Veronica Giuliani

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Santa Veronica Giuliani
Verónica Giuliani.jpg

Vergine

Nascita Mercatello sul Metauro, 27 dicembre 1660
Morte Città di Castello, 9 luglio 1727
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 1804
Canonizzazione 1839
Ricorrenza 9 luglio
Attributi cuore, stigmate, corona di spine

Veronica Giuliani, al secolo Orsola (Mercatello sul Metauro, 1660Città di Castello, 9 luglio 1727), è stata una badessa e mistica italiana, venerata come santa dalla Chiesa cattolica che la ricorda il 9 luglio.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Faceva parte dell'ordine delle Clarisse Cappuccine e nel 1716 diventò badessa del monastero di Città di Castello. Scrisse un vastissimo diario, Il Tesoro Nascosto, pubblicato postumo (l'edizione più nota è quella a cura di Pietro Pizzicaria del 1895), nel quale racconta la propria esperienza mistica. Veronica Giuliani è considerata fra le più importanti contemplative-penitenti che il mondo occidentale abbia avuto. Tutta la sua vita interiore è - in continuità con la spiritualità francescana rappresentata oltre che da San Francesco d'Assisi anche da clarisse come Camilla da Varano - una sofferta meditazione della passione di Cristo e una continua donazione espiativa per i peccati degli uomini. La sua vita esteriore fu caratterizzata da svariati fenomeni sovrannaturali o, almeno, considerati tali dalla mentalità del tempo. Di recente alcuni ricercatori[1] hanno cercato di rivisitare la personalità della Santa alla luce delle discipline psicologiche moderne (metodo detto della Psicostoria, che utilizza il paradigma psicoanalitico per indagare la personalità delle figure storiche).

Il culto[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa cattolica la riconosce come autenticamente portatrice delle stigmate dal 5 aprile 1697 sino alla morte. In un suo disegno rappresentò alcuni oggetti - simboli della passione di Cristo - che, secondo lei, avrebbe avuto all'interno del corpo, indicando con precisione dove fossero.

Alla sua morte il vescovo di Città di Castello, Alessandro Codebò, chiese ai medici Giovanni Francesco Bordiga e Giovanni Francesco Gentili di controllare il cadavere e durante l'autopsia si osservò il cuore «trafitto da parte a parte» e sulle pareti dei ventricoli sarebbero stati rinvenuti i segni da lei tratteggiati nel disegno.[2] Veronica lasciò un'opera unica, il suo diario, scritto in 22.000 pagine manoscritte rilegate in 36 volumi. In quelle pagine manca qualsiasi cancellatura o correzione e persino la normale punteggiatura. Veronica fu subito acclamata santa ma perché la Chiesa riconoscesse ufficialmente l'eroicità delle sue virtù si dovette attendere fino all'aprile del 1796 con Pio VI: l'esame degli scritti aveva richiesto molto tempo. Nel giugno 1804 Veronica fu beatificata in San Pietro da Pio VII e il 26 maggio 1839 Gregorio XVI la canonizzava davanti ad una folla enorme.

Il cardinale Pietro Palazzini, convinto sostenitore della tesi del dottorato alla santa, scrisse in proposito: «…il suo diario sgrammaticato è una catechesi, un dottorato, una missione permanente che anche la Chiesa del Vaticano II non può, non deve ignorare, se si vuole dare fondo a tutte le energie di ripresa. E tra queste energie di ripresa c’è sempre la penitenza, la riparazione, la croce. Questo ci insegna Veronica; questo è il suo incancellabile messaggio, che si unisce a quello di Paolo e di tutti i grandi banditori del Vangelo…».[3]

Nel 1978 il vescovo di Città di Castello, Cesare Pagani, fondò il Centro studi Veronica Giuliani. Nel 1980 i vescovi dell'Umbria e delle Marche inoltrarono alla Congregazione per la dottrina della fede la richiesta del riconoscimento a santa Veronica Giuliani del titolo di dottore della Chiesa.

Nel 2010, in occasione dei 350 anni dalla nascita, la diocesi di Città di Castello ha indetto un giubileo diocesano denominato Anno Veronichiano. In questa circostanza è stata concessa l'indulgenza plenaria quotidiana da lucrare presso la basilica cattedrale, la chiesa del monastero delle Cappuccine e la chiesa parrocchiale di Santa Veronica nel quartiere La Tina. Dal 27 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011 il corpo della santa è stato traslato nella basilica cattedrale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ vedi Tadolini - Palo in Bibliografia
  2. ^ Cf. Renzo Allegri, I miracoli di Padre Pio, ("Santa Veronica Giuliani, le piaghe nel cuore"), pp. 53-54.
  3. ^ Luciano Cirilli Fioravanti di Guffaia, Da un illustre Casato due grandi Famiglie, cap. 3 - Orsola Giuliani, Santa Veronica Giuliani, pp. 148-151.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Santa Veronica Dottore della Chiesa, Atti del convegno di studi - Città di Castello 1978
  • Elvio Ciferri, Biografia e lettera di santa Veronica Giuliani in un manoscritto inedito del 1734 in «Italia Francescana», 3, 2001
  • Giovanni Cittadini, Vita di Santa Veronica Giuliani e del suo tempo, Ed. privata, Città di Castello 1992
  • Romano Piccinelli, La Teologia della Croce nell'esperienza mistica di Santa Veronica Giuliani, Edizioni Porziuncola, Assisi 1989
  • Francesca Chieli, Il piacere della Fede.L'esperienza religiosa di Santa Veronica, in Città di Castello, Città di Castello 2005, pp.103-105
  • Gianni Tadolini, Lucia Barbagallo, Michela Collina (prefazione di Gianangelo Palo), Veronica: introduzione ad un'analisi realistica della personalità di Veronica Giuliani, la Santa di Città di Castello - Edizioni EVA, Venafro (IS) 2008, ISBN 978-88-96028-06-3
  • Luciano Cirilli Fioravanti di Guffaia, Da Un illustre Casato due grandi Famiglie ed.Arte, Ancona, 2009
  • "Il Diario (Classici cristiani)" di Santa Veronica Giuliani - Edizioni Cantagalli, 1999 - ISBN 9788882720278
  • Antonio Clementi, La passione di Gesù, Vissuta e raccontata da Veronica Giuliani, Simple, 2013.

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