Circe

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Circe in un quadro di John William Waterhouse (1849-1917)

Circe è una figura della mitologia greca. È una maga che compare nell'Odissea (libro X, XI e XII) di Omero e nelle leggende degli Argonauti.

Circe vive nell'isola di Eea ed è figlia di Elio e di Perseide e sorella di Eete re della Colchide e di Pasifae, moglie di Minosse.

Ulisse, dopo aver visitato il paese dei Lestrigoni, risalendo la costa italiana, giunge all'isola di Eeana. L'isola, coperta da fitta vegetazione, sembra disabitata e Ulisse invia in ricognizione parte del suo equipaggio al comando di Euriloco. In una vallata gli uomini scoprono un palazzo dal quale risuona una voce melodiosa. Tutti gli uomini, con l'eccezione di Euriloco, entrano nel palazzo, e vengono bene accolti dalla padrona, che altro non è che la maga Circe. Gli uomini vengono invitati a partecipare ad un banchetto ma, non appena assaggiate le vivande, vengono trasformati in maiali (oppure si dice che i maiali li abbia partoriti), leoni, cani, a seconda del proprio carattere e della propria natura. Subito dopo Circe li spinge verso le stalle e li rinchiude.

Euriloco torna velocemente alla nave e racconta ad Ulisse quanto accaduto; Ulisse decide di andare dalla maga per tentare di salvare i compagni. Dirigendosi verso il palazzo, incontra il dio Ermes, che gli svela il segreto per rimanere immune agli incantesimi di Circe: se mischierà in ciò che Circe gli offre da bere un'erba magica chiamata moly, non subirà alcuna trasformazione.

Ulisse raggiunge la maga, la quale gli offre da bere come aveva fatto con i suoi compagni; ma Ulisse, avendo avuto la precauzione di mescolare il moly con la bevanda, non si trasforma in animale. Ulisse minaccia di uccidere Circe e questa riconosce la propria sconfitta e ridà forma umana ai suoi compagni ed anche a tutti gli altri tramutati in bestie feroci.

Ulisse passa con lei un anno, avendo dalla maga un figlio, Telegono e, forse, anche una figlia chiamata Cassifone.

Ulisse è costretto a cedere ai desideri dei suoi compagni, che vogliono tornare a casa, e chiede a Circe la strada migliore per il ritorno: la maga gli consiglia di visitare gli inferi e di consultare l'ombra dell'indovino Tiresia, quindi Ulisse riparte con la sua nave.

Nell'episodio dell'Odissea, sono presenti molte scene tipiche ed epiteti. Infatti questi erano utilizzati dagli aedi per ricordare più facilmente il poema, sempre narrato oralmente, fin quando il tiranno Pisistrato non volle metterlo per iscritto insieme all'Iliade.

Molti elementi rendono magico e fantasioso l'episodio in questione, distinguendolo dagli altri (come la presenza di animali feroci che scodinzolano, o la strega che diventa fata d'incanto). Alla fine Ulisse, non più spinto come alla grotta di Polifemo, dalla curiosità, ma dal dovere di salvare i suoi compagni, riesce a calmare nuovamente le acque, anche se saranno proprio queste ultime la causa della tanta sofferenza, poiché renderanno sempre più tortuoso, con l'aiuto del dio Poseidone, il ritorno (in greco Nostos) dell'eroe ad Itaca, dall'amata e fedele moglie Penelope.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali