Bianca Lancia
Bianca Lancia, o Lanza, meglio Bianca d'Agliano (Italia meridionale, 1210 circa – 1248 circa), è stata una nobile italiana. Fu l'ultima moglie dell'imperatore Federico II di Svevia, che egli sposò in articulo mortis. Dalla loro relazione nacquero tre figli, tra cui Manfredi.
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Biografia[modifica]
Bianca Lancia nacque, probabilmente, in Italia meridionale[1]. Secondo le discordi fonti del tempo, Bianca apparteneva alla nobile famiglia aleramica dei Lancia da parte di madre; forse era figlia di Bonifacio I d'Agliano[2], conte di Agliano, conte di Mineo e signore di Paternò, e di una Bianca Lancia. Tanto i Lancia, quanto i d'Agliano, aristocratiche famiglie ghibelline del Piemonte, ormai scalzate dal potere dall'ascesa dei Liberi Comuni, avevano cercato miglior fortuna nel Regno di Sicilia del giovane Federico II.
A partire dal 1225 Bianca mantenne una relazione illegittima con Federico II, che conobbe in circostanze non determinate, secondo alcuni durante il matrimonio di lui con Jolanda di Brienne. Dalla loro relazione nacquero:
- Costanza Lanza di Staufen (1230-1307);
- Manfredi Lanza di Sicilia (o di Staufen) (1232-1266);
forse
- Violante Lanza di Svevia (1233-1264) moglie di Riccardo Sanseverino conte di Caserta.
La Cronaca di Salimbene de Adam accenna ad un matrimonio segreto con Federico II[3] ed il cronista Matteo Paris riferisce che (di certo dopo il 1247[4]), gravemente malata (o simulandosi tale), Bianca supplicò il sovrano di sposarla in articulo mortis, per la salvezza dell’anima e per il futuro dei figli[5]. A questa unione Federico avrebbe acconsentito[6].
Essendo già morta l'imperatrice Isabella d'Inghilterra (1241), Bianca fu investita del feudo dell'ex fortilizio bizantino di Monte Sant'Angelo, l’Honor Montis S.Angeli, comprensivo delle città di Vieste e Siponto e in dotazione a tutte le regine di Sicilia per volontà di re Guglielmo II di Sicilia. In questo edificio una leggenda la vuole prigioniera della gelosia dell'imperatore.
Bianca potrebbe aver vissuto in giovane età fra le mura del castello dei Lancia a Brolo[7] e poi molto probabilmente nel castello di Paternò e forse nel castello di Gioia del Colle.
La storia d'amore tra Bianca Lancia e l'imperatore Federico II viene raccontata nel romanzo di Laura Mancinelli "Gli occhi dell'imperatore".
Note[modifica]
- ^ Aldo A. Settia LANCIA (Lanza), Bianca (Bianca d'Agliano), Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. LXIII
- ^ Vedasi anche igttodaro.it
- ^ Salimbene de Adam, Chronica, MGH-Scriptores XXXII, p. 349
- ^ Nel 1247 Manfredi, in occasione del proprio matrimonio, compare verosimilmente ancora come figlio illegittimo dell'imperatore; cfr. Renato Bordone, Bianca Lancia, Enciclopedia Federiciana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
- ^ Matteo Paris, Chronica maiora, MGH Scriptores XXVIII, pp. 360-361.
- ^ possibilità citata anche da Stupormundi.it Le quattro mogli di Fedrico II, fra mito e realtà, da stupormundi.it
- ^ Vedasi Italiamedievale.it, Valdemone.com e Borghitalia.it
Bibliografia[modifica]
- Bianca Lancia d’Agliano fra il Piemonte e il Regno di Sicilia, atti del Convegno (Asti-Agliano, 28/29 aprile 1990), a cura di Renato Bordone, Alessandria 1992.
- Uwe A. Oster, Die Frauen Kaiser Friedrichs II., Piper Verlag, München 2008.
- Renato Bordone, Bianca Lancia, Enciclopedia Federiciana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
- Aldo Angelo Settia LANCIA (Lanza), Bianca (Bianca d'Agliano), Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. LXIII, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani