Cisterna

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Raccolta dell'acqua da una cisterna

La cisterna (dal latino cista, scatola[1], ma anche dal greco kistê, contenitore[2]) è un contenitore per i liquidi, ideato prima di tutto per raccogliere l'acqua, ma il cui uso si è successivamente esteso anche ad altri fluidi, per scopi alimentari o tecnologici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sin dai tempi più remoti le cisterne hanno ricoperto un ruolo essenziale per la sopravvivenza delle popolazioni, specialmente in regioni prive di corsi d'acqua o invasi naturali perenni che assicurassero agli abitanti la disponibilità costante di questo bene fondamentale per la vita umana.

Esse sono state costruite allo scopo di intercettare e raccogliere le acque piovane per costituire una riserva cui attingere durante l'anno, oppure, nel caso di cisterne localizzate nei pressi di masserie o di frantoi, per il tempo necessario allo svolgimento delle attività produttive. Poiché gli apporti di acque meteoriche non sono costanti a un anno all'altro, le cisterne assumevano anche la funzione di volano accumulando al loro interno le eccedenze di un anno particolarmente piovoso che andavano a costituire riserva da tenere in serbo (da cui il nome di serbatoi dato a cisterne di medio-piccola capacità) per gli anni più siccitosi, in maniera tale da assicurare una fornitura il più possibile costante nel tempo.

La loro capacità varia da poche decine di litri a migliaia di metri cubi d'acqua.

Modalità costruttive delle cisterne ad uso potabile[modifica | modifica wikitesto]

Cisterna d'epoca romana. Contrada Cavaliere Bosco, Santa Maria di Licodia

Le cisterne più antiche, in suoli permeabili quali, ad esempio, quelli calcarenitici, sono costruite a partire da uno scavo nel terreno a forma di bulbo o ampolla, con una piccola apertura alla sommità (allo scopo di limitare il più possibile le inevitabili perdite per evaporazione), tale, però, da consentirne l'accesso per le operazioni di intonacatura, disinfezione e pulizia, ed un allargamento graduale nella parte inferiore per consentire di accumulare il maggior volume utile.

La roccia o il terreno (in presenza, in quest'ultimo caso, di suoli argillosi-sabbiosi) delimitanti i volumi racchiusi da una cisterna devono quindi essere resi impermeabili attraverso appositi intonaci idraulici a matrice pozzolanica o calcarea (a seconda della disponibilità fornita dalla natura dei suoli circostanti), al fine di trattenere l'acqua che altrimenti si disperderebbe nel terreno circostante.

Uso delle cisterne[modifica | modifica wikitesto]

Le cisterne sono, per definizione, nate per accumulare e conservare nel tempo beni, in genere alimentari, che altrimenti si deteriorerebbero o si disperderebbero inutilmente sul suolo, come l'acqua piovana. Come si evince da quanto detto in precedenza, l'uso potabile è stato, di gran lunga, il principale scopo della creazione delle cisterne, ma non l'unico. L'acqua veniva accumulata nelle cisterne per essere usata per molteplici scopi, dalla cucina, all'irrigazione, alle operazioni di lavaggio e pulizia domestica in genere, ma oltre al liquido vitale le cisterne erano adatte anche a contenere e immagazzinare anche altre derrate alimentari, sia liquide (olio, vino) che solide (grano e cereali in genere, legumi e comunque tutti quei beni che fossero utili, se non necessari per la sopravvivenza di una comunità o del singolo nucleo famigliare). Ovviamente le cisterne per le derrate alimentari solide erano di dimensioni molto minori rispetto a quelle necessarie per l'acqua.

Col passare dei secoli, le cisterne si sono evolute ed adattate alle più diverse utilizzazioni, adeguandovisi sia in termini di dimensioni e di materiali usati per realizzarle, sia in termini di sostanze in esse contenute. Soprattutto con l'avvento della civiltà del petrolio e dell'industria chimica, con la necessità del trasporto dei combustibili e dei prodotti chimici, si sono diffuse le cisterne mobili, su ruote (auto-cisterne) o su rotaie (per il trasporto su ferrovia) oppure galleggianti sulle acque dei mari o fiumi navigabili e degli oceani del mondo quelle ricavate nelle stive delle cosiddette navi-cisterna. Il materiale utilizzato in questi casi è generalmente lamierino di acciaio di spessore opportunamente dimensionato. In taluni casi si tende ad utilizzare anche resine sintetiche o vetroresina, che però, rispetto all'acciaio, accanto a proprietà positive, presentano alcune caratteristiche peggiorative, quale, ad esempio, la maggiore fragilità in caso di urto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cisterna. Etimo.it. Dizionario Etimologico On Line. [1] (ultimo accesso: 24 agosto 2007)
  2. ^ Cistern. Dictionary.com. Online Etymology Dictionary. Douglas Harper. [2] (ultimo accesso: 24 agosto 2007).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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