Ermes

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Ermes
Ermes con Dioniso, opera di Prassitele
Ermes con Dioniso, opera di Prassitele
Nome originale (GRC) Ἑρμῆς
Attributi caduceo, cappello e sandali alati
Gruppo Olimpi
Mitologia Greca
Iconografia
Simboli caduceo
Protettore di viandanti, vagabondi e ladri
Parentele
Genitori Zeus e Maia

Ermes, Hermes (in greco antico Ἑρμῆς) è una divinità della mitologia greca e della religione greca. Svolge il ruolo di messaggero degli dèi. Figlio di Zeus e della Pleiade Maia, è uno dei dodici dèi Olimpi.

I suoi simboli erano il gallo e la tartaruga ma era chiaramente riconoscibile anche per il suo borsellino, i suoi sandali e cappello alati ed il bastone da messaggero, il kerykeion.

Nella mitologia romana il corrispondente di Hermes fu Mercurio che, sebbene fosse un dio di derivazione etrusca, possedeva molte caratteristiche simili a lui, come essere il dio dei commerci.

Etimologia del nome[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazione di una cerimonia per la consacrazione di un'erma (Fedor Bronnikov, XIX secolo).

Dal 1848, quando Karl Otfried Müller ne fornì una dimostrazione[1], si credeva che il nome Hermes derivasse dalla parola greca herma (greco ἕρμα), che identifica un tipo di pilastro quadrato o rettangolare decorato in alto con una testa (generalmente barbuta) di Hermes ed in basso con la raffigurazione di genitali maschili durante l'erezione. Negli ultimi anni però, la scoperta della precedente presenza del dio anche nel pantheon miceneo, testimoniata dalle iscrizioni in scrittura Lineare B ritrovate a Pilo ed a Cnosso che riportano "Hermes Aroia" (Hermes ariete), hanno fatto propendere per l'opinione opposta, ovvero che dal dio il nome sia passato alla rappresentazione in forma di pilastro. In ogni caso l'associazione con questo tipo di costruzioni — usate ad Atene con scopi apotropaici e in tutta la Grecia per segnare le strade e i confini — ha fatto sì che Hermes diventasse il dio protettore dei viaggi fatti via terra.

Il culto di Ermes[modifica | modifica sorgente]

Templi dedicati ad Hermes erano diffusi in tutta la Grecia, ma il centro più importante dove veniva praticato il suo culto era Feneo in Arcadia dove si tenevano le celebrazioni in suo onore chiamate "Hermoea".

Sarpedonte portato da Hypnos e Thanatos osservati da Hermes. Lato A del cosiddetto cratere di Eufronio, ca. 515 a.C.

Il dio Ermes rivestiva il ruolo di psicopompo, cioè accompagnatore dello spirito dei morti, che aiuta a trovare la via per il mondo sotterraneo dell'aldilà, ed uno dei pochi che può frequentare gli inferi. Nell'Inno omerico a Demetra, Ermes riporta Persefone sana e salva da sua madre Demetra. Ermes accompagna nell'oltretomba le anime dei pretendenti di Penelope uccisi da Odisseo[2] ed anche lo spettro di Dario I di Persia nella tragedia I Persiani[3].

Per gli antichi Greci infatti in Ermes si incarnava lo spirito del passaggio e dell'attraversamento: ritenevano che il dio si manifestasse in qualsiasi tipo di scambio, trasferimento, violazione, superamento, mutamento, transito, tutti concetti che rimandano in qualche modo ad un passaggio da un luogo, o da uno stato, all'altro. Questo spiega il suo essere messo in relazione con i cambiamenti della sorte dell'uomo, con lo scambio di beni, con i colloqui e lo scambio di informazioni consueti nel commercio nonché, ovviamente con il passaggio dalla vita a ciò che viene dopo di essa.

L'Inno omerico ad Hermes lo invoca come: dalle molte risorse (polùtropos), gentilmente astuto, predone, guida di mandrie, apportatore di sogni, osservatore notturno, ladro ai cancelli, che fece in fretta a mostrare le sue imprese tra le dee immortali".[4] Hermes funge anche da interprete, svolgendo il ruolo di messaggero da parte degli dei presso gli uomini, un compito che divide con Iris. Da Hermes deriva la parola ermeneutica, ovvero l'arte di interpretare i significati nascosti. In greco un uomo fortunato veniva chiamato "hermaion".

La figura di Ermes come inventore del fuoco[5] può essere accostata a quella di Prometeo. Si credeva che Hermes, oltre alla siringa e alla lira, avesse inventato anche molti tipi di competizioni sportive e la pratica del pugilato: per questo era considerato il protettore degli atleti. Vari esperti di mitologia contemporanei hanno nei loro scritti messo Hermes in relazione con divinità imbroglione e ingannatrici presenti in altre culture.

Ermes è anche il dio degli oratori, della letteratura, dei poeti, dell'atletica, delle invenzioni, e del commercio in generale[6] nonché, nella teologia greca, rappresentante del lógos (λόγος, ragione o parola)[7].

Platone fa sostenere anche a Socrate che si 'dice' che: «Ermes è dio interprete, messaggero, ladro, ingannatore nei discorsi e pratico degli affari, in quanto esperto nell'uso della parola; suo figlio è il logos»[8], pur ritenendo che in realtà di questi dèi non sappiamo nulla[9].

« Si tramanda che il loro capo sia Ermete, significando che bisogna compiere atti graditi con raziocinio, e non a caso, bensì verso quanti ne sono degni; infatti, chi sia stato trattato con ingratitudine diviene più restio a compiere benefici. Ora si dà il caso che Ermete sia il lógos, che gli dèi inviarono a noi dal cielo, facendo della razionalità una prerogativa esclusiva degli uomini, tra le creature che vivono sulla terra, il che essi ritennero di gran lunga eminente su tutto il resto. E ha preso nome dell'occuparsi di parlare (mésthain ereîn) ossia di dire légein, oppure del fatto di essere nostro presidio (éryma) e, per così dire, nostra fortezza. »
(Lucio Anneo Cornuto. Compendio di Teologia greca. XVI)

Questa caratteristica teologica è derivata dalla sua precedente interpretazione mitica come Dio dei confini e dei viaggiatori, dei pastori e dei mandriani, degli oratori e dei poeti, della letteratura, dell'atletica, dei pesi e delle misure, del commercio e dell'astuzia caratteristica di ladri e bugiardi.[10]

Ermes nella mitologia[modifica | modifica sorgente]

La nascita di Ermes[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Inni omerici.

Il dio Ermes nasce in una grotta del monte Cillene, dove la madre Maia, figlia del Titano Atlante si univa con il Re degli Dei Zeus all'insaputa della dea Era.

Il piccolo Ermes fu un bambino molto precoce: nel suo primo giorno di vita inventò la lira, e la notte stessa riuscì a rubare la mandria immortale di Apollo, nascondendola e cancellandone le tracce. Quando Apollo accusò Hermes del furto Maia lo difese dicendo che non poteva essere stato lui, dato che aveva trascorso con lei tutta la notte. Tuttavia intervenne Zeus che disse che in realtà Hermes aveva effettivamente rubato la mandria e doveva restituirla. Mentre discuteva con Apollo, Hermes cominciò a suonare la sua lira: il suono del nuovo strumento piacque così tanto ad Apollo che, in cambio di esso, accettò che Hermes si tenesse la mandria rubata.

Perseo[modifica | modifica sorgente]

Ermes aiutò Perseo ad uccidere la gorgone Medusa dandogli i suoi sandali alati e il falcetto di Zeus. Diede a Perseo anche l'elmo di Ade che aveva il potere di rendere invisibili, consigliandogli di usarlo per non farsi vedere dalle immortali sorelle di Medusa. Anche Atena fornì il proprio aiuto a Perseo, prestandogli il suo scudo lucente.

Prometeo[modifica | modifica sorgente]

Nell'antica tragedia Prometeo incatenato - attribuita ad Eschilo – Zeus invia Hermes a discutere con l'incatenato titano di una profezia fatta da Prometeo stesso che diceva che Zeus sarebbe stato rovesciato dal suo trono. Hermes rimprovera Prometeo, lo consiglia di parlare e gli dice che è irragionevole voler prolungare la sua tortura, ma Prometeo si rifiuta di spiegare la propria profezia.

L'Iliade[modifica | modifica sorgente]

Particolare di un vaso a figure rosse (circa 480-470 a.C.) che raffigura Achille, Priamo, Ermes e Odisseo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Iliade.

Dopo che Zeus impone agli dei di partecipare direttamente alla Guerra di Troia, Ermes si schiera dalla parte degli Achei[11].

