Temi

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Statua di Temi, Università di Chuo, Giappone

Temi (o Themis) è una figura della mitologia greca. Secondo Esiodo Temi era una titanide, figlia di Urano e Gea, e fu una delle spose di Zeus.

Temi generò le Stagioni (che erano chiamate Ore), le Moire (chiamate anche Parche) e Astrea. Secondo altre versioni del mito, Temi fu anche madre di Prometeo.[1]

Il significato del nome Temi è "irremovibile", e forse per questo motivo questa figura mitologica fu considerata non tanto una dea, quanto la personificazione dell'ordine, della giustizia e del diritto, tanto che si usava invocarla nel momento in cui qualcuno doveva prestare un giuramento.

In alcuni casi, Temi è stata anche identificata con la madre Gea.

Secondo altri miti, ella era la padrona dell'oracolo di Delfi, prima che Apollo nascesse. Ovidio[2] narra, appunto, l'oscuro responso dato da lei a Deucalione e Pirra che indicava ai due di lanciare dietro di loro le ossa della loro madre. Essi comprendono allora che l'oracolo si riferisce alla Terra (Gea) ed allora gettano pietre dietro la loro schiena, e queste non appena toccano terra si mutano in persone.

Dante Alighieri nomina la dea nel Purgatorio nel famoso canto XXXIII, dove è citata per la sua nebulosa profezia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eschilo, Prometeo incatenato, vv. 18 e 209. Secondo Esiodo la madre di Prometeo è Climene.
  2. ^ Ovidio, Metamorfosi, I,347-415

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