Trani
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| « Là dove l'Adriatico già promette lo Jonio e perde il verde acidulo sotto le squame d'un azzurro tiepido e denso, questa città che nessuno celebra, Trani, eleva un duomo alto come un'acropoli e una torre che ne misura la distanza dal cielo. » | |
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(Cesare Brandi, "Inno a Trani")
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| Trani | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 7 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 102,08 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 525,56 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Capirro | ||||||||
| Comuni contigui: | Andria, Barletta, Bisceglie, Corato (BA) | ||||||||
| CAP: | 70059 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0883 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 072045 | ||||||||
| Codice catasto: | L328 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 3 (sismicità bassa) | ||||||||
| Nome abitanti: | tranesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Nicola Pellegrino | ||||||||
| Giorno festivo: | 2 Giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Trani (Tran nel dialetto locale) è una città di 53.650 abitanti della Puglia e capoluogo, con Barletta e Andria, dell'omonima provincia, istituita l'11 giugno 2004 e operativa da giugno del 2009.
È nota città d'arte per le bellezze artistiche ed architettoniche che richiamano ad un glorioso passato. È importante polo giudiziario con giurisdizione su 11 comuni.
Indice |
[modifica] Geografia
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
[modifica] Territorio
La città è situata a 43 km a nord dal capoluogo di Regione Bari, sulla costa adriatica, ad un'altitudine di 7 metri sul livello del mare su un territorio pianeggiante in corrispondenza di una piccola insenatura che costituisce il porto. La presenza della roccia ha permesso l’attività estrattiva di pietra della quale è il più vasto giacimento della regione e lo sviluppo di colture tradizionali: vigneti e oliveti. Situata al centro della costa pugliese è in un punto ideale per gli spostamenti in tutta la regione.
[modifica] Clima
Il clima è quello tipico mediterraneo. Gli inverni si presentano miti e piovosi, la neve è rara, l'ultima nevicata abbondante si è verificata il 15 dicembre 2007 ricoprendo la città con 20 cm di neve. Le estati calde e umide e talvolta secche.
| Trani | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 11,4 | 12,4 | 14,9 | 18,5 | 23,3 | 27,7 | 30,7 | 31,7 | 26,8 | 21,4 | 16,5 | 12,9 | 12,2 | 18,9 | 30 | 21,6 | 20,7 |
| T. min. media (°C) | 4,1 | 4,3 | 6,0 | 8,4 | 12,3 | 16,2 | 19,8 | 20,0 | 16,2 | 12,3 | 8,5 | 5,6 | 4,7 | 8,9 | 18,7 | 12,3 | 11,1 |
| Precipitazioni (mm) | 52 | 58 | 46 | 43 | 39 | 30 | 22 | 26 | 49 | 61 | 62 | 60 | 170 | 128 | 78 | 172 | 548 |
| Umidità relativa (%) | 76,6 | 75,1 | 73,5 | 71,1 | 68,7 | 64,2 | 60,2 | 61,3 | 68,3 | 74,4 | 76,5 | 77,0 | 76,2 | 71,1 | 61,9 | 73,1 | 70,6 |
[modifica] Lo stemma
Creato nel 1098 lo stemma della città raffigura un drago munito di grandi ali, nell’atto di schiacciare sotto i suoi artigli una testa taurina, e con una torre poggiata sul dorso:
Di azzurro, al drago di verde con le ali aperte, con le zampe d'oro, con la coda attorcigliata, desinante in dardo e volta all'insù, sostenente la torre di argento, murata di nero, merlata alla ghibellina di quattro, il drago poggiante la zampa sinistra sulla collina di verde, fondata in punta, e afferrante con la zampa destra, posta in fascia, la testa e il collo di toro, posti in tre quarti, d'argento.
Motto : Fortis Ferox Fertilis
Corona : Corona di città con cinque torri (concesso con DPCM del 13 luglio 1914)
Il gonfalone è un drappo di bianco bordato d'azzurro.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Puglia. |
[modifica] Origini della città
| Le origini del nome |
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Per quanto riguarda l'etimo, la tradizione vuole che questo nome sia legato all'eroe della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno avrebbe fondato la città, da cui il nome Tirenum o Turenum, che però non è attestato prima del IV secolo. Le ipotesi più accreditate sono due: una ritiene che Trani possa essere la forma ridotta di Traiano, mentre un'altra ritiene più probabile la derivazione dal termine medievale trana (o traina) che indicava un'insenatura adatta alla pesca.[1] |
Le origini della città si perdono nella notte dei tempi. Sulla base di ritrovamenti archeologici è possibile che la città abbia origini preistoriche, anche se tracce più concrete risalgono solo ad epoche successive, come quella antica dei Romani.
Trani viene infatti indicata sotto il nome di Turenum nella Tavola Peutingeriana, la copia medievale di un vecchio stradario dell’antica Roma.
