Orto botanico di Pisa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Orto botanico di Pisa
L'accesso
L'accesso
Tipo Botanica
Data fondazione 1543-1544
Fondatori Luca Ghini,
Cosimo I de' Medici
Indirizzo via Luca Ghini 5, Pisa
Sito http://www.biologia.unipi.it/ortobotanico/

Coordinate: 43°43′13.48″N 10°23′45.3″E / 43.720411°N 10.395917°E43.720411; 10.395917 L'Orto Botanico di Pisa è una struttura didattico-scientifica del Dipartimento di Biologia della Università di Pisa.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'Orto Botanico dell'Università di Pisa nacque nel 1543-1544 per iniziativa di Luca Ghini, medico e botanico di Imola, con l'appoggio finanziario del granduca di Toscana, Cosimo I de' Medici.

Antico Istituto di Botanica

Come data di fondazione, si tratta del più antico orto botanico universitario del mondo, ma il fatto che la localizzazione originale fosse diversa dall'attuale rende l'Orto botanico di Padova titolare di questo primato: il primitivo orto pisano sorgeva infatti nel giardino annesso al Convento di San Vito, nei pressi della Cittadella e dell'Arsenale mediceo, ed era per l'appunto denominato Giardino dell'Arzinale. Qualche anno più tardi, con la demolizione del suddetto convento, l'orto si estese anche nella zona da esso occupata. Nel 1563, sotto la guida del botanico Andrea Cesalpino, a causa dell'espansione dell'Arsenale l'orto fu trasferito in una seconda sede, nella zona nord-orientale della città, nei pressi dell'Orto del Convento di Santa Marta. Neanche questa sede risultò tuttavia soddisfacente, sia per la cattiva esposizione che per la distanza dalla sede dell'Università. Così nel 1591 l'Orto, sotto la direzione di Lorenzo Mazzanga, fu trasferito nella attuale localizzazione, presso la celebre Piazza del Duomo, in un terreno acquistato appositamente dal Granduca Ferdinando I. I lavori di trasferimento furono completati nel 1595 ad opera del fiammingo Joseph Goedenhuitze, noto in Italia come Giuseppe Casabona, ed inclusero anche la ristrutturazione dell'edificio che ospitava l'Istituto di Botanica con l'annesso Museo di Scienze Naturali. L'ingresso principale dell'Orto fu aperto nella seconda metà del XVIII secolo.

La disposizione delle piante all'interno dell'Orto, come risulta da una mappa pubblicata da Michelangelo Tilli nel 1723, era ispirata ai canoni stilistici comuni a molti giardini dell'epoca con allusione ai quattro elementi: il quadrato per quelli terrestri, il cerchio per quelli celesti, il triangolo per il fuoco e le vasche per il riferimento diretto all'acqua. Le specie erano infatti collocate in otto grandi aiuole quadrate, a loro volta suddivise in porzioni più piccole di forma geometrica definita, simmetricamente disposte intorno a otto fontane con vasca.

Nel XIX secolo l'Orto subì sostanziali cambiamenti: l'impianto cinquecentesco delle grandi aiuole venne smantellato per dare spazio ad aiuole più piccole, di forma rettangolare, intercalate da viali e muretti, al cui centro si trovavano sei residue fontane con vasca originaria (attualmente quattro perché due sono state tolte per costruire un piccolo edificio, probabilmente un secondo museo). Tali trasformazioni, attuate in varie fasi dai prefetti Gaetano Savi, Pietro Savi e Teodoro Caruel, rifletterono le mutate esigenze della botanica in base alle quali le piante vengono classificate e presentate secondo criteri scientifici che evidenziano le affinità biologiche. A lavoro ultimato si contavano 148 aiuole con più di 2.000 specie disposte in ordine sistematico.

All'assetto planimetrico attuale si giunse verso la fine del XIX secolo, dopo una ulteriore serie di modifiche ed ampliamenti che portano l'Orto a coprire una superficie di circa 3 ettari.

Responsabili dell'Istituto[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1544 al 1814 le figure principali dell'Orto Botanico sono state due, il Prefetto del Giardino e il Professore di Botanica, con l'aggiunta del Direttore della Galleria, ovvero l'originario Museo Naturalistico pisano.

Luca Ghini, fondatore dell'Orto
Prefetti del Giardino Professori di Botanica
1543-1554 Luca Ghini
1554-1559 Andrea Cesalpino
1558-1582 Luigi Leoni
1571 Thomas Mesman
1571 Baldello Baldelli
[1582]-1583 Lorenzo Mazzanga
1583-1595 Giuseppe Benincasa o Casabona
1595-1596 Polidoro Matteini 1596 Camillo Cristofori
1596-1602 Francesco Malocchi dal 1596 Giuseppe Rovezzani
1602-1609 Marco Cornacchini
1609-1613 Domenico Vigna
1614 Giovanni Rocchi
1615 Domenico Vigna
1615-1616 Jacopo Macolo (Jacob McCole)
1616-1617 Domenico Vigna
1617-1625 Pancrazio Mazzanga
1626-1630 Matteo Pandolfini
1630 fra' Francesco
1631-1632 Giacinto Maidalchini
1632-1634 Domenico Vigna
1634-1636 Dionisio Veglia
1636-1637 Claudio Beriguardi (Claude Beaureguard)
1637-1641 Giovanni Le Tellier (Jean Tellier) 1638 Costantino Vigna
1641-1648 Tommaso Bellucci
1648-1672 Tommaso Bellucci
1672-1685 Pietro Nati
1685-1732 Michelangelo Tilli
1732-1740 Michelangelo Tilli 1732-1740 Angelo Attilio Tilli
1740-1781 Angelo Attilio Tilli
1782-1814 Giorgio Santi

