Università degli Studi di Padova

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Università degli Studi di Padova
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Stato Italia Italia
Città Padova
Altre sedi Bressanone, Legnaro, Vicenza, Asiago, Vittorio Veneto, Castelfranco Veneto, Conegliano, Feltre, Mirano, Portogruaro, Rovigo, Treviso, Venezia, Mestre, Chioggia, Santorso
Nome latino Universitas Studii Paduani
Motto Universa Universis Patavina Libertas
Fondazione 1222
Tipo Università statale
Rettore Giuseppe Zaccaria
Studenti 58 037 (a.a. 2012/13[1])
Dipendenti Docenti: 2 088
Tecnico: 2 072 (2013[2][3])
Affiliazioni Gruppo di Coimbra, UNIMED
Sport CUS Padova
Sito web www.unipd.it
 

L'Università degli Studi di Padova è fra le più note università in Italia, e fra le più antiche al mondo, risalendo al 1222.

Nel 2013 conta circa 58000 studenti e 2100 docenti[4]. La sua sede principale si trova nella città di Padova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Ammesso che l'onore di essere stata la sede della rivoluzione scientifica possa appartenere di diritto a un singolo luogo, tale onore dovrebbe essere riconosciuto a Padova »
(Sir Herbert Butterfield in Le origini della Scienza Moderna, 1962)

L'Università venne fondata, secondo la tradizione, nel 1222, quando un gruppo di studenti e professori migrarono dall'Università di Bologna alla ricerca di una maggiore libertà accademica, anche se è certo che scuole di diritto e medicina con studenti di varie nazioni esistevano a Padova da qualche secolo prima del 1222. In realtà il 1222 è l'anno nel quale per la prima volta, in un atto notarile della città, si nomina con precisione lo Studio Patavino (quindi già esistente) ed è così convenzionalmente ritenuto essere l'anno di fondazione.

Inizialmente esisteva come Universitas Iuristarum, che impartiva insegnamenti di diritto civile e diritto canonico, ma già attorno al 1250 iniziò l'insegnamento della medicina e delle arti. L'Universitas Artistarum divenne indipendente dalla Universitas Iuristarum nel 1399 grazie all'intervento di Francesco II da Carrara, e da allora si ebbero due distinte Università dotate degli stessi diritti e privilegi, ciascuna con proprio Rettore. Il corso degli studi aveva una durata di 6 anni (che scesero a 5 nel Cinquecento e infine a 4 nel Settecento) e gli studenti dovevano seguire le lectiones e prendere parte attiva alle repetitiones, alle questiones e alle disputationes che venivano organizzate. Gli studenti, che iniziarono ad affluirvi da tutta Europa, venivano divisi in due "Nazioni": la Natio Citramontana che comprendeva gli studenti italiani e la Natio Ultramontana per gli stranieri.

Con il passaggio sotto il governo della Repubblica di Venezia nel 1405, inizia per l'Università di Padova il periodo di massimo splendore. Dal Quattrocento al Seicento, l'Università diviene un centro di studio e ricerca internazionale grazie alla relativa libertà e indipendenza garantita dalla Repubblica di Venezia, della quale Padova viene a costituire il centro culturale, e grazie anche alla potenza economica e politica della Serenissima stessa. È in quest'epoca aurea che l'Università adotta il motto "Universa Universis Patavina Libertas" e si afferma come il principale centro scientifico d'Europa.

Nel 1493 l'Universitas Iuristarum viene trasferita all'Hospitium Bovis, un ampio fabbricato già adibito a locanda sotto l'insegna del bue che poi divenne, dopo ampliamenti e trasformazioni, la sede principale nota come il Bo. L'orto botanico, aperto al pubblico nel 1545, è il secondo al mondo (dopo quello di Pisa inaugurato pochi mesi prima, anche se la localizzazione di quest'ultimo è cambiata nel tempo).

