Castel del Monte

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Coordinate: 41°05′03″N 16°16′17″E / 41.084167°N 16.271389°E41.084167; 16.271389

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Castel del Monte
Castel del Monte - Apulia.JPG
Stato attuale Italia Italia
Regione Puglia
Città Andria
Informazioni generali
Tipo Castello
Utilizzatore Federico II Hohenstaufen
Primo proprietario Federico II Hohenstaufen
Stile unione tra gli elementi culturali islamici, classici e nordeuropei
Funzione strategica Vedi sotto
Inizio costruzione circa 1240
Materiale pietra calcarea, breccia corallina rossa, marmo
Visitabile
Sito web http://www.casteldelmonte.beniculturali.it/

Note citate nel corpo del testo

voci di architetture militari presenti su Wikipedia
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Castel del Monte
(EN) Castel del Monte
Casteldelmontertp.jpg
Tipo Architettonico
Criterio C (i) (ii) (iii)
Pericolo Nessuna segnalazione
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Castel del Monte è un edificio del XIII secolo fatto costruire dall'imperatore Federico II in Puglia, nell'attuale frazione omonima del comune di Andria, a 18 km dalla città, nei pressi della località di Santa Maria del Monte, in provincia di Barletta-Andria-Trani.

È situato su una collina della catena delle Murge occidentali, a 540 metri s.l.m.

È stato inserito nell'elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e in quello dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1996.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il castello in una stampa del 1890

L'origine dell'edificio si colloca ufficialmente il 29 gennaio 1240, quando Federico II Hohenstaufen ordinò a Riccardo da Montefuscolo, Giustiziere di Capitanata, che venissero predisposti i materiali e tutto il necessario per la costruzione di un castello presso la chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi scomparsa). Questa data, tuttavia, non è accettata da tutti gli studiosi: secondo alcuni, infatti, la costruzione del castello in quella data era già giunta alle coperture.[1]

Incerta è anche l'attribuzione a un preciso architetto: alcuni riconducono l'opera a Riccardo da Lentini ma molti sostengono che a ideare la costruzione fu lo stesso Federico II. Pare che fu costruito sulle rovine di una precedente fortezza prima longobarda e poi normanna.[2] Probabilmente alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l'edificio non era ancora terminato.

Fu raramente adibito a feste; fra queste nel 1246 si ricordano le nozze di Violante, figlia naturale di Federico e Bianca Lancia con il conte di Caserta Riccardo Sanseverino.[2]

A partire dal XVII secolo seguì un lungo periodo d'abbandono, durante il quale il castello venne spogliato degli arredi e delle decorazioni parietali di marmo (le cui tracce restano visibili solo dietro i capitelli) e divenne oltre che carcere anche un ricovero per pastori, briganti e profughi politici. Nel 1876 il castello, in condizioni di conservazione estremamente precarie, venne infine acquistato (per la somma di 25.000£) dallo Stato italiano, che ne predispose il restauro a partire dal 1879. Nel 1928 il restauro diretto dall'architetto Quagliati rimosse il materiale di risulta all'esterno del castello e demolì parte delle strutture pericolanti, ricostruendole in seguito per dare al castello un aspetto "ringiovanito"; questo non ne arrestò il degrado e si dovette procedere a un ulteriore restauro tra il 1975 e il 1981.[1] Nel 1936 Castel del Monte fu dichiarato monumento nazionale.[3]

Nel 1996 l'UNESCO lo ha inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità per il rigore matematico ed astronomico delle sue forme e per l'armoniosa unione degli elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell'antichità classica, tipico esempio di architettura militare del medioevo.[4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Pianta

L'edificio è a pianta ottagonale (lato esterno: 10,30 m intervallo tra le torri più diametro di ogni torre: 7,90 m) e a ogni spigolo si innesta una torretta a sua volta ottagonale (lato 2,70 m), mentre l'ottagono che corrisponde alla corte interna ha lati la cui misura varia tra i 6,89 m e i 7,83 m. Il diametro del cortile interno è di 17,86 m. Il diametro dell'intero castello è di 56 m, mentre il diametro di ogni torre è di 7,90 m. Le torri sono alte 24 m e superano di poco l'altezza delle pareti del cortile interno (20,50 m).[5][6]

Interno[modifica | modifica sorgente]

La tromba di una delle scale a chiocciola
Oculo al piano terreno

Lo spazio interno è suddiviso in due piani, rialzati rispetto al piazzale antistante di 3 e 9,5 metri rispettivamente. Le stanze, trapezoidali, sono divise da muri che congiungono gli spigoli dell'ottagono interno e gli spigoli di quello esterno, dove si impostano le omologhe torri.

