Cattedrale di Santa Maria Assunta (Altamura)

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Santa Maria Assunta
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Puglia
Località Altamura
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti
Stile architettonico romanico pugliese
Inizio costruzione 1232
Completamento 1254
Il portale d'ingresso
L'interno
Il soffitto

La basilica di Santa Maria Assunta è il duomo di Altamura e cattedrale della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La città di Altamura fu rifondata, dopo un lungo periodo di abbandono, dall'imperatore Federico II nella prima metà del XIII secolo. In questo stesso periodo, probabilmente tra il 1232 ed il 1254, fu eretta, per volere dello stesso imperatore, anche la cattedrale dedicata all’Assunta. Federico la edificò come cappella palatina, e dunque con privilegi di esenzione da qualsiasi giurisdizione che non fosse quella del sovrano. I successivi sovrani confermarono questi privilegi fino al 1929, quando, in seguito ai Patti Lateranensi, per la prima volta un papa di Roma poté nominare il vescovo della cattedrale.

Una iscrizione in caratteri gotici nella cosiddetta Porta Angioina sul fianco destro della chiesa ricorda che, a causa di una sciagura non precisata, forse un terremoto, la cattedrale dovette essere in parte ricostruita nel 1316 con l’aiuto di maestranze bitontine durante il regno di Roberto d'Angiò.

Nel 1485 la chiesa fu elevata al rango di Insigne Collegiata e ciò comportò l’aumento del numero dei sacerdoti che officiavano nella cattedrale e dunque la necessità di aumentare lo spazio della zona del presbiterio e del coro. Si discute tra studiosi e storici sulla presunta inversione dell’orientamento della chiesa attuata nel Cinquecento per conseguire una maggior profondità del coro: alcuni sostengono che l’intera facciata, con portale e rosone, fu smontata e riposizionata dov’è ora; altri invece sostengono l’impossibilità di tale operazione e dunque affermano che l’attuale prospetto conserva una fisionomia molto vicina all’originale federiciano.[1]

Nel XVI secolo, al campanile già esistente, se ne aggiunge uno simmetrico; in seguito vengono allungati ed ultimati con l’aggiunta di due celle campanarie nel XVIII secolo. Sempre al Settecento risale la ricca decorazione degli altari laterali e l’altare maggiore (1793). Invece è frutto del lavoro di ammodernamento realizzato tra il 1850 ed il 1860 dall’architetto Travaglini la decorazione in stile neogotico che riguarda tutta la chiesa (navata centrale e navate laterali) in bicromia alternata ai dorati e agli stucchi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La facciata della cattedrale è caratterizzata dai due alti campanili a tre ordini (il primo romanico) raccordati tra loro da una loggetta balaustrata sovrastata da un timpano, visibili anche dall'esterno della stessa Altamura; dalla piccola loggia si affaccia una statua della Vergine Immacolata, mentre le statue dei Santi Pietro e Paolo si trovano ai lati sul timpano.

Sotto la loggetta v'è il rosone del Trecento, con una raggiera a 15 raggi ed al centro il bassorilievo raffigurante l’Agnus Dei. A sinistra del rosone vi sono tre stemmi: quello centrale apparteneva all’imperatore asburgico Carlo V. Gli altri due stemmi sono stati voluti da Pietro da Toledo e dall’arciprete Salazar, a cui si devono i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del Cinquecento. Spostandosi ancora a sinistra vi si trova una bifora con raffinati decori di ascendenza orientale, espressioni del linguaggio del gotico federiciano.

La facciata culmina con il portale quattrocentesco, racchiuso all’interno di un protiro sporgente sostenuto da due colonne appoggiate su due leoni (del 1533), e terminante in un timpano, al centro del quale si trovano due stemmi, quello degli Angiò di Napoli e quello dei principi di Taranto e signori di Altamura: questi permettono di datare il portale tra il 1356 ed il 1374. Il portale è un vero trionfo di decorazioni e sculture, con soggetti biblici: nella lunetta è raffigurata la Vergine in trono con Bambino e due angeli; nell’architrave è raffigurata l’Ultima cena; negli archi sono scolpite 22 scene evangeliche della vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Pentecoste.

Interno[modifica | modifica sorgente]

La basilica è a tre navate, suddivise da colonne e pilastri, con matroneo e transetto. Il ricco soffitto ligneo è decorato con stucchi d'oro. La navata centrale termina con l'imponente altare maggiore settecentesco, iniziato dal marmorario Ghetti nel 1736 ed ultimato nel 1793. La pala d’altare è di Leonardo Castellano e raffigura la Vergine Assunta (1546). Il presbiterio è poi arricchito da uno sfarzoso coro in legno di noce datato 1543, di impronta manierista; dall’ambone in pietra, con scolpite scene della vita di Gesù; e da un pulpito ligneo anch’esso del Cinquecento.

Ivi è conservato inoltre un presepe in pietra policroma del 1587 e una tela di Domenico Morelli raffigurante la Conversione di San Paolo (1876).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cattedrali di Puglia, op. cit., p. 162.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cattedrali di Puglia. Una storia lunga duemila anni, a cura di Cosimo Damiano Fonseca, Mario Adda Editore, Bari 2001
Spett. faccio presente che non ci sono disegni della cattedrale            
San Lorenzo Maiorano distrutta dai turchi nel 1620 di Manfredonia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]