Maestro della Santa Cecilia

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Maestro della Santa Cecilia, Santa Cecilia e storie della sua vita, 1304 circa

Il cosiddetto Maestro della Santa Cecilia (... – ...) è stato un pittore anonimo italiano, tra le più importanti personalità della scuola giottesca attive a Firenze e, probabilmente, anche ad Assisi nei primi anni del Trecento.

Liberazione dell'Eretico, basilica superiore di Assisi

Stile[modifica | modifica wikitesto]

In nome gli è stato assegnato a partire dalla grande tavola (185x85 cm) di Santa Cecilia e storie della sua vita conservata agli Uffizi, che è emblematica del suo stile. Partecipò alle Storie di san Francesco nella Basilica superiore di Assisi, dipingendo gli ultimi tre riquadri su disegno del maestro. La sua personalità artistica, riconosciuta per la prima volta da Cavalcaselle e poi appurata da Frey, dimostra infatti una piena padronanza delle novità di Giotto nel campo delle ambientazioni architettoniche delle scene, tanto da inserire nella pala della Santa Cecilia un gran numero di stanze immaginarie con complessi elementi architettonici (piani sovrapposti, esedre, volte, nicchie, balconi) entro le quali le figure prendono posto con una precisa collocazione spaziale.

Il limiti del maestro sono però la realizzazione delle figure umane, che appaiono allungate, stilizzate e convenzionali, legate più alla matrice duecentesca che alla realistica plasticità di Giotto.

Frey propose anche di identificarlo col misterioso Stefano Fiorentino, un'ipotesi però priva di agganci documentabili.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

A questo maestro vengono attribuite varie opere:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art. 20, pp. 759–760. New York, Grove, 1996. ISBN 1884446000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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