Andria

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Andria
comune
Andria – Stemma Andria – Bandiera
Andria – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Barletta-Andria-Trani-Stemma.png Barletta-Andria-Trani
Amministrazione
Sindaco Nicola Giorgino (centro-destra) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 41°13′54″N 16°18′30″E / 41.231667°N 16.308333°E41.231667; 16.308333 (Andria)Coordinate: 41°13′54″N 16°18′30″E / 41.231667°N 16.308333°E41.231667; 16.308333 (Andria)
Altitudine 151 m s.l.m.
Superficie 407,86 km²
Abitanti 100 432[1] (30-06-2013)
Densità 246,24 ab./km²
Frazioni Castel del Monte, Montegrosso, Troianelli
Comuni confinanti Barletta, Canosa di Puglia, Corato (BA), Minervino Murge, Ruvo di Puglia (BA), Spinazzola, Trani
Altre informazioni
Cod. postale 76123

70031 fino al 30 aprile 2011

Prefisso 0883
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 110001
Cod. catastale A285
Targa BT
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 377 GG[2]
Nome abitanti andriesi
Patrono san Riccardo di Andria
Giorno festivo Terza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Andria
Posizione del comune di Andria nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Posizione del comune di Andria nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Sito istituzionale
(LA)
« Andria fidelis, nostri affixa medullis; absit, quod Federicus sit tui muneris iners, Andria, vale, felix omnisque gravaminos expers. »
(IT)
« Andria fedele, legata ai nostri precordi; non capiti che Federico venga meno alla tua custodia. Andria, ti saluto, fortunata e priva di qualunque preoccupazione. »
(Federico II di Svevia)

Andria ( ascolta[?·info], Andrie o Iàndrie in dialetto barese[3], ) è un comune italiano di 100.432 abitanti[4], capoluogo insieme a Barletta e Trani, della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia. È la quarta[5] città della regione per popolazione, nonché la sedicesima d'Italia per superficie.

Sino all'11 giugno 2004 compresa nella provincia di Bari, oggi la città[6] ospita il consiglio provinciale della provincia di Barletta-Andria-Trani[7], fa parte dell'Associazione nazionale città dell'olio[8]. Per la presenza dei suoi tre alti campanili, viene conosciuta anche come la città dei tre campanili[9]. Simbolo della città e di tutta la Puglia è Castel del Monte, situato su una collina poco fuori dall'abitato, uno dei patrimoni dell'umanità dichiarati dall'UNESCO[10].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.
Murge in territorio di Andria e Castel del Monte
Tramonto sulle Murge andriesi

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La città è situata sul pendio inferiore delle Murge, a 151 m s.l.m. e a 10 km dal mare Adriatico. Ha una superficie di 408 km², che la rende il 16º comune italiano per superficie.

Nei pressi di Andria vi è una forte depressione carsica, o dolina chiamata Gurgo[11]. All'interno del Gurgo, le numerose grotte fungevano forse da ipogei, mentre la Grotta della Trimoggia era adibita al culto mariano[12]. Nel Gurgo il microclima permette una diversità varietale di piante non trascurabile e vi si può trovare anche lo stramonio[13].

Il territorio è connotato da alcune lame, incisioni paleotorrentizie in secca. La lama più importante è denominata Ciappetta Camaggio ed è il letto di un antico fiume chiamato Aveldium[14].

12.000 ettari del territorio comunale sono inclusi nel Parco nazionale dell'Alta Murgia[15], istituito nel 2004.

Da Andria parte una serie di canali di bonifica nota come canale Ciappetta-Camaggio.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è mediterraneo, con inverni quasi miti ed estati calde e secche, condizioni che determinano l'alternarsi di due stagioni favorevoli alla vegetazione, quali primavera ed autunno. La vegetazione comprende numerosissime specie selvatiche (pseudosteppa mediterranea) a cui si contrappongono interminabili uliveti e vigneti.

La piovosità annua si aggira attorno ai 597 mm di pioggia[16].

Andria - Murge basse Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,5 11,4 13,6 17,4 22,2 26,5 29,1 29,3 25,4 20,2 15,7 12,1 11,3 17,7 28,3 20,4 19,5
T. min. mediaC) 4,2 4,3 6,0 8,5 12,3 16,2 18,8 19,0 16,2 12,4 8,6 5,8 4,8 8,9 18,0 12,4 11,0
Precipitazioni (mm) 61 64 58 42 39 30 21 27 47 68 74 66 191 139 78 189 597
Umidità relativa media (%) 78,4 77,1 75,1 72,0 69,1 65,2 61,6 63,6 70,7 77,3 79,3 79,4 78,3 72,1 63,5 75,8 72,4

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Puglia.
« ...alberi di ulivo, e vigneti, si spiegano, e par che fuggano mentre passi; indi il suon d'una squilla ti percote l'orecchio - eccomi in Andria - ecco Andria la ricca, Andria l'antichissima [...] Andria la ridente, dalle belle mandorle, dalle belle ulive »
(Cesare Malpica, Il giardino d'Italia)

Età antica[modifica | modifica sorgente]

Lo Stemma

Descrizione dello stemma: "D'azzurro, al leone coronato all'antica d'oro, lampassato di rosso, rampante ad un ramo di quercia reciso, al naturale".[18]

Lo stemma di Andria raffigura un leone rampante ad un ramo di quercia, a testimonianza della presenza di querce nel territorio circostante[19].

Andria-Stemma.png

Le prime tracce di insediamenti nel territorio di Andria risalgono al neolitico, sono infatti stati rinvenuti alcuni oggetti, coltellini di ossidiana ed armi litiche.

Nell'età successiva, nell'eneolitico, gli uomini abitavano alcune grotte scavate nel tufo.