Nonostante ciò, Ermes protegge il re di Troia Priamo quando questi entra nell'accampamento acheo per chiedere che gli fosse restituito il corpo del figlio Ettore per dargli i funerali.

L'Odissea[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Odissea.

Dopo il concilio degli dei dove viene deciso che Odisseo può ritornare a casa, il dio Ermes viene inviato a chiedere a Calipso di lasciare andare il re di Itaca dall'isola di Ogigia[12].

Odisseo stesso racconta ad Alcinoo che sull'isola di Eea il dio Ermes si offre di aiutare il re di Itaca dandogli un'erba detta Moly utile come antidoto contro l'effetto delle pozioni di Circe[13].

Dopo la strage dei pretendenti, Ermes accompagna le loro anime nell'oltretomba[2].

La discendenza di Hermes[modifica | modifica sorgente]

Hermes Logios - Copia marmorea romana di un originale greco del V secolo a.C. forse attribuibile a Fidia

Pan[modifica | modifica sorgente]

Pan, il dio della natura, delle selve, dei pastori e delle greggi dall'aspetto di un satiro, era considerato figlio di Hermes e della ninfa Driope. Nell'Inno Omerico a Pan, dopo averlo partorito la madre di Pan fuggì via dal neonato spaventata dal suo aspetto.

Ermafrodito[modifica | modifica sorgente]

Ermafrodito era figlio di Hermes e di Afrodite. Fu trasformato in un ermafrodito quando gli dèi concessero alla lettera a lui e alla ninfa Salmace di non separarsi mai.

Priapo[modifica | modifica sorgente]

Il dio Priapo era figlio di Hermes e Afrodite. Attraverso la figura di Priapo si perpetua il ricordo dell'origine di Hermes come divinità fallica. Secondo fonti diverse, Priapo era invece figlio non di Hermes ma di Dioniso.

Eros[modifica | modifica sorgente]

Secondo alcune fonti il malizioso dio alato dell'amore Eros, figlio di Afrodite, era stato concepito con Hermes, anche se la paternità è stata attribuita anche ad altri dei come Ares ed Efesto. La Teogonia di Esiodo afferma che Eros era nato dal nulla e la sua venuta al mondo era precedente agli dèi. Nella mitologia romana Eros prese il nome di Cupido.

Tyche[modifica | modifica sorgente]

La dea della fortuna Tyche (in greco Τύχη) o Fortuna, secondo alcune leggende era figlia di Hermes e Afrodite.

Abdero[modifica | modifica sorgente]

Abdero fu un figlio di Hermes che finì divorato dalle cavalle di Diomede quando accompagnò Eracle a compiere la sua impresa.

Autolico[modifica | modifica sorgente]

Autolico, il principe dei ladri, era figlio di Hermes e fu il nonno di Odisseo.

Elenco completo delle amanti e dei figli di Hermes[modifica | modifica sorgente]

Ermes, copia romana di un'opera bronzea di Lisippo (Louvre)
  1. Aglauro - Sacerdotessa di Atena
    1. Eumolpo - Grande guerriero
  2. Antianira - Amazzone
    1. Echione Argonauti
    2. Erito Argonauti
  3. Apemosine - Principessa Cretese
  4. Afrodite
    1. Eros (secondo alcune leggende)
    2. Eunomia
    3. Ermafrodito
    4. Peito
    5. Priapo (secondo alcune leggende)
    6. Rodio
    7. Tyche
    8. Feneo
  5. Carmenti - Ninfa dell'Arcadia
    1. Evandro - Fondatore del Lazio
  6. Chione - Principessa Focese
    1. Autolico - Ladro
  7. Dafnide - Ninfa siciliana
    1. Dafni - Poeta agreste
  8. Driope - Ninfa dell'Arcadia
    1. Pan - Divinità agreste
  9. Eupolomia - Principessa della Ftia
    1. Etalide - Messaggero degli Argonauti
  10. Erse - Sacerdotessa di Atena
    1. Cefalo - Cacciatore
    2. Cervice - araldo dei misteri eleusini
  11. Croco - Morì e si trasformò nel fiore omonimo
  12. Pandroso - Sacerdotessa di Atena
    1. Ceryx - Messaggero di Eleusi
  13. Peito - Dea della persuasione, Secondo Nonno la moglie di Hermes
  14. Penelope - Ninfa dell'Arcadia (secondo alcune leggende la moglie di Odisseo)
    1. Pan - (Secondo una leggenda)
  15. Persefone - (secondo una leggenda)
  16. Teobula - Principessa di Elea
    1. Mirtilo - Auriga
  17. Nato dall'urina di Hermes, Zeus e Poseidone
    1. Orione - Gigante cacciatore (secondo una leggenda)
  18. Da madre sconosciuta
    1. Abdero - Scudiero di Eracle