Il problema della copertura delle stanze è risolto scomponendo il trapezio iniziale in un quadrato centrale e due triangoli laterali. Il quadrato centrale è coperto da una volta a crociera, mentre i due triangoli laterali sono sovrastati da due spicchi di volta a botte per ciascuna stanza. Al centro di ogni volta a crociera, nell'intersezione tra i costoloni, fuoriesce dall'intradosso una chiave di volta "estradossata" diversa per ogni stanza. I costoloni non hanno una funzione di portanza statica, ma solo decorativa. Le volte a botte sono costruite seguendo l'andamento dei muri esterni relativi a quella parte della costruzione. Per quanto adiacenti, i due tipi di volte utilizzate sono completamente indipendenti: nell'intersezione tra le stesse, infatti, si può notare come l'orditura presenti una discontinuità, provocata da una sfasatura nella composizione delle due coperture contigue.

Il piano di imposta della volta è sottolineato da una cornice, ripresa anche nel capitello sopra le colonne portanti.

La comunicazione tra il piano inferiore e quello superiore è assicurata dalla presenza, non in tutte le otto torri, delle scale a chiocciola. Le scale si sviluppano secondo un senso antiorario e constano di 44 gradini trapezoidali che si dipartono, ognuno in un unico masso lapideo, da una colonna centrale del diametro di circa 22 centimetri.

Il piano superiore, per quanto ricalchi la struttura del piano inferiore, si presenta più raffinato e curato: i costoloni che sorreggono le volte sono più slanciati, ed ogni sala è vivacemente illuminata dalla presenza delle finestre bifore o, in un caso (il lato che guarda verso Andria), trifora. La particolarità di queste finestre è la presenza di gradini e di sedili che le fiancheggiano. Lungo le pareti di ogni sala corre un sedile al di sotto della base delle colonne.

Degno di particolare attenzione, all'interno del castello è il marchingegno di manovra dell'antica saracinesca di chiusura del portale principale, visibile con tutti i cavedi necessari, all'interno della muratura portante, per lo scorrimento delle catene che lo sostenevano.

Esterno[modifica | modifica sorgente]

Entrata

Il portale di ingresso principale si apre sulla parete della struttura ottagonale orientata approssimativamente ad est, vale a dire di fronte al punto in cui sorge il sole in coincidenza degli equinozi di primavera e d'autunno. Ad esso si accede attraverso due rampe di scale simmetriche, disposte "a tenaglia" ai lati dell'ingresso, ricostruite nel 1928.

A differenza del semplice ingresso secondario dalla parte opposta, orientata a ponente, dell'edificio (costituito da un semplice portale ad arco a sesto acuto), l'ingresso principale è decorato con due colonne scanalate che sorreggono un finto architrave su cui si imposta un frontone di forma cuspidale.

Ogni parete presenta due finestre: una monofora in corrispondenza del primo piano e una bifora per il secondo piano, non sempre in asse tra loro. Da questa regola si discostano le facciate orientale ed occidentale (quelle in cui sono posti i due portali) che non presentano la monofora, e la facciata settentrionale, che presenta una trifora (dal lato che guarda verso Andria) per il secondo piano. Ulteriori feritoie sono presenti sulle torri, per dare luce alle scale a chiocciola interne.

Dal punto di vista strutturale le mura tra le torri si ergono direttamente dal terreno, mentre le torri presentano uno zoccolo, messo in risalto nella parte superiore da una cornice in stile gotico.

Ad ulteriore prova della perfezione strutturale dell'edificio si può notare come le tangenti ai lati del cortile interno si incontrano precisamente al centro delle torri ottagonali.

Cortile interno[modifica | modifica sorgente]

Accesso al cortile
Vista del cortile interno

Nel cortile interno la compattezza delle mura è attenuata solo dalla presenza di tre ingressi nella parte inferiore e tre "porte finestre" nella parte superiore. La sensazione all'interno del cortile è che tutto il primo piano funga da zoccolo per il piano superiore, alleggerito dalla presenza di archi ciechi.

Si pensa che al centro di questo cortile in precedenza ci fosse una vasca anch'essa ottagonale, costituita da un unico blocco di marmo (come descritto dal Troyli[7] nel 1743) che secondo la leggenda doveva rappresentare il Sacro Graal che sarebbe rimasto per un periodo all'interno di questo castello.[8]

Sotto la vasca, al centro del cortile, al di sotto del piano di calpestìo è presente una grande cisterna per la raccolta delle acque piovane, aspetto tenuto in gran conto in questo edificio tanto che erano presenti altre cinque cisterne di raccolta all'interno delle torri; quella al di sotto del cortile interno è l'unica rimasta funzionante.

Le alte pareti da cui è formato il cortile interno danno l'idea di trovarsi all'interno di un pozzo, che nella simbologia medioevale rappresentava la conoscenza.

Decorazione[modifica | modifica sorgente]

Castel del Monte interior1.jpg

La decorazione dell'edificio, in origine assai ricca ma oggi quasi del tutto scomparsa, si segnala per le chiavi di volta dei costoloni, decorate con creature mitologiche e motivi vegetali, caratteristici del realismo della tarda scultura sveva, di ispirazione romaneggiante (come il Busto di Barletta). Architettura e scultura tradiscono influenze dell'edilizia francese e di quella cistercense.

Ricche cornici in porfido decorano le porte.

La struttura è composta principalmente da tre diversi materiali, la cui disposizione non è casuale ma è studiata per l'effetto cromatico che ha nell'osservatore:

  • la pietra calcarea è il materiale preponderante, dal momento che di questo materiale sono composte tutte le strutture architettoniche e alcuni elementi decorativi. Tale materiale dona alla costruzione una colorazione che va dal bianco al rosato, a seconda del periodo del giorno in cui si osserva l'edificio;
  • il marmo bianco o con leggere venature, oggi presente solo in rare decorazioni nelle sale, doveva rappresentare in passato il materiale di cui era costituito tutto l'arredo e le decorazioni dell'edificio;
  • la breccia corallina, che dona un'importante nota di colore alla struttura. In passato l'effetto della breccia corallina doveva essere più marcato, dal momento che tutti gli ambienti erano rivestiti di lastre di questo materiale.

Ipotesi sulla funzione dell'edificio[modifica | modifica sorgente]

Sono state avanzate diverse ipotesi circa l'esatta funzione del castello.

Malgrado sia comunemente definito "castello", l'esatta funzione dell'imponente edificio è tuttora sconosciuta. Privo dal punto di vista architettonico di elementi tipicamente militari e di fossati, posto in una posizione non strategica, in realtà l'edificio non fu probabilmente una fortezza. Alcuni elementi della costruzione, inoltre, fanno decisamente scartare questa ipotesi: ad esempio le scale a chiocciola nelle torri sono disposte secondo un senso antiorario (a differenza di qualunque altra costruzione difensiva dell'epoca), situazione che metteva in svantaggio gli occupanti del castello contro eventuali assalitori perché sarebbero stati costretti ad impugnare l'arma con la sinistra. Le feritoie, inoltre, sono troppo strette anche per ipotizzare un lancio di frecce.

Anche l'ipotesi che fosse una residenza di caccia, attività assai amata dal sovrano, è messa in discussione dalla presenza di fini ornamenti e dall'assenza di stalle e altri ambienti tipici delle residenze di caccia.

A causa dei forti simbolismi di cui è intrisa, è stato ipotizzato[9] che la costruzione potesse essere una sorta di tempio, o forse una sorta di tempio del sapere, in cui dedicarsi indisturbati allo studio delle scienze.

In ogni caso si rivela come un'opera architettonica grandiosa, sintesi di raffinate conoscenze matematiche, geometriche ed astronomiche.

Un centesimo di euro raffigurante il castello

Alcune lievi asimmetrie nella disposizione delle residue decorazioni e delle porte interne, quando non dovute a spoliazioni o alterazioni, hanno suggerito ad alcuni studiosi[10] l'idea che il castello e le sue sale, pur geometricamente perfette, fossero stati progettati per essere fruiti attraverso una sorta di "percorso" obbligato, probabilmente legato a criteri astronomici.

Per spiegare la totale mancanza di corridoi si è inoltre ipotizzato che al livello del primo piano vi fosse un tempo un ballatoio in legno, oggi scomparso, dal lato prospiciente il cortile interno, che avrebbe consentito l'accesso indipendente alle singole sale.

Una recente ipotesi[11] assegnerebbe alla costruzione la funzione di centro benessere, atto alla rigenerazione e alla cura del corpo, su modello dell'hammam arabo. Diversi sono gli elementi della costruzione che porterebbero in tale direzione: i molteplici e ingegnosi sistemi di canalizzazione e raccolta dell’acqua, le numerose cisterne per la conservazione, la presenza delle più antiche stanze da bagno della storia, la particolare conformazione dell’intero complesso, il percorso interno obbligato e la forma ottagonale.

A causa della sua forma ottagonale, con altrettanti ottagoni posti in corrispondenza dei vertici della pianta centrale, è possibile spiegare che l'edificio fosse costruito per richiamare la forma di una corona; ciò spiegherebbe la funzione di Castel del Monte, ovvero un' ulteriore affermazione del potere imperiale, un monumento. Il castello infatti è posizionato in modo tale da essere visto a distanza di decine di km, affinché i popoli che abitavano quelle terre si ricordassero della presenza del potere imperiale e non animassero sommosse popolari.

Motivi simbolici[modifica | modifica sorgente]

Vista dal centro della corte interna

L'edificio, oltre a essere un esempio di costruzione precisa, è carico di simbolismi che hanno appassionato numerosi studiosi.

L'ottagono su cui è basata la pianta del complesso e dei suoi elementi è una forma geometrica fortemente simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato, simbolo della terra, e il cerchio, che rappresenta l'infinità del cielo, e quindi segnerebbe il passaggio dell'uno all'altro.

La scelta dell'ottagono potrebbe derivare dalla Cupola della Roccia a Gerusalemme, che Federico II aveva visto durante la sesta crociata, o dalla Cappella Palatina di Aquisgrana.

L'intera costruzione è intrisa di forti simboli astrologici e la sua posizione è studiata in modo che nei giorni di solstizio ed equinozio le ombre gettate dalle pareti abbiano una particolare direzione. A mezzogiorno dell'equinozio di autunno, ad esempio, le ombre delle mura raggiungono perfettamente la lunghezza del cortile interno, ed esattamente un mese dopo coprono anche l'intera lunghezza delle stanze.[12] Due volte l'anno (l'8 aprile e l'8 ottobre, ed ottobre in quel tempo era considerato l'ottavo mese dell'anno), inoltre, un raggio di sole entra dalla finestra nella parete sudorientale e, attraversando la finestra che si rivolge al cortile interno, illumina una porzione di muro dove prima era scolpito un bassorilievo.[12]

Uno dei due leoni che fiancheggiano il portale di ingresso

Sulle due colonne che fiancheggiano il portale di ingresso sono accovacciati due leoni, quello di destra che guarda verso sinistra e viceversa, rivolti verso i punti dell'orizzonte in cui il sole sorge nei due solstizi d'estate e d'inverno.[13]

Si può notare un'altra particolarità nell'edificio: alle cinque cisterne d'acqua presenti sotto le torri, si collegano idealmente cinque camini all'interno. Alcuni[senza fonte] hanno posto in relazione questa presenza con le parole del Vangelo secondo Luca: «Oggi io vi battezzo con l’acqua, ma verrà chi vi battezzerà col fuoco», accreditando così l'ipotesi che la costruzione fosse adibita ad una sorta di tempio.[senza fonte]

È stato notato come l'edificio, visto da lontano, appaia molto simile ad una corona e, in particolare, quella con cui fu incoronato Federico II stesso (anch'essa ottagonale).

Volendo idealmente tagliare il portale di ingresso all'edificio con una linea verticale passante per il suo asse, sarebbe possibile vedere una grande F, iniziale del sovrano che la volle e che forse lasciò così la sua impronta e la sua firma. La disposizione delle scale, inoltre, sarebbe stata studiata affinché chiunque esca non possa mai dare le spalle all'edificio o all'iniziale dell'uomo che lo fece costruire.[senza fonte]

Il Castel del Monte domina il territorio di gran parte dell'Alta Murgia

Il numero otto ricorre in vari elementi di questa costruzione: la forma ottagonale della costruzione, del cortile interno e delle otto torri ai vertici, le otto stanze interne, la vasca interna che doveva essere ottagonale, otto fiori quadrifogli sulla cornice sinistra sul portale di ingresso, altri otto sulla cornice inferiore, otto foglie sui capitelli delle colonne nelle stanze, otto foglie sulla chiave di volta, otto foglie di vite sulla chiave di volta della prima sala del piano terra, otto foglie di girasole sulla chiave di volta di un'altra sala, otto foglie ed otto petali su quella della quinta sala, otto foglie di acanto sulla chiave di volta dell'ottava sala, otto foglie di fico sulla chiave di volta dell'ottava sala al piano superiore.[14]

L'unica trifora della costruzione è rivolta verso la città di Andria.

Utilizzo dell'immagine di Castel del Monte[modifica | modifica sorgente]

Il 2 maggio 1977 è stato emesso un francobollo da 200 lire che ne riporta una veduta prospettica. Il 22 settembre 1980 ne è stato emesso un altro per la serie ordinaria del valore di 20 lire. Nel 1998 la sagoma di Castel del Monte viene scelta per la moneta metallica da 1 centesimo di euro coniata in Italia.

La forma ricorrente dell'ottagono nella pianta del castello è presente nella bandiera della Regione Puglia, nello stemma del Politecnico di Bari e in numerosi altri loghi di entità della regione, tra i quali quello di BancApulia.

La struttura della biblioteca del convento in cui è ambientato il film Il nome della rosa del 1986 di Jean-Jacques Annaud è chiaramente ispirata a Castel del Monte.

Altra veduta del castello
Il castello domina il paesaggio circostante

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Official Site of Castel del Monte. URL consultato il 4 dicembre 2009.
  2. ^ a b Irene Santori, La Storia in Castel del Monte, pp. 27-31.
  3. ^ Regio decreto n. 2091 del 27/10/1936
  4. ^ (EN) Castel del Monte sul sito ufficiale dell'UNESCO
  5. ^ Franco Cardini. Castel del Monte, ed. il Mulino, L'identità italiana
  6. ^ I misteri di Castel Del Monte - a cura di Giuseppe Conte
  7. ^ Il Castello del Mese
  8. ^ [1]
  9. ^ Aldo Tavolaro, Castel del Monte scrigno esoterico, 1991
  10. ^ Aldo Tavolaro, Castel del Monte scienza e mistero in Puglia, 2000
  11. ^ Fonte: G. Fallacara, U. Occhinegro "Castel del Monte, nuova ipotesi comparata sull'identità del monumento"
  12. ^ a b Aldo Tavolaro, Elementi di astronomia nell'architettura di Castel del Monte, 1975
  13. ^ Zenit Studi - Castel del Monte tempio iniziatico
  14. ^ [2]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Heinz Götze, Castel del Monte. Gestalt und Symbol der Architektur Friedrichs II., München 1984 und 1991
  • Legler, Rolf: Apulien. Köln [1987] 3. Auflage 1989. (DuMont Kunst-Reiseführer)
  • Stefania Mola con contributi di A. Tavolaro e G. De Tommasi, Castel del Monte. Mario Adda Editore - Bari - 1991.
  • Wulf Schirmer, Castel del Monte. Forschungsergebnisse der Jahre 1990 bis 1996. Mainz 2000
  • Birgit Wagner, Die Bauten des Stauferkaisers Friedrichs II. - Monumente des Heiligen Römischen Reiches, Würzburg 2003
  • (DE) Ferdinand Gregorovius, Wanderjahre in Italien: Castel del Monte - Schloss der Hohenstaufen in Apulien (Projekt Gutenberg)
  • Aldo Tavolaro: Elementi di astronomia nell'architettura di Castel del Monte, Unione Tipografica, Bari, 1975
  • Aldo Tavolaro: Il sole architetto a Castel del Monte, Mario Adda Editore, Bari, 1984
  • Aldo Tavolaro: Castel del Monte scrigno esoterico. Edizioni Giuseppe LATERZA, Bari (I edizione 1991, V ristampa 2003)
  • Aldo Tavolaro: Astronomie und geometrie in der architektur von Castel del Monte, F.lli Laterza Editori, Bari, 1994
  • Aldo Tavolaro: Castel del Monte, scienza e mistero in Puglia. Edizioni Giuseppe LATERZA, Bari (I edizione 1998, II ristampa 2004)
  • G. Fallacara, U. Occhinegro: Castel del Monte, nuova ipotesi comparata sull'identità del monumento. Volume (n. 35) della collana Archinauti diretta dal prof. C. D'Amato (anno 2011)
  • Raffaele Licinio: Castelli medievali. Puglia e Basilicata: dai normanni a Federico II e Carlo I d'Angiò, ed. CaratteriMobili 2010: per sfatare molti dei luoghi comuni fantasiosi su Castel del Monte

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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