Durante l'età del bronzo gli uomini iniziarono ad abitare in alcune costruzioni cilindriche dal tetto a cono simili ai trulli. Numerosi tumuli, sepolture costruite con pietre informi, sono stati rinvenuti in contrada S. Barbara, S. Lucia e Castel del Monte.

Laura basiliana di Santa Croce

Nel 1000 a.C. gli Iapigi abitarono la Puglia, in seguito nell'VIII secolo a.C. vennero ad abitare i Peucezi. La nascita del primo agglomerato urbano viene fatta risalire alla seguente colonizzazione degli Ellenici. Vicino all'attuale Andria sorse Netium, città greca per lingua e civiltà, citata da Strabone nella Geografia Universale. A Netium si erano rifugiati in cerca di riparo alcuni profughi scampati alla distruzione di Canne nel 216 a.C. durante la seconda guerra romano-punica. Decenni dopo Netium ebbe un declino e non rimasero che poche rovine dopo le lotte sociali tra Mario e Silla nell'88 a.C. Alcuni abitanti della città con molta probabilità si spostarono più a sud, sulla costa, dove fondarono Juve-Netium o Neo-Netium l'attuale Giovinazzo.

Sulla Tavola Peutingeriana viene indicata una città di nome Rudas, probabilmente la vecchia Netium greca, di sicuro una stazione sulla via Traiana[20]. I successivi insediamenti alto-medievali dei Longobardi e dei Bizantini, sorsero vicino alle rovine della vecchia Netium. Si hanno notizie di 12 casali, forse in origine ville rustiche,che ebbero in gran parte nomi di santi (Sant'Andrea, San Martino, Santa Caterina, Casalino e San Ciriaco, che si trovavano all'interno delle successive mura cittadine, e San Candido, San Vittore, San Pietro, San Valentino, San Lizio, San Lorenzo, Borghello, Trimoggia e Cicaglia, che restarono all'esterno di esse).

Nel 44 d.C. Pietro apostolo nel suo viaggio verso Roma evangelizzo Andria che nel 492 d.C. circa, divenne sede vescovile sotto papa Gelasio I[21]. In un documento del 915, Andria viene citata come villaggio (locus) dipendente da Trani.

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

Esistono diverse versioni delle origini del suo nome:

  • Fondazione del mitico Diomede, che le avrebbe dato il nome di Andros;
  • In seguito all'evangelizzazione della zona ad opera degli apostoli san Pietro e sant'Andrea, prendendo il nome da quest'ultimo, costretto a soggiornarvi a lungo a causa di una malattia;
  • In seguito agli insediamento in epoca alto-medioevale di nuovi abitanti negli "antri", che diedero il nome al nuovo centro. Questi sarebbero stati costituiti dalle rovine dell'abitato greco di Netium (dove si erano rifugiati alcuni profughi in cerca di riparo dalle devastazioni della seconda guerra romano-punica), che avrebbe cambiato nome in "Andri", in "Andra" e infine in "Andria";
  • Dagli insediamento di monaci basiliani, fuggiti dall'impero bizantino tra il VII secolo ed il IX secolo: anche in questo caso il nome deriverebbe dal vocabolo latino antrum o "grotta", in riferimento ai ripari (le "Laure") che i religiosi avevano scavato nella roccia tufacea.

Medioevo normanno e svevo[modifica | modifica sorgente]

Il Portale della Chiesa di S.Agostino costruita dai Cavalieri templari
Porta Sant'Andrea
Morte di Jolanda di Brienne (1228)

Nel 1046 fu sottratta al dominio bizantino da Pietro il Normanno, insieme a Trani e al resto del suo territorio e come altri centri (Barletta, Bisceglie e Corato) divenne una città fortificata, elevandola al rango di civitas[22], con dodici torri, tre porte e una rocca nel punto più alto.

Al figlio Pietro II venne riconosciuto il titolo di conte nel 1073. Ancora nell'XI secolo fu fondata sulle vicine alture delle Murge l'abbazia benedettina di Santa Maria del Monte.

Nel 1155 l'esercito siciliano di Guglielmo I di Sicilia fu decimato nei pressi di Andria[23] dall'esercito bizantino di Manuele I Comneno. In quella battaglia perse la vita, il conte di Andria Riccardo de Lingèvres, che fu ucciso sotto le mura della città[24][25][26].

L'ultimo dei conti normanni discendenti di Pietro fu il conte Ruggero, che combatté nel 1176 a Legnano con Federico Barbarossa.

Nel XIII secolo fu fedele al dominio svevo e fu residenza del re Federico II, che nei pressi fece costruire il celebre Castel del Monte[27] eletto a Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO[10], sul sito della precedente abbazia benedettina normanna.

Federico II di ritorno dalla sesta crociata, fece scolpire sulla normanna porta Sant'Andrea[28] la celebre frase:«Andria fidelis, nostri affixa medullis; absit, quod Federicus sit tui muneris iners, Andria, vale, felix omnisque gravaminos expers.».

Ad Andria nacque suo figlio Corrado IV nel 1228, avuto con la moglie Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme, sepolta nella cripta della cattedrale di Andria, che morì appena sedicenne in seguito al parto.

Periodo angioino e aragonese[modifica | modifica sorgente]

Torre dell'orologio
Campanile della chiesa di San Domenico

Sotto il dominio angioino Andria fu data in dote a Beatrice, figlia di Carlo II di Napoli e sposa di Bertrando del Balzo, conte di Montescaglioso, che risiedette nella città dal 1308 alla sua morte nel 1330. La città passò poi in eredità alla figlia Maria.

