Datura stramonium

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Stramonio
Datura stramonium 2000.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Solanales
Famiglia Solanaceae
Genere Datura
Specie D. stramonium
Nomenclatura binomiale
Datura stramonium
L.
Nomi comuni

Stramonio, erba del diavolo,
erba delle streghe, indormia,
noce spinosa, noce puzza,
noce del diavolo, mela delle spine,
noce velenosa

Lo stramonio comune (Datura stramonium L.) è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Solanacee (Angiosperme Dicotiledoni).
Come altre specie del genere Datura (Datura inoxia, Datura metel etc.) è una pianta altamente velenosa a causa dell'elevata concentrazione di potenti alcaloidi, presenti in tutti i distretti della pianta e principalmente nei semi.

illustrazione di D.stramonium.
Datura stramonium

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Pianta erbacea a ciclo annuale, presenta una radice a fittone, fusiforme, e un fusto eretto, con biforcazioni ramose e altezza che può raggiungere anche i due metri.
Le foglie sono semplici e alterne, di grandi dimensioni, picciolate, con lamina ovale, base asimmetrica e margine dentato-frastagliato.
I fiori sono ermafroditi, lunghi fino a 10 cm e solitari, presenti nelle zone terminali e nelle ascelle dei vari rami. Il calice è di forma allungata e composto da 5 sepali a lobi saldati; da questa si sviluppa una corolla bianca, a volte con sfumature violacee, di forma tubulare, a 5 petali saldati, acuminati e pieghettati. L'androceo è composto da 5 stami, il gineceo da un pistillo con ovario supero, bi-carpellare e biloculare, munito di stilo unico e stimma bifido.

La fioritura avviene tra luglio ed ottobre; i fiori rimangono chiusi durante il giorno per poi aprirsi completamente la notte, emanando un intenso e penetrante odore che attira le farfalle notturne; l'impollinazione è infatti entomofila (tramite insetti pronubi).
Il frutto è una capsula globosa, divisa in 4 logge, della grandezza di una noce ed irta di spine (da qui il nome di noce spinosa); al suo interno si trovano numerosi semi neri e reniformi, lunghi circa 3 mm.

Habitat e distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Lo stramonio cresce nelle regioni sub-tropicali e nei climi temperati ed è diffuso in America, Asia ed Europa. La sua origine è incerta e le sue proprietà erano già conosciute dagli indigeni sia del Nuovo che del Vecchio Mondo. In Italia, questa specie si trova naturalizzata in tutte le regioni, dalle pianure alle zone sub-montane, dove cresce sporadica negli incolti, vicino ai ruderi e nei margini delle strade.

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

I nomi erba del diavolo ed erba delle streghe si riferiscono alle sue proprietà narcotiche, sedative ed allucinogene, utilizzate sia a scopo terapeutico che nei rituali magico-spirituali dagli sciamani di molte tribù indiane. Contiene infatti, gli alcaloidi allucinogeni scopolamina e atropina[1]. L'uso della Datura stramonium per questo tipo di finalità è estremamente pericoloso in quanto la dose attiva di alcaloidi allucinogeni è molto vicina alla dose tossica. Della pianta vengono mangiati i semi o i fiori, talvolta utilizzati assieme alle foglie in forma di tisana.

Usi della Datura stramonium[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Scopolamina

Tutta la pianta è estremamente velenosa per via dell'alto contenuto di alcaloidi che variano in concentrazione ed in tossicità nelle diverse parti della pianta (radice, fiori, fusti, foglie e semi) e nelle diverse stagioni nonché da esemplare a esemplare. In tempi remoti veniva spesso usata per il suicidio e l'omicidio. L'exitus avviene tramite la paralisi della muscolatura respiratoria. Venivano usate le foglie, per alleviare l'asma bronchiale, sotto forma di sigarette contenenti anche altre erbe medicinali; finché non furono evidenti gli effetti collaterali e la dipendenza che i pazienti subivano inevitabilmente fumando tutti i giorni tali sigarette.[senza fonte][1]

Le concentrazioni degli alcaloidi variano parecchio da pianta a pianta (foglia 0.1 - 0.65%, seme 0.4 - 0.6%). Questo rende difficile la produzione di tinture normate ed affidabili per scopi terapeutici. In passato il problema veniva risolto con autoesperimento per ogni lotto di tintura prodotta, che poi non si vendeva ma veniva usata esclusivamente per i propri pazienti. Il seme è composto da:

Uso etnico indoeuropeo[modifica | modifica sorgente]

Gli usi della Datura stramonium nella tradizione indoeuropea, secondo quanto riportato da Pierre Derlon[2][3][4], erano i più vari:

« Quando dopo lunghe ricerche e discussioni il capo si decideva finalmente per un campo di sosta adatto per i giorni seguenti, lo circondava, buttando il seme della toloche come linea di demarcazione »

Certi etnologhi spiegano con questo rituale la divulgazione della Datura stramonium sui terreni ruderali.

