Trani

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« Là dove l'Adriatico già promette lo Jonio e perde il verde acidulo sotto le squame d'un azzurro tiepido e denso, questa città che nessuno celebra, Trani, eleva un duomo alto come un'acropoli e una torre che ne misura la distanza dal cielo. »
(Cesare Brandi, Inno a Trani)
Trani
comune
Trani – Stemma Trani – Bandiera
Trani – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Barletta-Andria-Trani-Stemma.png Barletta-Andria-Trani
Amministrazione
Sindaco Luigi Nicola Riserbato (centro-destra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 41°16′00″N 16°25′00″E / 41.266667°N 16.416667°E41.266667; 16.416667 (Trani)Coordinate: 41°16′00″N 16°25′00″E / 41.266667°N 16.416667°E41.266667; 16.416667 (Trani)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 102,08 km²
Abitanti 55 810[1] (31-07-2013)
Densità 546,73 ab./km²
Frazioni Capirro
Comuni confinanti Andria, Barletta, Bisceglie, Corato (BA)
Altre informazioni
Cod. postale 76125
Prefisso 0883
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 110009
Cod. catastale L328
Targa BT
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 190 GG[2]
Nome abitanti tranesi
Patrono Crocifisso di Colonna
San Nicola Pellegrino
Giorno festivo 3 maggio
Prima settimana di Agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trani
Posizione del comune di Trani nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Posizione del comune di Trani nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Sito istituzionale

Trani è un comune italiano di 55.810 abitanti capoluogo insieme a Barletta ed Andria, della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia.

È nota città d'arte per le bellezze artistiche ed architettoniche che richiamano un glorioso passato. Già sede della Corte d'Appello delle Puglie, continua ad essere un importante polo giudiziario con giurisdizione su 11 comuni.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La città è situata sulla costa adriatica 42 km a nord di Bari, ad un'altitudine di 7 metri s.l.m. Una piccola insenatura naturale, generata nell'antichità dalla foce di un fiume ormai scomparso, corrisponde al porto cittadino. Il territorio è prevalentemente pianeggiante, sebbene ricada nell'estrema porzione settentrionale della Bassa Murgia barese, caratterizzata da una serie di terrazzi, la cui massima altitudine è raggiunta in corrispondenza della matina di Sant'Elia (a circa 200 metri s.l.m), che degradano verso la costa. L'intero territorio è percorso da numerose lame, tra cui la più importante è Lama Paterno, che segna il confine con il comune di Bisceglie.

Le caratteristiche geologiche del territorio hanno permesso lo sviluppo dell'attività estrattiva della pietra di Trani, pregiata roccia calcarea, per anni uno dei più importanti motori dell'economia cittadina. L'attività estrattiva degli ultimi decenni ha però provocato irrimediabili alterazioni del territorio, sia a livello ambientale che paesaggistico, con il problema tutt'oggi irrisolto delle aree dismesse, fattori di rischio ambientale e sanitario, difficilmente recuperabili.[3]

La costa sud è caratterizzata dalla presenza di piccole falesie, formazione geologica tipica del tratto di costa tra Trani e Bisceglie: lo sfruttamento antropico, l'erosione da parte dei moti ondosi e in ultimo le opere di consolidamento della costa hanno notevolmente ridimensionato l'estensione delle falesie, presenti ormai solamente nel tratto di costa tra il Lido Matinelle e la Torre Olivieri, al confine con il comune di Bisceglie.

La parte settentrionale del territorio, geograficamente attigua alla valle del fiume Ofanto, si distingue per la presenza di una zona umida costiera, in località Boccadoro-Ariscianne, caratterizzata dalla presenza di numerose sorgenti di acque salmastre, che costituisce un importante habitat naturale per diverse specie animali e vegetali.

La vegetazione spontanea del territorio tranese è costituita da pini (nelle varietà domestico, marittimo e di Aleppo), carrubi, corbezzoli, lentischi, querce, ginepri ed eriche. Le colture più diffuse sono quelle di olive, mandorle e uva da vino, in particolar modo del Moscato di Trani.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Trani al tramonto

Secondo la classificazione dei climi di Köppen Trani appartiene alla fascia Csa ossia al clima temperato delle medie latitudini con estate molto calda (temperatura media assoluta del mese più caldo non inferiore ai 22º) e stagione estiva asciutta. Nello specifico il clima tranese è tipicamente mediterraneo. Essendo una città costiera, l'umidità relativa si mantiene molto elevata in tutto l'anno, con un valore medio del 70%. La brezza marina fa sì che le temperature estive non salgano generalmente sopra i 32°. Solo in caso di forti venti di libeccio, per effetto favonico, si possono raggiungere e talvolta superare i 40 °C. (Record di +45,4 °C per Bari Palese)[5]. Anche le temperature invernali sono piuttosto contenute. Non sono rare tuttavia irruzioni di aria fredda nord orientale che talvolta possono portare precipitazioni anche a carattere nevoso. Le piogge sono concentrate soprattutto in autunno e in inverno, quasi assenti nel periodo estivo e per lo più a carattere temporalesco.

Trani Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,4 12,4 14,9 18,5 23,3 27,7 30,7 31,7 26,8 21,4 16,5 12,9 12,2 18,9 30,0 21,6 20,7
T. min. mediaC) 4,1 4,3 6,0 8,4 12,3 16,2 19,8 20,0 16,2 12,3 8,5 5,6 4,7 8,9 18,7 12,3 11,1
Precipitazioni (mm) 52 58 46 43 39 30 22 26 49 61 62 60 170 128 78 172 548
Umidità relativa media (%) 76,6 75,1 73,5 71,1 68,7 64,2 60,2 61,3 68,3 74,4 76,5 77,0 76,2 71,1 61,9 73,1 70,6

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Puglia.

Origini della città[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

La tradizione vuole che il nome di Trani sia legato all'eroe della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno avrebbe fondato la città (che in effetti in passato veniva indicata come Tirenum o Turenum, nome però non attestato prima del IV secolo). Tale ipotesi è però considerata poco probabile dagli studiosi moderni, i quali hanno formulato due ipotesi più convincenti. Una afferma che Trani possa essere la forma ridotta di Traiano (nome che potrebbe essere stato dato alla città in onore dell'omonimo imperatore), mentre l'altra (considerata la più verosimile) ritiene più probabile una derivazione dal termine medievale trana (o traina) che indicava un'insenatura adatta alla pesca[6].

Le origini della città si perdono nella notte dei tempi. Alcuni ritrovamenti archeologici (tracce di insediamenti abitativi dell'Età del Bronzo a Capo Colonna) attestano le sue origini preistoriche, ma le tracce più concrete arrivano non prima della conquista dei Romani.

Trani verrà, infatti, secoli dopo, indicata col nome di Turenum nella Tavola Peutingeriana, la copia medievale di un vecchio stradario dell'antica Roma.

A riprova della presenza romana nel territorio tranese vi sono un Mausoleo appartenente alla famiglia dei Bebii, costruito presumibilmente nel III secolo d.C. e demolito nella seconda metà del XIX secolo, l'opera di arginatura di un torrente che sfociava nell'insenatura del porto, i cui resti vennero utilizzati in seguito come fondamenta per il sottopassaggio ferroviario di via Torrente Antico, e le rovine di una villa recentemente ritrovata lungo il tratto di costa verso Bisceglie, attestabili al I secolo d.C.[7]

Le tracce della presenza della città si fanno più consistenti a partire dal IX secolo d.C.

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

« Trani era uno dei più importanti porti della Puglia, da sempre crocevia di popoli e culture del Mediterraneo e porta per l'Oriente, testimone con le sue chiese, con i suoi palazzi e con la sua storia, di quell'età di mezzo, da sempre ricca di fascino e di mistero. »
Immagine del porto.
Gli ordinamenta maris.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente iniziò in Puglia il periodo bizantino, caratterizzato da una pausa di dominazione longobarda e dalle minacce continue provenienti dal mare ad opera dei Saraceni. Fu comunque il Medioevo il periodo d'oro della città.

Sotto la dominazione longobarda, qui fu trasferita la sede vescovile, fino ad allora situata a Canosa, distrutta dai Saraceni nell'813, e la città fu sede di un gastaldato. In seguito alla caduta dell'Emirato di Bari, i Bizantini ripresero il controllo della città, che ormai da semplice vicus era diventata una città fortificata. Durante il periodo di appartenenza all'Impero Bizantino la città godeva di un certo grado di prestigio ed autonomia come punto di incontro tra Oriente ed Occidente. Nel 1010 e nel 1018 Trani si unirà ai moti guidati da Melo da Bari contro i Bizantini, che reprimeranno la rivolta e riprenderanno il controllo della città fino all'arrivo dei Normanni.

Nel 1042 Trani venne scelta come sede di una delle dodici baronie in cui venne divisa la Contea di Puglia: assegnata al conte Pietro, venne espugnata solo diversi anni dopo. In questo periodo la città godette di un certo grado di autonomia, dovuto al controllo ormai formale da parte dei governatori bizantini e alle lotte di potere tra i diversi rami della famiglia Altavilla. Trani cadde definitivamente sotto il dominio normanno nel 1073, dopo 50 giorni di assedio, per mano di Roberto il Guiscardo

Fu in questo periodo, corrispondente alla prima crociata, precisamente nel 1099, che nella città si iniziarono i lavori per la costruzione della cattedrale in onore del santo patrono San Nicola pellegrino, un giovane greco in viaggio verso Roma che morì a Trani, dopo diversi giorni di malattia ed alcuni miracoli, e canonizzato subito dopo a furor di popolo. Già allora aveva grande importanza il porto, che sarà in seguito punto di partenza e di ritorno di diverse crociate.

Il primato commerciale e Federico II[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ordinamenta et consuetudo maris.

Sotto il dominio normanno la città di Trani godette, insieme alle altre comunità pugliesi, di una maggiore autonomia rispetto al centralismo del governo Bizantino. I tranesi si unirono alle frequenti ribellioni contro i sovrani d'Altavilla, venendo però sconfitti sia da Ruggero II nel 1134 che, definitivamente, dal suo successore, Guglielmo il Malo, che nel 1156 punì duramente la città insieme alle altre ribelli pugliesi, tra cui Bari che venne quasi completamente distrutta.

Tuttavia in città fiorì il commercio di frumento e di olio, destinato ai porti di tutto l'Adriatico, in particolar modo verso la costa dalmata e Venezia. Il porto, la cui naturale insenatura lo rendeva un punto d'approdo strategico per la protezione delle navi, divenne uno dei principali punti d'imbarco per i crociati in partenza verso la Terrasanta. A testimonianza della prosperità economica raggiunta dalla città vi sono la costruzione della maestosa Cattedrale e gli Ordinamenta Maris, promulgati ufficialmente nel 1063, che rappresentano il primo esempio di codice marittimo nel Mediterraneo. La città era anche sede di un "ospitale" dei cavalieri Templari, con annesso imbarcadero e una magnifica chiesa.

L'apice della prosperità venne raggiunto sotto la dominazione sveva: Federico II concesse numerosi privilegi commerciali e amministrativi alla città e promosse la costruzione di nuove fortificazioni, il Castello, nel 1233, e la nuova cinta muraria, che protesse l'intera insenatura del porto e promosse l'espansione urbanistica della città, che fino ad allora era di poco cresciuta al di là delle antiche mura longobarde. L'imperatore svevo concesse inoltre libertà di culto agli ebrei, che a Trani formavano una prosperosa comunità.

Manfredi, figlio di Federico, continuò l'opera del padre, concedendo il permesso di aprire logge e fondaci alle principali città marinare, tra cui le repubbliche marinare di Amalfi[8], Genova, Venezia e Ragusa: le ultime due insediarono in città anche i loro consoli. Tra le comunità che popolarono Trani in quel periodo, degni di menzione sono i mercanti di Ravello, che si insediarono in una strada a ridosso delle antiche mura, chiamata in loro onore "ruga Ravellensium"; numerosi banchieri fiorentini aprirono inoltre loro sportelli in città.

Testimonianza dell'importanza raggiunta da Trani in questo periodo storico e della predilezione dei sovrani per la città è il matrimonio di Manfredi con Elena Ducas (1242 - Lucera, 1271) figlia del despota d'Epiro Michele II, il 2 giugno 1259, imitato dal suo successore Carlo I d'Angiò, che sempre a Trani sposò nel 1266 Margherita di Provenza.

La comunità ebraica[modifica | modifica sorgente]

La sinagoga Scolanova.

La presenza di un notevole insediamento ebraico contribuì in modo determinante alla prosperità tranese: la comunità animava infatti i commerci e gli studi e rappresentò per lungo tempo il maggiore insediamento dell'Italia meridionale. La comunità ebraica tranese si ingrandì soprattutto grazie alle espulsioni dei loro correligionari dagli altri stati, come la Castiglia nel 1144 e la Francia nel 1182. La distruzione di Bari ad opera di Guglielmo il Malo favorì il trasferimento degli ebrei baresi in Trani, che si apprestava a diventare l'epicentro delle attività commerciali in Puglia.

Gli ebrei si insediarono nella Giudecca, quartiere sito nella parte orientale del borgo antico e collegato al porto: proprio la via che scende al porto è denominata tutt'oggi via Cambio, in memoria dei banchi di cambio della comunità ebraica, oltre che di amalfitani e ravellesi. Nella Giudecca erano presenti ben 4 sinagoghe, di cui si sono conservate la sinagoga 'Grande' - poi chiesa di S.Anna ed oggi Museo - e la sinagoga di Scola Nova. Un importante ritratto della situazione degli ebrei in città lo offre Beniamino di Tudela, che facendo tappa a Trani durante il suo viaggio, censì la comunità ebraica in 200 famiglie, dedite in attività sia commerciali che artigianali, come ad esempio tintorie e produzione di vasi.

La comunità ebraica venne tutelata sia dai sovrani normanni che da quelli svevi: con l'arrivo degli Angioini la situazione peggiorò, con nuove imposizioni di tributi e soprattutto favorendo le conversioni al Cristianesimo. L'annichilimento della cultura e delle tradizioni ebraiche conobbe il suo apice durante il regno di Carlo III di Durazzo, che fece trasformare le 4 sinagoghe della Giudecca in chiese cristiane.

Sebbene la comunità si fosse in qualche modo conservata, come dimostrano gli statuti municipali concessi da Re Ladislao nel 1413, che prevedevano la presenza di due cittadini neofiti nel consiglio della città, solo con l'arrivo di Alfonso d'Aragona si riebbe l'antica tolleranza religiosa e la comunità venne rimpinguata grazie agli ebrei in fuga dalla Spagna. La comunità ebraica sopravvisse in città fino al 1541, quando Carlo V decretò la definitiva espulsione degli ebrei dal suo regno.

Una nuova comunità ebraica è stata istituita nel 2004. [9] [10] [11]

Periodo Angioino e Aragonese: il declino[modifica | modifica sorgente]

Con l'arrivo degli Angioini e la fine delle Crociate, la città conobbe un primo periodo di crisi, al quale alcuni sovrani del Regno di Napoli fecero fronte con la concessione di alcuni privilegi, come l'istituzione di diverse fiere commerciali e interventi di riparazione per il porto. Proprio nel XIV secolo, la città perse per alcuni anni lo status di potestà demaniale e venne concessa in feudo, per l'unica volta nella sua storia, al capitano di ventura Alberico da Barbiano dal 1383, riguadagnando lo storico privilegio di essere sottoposta solo al sovrano nel 1409. Il XV secolo vide una breve ripresa commerciale, grazie all'arrivo degli Aragonesi e alla breve dominazione veneziana, dal 1496 al 1509.

Durante il secolo successivo si ebbe l'inesorabile declino delle attività commerciali marittime: oltre alla perdita d'importanza delle rotte commerciali nel Mediterraneo a causa della scoperta delle Americhe, la città non riuscì a porre rimedio al progressivo insabbiamento del porto, legato all'accumulo di detriti portati dalle acque torrentizie nell'insenatura naturale e all'attività della lavorazione del salnitro, che si svolgeva nella parte meridionale dell'insenatura. Il ritorno degli Aragonesi inasprì la crisi anche grazie alla definitiva espulsione degli Ebrei, che da sempre avevano costituito un potente fulcro economico nella società tranese. La loro consistenza numerica e le numerose conversioni "di comodo" ci hanno tramandato dal Medioevo un detto significativo, attribuito a Federico II ma certamente posteriore, che dice: Fugite Tranenses, ex sanguine Judae discendentes; che tradotto significa: “fuggite i tranesi poiché il loro sangue discende dagli ebrei”.

Tuttavia la città quasi contemporaneamente, iniziò ad rivestire un ruolo prestigioso nel campo giuridico. A tal proposito è da sottolineare l'importanza sempre crescente assunta nel tempo dalla città. Per far fronte alla grave crisi del XVI secolo, i sovrani spagnoli sancirono l'insediamento della Sacra Regia Udienza, l'equivalente di una attuale Prefettura, nel 1586. L'evento diede vita a nuove prospettive di sviluppo economico e sociale della città la quale da centro marinaro e commerciale diventò anche centro principale, amministrativo e culturale della terra di Bari. La Sacra Regia Udienza fu ufficialmente insediata nel Castello Svevo e Trani divenne ufficialmente "capoluogo di Terra di Bari", primato che detenne per oltre 200 anni. Da allora la città divenne residenza di molti nomi illustri, avvocati, funzionari e magistrati, i quali vi si stabilirono portando con sé anche le loro famiglie delle quali conosceremo i Festa, i Manfredi, i Beltrani, ecc. Tali famiglie arricchirono Trani di tesori d'arte, preziose biblioteche e sontuosi palazzi. La città visse quindi un periodo di grande fioritura culturale grazie alla sua funzione politica, ritrovando così parte del suo splendore soprattutto nel XVIII secolo, durante la dominazione dei Borbone.

Gli avvenimenti del 1799[modifica | modifica sorgente]

Dopo la proclamazione della Repubblica Napoletana, alcuni cittadini ispirati dagli ideali liberali della nuova repubblica tentarono di prendere il controllo della città: il Sindaco e gli eletti vennero dichiarati decaduti e il 3 febbraio venne piantato, di fronte alla chiesa di San Francesco, l'albero della libertà, nel luogo denominato oggi Piazza Libertà in memoria di quegli avvenimenti. Alcuni cittadini però si opposero, abbattendo qualche giorno dopo l'albero e proclamando la loro fedeltà al Re: i reazionari occuparono i punti strategici della città e il porto, procedendo all'arresto dei cittadini repubblicani e attendendo il ritorno dei Borbone, coadiuvati dalla flotta russa.

Nel frattempo l'esercito francese che appoggiava la Repubblica Napoletana, era giunto in Puglia per riconquistare le città ribellatesi alla Repubblica, tra cui Andria, San Severo, Trani. I reazionari tranesi, asserragliati nelle massicce mura federiciane della città, respinsero per ben otto volte la richiesta di resa avanzata dal generale francese Broussier, e per tutta risposta tra il 25 e il 29 marzo massacrarono tutti i 35 detenuti politici repubblicani rinchiusi nel Castello e diversi cittadini ritenuti loro fiancheggiatori. Il 30 marzo la città venne assediata dalle truppe francesi, capitolando dopo appena un giorno di assedio e di cannoneggiamento. Bloccata ogni possibile via di fuga anche con un blocco navale, i francesi e i repubblicani capitanati dal Carafa, assaltarono la città il 1º aprile, saccheggiando la città che venne in gran parte bruciata e distrutta. Molti abitanti furono massacrati, compresi molti esponenti delle famiglie nobili come i di Lernia, Bianchi, di Feo, Bassi, Palumbo e Moscatelli[12]: si stima che quel giorno morirono almeno 500 cittadini, mentre il fumo degli incendi era visibile dalle città vicine. Le navi francesi non esitarono a sparare con i cannoni sui pescherecci dei cittadini in fuga e a catturare e a fucilare diversi cittadini sfuggiti al blocco navale e sbarcati in approdi ritenuti più sicuri.

Il giorno dopo i francesi presero il controllo della città, con il generale Broussier che emanò un proclama di perdono per i cittadini insubordinati. Le truppe francesi si ritirarono dalla città qualche settimana dopo, permettendo il 16 maggio la restaurazione del dominio borbonico.

Trani nell'epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazione della città del 1703

Trani ebbe lo stato di capoluogo fino all'era napoleonica, questo le venne tolto da Gioacchino Murat in favore di Bari (1808): la città perse così il suo ruolo di capoluogo mantenuto per più di due secoli.

Dal 1815 al 1860 la città fu impegnata nella ripresa del suo primato giudiziario. Fino al 1923 Trani mantenne comunque, il suo primato di grande centro culturale e politico. È stata sede di tribunali civili e criminali con giurisdizione su tutta la provincia e, dal 1861 al 1923, della Corte d'Appello dell'intera regione pugliese.

Trani è oggi un comune membro dell'organizzazione internazionale Cittàslow, fondata in Italia in favore di un rallentamento delle frenetiche dinamiche moderne e per una migliore qualità della vita.

Nel XXI secolo la città ha ritrovato la comunità ebraica, divenuta una delle più importanti d'Italia.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone comunale
« Fortis Ferox Fertilis »
(Motto inciso sullo stemma)

Creato nel 1098 lo stemma della città raffigura un drago munito di grandi ali, nell'atto di schiacciare sotto i suoi artigli una testa taurina, e con una torre poggiata sul dorso:

Di azzurro, al drago di verde con le ali aperte, con le zampe d'oro, con la coda attorcigliata, desinente in dardo e volta all'insù, sostenente la torre di argento, murata di nero, merlata alla ghibellina di quattro, il drago poggiante la zampa sinistra sulla collina di verde, fondata in punta, e afferrante con la zampa destra, posta in fascia, la testa e il collo di toro, posti in tre quarti, d'argento.

Corona: Corona di città con cinque torri (concesso con DPCM del 13 luglio 1914)

Il gonfalone è un drappo di bianco bordato d'azzurro.

Lo stemma concesso nel 1914 non corrispondeva al simbolo storico, ma ad una ricostruzione fatta attraverso i documenti all’epoca noti: per fare un confronto con lo stemma odierno il drago (con tutta la collina su cui poggia) si trova in cima alla torre e non viceversa. Lo sfondo era inoltre grigio e non azzurro e la testa era bovina e non di toro. Dopo accurate e approfondite ricerche storiche, anche attraverso il confronto con gli stemmi scolpiti su diversi edifici cittadini, è stato ricostruito lo stemma originale e fatta domanda di sostituzione al Ministero. L’8 settembre del 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha firmato il decreto di sostituzione dello stemma e del gonfalone.[13]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Durante l'ultimo conflitto mondiale, a seguito di un bombardamento aereo che aveva provocato numerose vittime e danni, la popolazione interveniva prontamente in soccorso dei superstiti e si adoperava poi, con impavido spirito di sacrificio e pochi mezzi a disposizione, nella instancabile opera di sgombero delle macerie e di ricostruzione. Splendido esempio di umana solidarietà ed alto spirito di abnegazione.[14]»
— Trani 27 aprile 1943

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Grazie alla sua millenaria storia, la città di Trani può fregiarsi del titolo di città d'arte e vantare un ampio patrimonio artistico e architettonico: oltre alla celeberrima Cattedrale sul mare e al Castello Svevo, la città è ricca di chiese e monasteri, oltre che di pregevoli palazzi storici. Il porto turistico, anch'esso di origini molto antiche, fa da cornice alle splendide bellezze artistiche della città spesso soprannominata la "perla dell'Adriatico"

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La Cattedrale Romanica[modifica | modifica sorgente]

Facciata della Cattedrale
Santa Maria di colonna Trani
Romanico Tranese

Sculturaromanicatrani.jpg

Voci principali (in ordine cronologico):
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Trani.