Ad Andria intanto Maria del Balzo vendette al padre Bertando la città. Il papa Clemente VI incaricò Bertrando, che era anche gran giustiziere del regno, di investigare sulla morte di Andrea d'Ungheria[29]. Istituito il processo, Bertrando fece cadere la colpa su alcuni addetti alla casa reale escludendo le regina Giovanna I da qualsiasi responsabilità. Nel 1350 la città fu assediata e saccheggiata dalle forze di Luigi I d'Ungheria convinto della colpevolezza della regina Giovanna I.

In quei giorni un sacerdote, Oliviero Matusi, all'insaputa di tutti nascose il corpo di San Riccardo in un luogo sicuro all'interno della Cattedrale per far sì che gli Ungheresi non potessero trafugarlo. Il segreto fu tramandato per anni solo di padre in figlio da parenti del sacerdote.

Bertando del Balzo, che in occasione dell'assedio riparò ad Avignone presso Papa Clemente VI, morì improvvisamente nel 1357 a Napoli ove si era recato per affari di stato. La sua salma fu tumulata nella Chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli.

In quell'anno gli succedette Francesco I del Balzo, suo figlio, che ottenne il titolo ducale e la città (1351). La moglie di Francesco I, Sveva Orsini fondò in quegli anni il convento di San Domenico.

Nel 1431 il ducato passò al nipote di Francesco I, Francesco II del Balzo. Nel 1438 venne rinvenuto il corpo del santo protettore della città, san Riccardo d'Inghilterra, che era andato disperso durante il precedente assedio: in memoria dell'episodio fu istituita una festa ("Fiera d'Aprile")[30] che si tiene tuttora dopo ormai quasi 600 anni, dal 23 al 30 di aprile.

Nel 1453, Pirro, figlio di Francesco II del Balzo, sposò a Castel del Monte Maria Donata Orsini, cugina di Isabella, moglie del re Ferdinando D'Aragona.

Nel 1462 il principe di Taranto, Giannantonio Orsini, non avendo avuto quali alleati nella lotta contro Ferdinando D'Aragona Francesco del Balzo e Pirro, assediò Andria. Non riuscendovi a penetrare, l'Orsini fece scavare una galleria che passasse sotto le mura della città, ma il duca Francesco II scoperta la notizia fece scavare anch'egli una galleria in senso contrario. I nemici furono tutti catturati e rilasciati. Dopo 49 giorni di assedio il duca di Andria viste le gravi condizioni del suo popolo si arrese e tornò la pace tra i del Balzo e gli Orsini.

Francesco II, cognato del re di Napoli Ferdinando I di Aragona, ottenne il titolo di Gran Connestabile del Regno. Alla morte di Francesco II nel 1482, divenne duca il figlio Pirro Del Balzo, il quale partecipò nel 1485 alla Congiura dei baroni per cui venne messo a morte.

Quando la figlia Isabella Del Balzo sposò ad Andria Federico I di Napoli[31], portò il ducato alla casa reale e il marito lo governò fino al 1496, quando divenne re di Napoli.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Passaggio tra Palazzo Ducale e la cattedrale
Andria disegnata da Pacichelli nel XVII secolo
Palazzo Ducale

Nel 1503 nella piana fra Andria e Corato,precisamente in "Terra Quadrati" si svolse la famosa Disfida di Barletta, che opponeva gli italiani capeggiati da Ettore Fieramosca ai francesi. In mattinata i 13 cavalieri italiani pregarono nel cappellone della cattedrale. Dopo la conquista del regno di Napoli da parte del re di Spagna Ferdinando il Cattolico nel 1504, Andria venne assegnata al "Gran Capitano" Gonzalo Fernández de Córdoba e poi al nipote di questi, Fernando Consalvo II. Egli vendette la città nel 1552 a Fabrizio Carafa, conte di Ruvo e parente del papa Paolo IV, che sistemò splendidamente il Palazzo ducale. A questi succedette nel 1554 il figlio Antonio Carafa; la madre e il fratello, Vincenzo Carafa (che nel 1571 aveva partecipato alla battaglia di Lepanto), fecero edificare nel 1577 il convento dei Cappuccini. Al successore, Fabrizio II Carafa si deve la costruzione del convento dei Benedettini e della basilica di Santa Maria dei Miracoli, in seguito alla scoperta nel 1576 di un'icona miracolosa.

Nel XVII secolo, la città rimase sempre sotto il dominio dei Carafa, in continuo conflitto con il vescovo e il capitolo della Cattedrale, con il quale la famiglia divideva il possesso della maggior parte delle terre. Nel 1656 un'epidemia di peste ne decimò la popolazione e nel 1741 subì un'invasione di cavallette.

Nel 1797 la città ottenne di poter eleggere il proprio sindaco e nel 1799, al momento della Repubblica partenopea, fu assediata dall'esercito francese capitanato dal generale Jean-Baptiste Broussier e appoggiato dallo stesso conte Ettore Carafa. Si voleva annettere Andria alla Repubblica Partenopea, liberandola dal dominio Borbonico, ma la città rimase fedele ai Borbone. Nella battaglia, perirono circa 2000 persone da entrambe le parti. Successivamente, fallita l'idea della Repubblica, e mancata la rivoluzione, i Borbone fecero giustiziare i repubblicani napoletani di spicco, tra cui lo stesso Ettore Carafa ghigliottinato a Napoli il 4 settembre del 1799. Nel 1806 gli eredi dei Carafa vendettero il Palazzo ducale alla famiglia Spagnoletti Zeuli.

Per la sua fedeltà a Ferdinando IV ottenne il titolo di Città Regia. Sotto il governo napoleonico e i regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat fu abolito il sistema feudale e soppressi molti conventi, mentre vennero aumentati i diritti elettorali.

Nel 1818 la diocesi si allargava alle città di Canosa, Minervino Murge e Montemilone, mentre la città viveva un periodo di sviluppo demografico e si espandeva al di fuori della cinta muraria.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Montegrosso (Andria).
Palazzo Ceci
I tre campanili che dominano la città
Piazza Catuma e il centro storico

Durante il Risorgimento vi ebbe sede la carbonara "Società degli Spettri" o "Tomba Centrale" e una sezione della Giovine Italia. Circa 100 uomini di Andria, guidati da Federico Priorelli e da Niccolò Montenegro, parteciparono alla spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi eletto in seguito Deputato del Regno presso il collegio elettorale di Andria[32][33][34][35]. Dopo l'annessione al Regno d'Italia il territorio fu teatro di azioni di brigantaggio: nel 1865 vi fu fucilato il capo-brigante Riccardo Colasuonno ("il Ciucciariello").

L'abolizione del latifondo e la confisca dei beni ecclesiastici diede impulso alla formazione di una borghesia terriera, sviluppando le produzioni agricole specializzate e un fiorente artigianato. Anche la città si accrebbe, vi furono edificate dimore signorili per i ceti emergenti e vi sorsero due piccole banche locali e le sedi di diversi partiti politici. Grazie allo sviluppo economico, Andria non fu particolarmente toccata dal fenomeno dell'emigrazione.

Nel 1913, il primo maggio, ad Andria viene indetta dalle classi operaie la Festa del lavoro. Da segnalare che il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentario “Grandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria" (indetta dalle classi operaie) che riprende la festa in 7 quadri, e si può - così - vedere il corteo che percorre via Cavour, via Ettore Fieramosca, piazza Vittorio Emanuele, raggiunge via Garibaldi, la piazza ed il palazzo Municipale, Porta Sant'Andrea. Nel filmato appaiono il monumento a Federico II e il panorama della Città visto dal campanile di Via Carmine.[36]

Circa 800 andriesi perirono durante il primo conflitto mondiale, questi furono ricordati nel Monumento ai Caduti all'interno del Parco della Rimembranza inaugurato nel 1930.

Quattro Podestà governarono Andria durante il Fascismo: Pasquale Cafaro, Ernesto Fuzio, l'Onorevole Consalvo Ceci e Marco Leva. Durante il regime fascista alcuni terreni (Montegrosso, Trojanelli) vennero suddivisi tra i reduci della prima guerra mondiale. Dopo l'armistizio del 1943 la città subì devastazioni da parte dei tedeschi, fino all'arrivo delle truppe alleate.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel marzo del 1946, a causa del rifiuto di una ditta locale di assumere quattro reduci, scoppiò una rivolta contadina, che vide il sequestro di alcuni proprietari terrieri e l'erezione di barricate. Ci furono scontri cruenti con le forze dell'ordine e sembrò che fosse stato trovato un accordo: ma al momento del discorso che doveva tenere il celebre sindacalista Giuseppe Di Vittorio fu sparato un colpo d'arma da fuoco, facendo rinascere i disordini: fu assaltato il palazzo della famiglia Porro, grandi proprietari terrieri della città e vennero linciate due anziane sorelle (Carolina e Luisa Porro)[37]. In seguito a tali fatti fu inviato l'esercito che riuscì a sedare la rivolta con una dura repressione. Si manifestò in quel periodo una crisi economica in seguito alla quale diversi abitanti furono costretti ad emigrare.

A partire dagli anni cinquanta si ebbe una progressiva ripresa economica, favorita dall'inaugurazione nel 1965 della linea ferroviaria Bari Nord che metteva in comunicazione Bari con i comuni del nord della provincia.

Andriapanorama.jpg

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castel del Monte e Cattedrale di Andria.
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Castel del Monte
(EN) Castel del Monte
Castel Del Monte June1997.jpg
Tipo Architettonico
Criterio C (i) (ii) (iii)
Pericolo Nessuna segnalazione
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il centro storico della città è caratterizzato da un suggestivo e fitto dedalo di vie e stretti vicoli traboccanti di monumenti di grande pregio. Fuori dal centro abitato, in cima ad una collina, è collocato Castel del Monte[27], fatto realizzare nel XIII secolo da Federico II di Svevia, con l'unica trifora rivolta verso la città; il castello, simbolo della città e di tutta la Puglia, fa parte dei patrimoni dell'umanità dichiarati dall'UNESCO[10] ed attrae un notevole flusso turistico. Castel del Monte è raffigurato sulla moneta da 1 centesimo di euro[38].

Da ricordare inoltre:

  • Palazzo Comunale. Costruito dopo il ritorno di Federico II di Svevia dalla sesta crociata, pare per volere dello stesso imperatore nel 1230, in origine era un convento Francescano. Nel 1813 un decreto di Gioacchino Napoleone Murat, Re delle due Sicilie soppresse tutti i conventi ed il palazzo divenne l'attuale sede del comune di Andria.
  • Porta S.Andrea o Arco di Federico II (XI secolo)[28]. Fu edificata all'epoca dei normanni e Federico II di ritorno dalla sesta crociata, trovando la città fedele vi fece scolpire sopra di essa le famose parole che egli dedicò alla comunità;
  • Torre dell'Orologio, costruita all'epoca di Francesco II del Balzo[39];
  • Palazzo Ducale (residenza fortificata rimaneggiata nel XVI secolo);
  • Forte di Porta Castello (XI secolo);
  • Palazzo Ceci Ginistrelli (XIX secolo);
  • Palazzo Schettini Accetta (XIX secolo)[senza fonte]
  • Le Maschere Apotropaiche;
  • Piazza Vittorio Emanuele[40] (già piazza Catuma così chiamata perché sotto di essa vi sono delle catacombe);
  • Laure Basiliane;
  • Andria sotterranea. Vecchie abitazioni risalenti al periodo medievale si snodano nei sotterranei dell'intero centro storico, si tratta di grotte o di vere e proprie stanze murate in pietra con archi e colonne (non visitabile);
  • Museo diocesiano con alcune opere di Antonio Vivarini e Tuccio di Andria;
  • Museo del Confetto "Giovanni Mucci"

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa della Beata Vergine Immacolata
  • Cattedrale (XII secolo) e la sua cripta o San Pietro in Cattedrale (VII secolo)[41]. All'interno sono custodite le reliquie di San Riccardo,la Sacra Spina di Gesù e le mogli di Federico II, Jolanda di Brienne ed Isabella d'Inghilterra[42]. Il campanile fu eretto su di una vecchia torre longobarda del (VII-VIII secolo);
  • Chiesa di San Domenico (XIV secolo) con portale rinascimentale e campanile barocco. All'interno è conservato il busto del duca Francesco II del Balzo attribuito allo scultore Francesco Laurana (1430-1502);
  • Chiesa di Sant'Agostino (XIII secolo): costruita in origine dai Cavalieri templari, la chiesa passò successivamente ai Benedettini ed infine agli Agostiniani, che la ricostruirono dopo gli assedi del 1350. Il pregevole portale gotico risale al XIV secolo, mentre l'interno è barocco;
  • Chiesa di San Nicola (XII secolo);
  • Chiesa di San Francesco ed il suo chiostro (XII secolo). Pregevole campanile del 1772;
  • Chiesa di Santa Chiara costruita intorno al 1200 in uno dei vicoli del centro storico[43];
  • Chiesa dell'Annunziata (XII secolo) con affresco della Vergine attribuibile alla scuola giottesca e altare della pietà di arte rinascimentale[44];
  • Santuario di Santa Maria dei Miracoli sviluppato su tre livelli. Il livello inferiore, la chiesa rupestre di Santa Margherita (IX secolo) è il più antico. La laura basiliana, include un'interessante sala a tre navate con decorazioni tratte dalla Genesi. In questa grotta è stata rinvenuta ed è presente tuttora l'icona bizantina della Madonna dei Miracoli[45]. Il livello medio (Tempietto) (XVI secolo) ha tre arcate in marmi policromi. Di particolare interesse la cappella della Crocifissione con bellissimi affreschi. Il livello superiore del XVIII secolo fu progettato da Cosimo Fanzago (1591-1678)[46].
  • Santa Maria Mater Gratiae costruita intorno al 1600 in seguito ad una apparizione della vergine, sorge dove un tempo c'era la cappella di San Giovanni Battista[47];
  • Santuario della Madonna dell'Altomare (1598) e laura basiliana di Santa Sofia, all'interno la scultura "La Pietà dell'Altomare" di Luigi Enzo Mattei dichiarata insieme alle sue altre opere "Patrimonio per una cultura della pace" dall'UNESCO;
  • Sant'Anna o Chiesa del Conservatorio[48];
  • Chiesa di San Bartolomeo citata in un documento del 1196 si presuppone sia sorta su di un antico tempio di Mercurio. Il vescovo Riccardo II vi trasferì dentro di essa le reliquie dei santi Erasmo e Ponziano[49];
  • Chiesa rupestre di Santa Croce (X secolo);
  • Chiesa rupestre di Cristo di Misericordia (IX secolo)[50];
  • Chiesa di Sant'Angelo de' Meli o San Micheluzzo con affresco del Cristo Pantocràtore (XIII secolo)[51];
  • Chiesa di Santa Maria di Porta Santa (XIII secolo) costruita sotto Corrado IV;
  • Chiesa di San Michele Arcangelo e San Giuseppe (1881) costruita sulla vecchia Chiesa di San Michele al Lago (XII secolo);
  • Chiesa di Santa Maria Vetere (XIII secolo);
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine;
  • Chiesa di Santa Lucia contrada Santa Lucia.
  • Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Immacolata[52]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[53]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

I cittadini stranieri residenti ad Andria sono 1.222[54], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 50 unità):

  1. Romania, 824
  2. Cina, 59
  3. Algeria, 56
  4. Tunisia, 56
  5. Marocco, 54

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Andria e Museo diocesano (Andria).

Andria è sede vescovile. La diocesi di Andria (in latino Dioecesis Andriensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2006 contava 132.000 battezzati su 138.740 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Raffaele Calabro. La diocesi comprende i comuni di Andria, Canosa di Puglia e Minervino Murge.

Si ritiene che il primo vescovo fosse un inglese, “Richardus anglicus”, scelto da papa Gelasio I (492 circa)[21].

Riccardo II vescovo di Andria presenziò al concilio Lateranense III tenutosi durante il pontificato di papa Alessandro III.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

  • Il Centro Ricerche agroalimentari Bonomo (CRB), svolge attività di ricerca applicata, con progetti nazionali e internazionali, in collaborazione con istituti universitari, enti di ricerca, consorzi e imprese private, nei seguenti settori: gestione post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli freschi, trasformazione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari, utilizzazione dei sottoprodotti e degli scarti di produzione delle aziende agroalimentari[55].

