Basilica di San Francesco

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Coordinate: 43°04′29″N 12°36′20″E / 43.07472°N 12.60556°E / 43.07472; 12.60556

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Basilica papale di San Francesco in Assisi
Il lato sud della basilica visto dalla Piazza inferiore
Il lato sud della basilica visto dalla Piazza inferiore
Paese Italia
Regione Umbria
Località Assisi
Religione cattolica
Diocesi Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
Anno consacrazione 1253
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico Gotico italiano
Inizio costruzione 1228
Completamento 1253
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web Sito ufficiale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Stub patrimoni dell'umanità.png Patrimonio dell'umanità
Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani
Assisi, the Basilica of San Francesco and Other Franciscan Sites
Tipologia Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Anno 2000
Scheda UNESCO inglese
francese

La basilica di San Francesco in Assisi, è il luogo che dal 1230 conserva e custodisce le spoglie mortali del Santo serafico. Voluta da papa Gregorio IX quale specialis ecclesia[1], venne insignita dallo stesso Pontefice del titolo di Caput et Mater dell'Ordine minoritico[2] e contestualmente affidata in perpetuo agli stessi frati.

Nella complessa storia che ha segnato l'evoluzione dell'Ordine, la basilica (e l'annesso Sacro Convento) fu sempre custodita dai cosiddetti "frati della comunità", il gruppo che andò in seguito a costituire l'Ordine dei Frati Minori Conventuali.

Nell'anno 2000, insieme ad altri siti francescani del circondario, la basilica è stata inserita nella Lista del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Indice

[modifica] Storia

Il 16 luglio del 1228, a soli due anni dalla morte, Francesco venne proclamato santo da papa Gregorio IX; il giorno dopo, 17 luglio, lo stesso Pontefice e il rappresentante dell'Ordine minoritico, frate Elia da Cortona, posero la prima pietra per la costruzione di quella imponente basilica.

[modifica] La costruzione

Secondo la tradizione fu lo stesso Francesco ad indicare il luogo in cui voleva essere sepolto. Si tratta della collina inferiore della città dove, abitualmente, venivano sepolti i "senza legge", i condannati dalla giustizia (forse anche per questo era chiamata Collis inferni). Su quel colle, che poi venne chiamato Collis paradisi fu edificata la basilica che porta il nome del santo. La chiesa, che fu uno dei capisaldi della diffusione del gotico in Italia, aveva molteplici finalità. Prima di tutto era il luogo di sepoltura del fondatore dell'ordine, che già dopo due anni dalla sua morte veniva considerato una delle figure più significative della storia del Cristianesimo: per questo si predispose una dimensione adeguata ad una meta di pellegrinaggio e devozione popolare. Le reliquie dei santi erano di solito collocate in una cripta, ma nel caso di san Francesco si fece in modo che la struttura inferiore fosse ampia quanto un'intera chiesa, tanto da parlare di una vera e propria basilica inferiore.Un secondo ordine di interessi era più strettamente legato al papato, che vedeva ormai nei francescani, dopo la diffidenza iniziale, gli alleati per rinsaldare i legami con i ceti più umili e popolari. Per questo nella basilica si fusero esigenze legate ai flussi di pellegrini (ampiezza, corredo di rappresentazioni didascaliche) con lo schema di una cappella palatina (la basilica era infatti Cappella pontificia) secondo i più aggiornati influssi gotici, come la Sainte-Chapelle di Parigi, dove sono presenti due chiese sovrapposte ad aula unica. La costruzione della basilica venne avviata nel 1228 da Gregorio IX e conclusa nel 1253 da Innocenzo IV. Tra i migliori pittori dell'epoca fu scelto il celebre Giotto di Bondone. La salma di Francesco venne trasferita dalla chiesa di San Giorgio (poi inglobata nel complesso della basilica di Santa Chiara) per essere tumulata nella nuova basilica costruita in suo onore. La struttura abbastanza semplice che si intendeva dare all'inizio viene quasi subito modificata secondo linee più maestose, ispirandosi in parte all'architettura romanica lombarda, con nuove suggestioni gotiche legate agli edifici costruiti dall'ordine cistercense. Entrambe le due chiese sovrapposte, nel progetto iniziale, avevano navata unica con transetto sporgente e abside, poi in seguito quella inferiore venne arricchita di cappelle laterali.

A ridosso del fianco sud si alza l'altissima torre campanaria, con un gioco di cornici e archetti pensili che ne spezzano la corsa verso l'alto. Di fronte all'atrio che precede l'ingresso della basilica inferiore si trova l'ex oratorio di San Bernardino, costruito per il Terz'Ordine francescano da maestranze lombarde intorno alla metà del XV secolo.

