Tillandsia
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Radici aeree di Tillandsia usneoides |
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| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Liliopsida |
| Ordine | Bromeliales |
| Famiglia | Bromeliaceae |
| Sottofamiglia | Tillandsioideae |
| Genere | Tillandsia |
| Classificazione APG | |
| Ordine | Poales |
| Famiglia | Bromeliaceae |
| Specie | |
Tillandsia è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae, originarie del Centro America.
Ne esistono oltre 500 specie ripartite fra 6 sottogeneri. Senza radici sotterranee, assorbono il loro nutrimento dall'umidità dell'aria (conosciute anche come Garofano d'aria). Vivono generalmente sulle cime degli alberi o sulle rocce, nelle zone dove sono più diffuse è comune trovarle anche su pali e fili elettrici oltre che sulle antenne televisive. L'umidità dell'aria è catturata tramite apposite strutture poste sull'epidermide chiamate tricomi che sono aperti quando la pianta è secca e si richiudono sopra una certa soglia di umidità per impedirne l'evaporazione, l'aspetto vellutato di queste piante è dovuto proprio ad essi. Assieme all'umidità catturano anche il pulviscolo atmosferico che contiene agenti inquinanti, per questa proprietà sono stati eseguiti studi volti ad utilizzare queste piante come biorivelatori di inquinanti atmosferici in particolare per rivelare gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), sostanze provenienti dalla incompleta combustione della benzina e del gasolio sospettate di causare il cancro.
La pianta è stata testata per sei mesi sulla trafficatissima circonvallazione di Firenze, per iniziativa del botanico Luigi Brighigna dell' Ateneo fiorentino, che ha poi portato le piantine "inquinate" al dipartimento di chimica 'Ciamician' di Bologna, attrezzato per studiarle. Secondo i risultati del test, resi noti dall' Università di Bologna, la Tillandsia può essere usata per monitorare l'inquinamento, ma anche, in dosi massicce, per assorbire le polveri cariche di idrocarburi policiclici aromatici, ovvero i benzopireni accusati di essere cancerogeni, provenienti dall'incompleta combustione della benzina e del gasolio. La mancanza di radici ha permesso inoltre, di analizzare le sostanze depositate escludendo le interferenze con il terreno. La Tillandsia non solo cattura gli inquinanti, ma è in grado di assorbirli ed eliminarli, metabolizzandoli, ovvero "mangiando" una discreta quantità di inquinanti: 0,2 milligrammi per chilogrammo di pianta. Costa poco e sono già state ipotizzate le applicazioni: una piccola parete può essere usata per disinquinare un appartamento, ma non si esclude in futuro l'ipotesi di interi pannelli pieni di piante da collocare sulle autostrade e sulle vie cittadine di grande traffico.
Indice |
[modifica] Coltivazione
La pianta non necessita di particolari cure. Si adatta bene ad ogni ambiente purché la temperatura non scenda al di sotto dei 15 °C. Evitare i raggi diretti del sole: meglio la penombra.
In estate nebulizzare spesso le foglie con acqua a temperatura ambiente e possibilmente non calcarea (anche due volte al giorno). Usare del fertilizzante (poco) solubile in acqua con micro e macro elementi da sciogliere prima della nebulizzazione.
Da ottobre ad aprile la pianta va a "riposo vegetativo". In questo periodo diradare le nebulizzazioni a una volta alla settimana. Volendo creare una composizione si può facilmente fissare la base della pianta su di un sasso (travertino) con del silicone e ricoprire l'incollatura con del muschio e posizionare la piante in un luogo umido della casa (ottimi la stanza da bagno e la cucina).
Generalmente sono piante sane e non necessitano di antiparassitari.
Cura all’aperto
Delle tillandsie colpisce la facilità con cui si riescono a coltivare all’esterno, magari sotto un albero o uno spazio coperto. Nei luoghi più umidi, le tillandsie fioriranno solo se esposte al sole. Come regola, le piante più verdi e dalle foglie più delicate richiedono meno sole e più umidità e tendono a prosperare in un ambiente fresco. Le specie dalle foglie più rigide e più grigie preferiscono più luce e di solito sono da aree più calde. Molte specie xeriche provengono da climi che spesso sono umidi e così esse non TRASPIRANO (perdono acqua) velocemente come farebbero in un ambiente secco. La velocità con cui una pianta perderà la sua acqua interna è in funzione di temperatura e umidità. Durante periodi di poca umidità, l’intensità del sole può bruciare le foglie. In molte tillandsie degli Stati Uniti, che dove c’è abbastanza umidità, il problema del troppo sole, non è così critica come in altre aree con clima più secco. L’abilità delle tillandsie di sopravvivere per lunghi periodi di siccità le qualifica come le piante più forti del mondo. Con il fatto che non hanno necessariamente bisogno di un terreno su cui crescere, sono anche le piante che danno meno preoccupazioni ai coltivatori. Le tillandsie amano le brezze (specialmente se in ambiente umido). Naturalmente, con più esposizione al vento, si deidratano e dovrebbero ricevere più frequentemente dell’acqua. Le specie mesiche sono più suscettibili al caldo e al freddo estremi. Un’altra importante sfaccettatura della cura di una Tillandsia è capire che una volta che le foglie sono umide, acqua in più non aiuta. Con le tillandsie, è la frequenza con cui loro sono bagnate che conta, e non quanto sono bagnate. Le tillandsie xeriche non possono essere bagnate troppo eccetto che rimangano umide solo per un paio di giorni. In questo caso, le foglie non saranno capaci di scambiare gas per loro vitali e potrebbero soffocare, come una persona che affoga per la mancanza di ossigeno. Se una Tillandsia dovesse iniziare a marcire, cioè le foglie al centro dovessero iniziare a cadere, non dovrebbe essere buttata via fino a quando ci sia ancora qualcosa in vita. Se le foglie vengono via facilmente e le punte sono nere, bisogna iniziare a togliere le foglie dal centro fino a quando non si inizia a trovare resistenza. Se c’è ancora buona parte della piante si è riusciti a salvarla, e piano piano riuscirà a ricrescere come prima. Qualche volta la parte alla base della Tillandsia diventa molle e pastosa come una mela ammaccata. Un coltello pulito può essere usato per togliere l’ammaccatura. Tutta l’area marrone deve essere tolta o il marciume si diffonderà. La base dev’essere mantenuta all’asciutto fino a quando non tornerà dura, come all’inizio. Se il marciume non si è diffuso troppo, la pianta tornerà a crescere.
Cura all’interno
Le tillandsie tenute in casa più di un mese vanno tenute d’occhio. E' importante tener presente che amano il fresco, buona luce, e umidità, condizioni spesso assenti in una casa. Comunque, poiché le tillandsie possiedono la capacità di adattarsi ad un vasto range di condizioni climatiche, spesso cresceranno (o almeno non moriranno) anche all’interno. Le tillandsie tenute in casa devono ricevere molta luce da una finestra vicina (preferibilmente affacciata a est, ovest o sud). Se non è fattibile, sono disponibili lampade fluorescenti ad ampio spettro che forniscono il 92% della luce solare quando sono posti a 15-30 cm dalla pianta.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Tillandsia
[modifica] Collegamenti esterni
- Maggiori informazioni sulle Tillandsia
- Descrizione e indicazioni sulla coltivazione delle tillandsie
- Elenco delle specie di tillandsia (in inglese e tedesco)
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