La Cattedrale di Trani (conosciuta anche come Cattedrale di San Nicola Pellegrino) è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l'epoca della dominazione normanna ed è stata ricettacolo di insigni reliquie custodite presso la sottostante cripta, tra le quali si segnala il corpo della martire orientale Santa Febronia di cui si possono ancora oggi ammirare un pregevole reliquiario del XVIII secolo ed un dipinto ovale che la raffigurano, presso il Museo Diocesano. È stata costruita usando il materiale di tufo calcareo tipico della zona: si tratta della pietra di Trani estratta dalle cave della città, caratterizzata da un colore roseo chiarissimo, quasi bianco. Il celebre piazzale situato dinanzi all'edificio romanico è stato molte volte sede di numerosi concerti di artisti quali George Benson, che si è esibito il 2 settembre, e altri artisti internazionali e non tra i quali ricordiamo Massimo Ranieri, Claudio Baglioni e Ludovico Einaudi. La Piazza viene anche adibita a diverse rappresentazioni teatrali organizzate dalle diverse parrocchie della città di Trani o spettacoli di Opera a livello nazionale.

Monastero di Colonna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monastero di Santa Maria di Colonna.

La chiesa di Santa Maria di Colonna, situata sulla penisoletta di Capo Colonna, è a poco più di un miglio dal centro della città, un tempo fuori dall'abitato urbano, ma adesso compresa al centro di una florida zona turistico-residenziale. Fu fondata, insieme all'attiguo monastero benedettino, tra la fine del sec XI e l'inizio del XII, dal nobile tranese Goffredo Siniscalco. La facciata principale si avvale di elementi decorativi tipici dell'architettura romanica: il rosone, un arco lavorato e sostenuto da agili colonnine, un architrave di finissima fattura (proveniente da un monumento pagano) e una serie di archetti pensili della cuspide. Nella Chiesa si conserva il Crocifisso ligneo del XV secolo, oltraggiato dai corsari saraceni e un prezioso altare donato dal Gran Duca di Toscana, in cambio delle reliquie di Santo Stefano, che qui si veneravano fino al 1684. Attualmente il monastero è utilizzato per iniziative culturali, concerti di musica Jazz e Classica all'interno dello splendido chiostro o nel cortile esterno. Notevole è la veduta panoramica di cui si può fruire, salendo al piano superiore, dal quale è possibile osservare la costa antistante il lungomare, sino alla villa comunale con la cattedrale sullo sfondo.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Trani.

La città di Trani vanta un gran numero di chiese, per la maggior parte in stile romanico, in primis la cattedrale, che rappresenta lo splendore e lo sfarzo che aveva nel Medioevo. In tutto tra sconsacrate, demolite ed ancora esistenti se ne sono contante più di cento. Inoltre la città vantava la presenza di ben quattro sinagoghe di cui due sono andate perdute e le altre due ancora esistenti sono state riconvertite in chiese.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Castello Svevo[modifica | modifica sorgente]

Il castello svevo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello svevo di Trani.

Il castello svevo di Trani è un castello edificato nella città di Trani nel 1233 sotto il regno di Federico II. Nel castello soggiornò spesso il figlio di Federico, Manfredi, che il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Ducas.

Fortino[modifica | modifica sorgente]

Il fortino visto dalla cattedrale

All'estremità sinistra della villa comunale si accede all'antico fortilizio destinato alla protezione dell'estrema punta orientale del porto: il fortino è un'opera di fortificazione posta a protezione dell'ingresso del porto, sul molo di Sant'Antonio, che prende il nome da un edificio religioso del XII secolo,la chiesa di Sant'Antonio Abate, inglobata definitivamente nel 1541 all'interno della costruzione difensiva preesistente a seguito della fortificazione voluta dal Viceré Pietro de Toledo per esigenze difensive della rada del porto. La chiesa e il fortino sono stati oggetto di restauro negli anni '80

Dalla sommità del fortino è possibile ammirare tutta l'insenatura su cui si affaccia il borgo antico, distinguendo chiaramente la Cattedrale e le caratteristiche absidi della chiesa di Ognissanti. Questo punto panoramico è considerato dai suoi abitanti uno dei posti più belli e suggestivi della città.

Torre Barbinelli[modifica | modifica sorgente]

Torre fortificata dell XI sec. situata in p.zza Cesare Battisti. Con scopi di avvistamento faceva parte del primo castello regio bizantino - normanno.

Porta Antica e baluardo difensivo[modifica | modifica sorgente]

Delle 4 porte di accesso dell'antica e prima cinta muraria della città una sola si conserva ancora oggi intatta e visibile, è porta antica detta anche aurea. Era munita di due torri difensive, una delle due è ancora visibile oggi e si trova su di una scalinata appena sopra la porta.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Casa de Agnete[modifica | modifica sorgente]

Venne edificata nel 1283 da Nicola Lombardo figlio di Giovanni De Agnete, presenta una facciata medievale quasi integra ricca di dettagli architettonici decorativi. Al piano terra presenta, come altri edifici della stessa via, le tracce di un antico portico. Al primo livello una elegante finestra, in origine bifora ma oggi mancante della colonna centrale, dal profilo interno lobato, è sormontata da una cornice a estroflessione esterna dalla forma triangolare poggiante su due colonnine, e due finestrine monofore ad arco acuto lateralmente alla grande finestra. Al livello superiore vi è una più grande finestra centrale ad arco acuto ai lati della quale vi sono le mensole poggia tenda.

Torre dell'Orologio[modifica | modifica sorgente]

La torre medievale è l'edificio più alto del centro storico dopo il campanile della Cattedrale. Venne fatta edificare dal Sindaco Spirito de Piczioni, nel 1473, attigua alla chiesa di San Donato. All'interno della torre, di proprietà del Comune, venne collocato un orologio meccanico, uno dei primi nel Regno di Napoli. La base della torre reca lo stemma originario della città. La torre è stata restaurata nel 1931, mentre l'orologio è stato ripristinato dopo anni di incuria solo nel 1994. Oggi la torre non è accessibile al pubblico.

Palazzo Caccetta[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Caccetta

Il Palazzo venne fatto edificare dal mercante tranese Simone Caccetta nel 1456. È da ritenersi una delle opere più interessanti dell'architettura del Rinascimento a Trani, data la commistione di generi che caratterizza la facciata, unico elemento che ha conservato le caratteristiche originarie dell'epoca di costruzione del palazzo. La facciata principale è stata realizzata principalmente in stile tardogotico, ma oltre al portale ad arco gotico a raggiera sono presenti elementi architettonici di stili diversi,come ad esempio la bellissima trifora in corrispondenza del portone principale d'ingresso.

Nel 1484, re Ferdinando confiscò il palazzo a Simone Caccetta, a causa di un tentativo di rivolta contro l'autorità regia, vendendolo per 1000 ducati all'Università di Trani. Di proprietà del comune, ha ospitato i governatori veneti fino al 1509, diventò convento dei monaci Teresiniani nel 1642 e Seminario nel settecento. Attualmente è una delle sedi staccate del Palazzo di Giustizia.

La tradizione vuole che da questo palazzo la notte del 13 febbraio 1503 partì la notizia per tutt'Italia della vittoria dei 13 cavalieri italiani capeggiati da Ettore Fieramosca sui francesi nella Disfida di Barletta.