Nel 1810 la Cattedra di Botanica viene separata da quella di Mineralogia e geologia, mentre nel 1814 l'Orto viene separato dal Museo. Nello stesso anno la figura del Prefetto è sostituita dal Direttore dell'Orto Botanico.

Direttori dell'Orto Botanico Professori di Botanica
1814-1842 Gaetano Savi
1842-1871 Pietro Savi
1871 Teodoro Carnel
1871-1881 Antonio Mori
1881-1915 Giovanni Arcangeli
1915-1929 Biagio Longo
1929-1930 Ugolino Martelli
1930-1949 Alberto Chiarugi
1949-1954 Ezio Tongiorgi
1954-1955 Francesco D'Amato
1955-1963 Giuseppe Martinoli
1963 Mario Benazzi
1963-1964 Francesco D'Amato
1964-1982 Paolo Meletti
1982-1984 Fabio Garbari

Nel 1984 l'Orto botanico e l'Istituto botanico sono confluiti nel Dipartimento di Scienze botaniche dell'Università di Pisa. Da allora il controllo dell'Orto è in mano al Direttore del Dipartimento.

Direttori del Dipartimento di Scienze Botaniche
1984-1988 Antonino Onnis
1988-1991 Carlo Floris
1991-1993 Giovanna Renzoni
1993-1995 Carlo Floris
1995-2000 Paolo Meletti
2000-2006 Fabio Garbari

Nel 2006 il Dipartimento è stato soppresso e l'Orto Botanico è passato sotto il controllo del Dipartimento di Biologia dell'università cittadina. Da allora si occupano della struttura il Direttore Gianni Bedini, il Conservatore del Museo Botanico Lucia Amadei e il Curatore dell'Orto Giuseppe Pistolesi.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Arboreto[modifica | modifica wikitesto]

In questo settore, che rispecchia tuttora lo schema d'impianto proposto nel XIX secolo dai prefetti Gaetano Savi e Teodoro Caruel si trovano alberi appartenenti al gruppo delle conifere e delle amentifere. I due esemplari più vecchi dell'Orto sono una Magnolia grandiflora ed un Ginkgo biloba , piantati nel 1787 dal prefetto Giorgio Santi, si trovano in realtà al di fuori di questo settore, nel cosiddetto Orto del Cedro.

Collezione sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Contiene circa 45 aiuole, 4 fontane (di cui due rotonde, una esagonale e una ottagonale, quelle rotonde sono le più antiche) dove sono rappresentate 550 specie appartenenti a 39 famiglie, disposte secondo un criterio didattico-sistematico.

Flora officinale[modifica | modifica wikitesto]

Questo settore, detto "Orto del Mirto" per la presenza di un vetusto esemplare di Myrtus communis , ospita circa 140 specie di piante officinali, alcune tuttora utilizzate nella farmacopea ufficiale quali il ricino (Ricinus communis), la digitale (Digitalis purpurea).

Piante acquatiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una collezione di specie prevalentemente autoctone: alcune di esse come la farferugine di palude (Caltha palustris) sono pressoché estinte in natura, mentre altre, come l'ibisco palustre (Hibiscus palustris) ed il nannufero (Nuphar lutea) sono fortemente minacciate dall'inquinamento delle acque e dalle bonifiche delle zone umide.

Geofite mediterranee[modifica | modifica wikitesto]

È una collezione che comprende specie erbacee del bacino del Mediterraneo appartenenti prevalentemente ai generi Allium, Ornithogalum e Muscari.

Succulente[modifica | modifica wikitesto]

È una collezione ospitata in una ampia serra e comprende Cactaceae, Euphorbiaceae, Crassulaceae nonché esemplari dei generi Aloe ed Agave, disposti in base a criteri sistematici e geografici e sistemate dalle piante meno primitive a quelle più primitive.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Batini, Album di Pisa, La Nazione, 1972.
  • Garbari Fabio, Tongiorgi Tomasi Lucia, Tosi Alessandro. Il giardino dei semplici. L'orto botanico di Pisa dal XVI al XX secolo, Pacini Editore, 1991. ISBN 8877810580
  • Bedini Gianni. L'Orto Botanico di Pisa. Piante,Storia, Personaggi, Ruoli / The Botanic Garden of Pisa. Plants, History, People, Roles, Edizioni Plus, 2007. ISBN 978-88-8492-483-4

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]