Iconografia di Hermes[modifica | modifica sorgente]

Nelle epoche più antiche, l'iconografia di Hermes era piuttosto diversa da quella adottata nel periodo classico: era immaginato come un dio più anziano, barbuto e dotato di un fallo di notevoli dimensioni ma, nel VI secolo a.C. la sua figura fu rielaborata e trasformata in quella di un giovane dall'aspetto atletico. Le statue di Hermes ritratto con il suo nuovo aspetto furono diffusamente sistemate negli stadi e ginnasi di tutta la Grecia.

In epoca classica Hermes era solitamente ritratto mentre indossava un cappello da viaggiatore dall'ampia tesa oppure il petaso, il caratteristico cappello alato. Calzava un paio di sandali anch'essi alati, i talari e portava il bastone da messaggero tipico della cultura orientale – o il caduceo attorno al quale sono intrecciati due serpenti, o il "kerykeion", sopra al quale si trova un simbolo simile a quello usato in astrologia per il segno del toro. Indossava abiti semplici, da viaggiatore, lavoratore o pastore. Spesso era rappresentato o ricordato inserendo nelle opere d'arte i suoi tipici simboli, la borsa, il gallo o la tartaruga. Quando era rappresentato nella sua accezione di "Hermes Logios", ovvero il simbolo della divina eloquenza, generalmente teneva un braccio alzato in un gesto che accentuava l'enfasi dell'orazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ K.O. Müller, Handbuch der Archäologie (Manuale di archeologia) 1848.
  2. ^ a b Omero, Odissea Libro XXIV vv. 1-10
  3. ^ Eschilo, I Persiani
  4. ^ "Inno ad Hermes 13. La parola polùtropos (dalle molte risorse, ingegnoso, abile a trovare stratagemmi) è usata anche per descrivere Odisseo nel primo verso dell'Odissea.
  5. ^ Inni omerici "(versi 105, 108-10)
  6. ^ Walter Burkert, Greek Religion, 1985, section III.2.8.
  7. ^
    « Ermete è il dio del λόγος (parola, ragione) interprete e messaggero di Zeus. Nell'allegoresi soprattutto stoica, come in ambito gnostico, è identificato con il λόγος: Platone, Crat., 407, Cornuto 16 [...]. »
    (Ilaria Ramelli. Enciclopedia filosofica, vol.4. Milano, Bompiani, pag. 3558)
  8. ^ Platone, Cratilo, 407e-408d.
  9. ^
    « Ma questi dèi sono proprio quelli di cui Platone credeva di dimostrare l'esistenza? Abbiamo ragione di dubitarne. Nel Cratilo fa dire a Socrate che non sappiamo niente di questi dèi, neppure i loro veri nomi »
    (Eric Dodds. I greci e l'irrazionale. Milano, Rizzoli, 2009 pag.272)
  10. ^ W. Burkert, Greek Religion (la religione Greca) 1985 sezione III.2.8; "Hermes." (EN) Enciclopedia Mitica da Encyclopedia Mythica Online. Aggiornata al 4 ottobre 2006.
  11. ^ Omero, Iliade Libro XX
  12. ^ Omero, Odissea Libro V
  13. ^ Omero, Odissea Libro X

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Walter Burkert, 1985. Greek Religion (La religione Greca) (Harvard University Press)
  • Kerenyi, Karl, 1944. Hermes der Seelenführer (Hermes, il conduttore di anime).
  • Ventris, Michael and Chadwick, John (1956). Documents in Mycenaean Greek. (Documenti in lingua Greco-Micenea) Second edition (1974). (Cambridge UP) ISBN 0-521-08558-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Zeus · Poseidone · Ares · Efesto · Apollo · Ermes · Dioniso
Era · Atena · Demetra · Afrodite · Artemide · Estia (successivamente sostituita da Dioniso)
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