Il 15 gennaio 1595 viene inaugurato da Girolamo Fabrici d'Acquapendente il teatro anatomico, il primo del genere al mondo. È in questa struttura che, grazie al lavoro di medici celebri come Giovanni Battista Morgagni, si fonda in Europa l'insegnamento della moderna patologia. Tra il 1592 ed il 1610 insegnò a Padova Galileo Galilei che, anche dopo il suo ritorno in Toscana e l'abbandono del mondo accademico, lascerà dietro di sé una grande influenza nella metodologia di ricerca nelle discipline scientifiche e naturalistiche. Nel corso del Settecento, con il progressivo declino economico e politico della Repubblica di Venezia iniziò il declino dell'Università di Padova, in particolare scompare la distinzione tra Universitas Iuristarum e Universitas Artistarum, anche se L'Università continuò a distinguersi in ambito europeo sia nelle scienze naturali che in quelle umanistiche, grazie alla presenza di docenti di assoluto valore come Giovanni Battista Morgagni, Antonio Vallisneri e Giovanni Poleni. L'Ottocento fu segnato dalla duplice dominazione francese e dell'Impero Austro-Ungarico e infine, nel 1867, dall'annessione al Regno d'Italia. Il burrascoso periodo politico tra il 1797 e il 1813 portò alla destituzione o alla temporanea sospensione di molti illustri docenti, tra cui Simone Stratico, Leopoldo Marco Antonio Caldani, Antonio Collalto, Giuseppe Avanzini, Pietro Sografi, Stefano Gallini, Marco Carburi, Giuseppe Dubravcich, Giacomo Albertolli. Secondo il patriota e storico risorgimentale Carlo Leoni, acuto osservatore della realtà padovana, i professori e gli studenti dell'Università di Padova parteciparono molto timidamente al movimento risorgimentale, perlomeno fino alla vigilia dell'8 febbraio 1848, giorno in cui scoppiò una rivolta di parte degli studenti contro l'autorità austriaca che portò all'uccisione di 2 studenti, alla chiusura temporanea dell'Università, all'espulsione di 73 studenti e alla destituzione di 4 professori: Stefano Agostini, Francesco Marzolo, Antonio Valsecchi e Jacopo Silvestri.

Più traumatico risultò invece il passaggio sotto il governo del Regno d'Italia, che portò alla sospensione di 17 professori, alla chiusura delle scuole di agraria, veterinaria e teologia, all'abbandono del modello universitario austriaco a favore del meno moderno modello italiano e al successivo trasferimento di molti docenti di punta all'Università di Roma, nel tentativo di fare di questa l'Università centrale e più importante del paese. Con la Legge 12 maggio 1872 n. 1821 l'Università di Padova veniva pareggiata alle altre esistenti nel regno e veniva applicata ad essa la riforma dell'insegnamento superiore (legge Casati) promossa nel 1859 da Gabrio Casati. L'Ateneo Patavino rimaneva strutturato in sole quattro facoltà che assumevano il nome di Giurisprudenza, Medicina e Chirurgia, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, a capo delle quali veniva posto un Preside. Verso la fine dell'Ottocento comunque l'Università di Padova inizia un lento periodo di espansione che porta alla creazione delle facoltà di Ingegneria (1876), Farmacia (1933) e Scienze politiche (1924). All'inizio del XX secolo la scuola matematica patavina si configura come una delle più importanti d'Europa. Nel 1943 il Magnifico Rettore Concetto Marchesi invita pubblicamente gli studenti a ribellarsi e lottare contro il fascismo, azione che lo costringe a fuggire in Svizzera. Per le attività di liberazione dal nazifascismo l'Università di Padova è stata l'unica in Italia ad essere insignita della medaglia d'oro al valor militare ed è quindi tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite.