Le tracce della presenza di questa città si fanno ancor più concrete a partire dal IX secolo d. C.
[modifica] Il Medioevo
| « Trani era uno dei più importanti porti della Puglia, da sempre crocevia di popoli e culture del Mediterraneo e porta per l'Oriente, testimone con le sue chiese, con i suoi palazzi e con la sua storia, di quell'età di mezzo, da sempre ricca di fascino e di mistero. » |
Dopo la caduta dell’Impero Romano iniziò in Puglia il periodo bizantino, caratterizzato da una pausa di dominazione longobarda e dalle minacce continue provenienti dal mare ad opera dei Saraceni. Fu comunque il Medioevo il periodo d’oro della città. Per cominciare, qui fu trasferita la sede vescovile, fino ad allora situata a Canosa, la quale era stata appena distrutta dai Saraceni nell'813. Già durante il periodo di appartenenza all’Impero Bizantino la città godeva di un certo grado di prestigio ed autonomia come punto di incontro tra Oriente ed Occidente. Di grande importanza era ad esempio il suo porto, punto di partenza e di ritorno di diverse crociate. Fu in questo periodo corrispondente alla prima crociata, precisamente nel 1099 che nella città si iniziarono i lavori per la costruzione della cattedrale in onore del santo patrono San Nicola pellegrino, un giovane greco in viaggio verso Roma che morì a Trani dopo diversi giorni di malattia e canonizzato subito dopo a furor di popolo.
[modifica] Gli ordinamenta maris
Nel 1063 furono stilati per ordine di Pietro di Trani, conte della città a quel tempo, gli Ordinamenta Maris, che sono tuttora considerati tra i più antichi codici marinari. Sono racchiuse in questo codice tutte le norme che regolavano la navigazione, dal trattamento economico dei marinai, ai ritrovamenti in mare, una sorta di contratto sindacale, esso è alla base del diritto marittimo italiano e denota il grande sviluppo e la maturità economica raggiunta dalla città in quel periodo. Alcune famiglie originarie delle Repubbliche Marinare arrivarono a stabilirsi in città, che diventava centro noto a livello internazionale. D’altro canto l’importanza di Trani è riscontrabile dalla presenza di un console veneziano sin dal XII sec. e da quelli di altri consolati come Inghilterra, Olanda, e diversi paesi al nord delle Alpi, le cui sedi erano situate (come ancor oggi si può notare), nei caseggiati di fronte alla Cattedrale.
[modifica] Federico II e gli ebrei
Trani appartenne all’impero bizantino fino al XII secolo quando cadde sotto la dominazione normanna e successivamente al regno di Federico II di Svevia. In questo periodo storico l’imperatore Federico II fortificò la città con la costruzione del castello nell’anno 1233. Fu senz’altro questa la fase di massimo splendore. In virtù della sua importanza strategica, la città godeva di privilegi amministrativi concessigli da Federico II. Il castello e la città divennero dimore preferite da Manfredi figlio prediletto dell’imperatore, in questo castello infatti il 2 giugno 1259 prese in sposa Elena Ducas (1242 - Lucera, 1271) figlia del despota d'Epiro Michele II. La città era oramai diventata uno dei maggiori porti dell’Adriatico. Contribuiva alla prosperità tranese l'insediamento ebraico, che animava i commerci e gli studi, e che in questo periodo era il maggiore dell’Italia meridionale; testimonianza di quel periodo sono le quattro sinagoghe. Due sono quelle conservatesi: la sinagoga 'Grande' - poi chiesa di S.Anna - e la sinagoga 'Scolanova' (nella foto). Oltre alla ricca e fiorente colonia ebraica, vi si stanziarono anche i mercanti fiorentini, che affermarono che Trani era il più prosperoso porto dell’Adriatico dopo Venezia.
[modifica] Periodo Angioino e Aragonese: il declino
La città attraversò un periodo di crisi (XV secolo-XVI secolo) sotto la dominazione degli Angioini e poi degli Aragonesi, aggravato dalla conseguente cacciata degli Ebrei, che da sempre avevano costituito un potente fulcro economico nella sua società, tanto è vero che ci è stato tramandato dal Medioevo un detto significativo attribuito a Federico II, che dice Fugite Tranenses, ex sanguine Judae discendentes che tradotto significa “fuggite tranesi il vostro sangue discende dagli ebrei”. Tuttavia la città quasi contemporaneamente, iniziò ad investire un ruolo prestigioso nel campo giuridico. A tal proposito sottolineiamo l'importanza della Sacra Regia Udienza, evento che diede vita a nuove prospettive di sviluppo economico e sociale della città, la quale da centro marinaro e commerciale diventa centro principale, amministrativo e culturale della terra di Bari. Fu nel 1586 che la Sacra Regia Udienza fu ufficialmente insediata nel Castello Svevo. Da allora Trani divenne la residenza di molti nomi illustri, avvocati, funzionari e magistrati, i quali vi si stabilirono portando con sè anche le loro famiglie dalle quali conosceremo i Festa, i Manfredi, i Beltrani. Tali famiglie arricchirono la città di tesori d'arte, preziose biblioteche e sontuosi palazzi. La città visse un periodo di grande fioritura culturale grazie alla sua funzione politica.
[modifica] Trani nell'epoca moderna
Ritrovò parte del suo splendore durante la dominazione dei Borbone. Trani ebbe lo stato di capoluogo fino all'era napoleonica, questo le venne tolto da Gioacchino Murat in favore di Bari (1808). Era infatti stata capoluogo della terra di Bari fin dal 1586.
Nel 1799 alcune famiglie fedeli alla famiglia borbonica e legati soprattutto alla marineria tranese, furnono trucidate in massa dalle truppe francesi della rivoluzione, venute a Trani in nome dei nuovi ideali. Tra queste, si ritrovavano in particolare le famiglie di Lernia, Bianchi, de Feo, Bassi, Palumbo e Moscatelli.[2]
Dopo questo massacro della popolazione la cittadina passò alla Repubblica Napoletana (vedi testo introduttivo). Dal 1815 al 1860 la città fu impegnata nella ripresa del suo primato giudiziario. Fino al 1923 Trani mantenne comunque, il suo primato di grande centro culturale e politico. È stata sede di tribunali civili e criminali con giurisdizione su tutta la provincia e, dal 1861 al 1923, della Corte d'Appello dell'intera regione pugliese.
Trani è oggi un comune membro dell'organizzazione internazionale Cittàslow, fondata in Italia in favore di un rallentamento delle frenetiche dinamiche moderne e per una migliore qualità della vita.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Trani, città d'arte, oltre al castello e alla cattedrale è ricca di chiese e monasteri, palazzi e piazze storiche, strutture difensive di architettura sveva, porto turistico di antichissima origine, questo vasto patrimonio è dovuto alla sua millenaria storia.
[modifica] Architetture religiose
[modifica] La Cattedrale Romanica
| Romanico Tranese |
| Voci principali (in ordine cronologico): |
La Cattedrale di Trani (conosciuta anche come Cattedrale di San Nicola Pellegrino) è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l'epoca della dominazione normanna. È stata costruita usando il materiale di tufo calcareo tipico della zona: si tratta della pietra tranese estratta dalle cave della città, caratterizzata da un colore roseo chiarissimo, quasi bianco.
[modifica] Monastero di Colonna
La chiesa di S. Maria di Colonna, situata sulla penisoletta di Capo Colonna, è a poco più di un miglio dal centro della città, un tempo fuori dall'abitato urbano, ma adesso compresa al centro di una florida zona turistico-residenziale. Fu fondata, insieme all'attiguo monastero benedettino, tra la fine del sec XI e l'inizio del XII, dal nobile tranese Goffredo Siniscalco. La Facciata principale si avvale di elementi decorativi tipici dell'architettura romanica: il rosone, un arco lavorato e sostenuto da agili colonnine, un architrave di finissima fattura (proveniente da un monumento pagano) e unaa serie di archetti pensili della cuspide. Nella Chiesa si conserva il Crocifisso ligneo del XV secolo, oltraggiato dai corsari saraceni e un prezioso altare donato dal Gran Duca di Toscana, in cambio delle reliquie di Santo Stefano, che qui si veneravano fino al 1684. Attualmente il monastero è utilizzato per iniziative culturali, concerti di musica Jazz e Classica all'interno dello splendido chiostro o nel cortile esterno. Notevole è la veduta panoramica di cui si può fruire, salendo al pieno superiore, dal quale è possibile osservare la costa antistante il lungomare, sino alla villa comunale con la cattedrale sullo sfondo.
[modifica] Chiese Storiche
La città di Trani vanta un gran numero di chiese, per la maggior parte in stile romanico, in primis la cattedrale, che rappresenta lo splendore è lo sfarzo che aveva nel medioevo. In tutto tra sconsacrate, demolite ed ancora esistenti se ne sono contante più di cento. Inoltre la città vantava la presenza di ben quattro sinagoghe di cui due sono andate perdute e le altre due ancora esistenti sono state riconvertite in chiese.
[modifica] Architetture militari
[modifica] Castello Svevo
Il castello svevo di Trani è un castello edificato nella città di Trani nel 1233 sotto il regno di Federico II. Nel castello soggiornò spesso il figlio di Federico, Manfredi, che il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Ducas.
[modifica] Fortino
All'estremità sinistra della villa comunale si accede all'antico fortilizio destinato alla protezione dell'estrema punta orientale del porto: si tratta del fortino di S. Antonio, che incorpora l'omonima antica chiesa. Da esso si può ammirare tutta l'insenatura su cui si affaccia la città antica, e si distinguono con chiarezza la cattedrale, le tre absidi della chiesa di Ognissanti e la parte retrostante della chiesa di santa Teresa e la torre dell'orologio, è considerato dai suoi abitanti uno dei posti più belli e suggestivi della città.