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festival internazionale Castel dei Mondi (agosto-settembre), è un festival che presenta un'anteprima a luglio ed è interamente dedicato al teatro. Per più di una settimana, nella dimora federiciana di Castel del Monte e in vari monumenti e piazze del centro storico di Andria, si svolgono spettacoli di ogni tipo e in contemporanea tra loro.
  • Fiera D'Aprile (aprile): si tiene dal 1438[56]. Celebra il ritrovamento delle ossa di San Riccardo da parte di Francesco II Del Balzo, Duca di Andria. Il Duca istituì la fiera dal 23 al 30 aprile di ogni anno[56].
  • Qoco: Concorso internazionale di cucina.
  • Biol: Concorso internazionale tra oli extravergini di oliva biologici.
  • Festival Suoni Dal Mediterraneo: Vi partecipano vari artisti folk provenienti da tutto il mondo.[senza fonte]
  • Carnevale di Andria

Persone legate ad Andria[modifica | modifica sorgente]

Storia

Musica

Scienza

Religione

Arte

Politica

Cinema e TV

Sport

Altro

  • Angelo Jannone, scrittore e docente universitario, ex colonnello dei carabinieri.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.
Andria Città dell'olio: la strada dell'olio extravergine di oliva

L'economia locale presenta un pil/abitante pari al 71% della media europea, con un tasso d'attività della popolazione residente (38%), di poco inferiore di quello regionale (38.9%) ma sottodimensionato rispetto al dato nazionale. Andria presenta un tasso di disoccupazione inferiore a quello regionale: 26% contro 29.9%; ma il più preoccupante è il dato sulla disoccupazione giovanile: 42.5%, più basso rispetto al dato regionale (54.3%). La struttura economica è caratterizzata dalla presenza importante del settore primario, dell'industria e del commercio. Andria è stata eletta dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola come una delle 22 Zone Franche Urbane[58] italiane, questo dovrebbe aiutare lo sviluppo economico per i prossimi anni grazie ad alcuni alleggerimenti fiscali a carico delle imprese nascenti.

  • Il settore primario conta numerosissime micro-imprese agricole di tipo familiare; c'è una forte frazionalizzazione e spesso la proprietà della terra è unicamente finalizzata ad integrare il reddito familiare. Sono presenti nel territorio attività di trasformazione e di lavorazione di prodotti agricoli, soprattutto per i prodotti lattieri caseari tra i quali la famosa Burrata di Andria[59], per la produzione d'olio e vini (importante presenza di vitigni autoctoni Uve di Troia). Da ricordare i marchi DOC Castel del Monte e DOP Terra di Bari. Andria fa parte dell'Associazione nazionale città dell'olio[60].
  • Per quanto riguarda l'industria, le piccole imprese sono inserite nel settore commerciale (ingrosso e dettaglio 41.1%), manifatturiero (20.6%), seguito da attività immobiliari e da costruzioni. L'industria manifatturiera e il commercio assorbono il 64.8% degli addetti, contro il 56.8% regionale; in particolare le aziende del tessile – abbigliamento costituiscono una componente importante dell'economia andriese. Il sistema calzaturiero risulta attualmente in crisi a causa della crescente competitività dai paesi asiatici. In complesso il livello d'industrializzazione tiene bene rispetto alla media regionale, con il 48.8% contro il 44.1% della Puglia.
  • Per quanto concerne l'indice di terziarizzazione, Andria è in linea con il livello regionale, 81.4% locale contro 80.9% di media regionale.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Andria è raggiungibile con l'Autostrada A14, con uscita al casello autostradale Andria-Barletta, situato a circa 1 km dalla città.

La città è servita inoltre dalla SP 231 Andriese-Coratina (ex SS 98), che collega la città con Bari e dalla SS 170 dir. A, che nel tratto in questione, di circa 10 km, ha caratteristiche di superstrada a due corsie per senso di marcia e spartitraffico centrale.

Nel novembre 2009 la Provincia di Bari ha pubblicato il bando di garaper l'ammodernamento della SP 130 "Trani-Andria".[61] Tale strada provinciale collega due dei capoluoghi della Provincia di Barletta-Andria-Trani e permette un rapido accesso alla Strada statale 16 Adriatica. Nel dicembre 2010 fu inaugurato l'ampliamento a 4 corsie della tangenziale di Andria, nel tratto compreso tra il casello autostradale di Andria-Barletta e lo svincolo con la provinciale per Trani.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La Stazione FNB di Andria

La stazione di Andria, situata in Piazza Bersaglieri d'Italia, è posta sulla ferrovia Bari-Barletta, gestita dalla Ferrotramviaria[62], che ricalca il tracciato della precedente tranvia a vapore.

Nel mese di agosto 2009 è stato pubblicato il progetto preliminare dell'interramento del tracciato ferroviario nell'abitato di Andria per la procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale, che prevede il raddoppio, velocizzazione e potenziamento nella tratta Corato-Barletta.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

La città di Andria è servita da autobus che collegano capillarmente il territorio del comune. Il servizio urbano è garantito dalla società Servizio Autolinee Urbane ASA[63].

È inoltre attivo un servizio di Bike sharing per l'uso di biciclette condivise, dotato di 12 postazioni posizionate in città.[64][65][66].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Con la nascita della cosiddetta sesta provincia pugliese, formalmente istituita l'11 giugno 2004 e operativa dal 2009, Andria condivide con le vicine città di Barletta e Trani lo status di capoluogo e ospita una parte degli uffici. La città, in particolare, è sede legale della provincia, ospita il consiglio provinciale e la presidenza provinciale, sede dell'INPS, sede della Questura (ancora da costruire), inoltre è in maniera provvisoria sede dell'Azienda sanitaria locale Asl-BT; mentre la città di Barletta è sede della Prefettura, del Comando provinciale della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate; Trani ospiterà il Comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Società Sportiva Dilettantistica Fidelis Andria.
Lo stemma dell'A.S. Fidelis Andria, storica squadra cittadina.

