Confessione della donna resuscitata

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Confessione della donna resuscitata
Confessione della donna resuscitata
Autore Maestro della Santa Cecilia
Data 1295-1299 circa
Tecnica affresco
Dimensioni 230 cm × 270 cm 
Ubicazione Basilica superiore di Assisi, Assisi

La Confessione della donna resuscitata è la ventisettesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto. Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299 e misura 230x270 cm.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior (Mir. II,1) di San Francesco e tratta di un miracolo postumo. Una donna di Benevento, morta senza poter essere confessata, viene fatta resuscitare da Francesco intercedendo presso Cristo. Tra lo stupore dei familiari la donna si risveglia e confessa i suoi peccati a un religioso, mentre un angelo nella stanza scaccia via un diavolo con ali di pipistrello, simbolo della redenzione della donna.

L'esecuzione degli ultimi tre affreschi è attribuita a un allievo, forse il cosiddetto Maestro della Santa Cecilia. Le figure sono infatti molto più statiche e dipinte in una maniera che fa risaltare meno il volume e più la linea, le architetture appaiono gracili, con sostegni filiformi.

Notevole è comunque, nell'angolo in alto a destra, la figura di Francesco che, voltato e di scorcio, prega verso il Cristo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]