[modifica] Torre Barbinelli
Torre fortificata dell XI sec. situata in p.zza Cesare Battisti. Con scopi di avvistamento faceva parte del primo castello regio bizantino - normanno.
[modifica] Porta Antica e baluardo difensivo
Delle 4 porte di accesso dell'antica e prima cinta muraria della città una sola si conserva ancora oggi intatta e visibile, è porta antica detta anche aurea. Era l'unica munita di due torri difensive, una delle due è ancora visibile oggi e si trova su di una scalinata appena sopra la porta.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzo Valenzano
Fatto costruire da Andrea Valenzano da Rutigliano (BA) nel 1762. Fu sede della Sacra Regia Udienza con annesso carcere detto "il centrale" dal 1790 al 1812. Sede degli archivi: la Sezione dell'Archivio di Stato e l'archivio Notarile Distrettuale. Detti archivi conservano rispettivamente gli atti degli Uffici Giudiziari dal 1809 in poi e gli atti notarili dei Comuni appartenenti alla Circoscrizione del Tribunale di Trani dal 1498 in poi.
[modifica] Palazzo Palumbo
Costruito nel 1755 da Gerolamo Palumbo, sorge tra l'omonima Piazza Quercia e via S.Giorgio, testimonia la prosperità economica di Trani in quel periodo. Bell'esemplare dell'architettura civile del '700, si distingue per la sobrietà dell'ornamentazione, la sapiente utilizzazione degli spazi, che insieme agli arredamenti, stucchi e ritratti ne fa uno dei più insigni palazzi di Trani. Tra gli illustri ospiti che vi soggiornarono, va ricordato il generale francese Broussier (1799), il re Giuseppe Bonaparte (1808), Gioacchino Murat (1813); all'inizio del novecento, vi abitò il Cav. Alberto Rossi de' Baroni di Capranica, regio sostituto avvocato erariale.
[modifica] Palazzo Antonacci Telesio
Edificato nel 1761 dalla famiglia Antonacci (come di evince dalla data incisa sullo stemma di famiglia posto nell'androne) passò poi per successione ai Duchi Telesio che tuttora lo abitano. Con la facciata principale rivolta verso il porto sulla odierna Piazza Quercia, ha subito un ampliamento sul lato est, dopo la demolizione delle mura federiciane, nel 1845 ad opera dell'architetto Luigi Castellucci di Bitonto, il quale pure adeguò la facciata su piazza Quercia allo stile neoclassico. Il palazzo ospita all’interno il Museo delle Carrozze: una raccolta di 33 carrozze ottocentesche, appartenenti per lo più alla famiglia Telesio, oltre a finimenti e divise da cocchiere. L’importanza di questa raccolta sta nell’illustrare l’abilità artigianale dell’epoca e nel far rivivere la storia di un’intera classe sociale e di tutti coloro che per essa operavano.
[modifica] Palazzo Caccetta
Il Palazzo fu fatto edificare da Simone Caccetta nel 1456 (XV sec.), mercante tranese, è da ritenersi una delle opere più interessanti dell'architettura del rinascimento. Nel 1484, Re Ferdinando confisca il palazzo a Simone Caccetta e lo vende per 1000 ducati all'università di Trani. Facciata principale del monumento, in stile tardogotico, nella quale oltre al portale ad arco gotico a raggiera sono presenti, elementi architettonici di stili diversi, vedasi la bellissima trifora in corrispondenza del portone principale d'ingresso. La tradizione vuole che da questo palazzo la notte del 13 febbraio 1503 partì la notizia per tutt'Italia della vittoria dei 13 cavalieri italiani capeggiati da Ettore Fieramosca sui francesi. È questa la famosa "Disfida di Barletta" che ebbe fisicamente luogo in territorio tranese "Contrada S.Elia". Di proprietà del comune, ha ospitato i governatori veneti fino al 1509, diventò convento dei monaci Teresiniani nel 1642 e Seminario nel settecento, attualmente è una delle sedi staccate del Palazzo di Giustizia.
[modifica] Palazzo Filisio
Costruito nel XVIII secolo, prende il nome dalla famiglia di orologiai che lo costruì: la famiglia Filisio. Molto fine nei lineamenti, presenta le facciate in bugnato rustico al livello inferiore ed una completamente glabro al livello superiore con finestre a timpano e tabernacolari. Oggi è stato trasformato in un piccolo albergo alle spalle della cattedrale.
[modifica] Palazzo Gadaleta
Venne edificato nel XVII secolo da una nobile famiglia originaria della città di Molfetta. Costruzione possente e severa, messa in risalto dalla muratura in bugnato rustico. Al suo interno l’antica chiesetta di Santa Lucia datata 1145 la quale fu subito abbandonata e sconsacrata per utilizzarla come deposito navale. Dal 1862 al 1911 ha ospitato gli uffici del tribunale. È stato sede del collegio San Paolo delle suore Angeliche, mentre attualmente vi risiedono gli uffici della Procura della Repubblica.
[modifica] Palazzo Lambert (già Palagano)
Il palazzo Lambert già Palagano, venne costruito nel 1420 in un punto strategico della città vecchia la cosiddetta piazza Portanova in un momento di grande ripresa economica e di benessere della città, dalla famiglia dei Palagano. Della struttura architettonica originaria sono rimaste la cornice marcapiano ed il portale principale caratterizzato da conci disposti a raggiera intorno ad un archiacuto riquadrato da cornice semplice. Lo stemma raffigurante l’arma della famiglia Palagano sormonta il portale. Sulla parte destra del portale in prossimità del primo livello tra questo palazzo e quello che gli si affianca, palazzo Maggiolla, risulta incastrata nella parete un fusto di colonna frammentaria completa di capitello,mentre più in basso si nota una lastra di sarcofago murata raffigurante un Agnus Dei racchiuso in un medaglione ai cui lati vi sono gli stemmi della famiglia Palagano. Il palazzo venne salvato dal crollo da Ferdinando Lambert che lo acquistò e lo ristrutturò. In quelle mura il Lambert si rifugiò negli ultimi anni.
[modifica] Palazzo Torres
Il palazzo, sede degli Istituti giudiziari di Trani, risale alla prima metà del XVI secolo, fatto edificare da Martino Torres, presenta la facciata, interamente in pietra, è divisa orizzontalmente da cornici tese tra corpo e corpo, mentre le finestre tabernacolari, il portale e le tre balconate conferiscono al prospetto armonia e nobiltà di proporzioni e linee. Ospitò dal 1817 il massimo organo giudiziario della terra di Bari e d'Otranto, e dal 1681 al 1923, la "Corte di Appello delle Puglie".
[modifica] Palazzo Arcivescovile
Possedimento dalla famiglia Rogadeo del XVII secolo, venne acquistato dall'Arcivescovo Fra Diego Alvarez (1606-1635) e scelto come sede dell' Arcivescovado. Nello stesso secolo XVII, a cura e spese dell' Arcivescovo Giovanni Battista del Tinto (1666-1676), vi furono operati radicali e importanti restauri, testimoniati soprattutto dalla facciata del cortile. Solenne nelle proporzioni, suggestiva nel triplice ordine di arcate che si levano compatte su pilastri a conci ben lavorati, essa costituisce la parte architettonica più interessante dell'antico edificio.Le chiavi di ciascun arco sono formate da mensole sagomate mentre due stupende balconate con le due leggiadre e composte balaustrate arricchiscono i livelli superiori.
[modifica] Palazzo Covelli
Appartenuto nel XVIII secolo alla nobile famiglia tranese de Boctunis, venne 1753 acquistato dalla famiglia Forges Davanzati, che lo restaurò completamente ed aggiunse il secondo livello. Due caratteristiche attraggono subito l'osservatore: il portale tipicamente settecentesco è sormontato dallo stemma araldico della famiglia Forges Davanzati e le balconate ad angolo. Interessante il cortile interno del palazzo, sul cui lato di fondo s'innalzano due ordini di arcate con balaustri, dietro cui si snoda lo scalone che porta ai piani superiori.
[modifica] Palazzo Candido
Costruito nel XVII secolo da Domenico Lanza è passato poi alla famiglia Candido. Dal 1834 al 1964 ha ospitato gli uffici comunali. Oggi è sede di Uffici Giudiziari.
[modifica] Casa de Agnete
Venne edificata nel 1283 da Nicola Lombardo figlio di Giovanni De Agnete, presenta una facciata medievale quasi integra ricca di dettagli architettonici decorativi. Al primo livello una elegante finestra, in origine bifora ma oggi mancante della colonna centrale, dal profilo interno lobato, è sormontata da una cornice a estroflessione esterna dalla forma triangolare poggiante su due colonnine, e due finestrine monofore ad arco acuto lateralmente alla grande finestra. Al livello superiore vi è una più grande finestra centrale ad arco acuto ai lati della quale vi sono le mensole poggia tenda.
[modifica] Parchi e giardini
[modifica] Villa comunale
Si estende su un terrazzo a picco sul mare delle antiche mura di un bastione difensivo sulla costa; è piantata a palme, lecci, querce e pini, ed è abbellita da aiuole, fontanelle, un miniacquario, una voliera e giochi per bambini. Nel viale centrale vi è il Monumento ai Caduti, scolpito nel 1923 dal tranese Antonio Bassi, e uno chalet del XIX secolo sede di mostre e iniziative culturali a cura di artisti locali e una cassa armonica; nei viali di destra sono raccolte sei colonne miliari dell'antica via Traiana, provenienti dal tratto Ruvo-Canosa.
[modifica] Cultura
[modifica] Tradizioni e folclore
[modifica] Settimana Santa
Un periodo particolare suggestivo della Tradizione Tranese è la settimana Santa, pertanto citiamo i Sepolcri del Giovedì Santo, ossia la solenne esposizione dell'Ostia consacrata, pratica liturgica comune alla Cattolicità che prende il nome di Sepolcro. A Trani le varie chiese e le varie confraternite si impegnano ogni anno preparando dei Sepolcri suggestivi che portano i cittadini tranesi a riversarsi nelle vie e ad andare di chiesa in chiesa. La tradizione vuole che bisogna visitarne almeno sette. Una delle tradizioni più suggestive però che la città vanti è la processione dell'Addolorata che si svolge nelle primissime ore del mattino del Venerdì Santo. La processione percorre quasi tutte le vie della città, passando per i Sepolcri delle chiese seguita da una numerosa folla di devoti e non. L'uscita della "Madonna di notte", come chiamano semplicemente i Tranesi, è fissata alle tre del mattino dalla chiesa di Santa Teresa, che è la stessa dove si venera la statua che viene portata processionalmente. Un'altra processione della settimana Santa è la Processione dei Misteri che si svolge nella sera del Venerdì Santo, una processione di ben quindici immagini sacre che parte dalla Cattedrale e si snoda per le vie più antiche di Trani alla quale partecipano tutte le confraternite cittadine.
[modifica] Festa patronale della Croce di colonna
Il 3 maggio si festeggia il SS. Crocifisso di Colonna che ha origini antichissime in cui storia e leggenda si confondono. Si narra difatti che il 13 maggio del 1480 fu rubato dalla chiesa di Santa Maria di Colonna dai pirati un Crocifisso ligneo cui fu mutilato il naso del Cristo che prese a sanguinare e venne gettato in mare; così da quel lontano anno l'evento è ricordato ancora. La festa del S S. Crocifisso da vita ad una processione di barche che partendo dalla penisola di Colonna con il Crocifisso a bordo di uno dei pescherecci della locale marineria, si porta sino al porto dove è impartita la benedizione solenne alle acque tra fuochi pirotecnici e suono di campane, dopo di che la Sacra Immagine viene sbarcata sulla terraferma ed è effettuata la solenne processione con suon di banda musicale.
[modifica] Festa patronale di San Nicola pellegrino
| Per approfondire, vedi la voce San Nicola Pellegrino. |
La festa patronale in onore di san Nicola pellegrino, molto sentita dalla devozione tranese, si svolge negli ultimi giorni di luglio e i primi di agosto ed attira anche una molteplicità di persone dalle zone limitrofe oltre che turisti anche stranieri. Oltre alle processioni e alle iniziative culturali e religiose che durano per giorni, si organizzano gare e spettacoli pirotecnici, giri bandistici per le via della città e concerti. Il momento principale della festa è l'ultima domenica di luglio o la prima di agosto, quando vengono portate in processione per le vie della città il busto d'argento e le reliquie del santo, processione alla quale partecipano le massime autorità ecclesiastiche, civili e militari e tutte le confraternite della città. Per le strade del centro e lungo il porto è anche possibile fare piccoli acquisti tra le tradizionali bancarelle che accorrono numerose creando una sorta di fiera multietnica, nella zona a sud invece è possibile divertirsi nel Luna Park allestito nella periferia della città (Lungomare Sen.Francesco P. Mongelli - Zona Colonna).
[modifica] Il matrimonio di Re Manfredi
Rievocazione storica in costumi medievali del Matrimonio di Re Manfredi con Elena D'Epiro, avvenuta il 2 giugno 1259. La manifestazione si tiene nella prima metà di agosto nel porto (arrivo della principessa) e nel castello.