Il calcio ad Andria muove i primi passi nel primo dopoguerra: nel 1920 viene fondata la prima società, il cui nome è semplicemente Andria. Nel 1928 comincia l'attività agonistica della società, che cambia nome in Unione Sportiva Fascista De Pinedo e si affilia alla FIGC. Negli anni successivi varie squadre cittadine come ad esempio il Fascio Giovanile di Combattimento ed il Dopolavoro Sportivo parteciparono ai campionati di Prima Categoria facenti le veci dell'Andria. Dopo la seconda guerra mondiale, si decise di mettere ordine e di organizzare tutto il settore sotto la denominazione Associazione Sportiva Andria, che riesce a raggiungere la Serie D e a parteciparci stabilmente fino al 1978, anno in cui la squadra viene radiata dai ruoli federali a causa dei gravi incidenti accaduti nella gara Andria - Potenza.

Prende allora le veci di prima squadra cittadina l'Associazione Sportiva Fidelis Andria, che dalla Prima Divisione Pugliese in soli sei anni riesce a centrare la Serie C2 (risultato fino ad allora mai raggiunto da nessuna delle precedenti società) stabilendosi così nel professionismo e divenendo la storica squadra della città e vantando per altro sei partecipazioni in Serie B, tutte negli anni novanta. Ma nel 2005 la Fidelis fallisce e viene creata l'Associazione Sportiva Andria BAT, la quale però, dopo aver disputato diversi stagioni in Lega Pro, non presenta più l'iscrizione al campionato e viene radiata dopo soli otto anni di attività agonistica.[67]

Nel 2013, viene fondata la S.S.D. Fidelis Andria 1928, che riparte dal Campionato di Eccellenza Pugliese.[68]

Attualmente (stagione 2014-2015) milita in Serie D.[69]

Hanno inoltre sede in città altre squadre calcistiche dilettanti:

  • A.S.D. Polisportiva Virtus Andria, militante nel girone barese di terza Categoria.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

La squadra cittadina di volley è la Manzoni Sport Andria - Pallavolo Andria, fondata nel 2003 e militante nel torneo regionale di serie C dopo la splendida cavalcata culminata con la promozione nel torneo nazionale di B2 avvenuta nella stagione 2007/2008. Nella stagione 2008/2009 la salvezza in B2 e la rinuncia al torneo nazionale con l'impegno di ripartire nella stagione 2009/2010 dalla serie C.

La squadra di pallamano è l'A.S.D. Culturale Andriasveva, fondata nel 2004.

Il basket rivive un momento d'oro nella stagione agonistica 2009/2010, dopo il fallimento della Don Bosco nel 2008. Nel torneo di 1ª Divisione, infatti, vi sono la Cestistica Andria e L'Olympia Basket Andria a riportare lo sport cestistico in città. Vi è inoltre una squadra la Basket Nord Barese che comprende 3 città del nord barese, Andria, Corato e Ruvo di Puglia.

L'A.S.D Città di Andria calcio a 5, fondata nel 2010/2011 vince i play-off del campionato di C2, attualmente milita in serie C1.

La Planet Andria S.S.D. ARL[70] è una società di nuoto master creatasi grazie alla costruzione e apertura dell'impianto natatorio comunale, che partecipa ai campionati del circuito FIN supermaster.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Degli Ulivi.

Il principale stadio cittadino è lo Stadio Comunale degli Ulivi, con una capienza di circa 12.000 spettatori. Voluto dal regime Fascista fu finito di costruire nel 1949 e dopo vari interventi di ammodernamento, oggi è munito di tabellone elettronico e tribuna coperta.

Il secondo stadio cittadino è il Sant'Angelo dei Ricchi. Si caratterizza per la presenza di una pista d'atletica. Anch'esso munito di tribuna coperta.

Vi sono inoltre un palazzetto dello Sport chiamato Palasport dove oltre alla funzione sportiva sono stati organizzati numerosi concerti live, tra cui quelli delle band internazionali Deep Purple, Dream Theater, Symphony X, oltre ai concerti di numerose star italiane della musica come Claudio Baglioni, Subsonica e Tiziano Ferro.

Da ricordare infine, anche la presenza di un polivalente comunale, di una piscina comunale e di una pista di pattinaggio.

Eventi sportivi[modifica | modifica sorgente]

Dal 21 luglio al 3 agosto 2003, ad Andria si è tenuta la fase finale dell'XI FIVB World Grand Prix 2003, manifestazione sportiva di pallavolo femminile simile alla versione maschile conosciuta col nome di World League. La vittoria finale è andata alla Cina[71].

Il 5 giugno 2011, nel palasport si è tenuto l'incontro di pallavolo maschile di World League, Italia contro Cuba, che ha visto gli azzurri vittoriosi al tie-break[72].

Dal 13 al 26 giugno 1997, ad Andria si svolsero alcune gare di Pallavolo e di Calcio dei XIII Giochi del Mediterraneo organizzati a Bari.

A novembre, si tiene l'ATP Challenger Castel del Monte, un torneo internazionale di tennis giocato su campi in cemento indoor. Fa parte dell'ATP Challenger Tour.