Palazzo Antonacci Telesio[modifica | modifica sorgente]

Vista porto di Palazzo Telesio (dopo ristrutturazione 2009)

Edificato nel 1761 dalla famiglia Antonacci (come di evince dalla data incisa sullo stemma di famiglia posto nell'androne) passò poi per successione alla famiglia Telesio, originariamente insignita del titolo di duca di Toritto, che tuttora lo abita. Con la facciata principale rivolta verso il porto sulla odierna Piazza Quercia, ha subito un ampliamento sul lato est, dopo la demolizione delle mura federiciane, nel 1845 ad opera dell'architetto Luigi Castellucci di Bitonto, il quale pure adeguò la facciata su piazza Quercia allo stile neoclassico. Il palazzo ospita all'interno il Museo delle Carrozze: una raccolta di 33 carrozze ottocentesche, appartenenti per lo più alla famiglia Telesio, oltre a finimenti e divise da cocchiere. L'importanza di questa raccolta sta nell'illustrare l'abilità artigianale dell'epoca e nel far rivivere la storia di un'intera classe sociale e di tutti coloro che per essa operavano.

Altri palazzi[modifica | modifica sorgente]

Tra gli altri palazzi presenti in città si ricordano:

Parchi e giardini[modifica | modifica sorgente]

Villa comunale[modifica | modifica sorgente]

Villa comunale e fortino

È il giardino pubblico più grande della città. Si estende su un terrazzamento a picco sul mare, cinto dai bastioni delle antiche fortificazioni della città. La posizione della villa offre, sul lato sud, una splendida vista panoramica del lungomare fino al Monastero di Santa Maria di Colonna, mentre dal lato nord si accede al Fortino, da cui si può godere della vista dell'intera insenatura del porto e della Cattedrale. La villa venne inaugurata nel 1824 grazie alla donazione dei terreni al Comune da parte di privati; successivamente venne ampliata grazie alla bonifica dei terreni immediatamente a sud, sulla costa, nella zona denominata per l'appunto Canneto a causa dell'insalubrità dei luoghi.

L'area è piantumata a palme, lecci, querce e pini, ed è abbellita da aiuole, fontanelle e giochi per bambini. Nella parte sud è presente un acquario contenente 18 vasche valorizzate con pietra di Trani che ospitano circa 500 pesci di innumerevoli specie provenienti da quasi tutti i laghi e fiumi del mondo e piante acquatiche ornamentali. Il viale centrale corre quasi interamente parallelo alla linea della costa ed è lungo 350 metri; sul viale, collocato di fronte all'ingresso principale, si trova il Monumento ai Caduti, scolpito nel 1923 dal tranese Antonio Bassi. Percorrendo il viale si incontra uno chalet del XIX secolo, sede di mostre e iniziative culturali a cura di artisti locali, e la cassa armonica, realizzata nel 1888 e recentemente restaurata e resa nuovamente funzionale[15]; nei viali di destra sono raccolte sei colonne miliari dell'antica via Traiana, provenienti dal tratto Ruvo-Canosa.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[16]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti a Trani al 31 dicembre 2011 erano 1.776, pari al 3,29% del totale. Le comunità nazionali più numerose erano:

Religione[modifica | modifica sorgente]

Trani è la principale sede arcivescovile, con le città di Barletta e Bisceglie, fa parte dell'omonima arcidiocesi suffraganea dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto e appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. La diocesi è stata costituita nel VI secolo e nel 2004 contava 274.060 battezzati su 286.560 abitanti: attualmente è retta dall'arcivescovo Giovanni Battista Pichierri. L'arcidiocesi, oltre alle tre città titolari, annovera anche i centri di Corato, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli.

La città di Trani venera il suo santo patrono San Nicola Pellegrino, un giovane predicatore greco morto a Trani nel 1094, e il crocifisso di Colonna, un antico crocifisso che rubato dal monastero di santa Maria di Colonna nel 1480 durante un'incursione saracena, venne mutilato del naso e miracolosamente prese a sanguinare.

In città vi sono diverse confraternite, se ne contano quindici (di cui tre Arciconfraternite). Ognuna di queste festeggia un proprio santo, da cui prendono l'obbligo religioso, i riti e gli oneri dei festeggiamenti, come le processioni per le vie cittadine. Anticamente nascevano come organizzazioni di arti e mestieri e in seguito per assicurare ai confratelli il rito funerario e la tumulazione presso le cripte delle chiese dove erano stabilite le confraternite. La più antica è quella di San Vito martire, la cui presenza è già attestata nel 1466.

Si registra dal 2004 il ritorno della comunità ebraica, attiva fin dal Medioevo, che attualmente esercita presso la Sinagoga Scolanova; è presente inoltre una comunità ortodossa rumena che esercita presso l'antica chiesa cristiana di San Martino, consegnata al nuovo culto nel 2008.

Molto presenti a Trani sono anche i testimoni di Geova.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Processione dei Misteri
Processione della Croce di Colonna

Settimana Santa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miracolo eucaristico di Trani.

Un periodo particolare suggestivo della tradizione tranese è la settimana Santa, pertanto citiamo gli Altari della Reposizione (Sepolcri) del giovedì Santo, ossia la solenne esposizione dell'Ostia consacrata, pratica liturgica comune alla Cattolicità che prende il nome di "Altare della Reposizione" o più comunemente "Sepolcro". A Trani le varie parrocchie cittadine assieme alla Basilica Cattedrale, coadiuvate dalle rispettive confraternite, si impegnano ogni anno preparando degli Altari della Reposizione suggestivi definiti tradizionalmente come "Sepolcri", che portano i cittadini tranesi a riversarsi nelle vie dalla sera del giovedì Santo sino alla mattina del venerdì Santo e a recarsi di chiesa in chiesa. La tradizione vuole che bisogna visitarne almeno sette.

Una delle tradizioni più suggestive che la città vanti è la processione dell'Addolorata organizzata dall'Arciconfraternita SS. Addolorata che si svolge nelle primissime ore del mattino (dalle ore tre) del Venerdì Santo. La processione percorre quasi tutte le vie della città, visitando dieci dei quattordici Sepolcri delle chiese cittadine seguita da una numerosa folla di devoti e non. L'uscita della "Madonna di notte", come chiamano semplicemente i Tranesi, è fissata alle tre del mattino dalla chiesa di Santa Teresa, che è la stessa dove si venera la statua che viene portata processionalmente.

Un'altra processione della settimana Santa è la Processione dei Misteri che si svolge alle ore 20.30 del Venerdì Santo, una processione di ben quattordici immagini sacre che parte dalla Cattedrale e si snoda per le vie più antiche di Trani alla quale partecipano tutte le confraternite cittadine ed è organizzata dalla Arciconfraternita del SS. Sacramento (o dei Bianchi). Questa processione è nata per ricordare un miracolo eucaristico avvenuto in città nell'XI secolo, infatti il gonfalone nero che apre il corteo presenta la scritta "S.P.Q.R." che indica la presenza dell'Impero Romano d'Oriente durante questo miracolo. Fino al 1986 veniva portato da quattro sacerdoti a piedi scalzi il Santissimo in segno di riparazione al miracolo ma attualmente, invece, viene portata una reliquia di un pezzo della Sacra Croce. Questa processione ha spesso cambiato giorno infatti dal Giovedì Santo si è passati al Venerdì, in seguito al Sabato (per l'aliturgicità del giorno) per poi ritornare al Venerdì Santo, con un passo lento (fino al 2006 alle ore 17.00).

Festa patronale della Croce di Colonna[modifica | modifica sorgente]

Il 3 maggio si festeggia il SS. Crocifisso di Colonna che ha origini antichissime in cui storia e leggenda si confondono. Si narra difatti che il 3 maggio del 1480 fu rubato dalla chiesa di Santa Maria di Colonna dai pirati un Crocifisso ligneo cui fu mutilato il naso del Cristo che prese a sanguinare e venne gettato in mare; così da quel lontano anno l'evento è ricordato ancora. La festa del SS. Crocifisso dà vita ad una processione di barche che partendo dalla penisola di Colonna con il Crocifisso a bordo di uno dei pescherecci della locale marineria, si porta sino al porto dove è impartita la benedizione solenne alle acque tra fuochi pirotecnici e suono di campane, dopo di che la Sacra Immagine viene sbarcata sulla terraferma ed è effettuata la solenne processione con suon di banda musicale. La processione che tradizionalmente percorre tutto il porto, percorre le principali vie di Trani sino ad arrivare in una delle parrocchie della città ove il SS. Crocifisso di Colonna rimane alla venerazione dei fedeli per circa cinque giorni. La festa si conclude con la via Lucis, partendo dalla parrocchia ove il SS. Crocifisso è rimasto esposto, sino al Santuario di Colonna; fino agli anni '50 i festeggiamenti in onore del SS.Crocifisso seguivano un cerimoniale diverso da quello attuale: dopo esser arrivato in porto, il SS. Crocifisso lo percorreva per intero senza effettuare alcuna "sosta" in una delle parrocchie cittadine e tornando direttamente al Santuario di Colonna.

Festa patronale di San Nicola il Pellegrino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi San Nicola Pellegrino.
Processione del Santo patrono

La festa patronale in onore di San Nicola il Pellegrino è organizzata dal Comitato Feste Patronali ed è molto sentita dalla devozione tranese. Le celebrazioni si svolgono nell'arco di tre giorni, tra il sabato e il lunedì della prima settimana di agosto. La festa per il Santo attira un grande numero di visitatori dalle zone limitrofe oltre ai turisti, anche stranieri.

Oltre alle solenni processioni e alle iniziative culturali e religiose, vengono organizzate gare e spettacoli pirotecnici, giri bandistici per le via della città e concerti. Il momento principale della festa è la prima domenica di agosto, quando vengono portate in processione per le vie della città il busto d'argento e le reliquie del Santo, con la partecipazione delle massime autorità ecclesiastiche (Capitolo Cattedrale e clero tutto), civili e militari e tutte le arciconfraternite e confraternite della città.

Santo Natale[modifica | modifica sorgente]

I festeggiamenti del Natale iniziano dalla IV domenica d'Avvento con l'apertura dei tradizionali presepi artistici in alcune chiese del centro storico; il principale presepe della città è quello di Piazza Libertà, con la cerimonia di riposizione del Gesù Bambino da parte dell'Arcivescovo nel tardo pomeriggio del 23 dicembre. Sono da considerare importanti anche i festeggiamenti della Sacra Famiglia nella Parrocchia di San Giuseppe organizzati dalla stessa comunità parrocchiale e dall'omonima Confraternita, che culminano durante la serata del 24 dicembre nella Processione del Carro della natività che percorre le vie della città e vede una celebrazione della paraliturgia della nascita di Nostro Signore.

Le tipiche tavolate natalizie prevedono frutti di mare, baccalà, anguilla, spaghetti, pasta fresca e dolci tipici della tradizione come le cartellate (carteddàt in dialetto tranese) con vincotto,i fusoni, i crì crì,e i torroncini. Le tavolate terminano con le tradizionali partite di giochi come Tombola, Cucù, Sette e mezzo (con la variante del Piattino), Mercante in fiera o Accendi e spegni.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca comunale intitolata a Giovanni Bovio.
  • Biblioteca diocesana.
  • Biblioteca dell'archivio di Stato.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

Dal 2012 è presente una sede distaccata dell'università privata LUM Jean Monnet: la sede di Trani, nata da un accordo con la Provincia di Barletta-Andria-Trani e con i Comuni aderenti al Patto Territoriale Nord Barese Ofantino, è adibita a sede di tutoraggio per gli studenti iscritti, oltre ad ospitare diversi convegni.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo diocesano la cui sede è il Palazzo Lodisposto, che comprende numerosi reperti recuperati dalla cattedrale e dalle varie chiese cittadine. Nasce nel 1975 per volontà dell'Arcivescovo Giuseppe Carata, al fine di dare una più adeguata sistemazione al materiale lapideo e scultorio proveniente da demolizioni operate nella Cattedrale ed in altre chiese della città di Trani. Nel corso degli anni il suo patrimonio si è notevolmente arricchito di opere e reperti di grande valore artistico e storico.
  • Museo ebraico situato presso la sinagoga di sant'Anna, raccoglie opere e testimonianze della storie ebraica cittadina, è l'unico museo ebraico del sud Italia.
  • Pinacoteca Ivo Scaringi la cui sede è nel palazzo Beltrani, raccoglie una collezione di opere del pittore tranese Ivo Scaringi, donata dalla famiglia.
  • Museo delle carrozze, sede presso il palazzo Antonacci in piazza Quercia, sono ospitate circa 40 carrozze appartenute ai duchi Telesio e divise di cocchieri e finimenti per i cavalli.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Le uniche emittenti radiofoniche presenti in città sono:

  • Radio Bombo[17]
  • Radio Canale 93 Stereo

Televisione[modifica | modifica sorgente]

La città non ha ospitato per circa vent’anni alcuna emittente televisiva infatti l’unica TV locale presente , Tele Radio Nord Barese (Trnb), aveva cessato le trasmissioni all’inizio degli anni ’90[18].

Con il passaggio al digitale terrestre è nata la nuova emittente TeleTrani, prodotta da Telebari, che ospita il nuovo canale sulla sua piattaforma; a TeleTrani è stato assegnato il canale numero 188. La programmazione del nuovo canale è iniziata l'11 febbraio 2013.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • I Dialoghi di Trani, un festival culturale e letterario nato nel 2002 e organizzato dall'associazione La Maria del Porto con il patrocinio del Comune di Trani, della Provincia Barletta-Andria-Trani e della Regione Puglia. I Dialoghi ospitano principalmente dibattiti e tavole rotonde nella splendida cornice del Castello Svevo e coinvolgono scrittori, autori, giornalisti e artisti di fama nazionale ed internazionale. La programmazione del festival si articola in diverse giornate ed è caratterizzata da una tematica diversa ogni anno, intorno al quale i diversi ospiti sono chiamati ad interessanti confronti e dibattiti.
  • La Settimana Medievale, evento organizzato dall'associazione culturale Trani Tradizioni: è una settimana in cui si ridà lustro al glorioso passato tranese, attraverso rievocazioni storiche ispirate alle partenze dei crociati e dei cavalieri Templari dal porto cittadino verso la Terra Santa, nel corso del XII-XIII secolo ("La notte dei Templari") e all'episodio del matrimonio di Manfredi con la principessa d'Epiro Elena Ducas, avvenuto nel 1259 (Il Matrimonio di Re Manfredi). Nel 2013 l'Associazione omaggia ulteriormente la città in occasione del 950º anniversario degli Ordinamenta et Consuetudo maris edita per consules civitatis Trani, conosciuti anche come “Statuti marittimi”[19]
  • Traniagogo. Si svolge nei weekend di maggio. Ogni domenica di maggio è possibile trascorrere un'intera giornata nel centro storico cittadino grazie all'apertura straordinaria di numerosi musei, chiese e palazzi storici che solitamente non sono visitabili. Ogni monumento ha una guida a disposizione dei fruitori. In queste domeniche l'intero centro storico è chiuso al traffico e libero dalle auto. L'area della manifestazione vede poi nel pomeriggio l'intervento di artisti di strada, musicisti, street band ed esposizioni di arte, con degustazioni di prodotti tipici negli androni di alcune dimore storiche.
  • TraniFilmFestival (anche citato come Trani Film Festival) e un festival cinematografico che si realizza annualmente a fine agosto e si sviluppa nell'arco di una settimana. L'evento si caratterizza come il Festival più longevo della Regione Puglia e dell'intero territorio del Sud-Italia, pertanto a tutt'oggi è scelto da film maker indipendenti e da produzioni cinematografiche[senza fonte]. Le opere proiettate e proposte giungono al Festival da tutti i continenti.

Persone legate a Trani[modifica | modifica sorgente]

Valdemaro Vecchi
  • San Magno martire (vescovo della città e successivamente santo)
  • San Nicola Pellegrino (santo patrono)
  • Angelo da Trani (scrittore, letterato, filosofo e teologo. Generale inquisitore del Regno di Napoli e di Sicilia sotto Carlo II d'Angiò. Scrisse Commentaria in evangelia[20])
  • Torquato Accetto (nato a Trani, autore del trattato Della Dissimulazione Onesta)
  • Goffredo da Trani (1250 ca.), scrittore e cardinale. Uditore della Rota. Di lui è riportata la seguente opera: Summa Goffridi De Trano Clarissimi Juris Interpretis In Titulos Decretalum[20][21]
  • Barisano da Trani (Scultore medievale, autore della porta bronzea della cattedrale di Trani, Ravello, Monreale e Amalfi)
  • Anseramo da Trani scultore medievale
  • Manfredi (figlio dell'imperatore Federico II)
  • Federico II (imperatore medioevale costruttore del castello)
  • Carlo I d'Angiò (sovrano d'Italia sposo nel castello di Trani)
  • Giuseppe Antonacci (senatore del Regno d'Italia e sindaco di Trani)
  • Giovanni Bovio (Filosofo e politico italiano)
  • Giustina Rocca (avvocatessa del XV secolo)
  • Gennaro de Gemmis, barone bibliofilo e studioso di botanica.
  • Francesco De Sanctis (maggiore critico e storico della letteratura italiana nel XIX secolo e ministro della pubblica istruzione nei governi Cavour e Ricasoli fu eletto deputato a Trani. Il De Sanctis fin all'ultimo momento della sua vita contribuì a sostenere, così come nel discorso di Trani del 29 gennaio 1883, che la politica è soprattutto ed essenzialmente dignità e non può essere concepita» come un dovere e un sacrificio».)
  • Benedetto Croce (critico letterario, fonda e dirige "Critica", rivista di letteratura, storia e filosofia stampata a Trani)
  • Valdemaro Vecchi Editore e Tipografo (1840 – 1906) Nato a Fidenza, in provincia di Parma, il 5 ottobre 1840 e spentosi a Trani la sera dell'8 febbraio 1906, colpito da un inesorabile attacco di angina pectoris.
  • Antonello Ricci (Attore comico, celebre per il ruolo di Mefisto nella famosa sitcom Very Strong Family)
  • Antonio Piccinni (Disegnatore e incisore annoverato dalla critica moderna tra i protagonisti dell'arte ottocentesca)
  • Alfredo Albanese (Commissario capo di P.S. di Venezia, responsabile della Sezione Antiterrorismo, Vice Questore aggiunto. Ucciso dalle Brigate Rosse la mattina del 12 maggio 1980. Medaglia d'oro al valor civile alla memoria)
  • Pietro di Trani (Conte di Trani in epoca medievale)
  • Luigi Chiarelli (commediografo italiano)
  • Emilio Covelli (esponente del movimento anarchico del meridione)
  • Giuseppe di Lernia (sindaco di Trani nel 1894, protagonista di valore della vita politica del tempo)
  • Vincenzo Calace (uomo politico antifascista)
  • Domenico Sarro (musicista e compositore)
  • Andrea Lovato (insigne giurista, studioso di diritto Romano, docente Universitario)
  • Matteo Renato Imbriani (Illustre uomo politico del Novecento eletto deputato nel collegio di Trani.A lui si deve la realizzazione dell'Acquedotto Pugliese.)[22]
  • Paolo di Lernia (Generale di divisione dell'Ottocento)
  • Luigi Donato Ventura (Scrittore italoamericano)
  • Leone di Lernia (Cantante trash/demenziale)
  • Riccardo Scamarcio (Attore cinematografico)
  • Giovanni Macchia (Filologo, saggista e professore universitario)
  • Lorenzo Leuzzi (Vescovo ausiliario della Diocesi di Roma, dal 31 gennaio 2012)
  • Giusi Raspani Dandolo (attrice doppiatrice e cantante)
  • Rosalino Cellamare meglio conosciuto con lo pseudonimo Ron (cantautore)

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica di Trani

Il tessuto urbano della città è facilmente distinguibile in tre zone (vedasi foto). Il primissimo nucleo racchiude la zona del porto e comprende la giudecca o quartiere ebraico, che con porta vassalla e porta aurea racchiudono la prima murazione della città. Successivamente le mura furono ampliate, esse correvano lungo le attuali vie Alvarez e Bovio fino alla Piazza della Repubblica dove sorgeva l'antica porta di Bisceglie, per poi proseguire verso il mare, scendendo l'attuale corso Cavour con deviazione sull'attuale via E. Comneno fino alla villa comunale. Queste mura sono rimaste in piedi fino agli inizi dell'Ottocento, poi furono abbattute per l'esigenza espansionistica della città; nacque così il borgo ottocentesco formato da due strade principali che si intersecano presso piazza della Repubblica, via Cavour e corso Vittorio Emanuele. A ridosso di queste due direttrici si espandono le altre vie dritte e intersecate tra di loro e tutte parallele. È possibile notare la distinzione tra il borgo medioevale formato da vie strette e tortuose e la zona ottoncentesca più lineare[23]. Malgrado i tentativi di rendere organica l'espansione della città, con un progetto di urbanizzazione lungo le direttrici del borgo ottocentesco, lo sviluppo urbanistico nel Novecento è proseguito dapprima sfruttando la direttrice di corso Vittorio Emanuele verso Bisceglie, lungo cui la città ha avuto la maggiore espansione, arrivando a collegare la zona intorno alla penisola di Colonna, fino agli anni '50 isolata e caratterizzata da pregevoli villette. Nell'ultima metà del XX secolo, si è avuta una notevole espansione anche verso Andria e Corato, con la nascita di quartieri periferici di grandi dimensioni (Pozzo Piano, Sant'Angelo, Stadio-Alberolongo). Non si è verificata invece un'espansione verso Barletta, a causa della nascita della zona industriale all'inizio del XX secolo, che si è in seguito sviluppata lungo la costa verso Barletta con l'insediamento di numerose attività di lavorazione del marmo e della pietra di Trani. Disattese le direttive dei P.R.G. del 1929 e del 1977, la città si è dotata di un Piano Urbanistico Generale (PUG) nel 2009. L'ultimo decennio ha visto anche la progressiva urbanizzazione della frazione di Capirro, con la nascita di una zona residenziale, caratterizzata dalla presenza di villette monofamiliari: il nuovo agglomerato si è espanso a tal punto da essere collegato a nord-ovest con il resto della città, in particolar modo con i quartieri Stadio-Alberolongo e Pozzo Piano.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

Pesca e agricoltura[modifica | modifica sorgente]

La vocazione marinara della città è testimoniata dalla sua flotta peschereccia, che conta oltre 50 imbarcazioni e rende la pesca un elemento di primo piano nell'economia cittadina. L'agricoltura è imperniata principalmente sull'olivicoltura e la produzione vinicola: il moscato di Trani, che prende il nome dalla città ma è prodotto da uve coltivate anche nei comuni vicini, è un vino dolce naturale che gode della denominazione d'origine controllata. La versione liquorosa, pure DOC, è indicata per accompagnare i dessert.

Industria lapidea e manifatturiera[modifica | modifica sorgente]

L'economia della città è legata da sempre all'estrazione della tipica pietra locale detta pietra di Trani. Gravitano intorno a questo settore un gran numero di attività dedite all'estrazione e lavorazione e all'esportazione di questo prodotto, sono presenti infatti sul territorio un gran numero di cave e segherie. Oltre all'estrazione anche il settore dell'edilizia è molto importante per l'economia della città. Inoltre sono da segnalare la presenza di molte imprese dedite alla lavorazione di calzature da donna (per lo più tomaifici) e dei capi di abbigliamento (maglifici).