[modifica] Il terremoto del 1997

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Restauro della Basilica superiore di Assisi.

Il terremoto del 26 settembre 1997 causò profonde lesioni alla basilica superiore, con il crollo della volta in due punti (che provocò la morte di quattro persone ricordate con un'iscrizione nel pavimento all'ingresso della basilica) e ingenti danni al timpano sud del transetto: 130 metri quadrati di affreschi medievali furono ridotti in migliaia di frammenti. La basilica rimase chiusa per due anni per i lavori di restauro.

Il sisma causò il crollo di parte degli affreschi sulla volta della prima campata: il San Girolamo (attribuito da alcuni a Giotto giovane), dove erano raffigurati i Quattro dottori della Chiesa; la figura di San Matteo, sulla volta raffigurante i Quattro Evangelisti di Cimabue; inoltre, la volta stellata, ridipinta nell'Ottocento. Sull'arco di controfacciata e sul costolone, anch'essi crollati, sono rovinate a terra otto figure di santi e altre decorazioni. In quell'occasione ci furono anche delle vittime, sepolte dalle macerie, che vennero riprese nel momento del crollo da una telecamera amatoriale.

[modifica] La basilica inferiore

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Basilica inferiore di Assisi.

La basilica inferiore fu iniziata sotto la soprintendenza di frate Elia nel luglio del 1228.

L'altare maggiore della basilica inferiore

I lavori dovevano essere terminati nel 1230 quando vi fu traslato il corpo del santo deposto in un sarcofago sotto l'altare maggiore, dov'è tuttora conservato in una piccola cripta. Inoltre, ai quattro angoli della cripta, sono stati sistemati i corpi dei beati frati Angelo, Leone, Masseo e Rufino e, lungo la scala che dalla basilica conduce alla cripta, il corpo della beata Jacopa dei Settesoli nobildonna romana moglie di Graziano Frangipane.

Quell'edificio, corrispondente all'odierna seconda, terza e quarta campata dell'odierna chiesa, era probabilmente un'aula rettangolare, nella sua semplicità vicina al modello francescano.

Alle decorazioni della basilica hanno collaborato i più illustri artisti del tempo da Giotto a Cimabue a Simone Martini.

Sempre nella basilica inferiore è situato un locale che ospita le reliquie di san Francesco, un piccolo ma significativo insieme di oggetti appartenuti al santo.

La basilica inferiore ha la funzione di chiesa commemorativa, sottolineata anche dalla presenza della cripta. Appare ancora quasi romanica: è priva di elevazione, le crociere sono larghe, i costoloni hanno una sezione quadrangolare, i pilastri sono bassi e grossi per sostenere il grave peso della chiesa superiore. Ma che siamo ormai in un periodo gotico è reso palese dal forte distacco dei costoloni dalle vele,che fa risaltare l'ossatura in maniera più sentita che nel romanico.

Tra i sepolcri monumentali, degno di nota quello di Giovanni di Brienne, imperatore latino di Costantinopoli (IV Crociata)

Dettaglio del rosone

[modifica] La basilica superiore

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Basilica superiore di Assisi.

La basilica superiore presenta una facciata semplice a "capanna". La parte alta è decorata con un grandioso rosone centrale, con ai lati i simboli degli Evangelisti in rilievo. La parte bassa è arricchita dal maestoso portale strombato. Sul lato sinistro della facciata è stata appoggiata , nel Seicento, la Loggia delle benedizioni dalla quale, in epoca passata, si mostrava il Velo santo della Madonna. Sullo stesso lato, poco dopo la costruzione della chiesa superiore, è stato innalzato il campanile, un tempo cuspidato.

Vista frontale della basilica superiore

L'architettura interna mostra invece i caratteri più tipici del gotico italiano: archi a sesto acuto che attraversano la navata, poggianti su semipilastri a fascio, dai quali si diramano costolature delle volte a crociera ogivali e degli arconi laterali che incorniciano le finestre. La fascia inferiore è invece liscia, e venne predisposta fin dall'inizio per la creazione di una bibbia per i poveri, rappresentata dalla decorazione didascalica ad affresco. Rispetto ad esempi marcatamente schiacciati (come la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano) o ad altri orientati verso il verticalismo (gotico d'Oltralpe), la basilica francescana presenta un bilanciato equilibrio in alzato, con lo slancio dei pilastri e delle volte interrotto dall'orizzontalità del ballatoio che corre sotto le finestre, che dà un sofisticato ritmo di linee perpendicolari.