A metà maggio di ogni anno, si tiene presso la piscina comunale "AQUA Sport" il trofeo comunale di nuoto master, che vede la partecipazione di numerose società natatorie provenienti da tutta Italia. Il trofeo è inserito nel circuito FIN supermaster.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat al 31/5/2012
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 29.
  4. ^ Dato Istat al 30/06/2013
  5. ^ Comuni pugliesi per popolazione
  6. ^ Andria diventa città, sì del Quirinale - Corriere del Mezzogiorno
  7. ^ AndriaLive.it - Adesso è ufficiale: Andria è la sede legale della sesta provincia
  8. ^ Pagina sul sito delle Città dell'olio. URL consultato il 07-05-2010.
  9. ^ Sito dei tre campanili. URL consultato il 07-05-2010.
  10. ^ a b c d UNESCO
  11. ^ “TreninAndria – tra storia e natura”: La dolina carsica del Gurgo.
  12. ^ Grotta della Trimoggia sul sito della Proloco. URL consultato il 07-05-2010.
  13. ^ Storia del Gurgo. URL consultato il 07-05-2010.
  14. ^ Gurgo e Ciappetta Camaggio. URL consultato il 07-05-2010.
  15. ^ Parco Nazionale dell'Alta Murgia
  16. ^ http://www.biopuglia.iamb.it/agroecologia/web2658.htm
  17. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  18. ^ Stemma Comune di Andria, comuni-italiani.it.
  19. ^ Querce di Andria
  20. ^ Siti unesco
  21. ^ a b Informazione proveniente dal sito ufficiale della diocesi, la Catholic Encyclopedia del 1917 riporta che tradizionalmente Riccardo è datato al tempo di papa Gelasio I (492 circa)
  22. ^ Proloco Andria
  23. ^ Cinnamo, pp. 138, 5-146, 17.
  24. ^ Fonte: Giovanni Cinnamo
  25. ^ (EN) The history of the tyrants of Sicily by "Hugo Falcandus," 1154-69, Ugo Falcando, G. A. Loud, Thomas E. J. Wiedemann, Manchester University Press (1998). ISBN 0-7190-5435-4
  26. ^ Guglielmo I detto il Malo
  27. ^ a b c Castel del Monte
  28. ^ a b Porta sant'Andrea
  29. ^ Nel 1343 la regina Giovanna I aveva sposato Andrea, fratello di Luigi I d'Ungheria, strangolato nella notte del 18 settembre 1345.
  30. ^ Fiera d'Aprile
  31. ^ Baux 3
  32. ^ Andria
  33. ^ Andria - Emgoing
  34. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Garibaldi parlamentare eletto da lucani e pugliesi
  35. ^ 150º ANNIVERSARIO UNITA' D'ITALIA: DOMANI 'ANDRIA RICORDA GARIBALDI' - Comune di Andria
  36. ^ FILMATO STORICO ANDRIA 1913 - YouTube
  37. ^ Le sorelle Porro
  38. ^ a b European Central Bank
  39. ^ Monumenti Andria
  40. ^ Piazza Catuma
  41. ^ Andria: cripta della Cattedrale
  42. ^ Proloco Andria - Chiese
  43. ^ Chiesa di Santa Chiara di Andria - guida e informazioni su: Chiesa di Santa Chiara
  44. ^ Annunziata, chiesa del prodigio della Vergine | Il Domani Andriese – Giornale on line della città di Andria
  45. ^ Grotta S. Margherita e il suo percorso di purificazione | Il Domani Andriese – Giornale on line della città di Andria
  46. ^ : Associazione Turistica Pro Loco - Andria (BA) - I santuari:
  47. ^ Andria: chiesa Mater Gratiae
  48. ^ Andria: Sant'Anna o chiesa del Conservatorio
  49. ^ Andria: San Bartolomeo
  50. ^ Gesù misericordia, chiesa della speranza del Signore | Il Domani Andriese – Giornale on line della città di Andria
  51. ^ Andria: Sant'Angelo de' Meli o San Micheluzzo
  52. ^ Chiesa della Beata Vergine Immacolata, www.chieseitaliane.chiesacattolica.it
  53. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  54. ^ Dato Istat al 31/12/2009
  55. ^ :: Centro Ricerche Bonomo:: Il Centro
  56. ^ a b Fiera d'Aprile 2008
  57. ^ Jannuzzi
  58. ^ Zone Franche Urbane
  59. ^ Burrata di Andria
  60. ^ città dell'olio
  61. ^ Andrialive.it - Il primo giornale telematico della città di Andria | Più vita in comune
  62. ^ Ferrovienordbarese
  63. ^ Servizio Autolinee Urbane
  64. ^ Andria in bici: attivato il servizio di Bike Sharing | Video Andria.com - Notizie su Andria, Cronaca, Politica, Sport
  65. ^ Bicincittà - Informazioni sul comune - ANDRIA
  66. ^ Bicincittà - Mappa della città - ANDRIA
  67. ^ Lega Pro
  68. ^ AndriaLive
  69. ^ AndriaLive
  70. ^ FIN Puglia | Società | PLANET ANDRIA S.S.D. ARL
  71. ^ Press Info
  72. ^ World League, ancora Italia!, Ma stavolta servono 5 set - La Gazzetta dello Sport

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Riccardo Loconte, Andria la mia città, Andria, Mezzine, 1972
  • Riccardo D'Urso, Storia della città di Andria dalla sua origine sino al corrente anno 1841, Napoli, Tipografia Varana, 1841
  • Michele Lomolino,Album di una comunità - Andria 1861-1946. Sveva Coop. editoriale. 1987
  • Pietro Petrarolo, Andria dalle origini ai tempi nostri, Andria, Sveva Edizioni, 1990
  • Beatrice A. Cestari, Le edicole sacre di Andria. Sveva editrice. 1994 (ristampa 2001)
  • Michele Palumbo, Andria Giacobina - Il significato e i fatti del 23 Marzo 1799. Sveva Editrice. 1999
  • AA.VV., La Sacra Spina di Andria e le reliquie della Corone di Spine. Schena editore. 2005
  • di Franco da Catania Giovanni, Di Santa Maria De' Miracoli d'Andria, Napoli, Tarquinio Longo, 1606; ristampa anastatica, Bari, Wip Edizioni, 2010
  • Antonello del Balzo di Presenzano, A l'hasar Bautezar! I del Balzo ed il loro tempo, Napoli, Arte Tipografica, 2003
  • Giovanni Cinnamo, Cronaca, XII secolo
  • Matteo Ieva, "Canosa. Dal territorio al castello", Adda 2003

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