La rievocazione si svolge in di tre giorni così composti
Primo giorno L’araldo a cavallo seguito da sbandieratori, tamburini, cavalieri,mangiafuoco giocolieri, popolane, gira per le vie cittadine annunciando l’arrivo ed il successivo matrimonio della principessa Elena Comneno dell’Epiro con Re Manfredi, a sera quando la luna è ormai alta nel cielo, sul sagrato del duomo si esibiscono tra rulli di tamburi e squilli di trombe gli sbandieratori, i cavalieri che con il clangore delle loro spade emozionano un pubblico attento. Proseguono lo spettacolo il mangiafuoco e l’odalisca con la sua sensuale danza del ventre seguita a ruota da un lancio di dardi infuocati e per concludere la serata un gruppo di musici si esibisce in esecuzioni d’epoca
Secondo Giorno Innanzi al castello le popolane sono indaffarate nelle loro faccende quotidiane quand’ecco un trafelato araldo che porta l’annuncio dell’imminente arrivo della principessa alche' il re con il suo seguito esce dal castrello e la va' a ricevere al punto d’approdo. Una volta giunta la principessa ed il suo promesso sposo rientrano al maniero dove hanno inizio i festeggiamenti
Terzo Giorno A prendere la principessa dall’Epiro si recarono due armatori tranesi Frederico Sifula e Cola Palagano ai quali per l’opera fatta il Re promise che, il giorno seguente in seno al suo matrimonio sarebbero stati nominati cavalieri, per cui il terzo giorno e' iniziato con la Veglia ed investitura dei cavalieri e continua con il rito del matrimonio tra i reali ultimato il quale con breve corteo si rientra al castello dove proseguono i festeggiamenti
[modifica] I Dialoghi di Trani
È un festival letterario che si tiene alla fine di settembre, in cui si siedono intorno ad un tavolo, nel castello svevo della città, persone di diverso orientamento e di diversa provenienza. Esse si confrontano intorno al libro, riguardo la società che esso rappresenta in ogni sua problematica, per riflettere proprio sul rapporto tra cultura e società.
[modifica] Personalità legate a Trani
- San Magno martire (vescovo della città e successivamente santo)
- San Nicola Pellegrino (santo patrono)
- Barisano da Trani (Scultore medievale, autore della porta bronzea della cattedrale di Trani, Ravello e Amalfi)
- Manfredi (figlio dell'imperatore Federico II)
- Federico II (imperatore medioevale costruttore del castello)
- Carlo I d'Angiò (sovrano d'Italia sposo nel castello di Trani)
- Giovanni Boccaccio (nomina Trani nel Decameron )
- Giovanni Bovio (Filosofo e politico italiano)
- Francesco De Sanctis (maggiore critico e storico della letteratura italiana nel XIX secolo e ministro della pubblica istruzione nei governi Cavour e Ricasoli fu eletto deputato a Trani. Il De Sanctis fin all’ultimo momento della sua vita contribuì a sostenere, così come nel discorso di Trani del 29 gennaio 1883, che la politica è soprattutto ed essenzialmente dignità e non può essere concepita» come un dovere e un sacrificio».)
- Benedetto Croce (critico letterario, fonda e dirige "Critica", rivista di letteratura, storia e filosofia stampata a Trani)
- Valdemaro Vecchi Editore e Tipografo (1840 – 1906) Nato a Fidenza, in provincia di Parma, il 5 ottobre 1840 e spentosi a Trani la sera dell'8 febbraio 1906, colpito da un inesorabile attacco di angina pectoris.
- Alfredo Albanese (Commissario capo di P.S. di Venezia, responsabile della Sezione Antiterrorismo, Vice Questore aggiunto. Ucciso dalle Brigate Rosse la mattina del 12 maggio 1980. Medaglia d'oro al valor civile alla memoria.
- Pietro di Trani (Conte di Trani in epoca medievale)
- Luigi Chiarelli (commediografo italiano)
- Emilio Covelli (esponente del movimento anarchico del meridione)
- Giuseppe di Lernia (sindaco di Trani nel 1894, protagonista di valore della vita politica del tempo)
- Vincenzo Calace (uomo politico antifascista)
- Domenico Sarro (musicista e compositore)
- Matteo Renato Imbriani (Illustre uomo politico del '900 eletto deputato nel collegio di Trani.A lui si deve la realizzazione dell'Acquedotto Pugliese.)
- Paolo di Lernia (Illustre Generale di Divisione del '800)
- Luigi Donato Ventura (Scrittore italoamericano)
- Leone di Lernia (Cantante trash/demenziale)
- Riccardo Scamarcio (Attore cinematografico, avente i suoi natali a Trani)
- Ferdinando Lambert Nato a Trani il 5 agosto 1835,vi mori il 24 aprile 1932, a 97 anni.
- Benedetto Ronchi (1921 – 1990) Nato a Trani nel 1921, e qui morto nel 1990.
- Raffaello Piracci (1921 – 1994) Nato a Vieste, sul Gargano, nel 1921, e spentosi a Trani nel 1994.
- Giovanni Macchia nato a Trani il 14 novembre 1912 e morto a Roma il 30 settembre 2001. Filologo, saggista, professore universitario.
