Pinguicula vulgaris

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Pinguicula vulgaris
Pinguicula vulgaris 140505.jpg
Fiore di P. vulgaris
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Scrophulariales
Famiglia Lentibulariaceae
Genere Pinguicula
Specie P. vulgaris
Classificazione APG
Ordine Lamiales
Famiglia Lentibulariaceae
Nomenclatura binomiale
Pinguicula vulgaris
L., 1753
Nomi comuni
  • Pinguicula comune
  • Erba-unta comune

Pinguicula vulgaris (L. 1753) è una pianta carnivora perenne appartenente alla famiglia Lentibulariaceae. Il nome Pinguicola, deriva dal latino pinguis che significa grasso con allusione alla debole carnosità delle foglie.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Raggiunge l'altezza di 3-16 cm Foglie da ovate a oblunghe

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

Il fiore è di colore porpora o bianco, è grande 15 mm o più ed ha la forma di un imbuto.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Semi[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È diffusa in quasi tutti i paesi dell'Europa, in Russia, in USA e in Canada. Essendo nativa di regioni con inverni rigidi, va in ibernazione producendo degli ibernacoli, delle gemme resistenti al freddo. In Italia era presente, fino a tempi relativamente recenti, in alcune aree pedemontane e di alta pianura della Val Padana, del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, ma è scomparsa quasi ovunque in seguito alla progressiva distruzione degli habitat (bonifiche, captazione di sorgenti e falde), risulta ancora abbastanza diffusa, ad altitudini montane e subalpine, lungo le Alpi (dal Friuli alla Liguria) e assai più sporadica nell'Appennino settentrionale e centrale. È specie legata ad ambienti umidi, come torbiere neutro-alcaline, prati permanentemente umidi e sorgenti. Cresce inoltre preferibilmente su un substrato acido.

Nutrimento: A differenza di U.vulgaris, questa pianta che si nutre di insetti non sta in agguato sott'acqua, ma distende le sue invitanti foglie giallo-verdi su umide rocce montane e presso tranquille sorgenti. Ciascuna foglia è debolmente ricurva ai margini e, quando un insetto vi si posa, ghiandole vischiose lo trattengono, mentre la foglia s'incurva imprigionandolo. La preda, cercando di liberarsi dalla superficie vischiosa, stimola la curvatura della foglia, che circonda completamente la vittima e secerne enzimi per digerire il corpo ancora vivente. Poi, la foglia si riapre di nuovo e i resti seccati dell'insetto vengono portati via dall'aria o dalla pioggia. Come altre piante che si nutrono di insetti, P. vulgarisestrae sali minerali, specialmente nitrati e fosfati, dalle prede. Nel passato: In passato, era talvolta usata per cagliare il latte e si diceva che il burro ottenuto da una mucca che avesse mangiato questa pianta era buono per i neonati. Si pensava anche che questa pianta proteggesse la gente da fate e streghe.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Plants of the Pacific Northwest, Lone Pine Publishing, 1994, p. 351.
  • T.G. Tutin, V.H. Heywood et alii, Flora Europea, Cambridge University Press, 1976, ISBN 0-521-08489-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • USDA, ARS, National Genetic Resources Program, Pinguicula vulgaris in Germplasm Resources Information Network - (GRIN) [Online Database]. URL consultato l'8 maggio 2008.
  • Pinguicula vulgaris in The International Plant Names Index Published on the Internet, 2008. URL consultato l'8 maggio 2008.
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