Nel dopoguerra, si articolano le Facoltà di Agraria (1946), Magistero (1951), Statistica (1968), il corso di laurea in Psicologia (1971, il primo in Italia con quello di Roma), Veterinaria (1992) ed Economia (1993). Nel secondo dopoguerra, l'Università di Padova, pur rimanendo ancora lontana dai fasti del periodo della Serenissima, ha ripreso la sua collocazione di importante centro scientifico-culturale del mondo occidentale grazie anche alla presenza di docenti di grande valore scientifico che hanno saputo riportare ricerca e didattica a livello internazionale in molti ambiti disciplinari. Tra il 2001 e il 2007 l'Università di Padova si è confermata per sei volte consecutive come la migliore nella classifica delle università italiana stilata ogni anno dal Censis - La Repubblica, nella categoria degli Atenei con più di 40.000 iscritti: la ricerca del Censis prende in considerazione, per stilare questa classifica, la qualità della didattica, secondo i parametri di produttività, ricerca, profilo dei docenti e internazionalizzazione, ed altri particolari indicatori quali i servizi agli studenti, le borse di studio, le strutture, il web[5]. Si conferma inoltre prima per le facoltà di Economia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Agraria[5]. Nel 2004 è stata istituita la Scuola Galileiana di Studi Superiori, con la collaborazione e sul modello della Scuola Normale Superiore di Pisa. Alla scuola si accede tramite un concorso molto selettivo; gli studenti ammessi si iscrivono ai corsi dell'Università di Padova, ma in più hanno alcuni benefici (ad esempio vitto e alloggio presso un collegio universitario), devono avere una media di esami particolarmente alta (almeno 27), e in più devono frequentare obbligatoriamente alcuni corsi specifici.

L'Ateneo gestisce inoltre vari Musei scientifici: di Antropologia, Botanico (presso l'Orto Botanico), dell'Educazione, di Geologia e Paleontologia, di Macchine "Enrico Bernardi", di Mineralogia, di Scienze Archeologiche e d'Arte, di Storia della Fisica, degli Strumenti dell'Astronomia (ad Asiago) e di Zoologia. Inoltre, presso l'ex-Convento di San Francesco sono in corso i lavori per l'allestimento del Museo di Storia della Medicina. L'Università è tra i membri fondatori del consorzio interuniversitario CINECA ed è parte del gruppo di Coimbra.

Sedi distaccate[modifica | modifica wikitesto]

  • Bressanone: sede estiva dell'Università di Padova, dove si tengono alcune settimane di corsi per poter rimediare e quindi sostenere una sessione supplementare di esami.
  • Legnaro: nella periferia sud di Padova, si trova il campus di Agripolis dove hanno sede la Scuola di Agraria e Medicina veterinaria e quattro dipartimenti. Oltre alle sedi, vi si trovano l'ospedale veterinario dell'università, l'Azienda agraria sperimentale "Lucio Toniolo" e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Il tutto è correlato da un ampio parco esterno e dagli appartamenti per gli studenti, i servizi di ristorazione e alcuni campi sportivi.
  • Vicenza: vi si svolgono il corso di laurea in Sicurezza Igienico - Sanitaria degli Alimenti appartenente alla Scuola di Agraria e Medicina veterinaria, il corso di laurea in Tecniche di Radiologia, per Immagini e Radioterapia e anche il corso di laurea in Ostetricia appartenenti alla Scuola di Medicina e chirurgia ed alcuni corsi di Ingegneria. La Facoltà di Ingegneria è presente in Vicenza con il Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali (sito). In tale sede sono erogati i Corsi di Laurea in Ingegneria Meccanica e Meccatronica, Gestionale ed Innovazione del Prodotto.
  • Asiago: vi sorgono due osservatori astronomici dell'università: l'Osservatorio astrofisico di Asiago e la Stazione osservativa di Cima Ekar, uno dei quali contiene lo strumento ottico più grande presente su suolo italiano.
  • Vittorio Veneto: vi si svolge il corso di Tecnologie e Industrie del legno (facoltà di Agraria).
  • Castelfranco Veneto: vi si svolgono alcuni corsi di Medicina.
  • Conegliano: vi si svolgono alcuni corsi di Medicina e di Agraria (in particolare quelli legati all'enologia).
  • Feltre: vi si svolgono i corsi di Infermieristica, Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro e Ingegneria Informatica.
  • Mirano: vi si svolge il corso di Infermieristica.
  • Portogruaro: vi si svolge il corso di Infermieristica.
  • Rovigo: vi si trovano alcuni corsi di Scienze Politiche, Medicina, Scienze della Formazione e di Ingegneria.
  • Treviso: presso il Quartiere Latino hanno sede alcuni corsi delle facoltà di Medicina e Giurisprudenza e il corso di Ingegneria Informatica.
  • Venezia: vi si trovano corsi della facoltà di Medicina quali: Fisioterapia, Tecnici di Radiologia per Immagini e Radioterapia, e le specialistiche di Medicina.
  • Mestre: vi si svolge il corso di Infermieristica.
  • Chioggia: vi si trova la sede del corso di laurea in Biologia Marina.
  • Verona: vi si svolge il corso di Scienze della Formazione Primaria della Facoltà di Scienze della Formazione.
  • Montecchio Precalcino: vi si svolge il corso di Infermieristica.
  • Santorso: vi si svolge il corso di Infermieristica dall'anno accademico 2011/2012

Personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua lunga storia, l'Università di Padova fu luogo d'incontro di alcune tra le più importanti personalità europee ed italiane, tra le cui fila si annoverano personaggi del calibro di Leon Battista Alberti, Galileo Galilei, Niccolò Copernico, Melchiorre Cesarotti e Pietro Martire Vermigli.

Padova fu inoltre la prima università al mondo a dare un titolo accademico ad una donna, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, che conseguì la laurea in filosofia il 25 giugno 1678.

Simbolo e motto[modifica | modifica wikitesto]

Sul sigillo dell'Università sono raffigurati il Cristo risorto e santa Caterina d'Alessandria, ovvero i patroni delle due distinte "universitates", nelle quali si articolava lo studium patavino nel Medioevo. In particolare, Cristo risorto era considerato il patrono dei medici, chiamati a ridare vita ai corpi malati, mentre santa Caterina era la patrona dei giuristi, perché secondo la tradizione si difese da sola nel processo intentatole dagli idolatri prima di subire il martirio, stupendo tutti con la sua eloquenza. Per questo è raffigurata con lo strumento del suo supplizio (la ruota dentata) e con la palma, simbolo con il quale nell'iconografia cattolica sono raffigurati i martiri.

Il motto dell'Università è Universa Universis Patavina Libertas ("tutta intera, per tutti, la libertà nell'Università di Padova"), per sottolineare la grande libertà di pensiero, storicamente concessa dall'Università ai docenti e agli studenti. Di fatto, la Repubblica di Venezia vi garantì sempre una grande libertà religiosa, e l'Università di Padova fu l'unica in Italia, dopo la Controriforma, a restare aperta a studenti e docenti protestanti[6]. La fama e la libertà dell'Ateneo attrassero numerose personalità del movimento protestante tra cui Pietro Martire Vermigli e Pier Paolo Vergerio, anche se l'Università patavina non fu estranea alle pressioni dell'Inquisizione miranti a sopprimere la libertà d'opinione, come avvenne nel caso dello studente evangelico Pomponio de Algerio[7].

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente
  • Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica
  • Dipartimento di Biologia
  • Dipartimento di Biomedicina Comparata ed Alimentazione
  • Dipartimento di Diritto Privato e Critica del Diritto
  • Dipartimento di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario
  • Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata
  • Dipartimento di Fisica ed Astronomia "Galileo Galilei"
  • Dipartimento di Geoscienze
  • Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale
  • Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione
  • Dipartimento di Ingegneria Industriale
  • Dipartimento di Matematica
  • Dipartimento di Medicina
  • Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute
  • Dipartimento di Medicina Molecolare
  • Dipartimento di Neuroscienze
  • Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione
  • Dipartimento di Psicologia Generale
  • Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino
  • Dipartimento di Scienze Biomediche
  • Dipartimento di Scienze cardiologiche, toraciche e vascolari
  • Dipartimento di Scienze Chimiche
  • Dipartimento di Scienze Chirurgiche Oncologiche e Gastroenterologiche
  • Dipartimento di Scienze del Farmaco
  • Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali "Marco Fanno"
  • Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali
  • Dipartimento di Scienze Statistiche
  • Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità
  • Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari
  • Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali
  • Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro-forestali
  • Dipartimento di Scienze della Comunicazione

