Orto botanico di Padova

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Coordinate: 45°23′54.77″N 11°52′50.84″E / 45.398547°N 11.880788°E45.398547; 11.880788

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UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Orto botanico di Padova
(EN) Botanical Garden (Orto Botanico), Padua
OrtoBotPadova Incrocio viali.jpg
Tipo scientifica, botanica
Criterio C (ii) (iii)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

L'orto botanico di Padova fu fondato nel 1545 ed è il più antico orto botanico universitario ancora situato nella sua collocazione originaria. L'orto botanico di Pisa, sebbene sia stato originariamente fondato l'anno precedente, si trova nella presente collocazione solo dal 1591.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

L'orto botanico (o "Giardino dei Semplici") di Padova in una stampa d'epoca; sullo sfondo, la Basilica di Sant'Antonio.

L'orto botanico di Padova nasce come "giardino dei semplici" (ovvero come luogo cui attingere piante medicinali a fini terapeutici o di studio) su richiesta di Francesco Bonafede, incaricato nel 1543 di insegnare la "materia medica" all'Università di Padova, per facilitare l'apprendimento ed il riconoscimento delle piante da parte dei suoi studenti. Nel 1545 un decreto del senato della Repubblica di Venezia ne approva la costituzione: i lavori sono immediatamente avviati.

Il primo prefetto dell'orto è, nel 1547, Luigi Squalermo detto Anguillara, che fa introdurre quasi 2000 specie medicinali. Nel 1551 all'Anguillara viene affiancato Pier Antonio Michiel, già creatore di un mirabile giardino privato, conoscitore e amatore delle specie vegetali ed autore di un eccellente erbario illustrato.

Nel 1997 è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO, con la seguente motivazione:

L'orto botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia.

Ristrutturazione e ampliamento[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 2002, l'adiacente Collegio Antonianum dei gesuiti ha venduto gran parte dei suoi terreni all'orto botanico e nel 2008 sono cominciati i lavori di ampliamento. La nuova area è di circa 15 000 m²[1] e sarà caratterizzata da importanti innovazioni tecnologiche realizzate in armonia con la vecchia struttura. La principale novità riguarda la realizzazione di cinque serre che riprodurranno diversi ecosistemi terrestri, da quello tropicale a quello sub-artico. Una di tali serre creerà anche un futuristico ambiente vegetale nello spazio. Oltre a concentrarsi sul rapporto tra pianta e ambiente, il nuovo intervento metterà in risalto un possibile diverso utilizzo dei vegetali da parte dell'uomo.[2]

Subirà modifiche anche la zona vecchia dell'orto, in particolare saranno aperte nuove vedute prospettiche sulle vicine basiliche di Sant'Antonio e Santa Giustina, recuperando l'immagine originale della struttura che, in epoca rinascimentale, era maggiormente integrata nel tessuto urbano. Saranno realizzate anche importanti opere idrauliche, tra le quali un nuovo pozzo che estrarrà acqua termale a 300 metri di profondità.[3]

Questa nuova parte dell'orto botanico, è stata aperta al pubblico il 14 ottobre 2013 alla presenza di varie autorità.[4]

Strutture e collezioni[modifica | modifica sorgente]

La struttura odierna dell'orto mantiene sostanzialmente quella del progetto iniziale, opera di Daniele Barbaro, anche se presto modificata parzialmente dal Michiel: un quadrato inscritto in un cerchio rimanda all'ideale di un hortus conclusus, luogo paradisiaco destinato ad accogliere coloro che ricercassero il rapporto tra l'uomo e l'universo.

L'orto ha attualmente una superficie di quasi 22 000 metri quadrati e contiene oltre 6000 piante coltivate. La struttura è circondata da un muro circolare costruito nel 1552 per arginare i furti di erbe medicinali. All'interno quattro spalti sono a loro volta suddivisi in aiuole. Al centro una piscina per le piante acquatiche viene alimentata da un fiotto d'acqua calda proveniente da una falda posta a quasi trecento metri sotto il livello dell'orto.

Numerose sono le piante introdotte per la prima volta in Italia attraverso l'orto botanico.
Fra queste il Ginkgo biloba, la magnolia, la patata, il gelsomino, l'acacia e il girasole.

Attualmente le collezioni includono:

Tra gli esemplari più interessanti va ricordata la cosiddetta "palma di Goethe", un esemplare di palma di San Pietro (Chamaerops humilis L.) messo a dimora nel 1585, che il celebre scrittore tedesco vide nel corso del suo viaggio in Italia e nominò nel saggio "Geschichte meines botanisches Studiums" (1817/1831).

Attività collaterali[modifica | modifica sorgente]

Dal 1835, all'interno dell'orto botanico si trova una biblioteca che dispone di antiche e nuove testimonianze. Oltre ai libri, conserva altro materiale tra cui erbari secchi, manoscritti, fotografie, quadri, planimetrie storiche e oggetti museali.[5] Nello stesso anno fu fondato nel comprensorio dell'orto un erbario, diventato oggi un museo che ha al suo interno una fornita collezione di piante essiccate, alghe, funghi, muschi, licheni, galle, legni, semi e frutti. L'erbario del museo comprende circa 500.000 campioni provenienti da Italia, Europa, Asia, Africa e Americhe, pervenuti a partire dalla fine del XVIII secolo.[6]

In una palazzina attigua all'ingresso dell'orto, si trovano le sale espositive del Centro di Ateneo per i Musei, dove vengono allestite mostre relative alla botanica a fini di divulgazione scientifica. Durate tali eventi si possono ammirare vari reperti conservati nei musei dell’ateneo cittadino.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il nuovo orto botanico, ortobotanico.unipd.it
  2. ^ Il nuovo orto botanico - Il progetto, ortobotanico.unipd.it
  3. ^ Il nuovo orto botanico - I lavori di ampliamento, ortobotanico.unipd.it
  4. ^ Padova, l'orto botanico dei record: sostenibilità, ricerca e aggregazione urbana - Repubblica.it
  5. ^ Biblioteca dell'orto botanico, bibliorto.cab.unipd.it
  6. ^ Il museo botanico, ortobotanico.unipd.it
  7. ^ Le mostre, ortobotanico.unipd.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Minelli, L'orto botanico di Padova (1545-1995), Marsilio, 1998 ISBN 88-317-6977-4
  • G. Buffa, F. Bracco, N. Tornadore, Guida all’orto botanico di Padova. Quattro percorsi per conoscerne la storia e le piante. Centrooffset, Padova, 1999. ISBN 88-900229-1-4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]