Terziario[modifica | modifica sorgente]

Il settore terziario cittadino, un tempo legato soprattutto alla presenza del tribunale, è oggi rivolto principalmente al turismo. Alle numerose strutture alberghiere, per lo più a conduzione familiare, si accompagnano numerosi locali e discoteche che rendono il centro cittadino uno dei poli di attrazione per la Puglia centro-settentrionale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La città è attraversata dalla strada statale 16 Adriatica e servita in tangenziale dalla variante nota come strada statale 16 bis, che assicura i collegamenti veloci verso nord in direzione di Barletta e Foggia e verso sud in direzione di Bari. I collegamenti a lunga percorrenza sulla direttrice nord-sud sono invece assicurati dall'autostrada A14 Bologna-Taranto, che a breve distanza della città presenta il casello di Trani.

Una rete di strade provinciali connette inoltre la città con i centri vicini: in particolare, Andria è raggiungibile mediante la strada provinciale 130 e Corato mediante la strada provinciale 238.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria di Trani sorge lungo la ferrovia Adriatica Lecce - Bologna, a doppio binario

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

La gestione del trasporto urbano pubblico della città è gestita da Amet s.p.a. con tre linee di autobus.

La città ha la sede legale della STP Bari -Società Trasporti Provinciale- società che gestisce il trasporto pubblico extraurbano di persone nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, con città anche della Provincia di Foggia.

Pista ciclabile[modifica | modifica sorgente]

una delle 4 postazioni di bike sharing

Sul lungomare è presente un tratto di percorso ciclabile, facente parte del più ampio progetto della costruenda Ciclovia Adriatica che una volta completata collegherà tutte le località costiere dell'Adriatico, con benefici sulla mobilità sostenibile locale, sul turismo balneare e sul cicloturismo di lunga percorrenza che a queste latitudini è praticabile tutto l'anno. La pista ciclabile è blu e a doppio senso di marcia, lunga circa 2 km.

Nell'agosto 2009 è stata inaugurata una nuova pista ciclabile[24], completata solamente nel 2012, che costituisce un circuito nelle campagne della zona di Capirro, collegandosi con la parte sud della città lungo via Martiri di Palermo. La pista è a senso unico e di colore verde.

Nel giugno 2011 sono state installate 4 stazioni di bike sharing nei pressi della villa comunale, del castello, sulla penisola di colonna e alla stazione. Il servizio è stato temporaneamente sospeso a causa dei ripetuti atti di vandalismo, che hanno compromesso l'integrità delle biciclette.[25]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La formazione del Trani che conquistò la serie B

Attualmente l'unica societa' regolarmente iscritta al campionato di calcio italiano è l'A.S.D. Vigor Trani, realtà nata nell'agosto del 2013 con cambio di denominazione nel giugno 2014 (dal precedente titolo U.S.C. Trani) e che milita in Eccellenza pugliese grazie alla cessione del titolo sportivo da parte del U.S.D. Terlizzi Calcio.

La nuova società è nata grazie ad un connubio di imprenditori locali dopo la mancata iscrizione al campionato di Eccellenza da parte della Fortis Trani, erede del titolo sportivo della gloriosa Polisportiva Trani, che annovera nella sua storia due stagioni nel campionato di serie B.

Da sempre gli incontri sono disputati all'interno dello Stadio comunale sito in via Via Beato Annibale Maria di Francia con capienza totale di quasi 11000 posti a sedere. In passato Trani ha avuto anche una squadra di Calcio Femminile che ha vinto tre Scudetti 1983 - 1984 - 1985-86 e una coppa Italia 1983 (militava in quella squadra Carolina Morace nell'annata 1985-87)

Tennis[modifica | modifica sorgente]

La Trani Cup era un torneo professionistico di tennis giocato sulla terra battuta, che faceva parte dell'ATP Challenger Tour. Si è giocato annualmente a Trani dal 2002 al 2011 presso lo Sporting Club Trani. Da segnalare è anche la semifinale della European Summer Cup/Reina Cup, torneo a squadre femminili under 18, tenutasi sempre presso lo Sporting Club Trani dal 1 al 3 agosto 2012 dove le due squadre finaliste hanno avuto l'accesso alla finalissima di Granville. Nel 2013 e 2014 si è disputata la Borotra Cup ovvero la semifinale del campionato europeo di tennis maschile a squadre under 16 (Junior Davis Cup) dove Trani ha rappresentato l'unica tappa italiana del trofeo.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Degne di note sono la pallavolo femminile che ha conquistato la Serie A1, ad inizio anni novanta vincendo tutte le partite (20) col risultato di 3 a 0, e poi, dopo essere ripartita qualche anno dopo dalla Serie D, è ritornata fino in B1, e due squadre di pallacanestro maschile che, in epoche diverse, hanno conquistato l'allora B2.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Trani.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Panoramica Trani.jpg

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Panoramica del porto con la cattedrale e il centro storico

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat al 09/10/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ A.Paglionico, D.Sollitto: Analisi delle aree estrattive dismesse nel territorio di Trani, Convegno Le risorse lapidee dall'antichità ad oggi in area mediterranea, Canosa di Puglia, 25-27/09/2006.
  4. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. URL consultato il 25 marzo 2007.
  5. ^ Record meteo estremi. URL consultato il 25 settembre 2010.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p. 782, ISBN 88-02-07228-0.
  7. ^ Una villa romana alla "seconda spiaggia", da Tranilive (5/11/2008). URL consultato il 25-9-2010.
  8. ^ Armando Lodolini, Le repubbliche del mare, edizioni Biblioteca di storia patria, a cura dell'Ente per la diffusione e l'educazione storica, Roma 1967 (pagina 146)
  9. ^ http://www.napoliebraica.it/wordpress/trani/
  10. ^ http://sinagogatrani.sistemab.it/gli-ebrei-a-trani/
  11. ^ www.napoliebraica.it/wordpress/wp.../Piccola-storia-di-Trani-ebraica.pdf
  12. ^ Lambert', G. Amorese, Un secolo in veletta e cilindro.
  13. ^ Lo stemma e il gonfalone, scheda del Portale Istituzionale del Comune.
  14. ^ Motivo del conferimento della medaglia d'argento al merito civile sul sito del Comune. URL consultato il 19 marzo 2009.
  15. ^ Restaurata la cassa armonica nella villa di Trani, Traniweb (28/05/2008).
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Radiobombo, Il Giornale di Trani, Radiobombo,05/04/2012.
  18. ^ E’ nata ufficialmente TeleTrani. Ecco la prima storica registrazione, Tranilive (28/08/2012).
  19. ^ sito dell'Associazione Trani Tradizioni: http://www.tranitradizioni.com/
  20. ^ a b Da Giovanni Bernardino Tafuri, Istoria degli scrittori nati nel regno di Napoli, Stamperia Felice Carlo Mosca, Napoli 1748.
  21. ^ "Una strada, tante storie": Goffredo da Trani,Radiobombo,05/04/2013.
  22. ^ "Una strada, tante storie": Matteo Renato Imbriani,Radiobombo,05/04/2013.
  23. ^ Indagine sullo sviluppo urbanistico di Trani dall'XI al XVIII secolo - Benedetto Ronchi, op. cit.
  24. ^ Trani, inaugurata la pista ciclabile in via sant'Annibale , Traniweb, 1/08/2009.
  25. ^ Le bici del bike-sharing accatastate in un cortile comunale , Traniviva, 3/12/2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Benedetto Ronchi, Invito a Trani, 1988 Schena editore
  • Francesca Onesti, Il Borgo ottocentesco di Trani, 1989
  • Cosimo Damiano Fonseca, Trani, in Itinerari e centri urbani nel Mezzogiorno normanno-svevo, 1993 Atti delle decime giornate normanno-sveve, a cura di Giosuè Musca, pp. 365–384
  • Stefania Mola, Trani guida turistico culturale, 1994, Mario Adda editore
  • Lino Patruno, Stefania Mola, Raffaele Nigro, Trani, 2008, Mario Adda editore
  • Giuseppe Strappa, Matteo Ieva, Maria Antonietta Dimatteo, "La città come organismo. Lettura di Trani alle diverse scale", 2003, Mario Adda editore

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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