoro. Sono ancora presenti i resti delle gru e dei paranchi utilizzati per la movimentazione dei blocchi di marmo, nonché i muri delle abitazioni dei minatori.

Il 22 maggio 2009 è stato abbattuto con 672 candelotti di esplosivo gelatinato (per un totale di circa 50 chili), l'ecomostro che da anni rendeva brutta la vista della costa dell'isola da Porto Venere. Il cosiddetto "Scheletrone" era stato costruito nel 1968 con regolare concessione edilizia.

A luglio 2009 è stata presentata una variante al Piano Regolatore e un progetto di riqualificazione e valorizzazione turistica dell'isola. Intorno al 2011 dovrebbero essere dismesse le aree militari della Palmaria, ed è prevista la costruzione di una passeggiata a mare davanti a Porto Venere, attrezzata con palme e panchine, un significativo aumento delle volumetrie per l'ampliamento dello stabilimento balneare e, al centro dell'isola, la creazione di agriturismi con coltivazioni di ulivo e vite, che beneficiano dei contributi regionali e dell'Unione Europea. Il progetto di cementificazione, inizialmente osteggiato dalle associazioni ambientaliste, ha incontrato il favore di Comune, Provincia, Regione ed Ente Parco.


Habitat naturale[modifica | modifica sorgente]

Flora[modifica | modifica sorgente]

La flora della Palmaria è composta da circa 500 specie. La vegetazione originale, che doveva essere costituita prevalentemente dalla macchia mediterranea e dal bosco di leccio, è stata modificata per cause antropiche quali il fuoco, l'agricoltura, introduzione di piante e animali alloctoni (platani, palme e conigli).

Oggi i pini (Pinus pinaster e Pinus halepensis) condividono lo spazio con essenze tipicamente mediterranee come il leccio (Quercus ilex), la roverella (Quercus pubescens), il lentisco (Pistacia lentiscus), il corbezzolo (Arbutus unedo), i cisti (Cistus monspeliensis, Cistus salvifolius, Cistus incanus), le ginestre spinose (Spartium junceum), ecc.

Altre importanti formazioni vegetali sono la macchia ad euforbia (Euphorbia dendroides) e sulle scogliere più vicine al mare quelle caratterizzate dal finocchio di mare (Crithmum maritimum).
Tra le emergenze floristiche occorre ricordare Centaurea cineraria veneris, Iberis umbellata var. linifolia]], esclusiva nella Palmaria, Centaurea aplolepa lunensis, endemica della Liguria orientale.
Da ricordare infine Brassica oleracea robertiana, Serapias neglecta e Cistus incanus, raro in Liguria, ove raggiunge il suo limite settentrionale.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Isola Palmaria vista dal molo di Porto Venere

Sull'isola si trovano alcune delle maggiori emergenze faunistiche rettili, quali il tarantolino Phyllodactylus europaeus, il più piccolo dei gechi europei, facilmente riconoscibile per l’assenza di tubercoli sul lato dorsale. Oltre che sulle isole del Tino e del Tinetto questo geconide è presente in pochissimi altri siti liguri.

Tra gli uccelli meritano di essere ricordati il gheppio (Falco tinnunculus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), lo sparviero (Accipiter nisus), la pernice rossa (Alectoris rufa), i gabbiani (Larus argentatus, Larus michahellis), il corvo imperiale (Corvus corax), il passero solitario (Monticola solitarius), il cormorano o marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis).

Tra i mammiferi si menzionano i pipistrelli presenti nelle grotte: l’orecchione (Plecotusauritus), il rinolofo maggiore o pipistrello ferro di cavallo maggiore (Rhynolophus ferrumequinum), il rinolofo minore (Rhynolophus hipposideros). Sono presenti colonie di conigli e capre, residui di un recente passato in cui l'isola era maggiormente abitata di adesso.

Tra gli invertebrati presenti sulle isole è da segnalare il coleottero Parmena solieri, un endemismo tirrenico legato alla macchia di euforbia arborea.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Isola di Palmaria.

Il clima dell'isola è tipicamente mediterraneo, con escursione termica, sia giornaliera che stagionale, piuttosto contenute.

In inverno sono rarissimi gli episodi di freddo intenso e gelo, mentre in estate la calura è smorzata dall'effetto della brezza di mare; le precipitazioni ricalcano l'andamento della Riviera di Levante, presentandosi abbondanti, soprattutto in autunno e primavera.

Collegamenti marittimi[modifica | modifica sorgente]

Isola Palmaria e Tino, visti dalla spiaggia di San Terenzo

Attualmente è possibile raggiungere l'isola con imbarcazioni private oppure, nei mesi estivi, con traghetti che la collegano a Porto Venere, Lerici e La Spezia.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Alla fine degli anni sessanta la popolazione della città della Spezia si trovò ad affrontare una curiosa emergenza dovuta alla presenza in città di un numero sconsiderato di gatti. Dopo alcuni mesi questi felini si resero protagonisti di vere e proprie aggressioni alle persone, tanto da indurre la popolazione a chiedere provvedimenti all'allora amministrazione. L'idea fu quella di catturare i gatti e portarli sull'isola Palmaria. Così fu fatto, ma l'incredibile conclusione della vicenda fu che dopo alcuni giorni la città fu nuovamente invasa dai gatti, chiamati per l'appunto i "gatti della Palmaria". Dopo poco tempo i gatti sparirono dalla città.[senza fonte]
    La Grotta Azzurra
  • L'isola ha ospitato il set cinematografico del film I cannoni di Navarone, facendo da cornice alla scena finale del film[1].
  • Il 4 settembre 1999 Paolo Pietrapiana e Luigi Sannino scoprono dall'Osservatorio di Monte Viseggi alla Spezia l'asteroide 12775 denominato in onore dell'isola del Golfo della Spezia "Palmaria"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ About-Cinqueterre.com

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Galleria Fotografica[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Arcipelago Spezzino Arcipelago Spezzino - Golfo della Spezia
Isola Palmaria Isola del Tino Isola del Tinetto Torre Scola