interno della navata della Basilica di San Francesco

Una certa somiglianza viene evidenziata con alcuni edifici francesi, come la cattedrale di Angers, che presenta affinità sia in alzato sia in pianta: il collegamento potrebbe essere effettivamente

La basilica superiore contiene la più completa raccolta di vetrate medievali d'Italia[senza fonte]. Quelle della zona absidale (antecedenti al 1253) sono attribuite ad artisti della Germania nord-orientale, mentre quelle del transetto e della navata sono in parte di francesi e in parte di una bottega nata nell'ambito dell'officina del Maestro di San Francesco, databili nella seconda metà del XIII secolo.

Quasi contemporaneamente alla fine dei lavori di costruzione della chiesa superiore, sarebbero iniziate anche le decorazioni ad affresco. La decorazione di entrambe le basiliche corrisponde ad una serie di programmi (in qualche caso, in parte, distrutti), ciascuno dei quali è stato pensato in vista di un piano decorativo integrale, finalizzato all'esaltazione della figura di san Francesco.

Lo straordinario risultato finale è dovuto al contributo essenziale di artisti di altissimo livello, le cui sperimentazioni hanno fatto, della basilica di Assisi, uno dei luoghi più importanti per l'evoluzione dell'arte italiana ed europea tra il Duecento e il Trecento.

La basilica superiore è adibita alle funzioni liturgiche di carattere ufficiale, come testimonia la presenza del trono papale nell'abside.

La basilica superiore fu modello e ispirazione per le chiese francescane, anche se talvolta venne liberamente reinterpretato, per esempio usando una copertura a capriate invece delle volte. Tra le derivazioni più dirette la basilica di Santa Chiara, sempre ad Assisi, le chiese di san Francesco a Arezzo e a Cortona, la basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli. Fuori dall'Italia si riscontrano somiglianze per esempio nella Cattedrale di Angers in Francia, dove probabilmente ci furono contatti tramite Haymo di Faversham, generale dei francescani dal 1240 al 1244.

[modifica] La vita di san Francesco negli affreschi attribuiti a Giotto

La fascia inferiore della navata della basilica superiore è occupata dal ciclo di affreschi più famoso, quello sulla Vita di san Francesco: 28 scene tratte dalla Legenda maior di san Bonaventura che, alla fine del XIII secolo, costituiva la biografia ufficiale del santo.

Il Vasari riporta che gli affreschi furono terminati da Giotto, chiamato ad Assisi dopo il 1296 da Giovanni da Murlo, generale dell'Ordine. La paternità a Giotto di tutto il ciclo è contestata da molti studiosi. È accertato che l'esecuzione del primo affresco e degli ultimi tre siano da attribuire ad un allievo, il cosiddetto Maestro della Santa Cecilia. Altri studiosi sostengono la mano di Giotto nella maggior parte delle scene e giustificano le variazioni stilistiche con la maturazione formale dello stesso autore unita all'aiuto dei numerosi allievi di bottega. Unanime, invece, è l'attribuzione ad una sola mente dell'impianto generale e dei disegni preparatori.

Le storie, ognuna con il suo titolo in basso, sono ambientate nel mondo medievale della fine del XIII secolo. I personaggi si muovono all'interno di splendidi paesaggi cittadini e rurali con un formidabile senso realistico. Gli episodi, inoltre, racchiusi all'interno di un finto portico, trasmettono l'effetto illusionistico di uno sfondato spaziale che oltrepassa le pareti della chiesa. Le storie del Poverello non iniziano dalla nascita, ma dalla giovinezza; la sequenza narrativa procede dalla prima scena della navata destra e termina con la ventottesima della navata sinistra.

Secondo i più recenti studi, il ciclo di Assisi sembra essere suddiviso in tre gruppi distinti: il primo e l'ultimo di sette quadri ciascuno, il mediano di sette coppie, quattordici in tutto. I primi sette episodi rappresentano l'iter della conversione di san Francesco sino all'approvazione della regola. Il gruppo centrale, considerato evidentemente il principale, mostra tutto lo sviluppo dell'Ordine con san Francesco, sino alla sua morte. Gli ultimi sette sono le esequie e la canonizzazione del santo, compresi i miracoli post mortem ritenuti necessari a questa. Nel primo gruppo, san Francesco è senza l'Ordine, nel secondo è insieme all'Ordine, nel terzo è l'Ordine che prosegue l'opera di san Francesco.