Scuole di ateneo[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 31 dicembre 2011 i corsi di laurea afferivano alle seguenti tredici facoltà, ora soppresse:

A norma dell'attuale Statuto, approvato in attuazione della Riforma Gelmini, le attività didattiche devono essere gestite direttamente dai dipartimenti, i quali si raggruppano in strutture di raccordo denominate scuole di ateneo (ciascun dipartimento partecipa ad una o più scuole). Le scuole hanno funzioni di coordinamento e di razionalizzazione delle attività didattiche, comprese la proposta di istituzione, modifica o soppressione di corsi di studio e la comunicazione verso l'esterno dell'offerta didattica.

Sono state istituite otto scuole di ateneo, attivate ufficialmente il 1º novembre 2012:

Scuola di Medicina e Chirurgia[modifica | modifica wikitesto]

La suddetta scuola è sita in Padova, ma ha anche più sedi distaccate in tutta la regione. Per il corso di laurea magistrale a ciclo unico di Medicina e Chirurgia, che è sito in Padova, le strutture di riferimento sono:

  • DIPARTIMENTO DI MEDICINA - DIMED, DIPARTIMENTO DI SCIENZE CARDIOLOGICHE TORACICHE E VASCOLARI e DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIRURGICHE ONCOLOGICHE E GASTROENTEROLOGICHE - DISCOG. siti in Via Giustiniani, 2 - 35128 Padova
  • DIPARTIMENTO DI SALUTE DELLA DONNA E DEL BAMBINO sito in via Giustiniani 3, 35128 Padova

L'Ospedale di riferimento è l'Azienda Ospedaliera di Padova sita in Via Giustiniani 2.

Musei Universitari[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo di Antropologia
  • Museo Botanico
  • Museo dell'Educazione
  • Museo di Geologia e Paleontologia
  • Museo di Macchine "Enrico Bernardi"
  • Museo di Mineralogia
  • Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte
  • Museo di Storia della Fisica
  • Museo di Storia della Medicina e della Salute
  • Museo degli strumenti dell'Astronomia
  • Museo di Zoologia

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 novembre 1945, l'Università è stata insignita della Medaglia d'oro al valor militare con la seguente motivazione:[8]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Asilo secolare di scienza e di pace, ospizio glorioso e munifico di quanti da ogni parte d'Europa accorrevano ad apprendere le arti che fanno civili le genti, l'Università di Padova nell'ultimo immane conflitto seppe, prima fra tutte, tramutarsi in centro di cospirazione e di guerra; né conobbe stanchezze, né si piegò per furia di persecuzioni e di supplizi. Dalla solennità inaugurale del 9 novembre 1943, in cui la gioventù padovana urlò la sua maledizione agli oppressori e lanciò aperta la sfida, sino alla trionfale liberazione della primavera 1945, Padova ebbe nel suo Ateneo un tempio di fede civile e un presidio di eroica resistenza e da Padova la gioventù universitaria partigiana offriva all'Italia il maggiore e più lungo tributo di sangue.»
— Padova, 1943-1945

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Università di Padova: Numero iscritti
  2. ^ Università di Padova: dati statistici sui docenti
  3. ^ Università di Padova: dati statistici sul personale Tecnico Amministrativo
  4. ^ Università di Padova: dati statistici
  5. ^ a b Repubblica » Guida di Repubblica all'Università
  6. ^ Studiare a Padova 2007>2008, guida dello studente dell'Università di Padova, p. 15
  7. ^ M. ROSA, Algerio (de), Pomponio in Dizionario biografico degli italiani, vol. 2, Roma 1960, p. 361
  8. ^ [1]Quirinale - scheda - visto 9 marzo 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fonti bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]