Bassorilievo

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Soldato greco in armi, bassorilievo
Bassorilievo assiro del palazzo di Sargon II (Parigi, Museo del Louvre)
Sarcofago marmoreo romano raffigurante il mito di Bacco e Arianna (Parigi, Museo del Louvre)

Il bassorilievo è un tipo di scultura in cui le figure sono rappresentate su un piano di fondo (di marmo, di pietra, di bronzo, d’avorio, ecc.), dal quale sporgono con un rilievo ridotto (se la riduzione è molto forte, si ha il bschiacciato o stiacciato). Esso produce un contrasto rialzato e dà la sensazione di vedere un quadro in rilievo. L'immagine ritratta è rilevata sopra la superficie piatta e di sfondo. Per esempio, se una lastra di marmo è spessa 10 centimetri prima di iniziare a scolpirla, lo sfondo, alla fine, potrà essere spesso 5 centimetri e l'immagine in rilievo sarà spessa fino a 5 centimetri. In alcuni lavori di scultura la figura può essere molto più sporgente rispetto allo sfondo ed in questo caso si parla di altorilievo. Questa tecnica consente di vedere l'immagine molto più sporgente facendo vedere il soggetto senza deformazioni al variare dell'angolo di visione.

Affinità[modifica | modifica wikitesto]

Il bassorilievo può definirsi affine allo sgraffito, del quale utilizza parzialmente la tecnica di disegnare tramite linee incise i contorni di una figura, ma anche prossimo alla pittura, dato che quest'ultima ha usato fondi o pareti già modellati, collage, e così via. Il collegamento con la pittura appare ancora più evidente se ricordiamo che le figure scolpite erano, fino a non molto tempo fa, dipinte in una prima fase.[1]

Utilizzi e clausole[modifica | modifica wikitesto]

Il bassorilievo si presta ad una lettura peculiare, quindi è utilizzato come tecnica decorativa, per gli ornamenti raffinati e soprattutto per la rappresentazione di scene con più personaggi inseriti in file successive che compiono più azioni, singole o collettive, quali cerimonie, combattimenti e caccia. Lo scotto da pagare è la rappresentazione di profilo, per evitare le complicazioni dimensionali della visione frontale.

Opere complesse[modifica | modifica wikitesto]

Talvolta, delle statue sono poste di fronte ad un bassorilievo per dare profondità alla scena. In questo caso soltanto le figure attaccate alla lastra originaria sono considerate bassorilievi. Le sculture esterne possono far parte del gruppo finale ma non del bassorilievo. Un esempio di bassorilievo è "il fabbro" dello scultore gotico Andrea Pisano.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Il bassorilievo è esistito in ogni civiltà e questo tipo di scultura è stato utilizzato sia dagli antichi popoli di Egitto, Mesopotamia, India e Cina sia nei più recenti periodi del medioevo e del rinascimento dell'arte europea.
Se presso i popoli Mesopotamici, il bassorilievo assunse una funzione fondamentale e simile agli affreschi rinascimentali, nell'antica Grecia invece rimase una attività secondaria rispetto all'altorilievo e al tutto tondo. Nel medioevo il bassorilievo tornò in auge con l'affermazione della decorazione minuta e ricca, mentre con il Romanico incominciò un processo inverso che terminerà ai tempi del barocco, che però lasciò spazi per nuove vie espressive come il "rilievo schiacciato" di Lorenzo Ghiberti. Nel Novecento i movimenti cubista e dadaista, con il loro collage infarcito di elementi non pittorici, crearono un ponte fra scultura e pittura in grado di aprire nuove prospettive per il bassorilievo.[1]

L'uso di questa tecnica è diffuso anche ai nostri giorni nella realizzazione di opere di scultura in tutto il mondo.

L'uso in architettura[modifica | modifica wikitesto]

È molto comune l'uso del bassorilievo in architettura come ornamento della superficie di alcuni palazzi, sia all'interno che all'esterno, dove la pietra fa parte dell'edificio in modo che l'opera d'arte sia inserita nelle pareti. Alcune volte la scultura viene dipinta ed altre viene lasciata del colore della pietra da cui è ricavata. Il bassorilievo non deve essere confuso con l'incisione, una tecnica pittorica che consente di imprimere su stoffa o carta una lastra incisa e poi ricoperta di inchiostro.

N.B. Queste immagini sono realizzate in modo da apparire in 3 dimensioni con l'uso di occhiali specifici, muniti di una lente rossa e di una blu, e possono risultare non corrette senza di essi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.110-111

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