[modifica] Configurazione canonica

Gregorio IX - che della Basilica e annesso Sacro Convento fu il fondatore - con la bolla Is qui Ecclesiam del 22 aprile 1230 ne disponeva la diretta soggezione al Romano Pontefice riconoscendole il titolo di Caput et Mater dell'Ordine francescano il cui servitium affidava ad esso in perpetuo[3].

Con la costituzione apostolica Fidelis Dominus del 25 marzo 1754, papa Benedetto XIV, confermando la Basilica come Caput et Mater Ordinis Fratrum Minorum, la elevava a Basilica Patriarcale e Cappella Papale.

L'8 agosto 1968, con il motu proprio Inclita toto, papa Paolo VI assegnava alla Basilica un cardinale legato residente in Roma con la facoltà di esercitare, in nome del Pontefice, la ordinariam et immediatam iurisdictionem sulla Basilica, concedendogli nel contempo di demandare tale giuridizione al Custode del Sacro Convento come suo vicario[4].

Tale status è stato profondamente modificato da papa Benedetto XVI che, al fine «di realizzare una più efficace intesa tra le attività che si svolgono sia nella Basilica di San Francesco (con annesso Sacro Convento), sia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli (ed unito Convento) e la pastorale della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, e anche con la pastorale promossa a livello regionale e nazionale dalle rispettive Conferenze episcopali», col motu proprio Totius orbis del 9 novembre 2005, assegnava al Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino «la giurisdizione prevista dal diritto sulle chiese e sulle case religiose per quanto riguarda tutte le attività pastorali» svolte nelle due Basiliche (e relativi Conventi). Stabiliva poi per entrambe le Basiliche un Cardinale di S.R.C. come suo Legato «il quale, pur non godendo di giurisdizione, avrà il compito di perpetuare con la sua autorità morale gli stretti vincoli di comunione tra i luoghi sacri alla memoria del Poverello e questa Sede Apostolica»[5].

[modifica] Elenco dei Legati pontifici della Basilica Patriarcale di San Francesco in Assisi

[modifica] Elenco dei Legati pontifici delle Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi

[modifica] Note

  1. ^ Cfr Gregorio IX, Bolla Recolentes del 29 aprile 1228: Bullarium franciscanum, vol. 1, Roma 1749, pp. 40-41.
  2. ^ Cfr Gregorio IX, Bolla Is qui Ecclesiam del 22 aprile 1230: Bullarium franciscanum, vol. 1, Roma 1749, pp. 60-62. Il titolo ritorna sia nella costituzione apostolica di Benedetto XIV Fidelis Dominus del 25 marzo 1754, sia nella lettera apostolica di Paolo VI Inclita toto dell'8 agosto 1968 (in Acta Apostolicae Sedis, 61 (1969) 553);
  3. ^ Cfr Bullarium franciscanum vol. 1 (Roma 1749), pp. 60-62.
  4. ^ Cfr Acta Apostolicae Sedis, 61 (1969) 553-555.
  5. ^ Cfr Acta Apostolicae Sedis, XCVII (2005) 1017-1019.
  6. ^ Cfr Acta Apostolicae Sedis, LXI (1969) 472
  7. ^ Cfr Acta Apostolicae Sedis, LXXXVIII (1996) 607
  8. ^ Cfr Acta Apostolicae Sedis, XC (1998) 1047
  9. ^ A seguito del mutu proprio Totius orbis di papa Bendetto XVI: cfr Acta Apostolicae Sedis, XCVII (2005) 1017-1019.
  10. ^ A seguito del mutu proprio Totius orbis di papa Bendetto XVI: cfr Acta Apostolicae Sedis, XCVII (2005) 1017-1019.
  11. ^ Cfr Acta Apostolicae Sedis, XCVIII (2006) 295

[modifica] Bibliografia

  • Bonelli R., Francesco d'Assisi. Chiese e conventi. Milano, 1982
  • Boskovits M., Pittura umbra e marchigiana tra Medioevo e Rinascimento. Firenze, 1973
  • Rusconi R. (a cura di), Francesco d'Assisi. Storia e arte. Milano, 1982
  • Bonsanti G., La volta della Basilica superiore di Assisi. Modena, 1997
  • Lunghi E., La Basilica di San Francesco d'Assisi. Antella, 1996
  • Rocchi G., La Basilica di San Francesco ad Assisi. Firenze 1982
  • Boskovits M., Studi recenti sulla Basilica di Assisi, in "Arte cristiana", 71, pp. 203 214 - 1993
  • Milizia U., Struttura di una Leggenda, Roma 2002

[modifica] Voci correlate

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