« Quando era presente in una grande festa della tribù un "kaku" (saggio) di buon umore, dava nel vino un po' di semi pestati della toloche »
« Ai bambini che del terrore notturno non potevano trovar sonno e piagnucolavano senza sosta, la "guaritrice" della tribù applicava una supposta di un pezzo di foglia grande come la metà di un francobollo »

Un metodo drastico ma efficace e senza rischio, perché applicata dalla guaritrice (mai da un profano), che conosceva a fondo le particolarità individuali dei suoi pazienti e, quindi, quando applicarla e quando no.

« Agli adulti in profonda depressione, la guaritrice preparava una pozione: 12 semi di toloche schiacciati nel mortaio, bagnati con una goccia di succo di limone (o aceto) e poi coperto con un bicchiere di vino rosso una volta al giorno »

Gli alcaloidi euforizzanti della datura pare mitighino lo stato depressivo. Da osservare lo schiacciare e bagnare con acido, che libera dai semi gli alcaloidi, e la combinazione con l'alcool.

« Alle persone con il respiro sibilante (asma), la guaritrice preparava le sigarette composte metà da tabacco e metà da foglia di toloche. In un attacco bastava qualche tiro »

Certi alcaloidi della datura causano un blocco sui recettori muscarinici della muscolatura respiratoria, causando broncodilatazione per cessazione della costrizione mediata da questi stessi recettori. Quindi, l'inalazione di queste sostanze rilassa la muscolatura dei bronchi, facendo cessare, così, l'attacco asmatico.

Uso in medicina popolare[modifica | modifica sorgente]

In medicina popolare, la datura veniva usata solo contro l'asma con una preparazione da vecchia tradizione farmaceutica:

Giiusciamina
Rp. Asma bronchiale
Tinct. Ephedrae 30 simpatotonico
Tinct. Lobeliae 30 approfondisce il respiro per maggiore espirazione
Tinct. Daturae stram. 10 spasmolitico della muscolatura respiratoria
Tinct. Petasitides ad 100 spasmolitico generale
D.S. 1-5 ml/dì. Questo è un medicamento/rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista. (vedi anche ricetta medica magistrale)

Oggi l'uso della datura in medicina popolare è quasi sparito. La tintura, infatti, non figura più nelle farmacopee e gli esperti nell'usarla si estinguono. Inoltre, la farmacologia moderna ci offre rimedi meno "rischiosi" ed alla portata di tutti.

Uso in fitoterapia moderna[modifica | modifica sorgente]

Sterolo della Datura stramonium

In fitoterapia vengono ancora utilizzate due applicazioni:

  • in paralisi agitans ed altre forme di tremor come la sindrome di Parkinson, tremor senescente, altre ipercinesie. Gli effetti (sintomatici, non curativi) sono buoni. Si usa la tinctura, inizialmente 15 gtt./dì aumentando man mano fino a 40-60 gtt./dì.
  • contro l'asma bronchiale in forma di affumigature e tinture simili a quella citata sotto "uso in medicina popolare".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b stramonio,Datura stramonium-Erboristeria Dulcamara-tavola botanica stramonio
  2. ^ (FR) Pierre Derlon, Traditions occultes des gitans, Editions Robert Laffont, Paris (1975)
  3. ^ (FR) Pierre Derlon, Secrets Oubliés des dernier Initiés Gitans, Editions Robert Laffont, Paris (1977)
  4. ^ (FR) Pierre Derlon, La Médecine Secrète des Gens du Voyage, Editions Robert Laffont, Paris (1978)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Hiller K. Melzig M.F., Lexikon der Arzneipflanzen und Drogen, Spektrum akademischer Verlag (2003); ISBN 3827414997
  • (DE) Fintelman V. Weiss R., Lehrbuch der Phytotherapie, Hippokrates (2002); ISBN 3-8304-5243-8
  • De Maleissye Jean, Storia dei veleni. Da Socrate ai giorni nostri, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-6288-019-0.
  • Carlos Castaneda, Gli insegnamenti di Don Juan

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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