- Astor Piazzolla (I genitori del famoso compositore argentino risiedevano a Trani)
- Giusi Raspani Dandolo (attrice doppiatrice e cantante)
- Rosalino Cellamare meglio conosciuto con lo pseudonimo Ron (cantautore)
[modifica] Economia
| Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia. |
[modifica] Settore lapideo e industriale
L'economia della città è legata da sempre all'estrazione della tipica pietra locale detta pietra di Trani. Gravitano intorno a questo settore un gran numero di attività dedite all'estrazione e lavorazione e all'esportazione di questo prodotto, sono presenti infatti sul territorio un gran numero di cave e segherie. Oltre all'estrazione anche il settore dell'edilizia è molto importante per l'economia della città. Inoltre sono da segnalare la presenza di molte attività dedicate alla lavorazione di calzature da donna (nella produzione di cui Trani e Barletta esercitano il monopolio regionale) e dei capi di abbigliamento quali tomaifici e maglifici. Da segnalare la presenza di una grande azienda di distribuzione di prodotti alimentari con punti vendita in tutto il mezzogiorno.
[modifica] Pesca e Agricoltura
La pesca, con una flotta dioltre 50 pescherecci ormeggiati nel porto è da considerarsi un tasselo fondamentale dell'economia locale. Anche l'agricoltura da il suo contributo con la produzione di olio e vini tra tutti il moscato. Questo vino viene prodotto nella zona di Trani e in tutta la Bat e parte dei territori comunali di Cerignola in provincia di Foggia e sono da considerarsi idonei per la produzione i terreni tufaceo-marnosi o calcareo-argillosi o calcareo-silicei. Caratterizzata da un'antica tradizione vinicola, tanto che la parola "Trani", nel dialetto milanese indica l'osteria, per ricordare il porto da cui partivano i vini da esportare. Il commercio dei vini sulla costa Est della Puglia era praticato, infatti, già nell'antichità, quando i fenici ebbero i primi contatti con gli abitanti della regione. L'olio extravergine d'oliva è un altro prodotto d'eccellenza della città che con altre cittadine limitrofe è impegnata nella sua produzione, inserita nel progetto "Strada dell'Olio Extra Vergine d'Oliva Dop Castel del Monte"
[modifica] Terziario e Turismo
Il settore terziario cittadino è rappresentato e legato sopratutto alla presenza del tribunale, sono numerosi infatti gli studi giuridici oltre che commerciali e tecnici. La presenza della Cattedrale in primis e dei munerosi monumenti e chiese oltre al centro storico e il porto richiamano a Trani numerosi turisti italiani ed esteri provenienti in gran parte dal centro Europa e dall'Inghilterra. La città è ricca di strutture ricettive a conduzione familiare di tipo bed and breakfast e diversi hotel. In oltre i numerossimi locali e discoteche e la movida tranese richiamano in città un gran numero di persone proveniente dalle citta limitrofe e dalle vicine provincie di Bari e Foggia.
[modifica] Trasporti
[modifica] Strade
La città è servita da un'ottima ed efficente rete stradale, è attraversata dalla ss 16 adricatica e dalla ss 16 bis, servita dall'autostrada A14 casello di Trani.
Autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita Trani;
SS 16 Adriatica, che costituisce la Tangenziale e collega la città con Barletta, Bari e Foggia;
[modifica] Tangenziale
| Uscita | ↓km↓ | ↑km↑ | Provincia |
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[modifica] Trasporti urbani
La gestione del trasporto urbano pubblico della città è gestita da Amet s.p.a. con tre linee di autobus.
[modifica] Trasporti extraurbani
La città ha la sede legale ed operativa della S.T.P. -Società Trasporti Provinciale- società che gestisce il trasporto pubblico extraurbano di persone nella provincia di Bari, con città anche della provincia di Foggia. La nuova provincia Barletta-Andria-Trani potrà sviluppare ancora con maggior forza tutto il nuovo territorio della 6^ provincia.
[modifica] Ferrovia
La città è servita dalla stazione FFSS che corre lungo la direttrice adriatica Lecce - Bologna. Tale stazione costituita da 3 binari costituisce un nodo passante.
[modifica] Aereoporto
L'aereporto più vicino è quello di Bari-Palese distante circa 40 km e comodamente raggiungibile con la SS 16 Adriatica.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giuseppe Tarantini (Centro-destra) dal 28/05/2007
Centralino del comune: 0883 589225
Posta elettronica: info@comune.trani.ba.it
[modifica] Galleria
[modifica] Note
- ^ AA.VV., Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p. 782, ISBN 8802072280.
- ^ Lambert', G. Amorese, Un secolo in veletta e cilindro.
[modifica] Bibliografia
- Benedetto Ronchi, Invito a Trani, 1988 Schena editore
- Francesca Onesti, Il Borgo ottocentesco di Trani, 1989
- Cosimo Damiano Fonseca, Trani, in Itinerari e centri urbani nel Mezzogiorno normanno-svevo, 1993 Atti delle decime giornate normanno-sveve, a cura di Giosuè Musca, pp. 365-384
- Stefania Mola, Trani guida turistico culturale, 1994 Mario Adda editore
- Lino Patruno, Stefania Mola, Raffaele Nigro, Trani, 2008 Mario Adda editore
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Trani
[modifica] Collegamenti esterni
- Trani su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Trani")
| Trani | ||
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