Efesto

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Efesto (in greco, attico: Ἥφαιστος, Héphaistos, dorico: Ἇφαιστος, Áphaistos) nella mitologia greca è il dio del fuoco, della tecnologia, dell'ingegneria, della scultura e della metallurgia.

Era adorato in tutte le città della Grecia in cui si trovassero attività artigianali, ma specialmente ad Atene. Nell'Iliade, Omero racconta di come Efesto fosse brutto e di cattivo carattere, ma con una grande forza nei muscoli delle braccia e delle spalle, per cui tutto ciò che faceva era di un'impareggiabile perfezione.

Nonostante la tradizione antica indicasse che la sua fucina si trovasse sull'isola di Lemnos, i coloni greci che erano andati a popolare la Sicilia presero ben presto ad identificare Efesto con il dio Adranòs, che i miti della zona collocavano sull'Etna, venerato nella città di Adranòn, l'odierna Adrano, e con Vulcano, collegato alle Isole Lipari: queste suggestioni fecero sì che la sua fucina nei versi di aedi e poeti venisse spostata in questi luoghi. Eliano parla del culto di Efesto nella città di Etna (Inessa), specificando che il tempio ospitava il fuoco inestinguibile e sempre acceso ed era custodito da cani sacri capaci di individuare la bontà o la cattiveria del fedele.[1]

Il filosofo Apollonio di Tiana disse:

« Esistono molte altre montagne infuocate in giro per il mondo e non dovremmo comunque occuparcene, se le attribuiamo a giganti e dei come Efesto. »
(Apollonio di Tiana – Vita di Apollonio di Tiana libro 16)

Il culto di Efesto era in qualche modo connesso con gli antichi - e precedenti alla cultura greca – culti dei misteri dei Cabiri, che a Lemno erano chiamati anche gli Hephaistoi, ovvero gli uomini di Efesto.

Gli appartenenti ad una delle tre tribù che vivevano a Lemno chiamavano sé stessi gli Efestini e sostenevano di discendere direttamente dal dio.

I suoi simboli sono il martello da fabbro, l'incudine e le tenaglie. In qualche rappresentazione è ritratto con una scure accanto.

Nella mitologia romana vi era una figura divina simile ad Efesto ed era il dio Vulcano la cui festività cadeva il 23 agosto[2].

Il mito di Efesto[modifica | modifica sorgente]

Efesto e suo fratello Ares erano figli di Era concepiti, a seconda delle varie versioni della leggenda, con o senza la partecipazione di Zeus. Secondo i miti classici e le versioni più tarde Era lo mise al mondo da sola, gelosa di Zeus, poiché il marito la tradiva, non solo con altre dee, ma anche con Ninfe e donne mortali. La dea pensò di tradire anch'essa il marito, ma non le era possibile, poiché era la dea del matrimonio. Chiese così aiuto a Teti, che le diede un'alga, e con essa lei avrebbe potuto generare un figlio, senza bisogno di una penetrazione. Ella mangiò l'alga donatagli da Teti, e nove mesi dopo generò il figlio Efesto, suscitando così le invidie di Zeus. Entrambi però rimasero disgustati dalla sua bruttezza, per cui lo scagliarono giù dall'Olimpo. Altre versioni invece dicono che solo Era ripudiò il figlio, gettandolo giù dall'Olimpo, con grande dispiacere di Zeus. Ma Era, in termini di storia umana, è una divinità precedente a Zeus, quindi la storia narrata in questo mito potrebbe essere stata invertita; tra l'altro alcune versioni della leggenda della nascita di Atena narrano che la dea nacque dopo che Efesto aprì il cranio di Zeus con una martellata, quindi Efesto sarebbe stato già al mondo prima di Atena. In ogni caso, secondo i greci, il destino delle dea della saggezza e della guerra e quello del dio delle fucine che costruiva le armi erano strettamente legati.

Nell'Attica Efesto ed Athena Ergane (ovvero la dea Atena vista sotto l'aspetto di protettrice di artisti ed artigiani) erano onorati insieme in una celebrazione chiamata Calceia che si teneva il tredicesimo giorno del mese di Pianepsione.[3] Ad Atene il Tempio di Efesto – chiamato Hephaesteum o Theseum – si trova nei pressi dell'agorà.

Il tempio di Efesto ad Atene

Una delle leggende riguardanti il mito della fondazione di Atene dice che Atena rifiutò di congiungersi carnalmente con Efesto e, quando egli tentò di prenderla con la forza, si smaterializzò all'improvviso dal letto. Efesto finì così per eiaculare per terra rendendo gravida Gaia che diede in seguito alla luce Erittonio: Gaia diede il bambino ad Atena perché lo allevasse mentre un serpente vegliava su di lui. Gaio Giulio Igino interpretò l'etimologia del nome del bambino unendo la radice della lotta Eri- (quella tra Atena ed Efesto) e Chtonios ovvero figlio della terra.

Efesto era piuttosto brutto ed era zoppo e deforme dalla nascita (sebbene alcune leggende dicono che questo fosse il risultato della sua caduta dall'Olimpo) e riusciva a camminare solo grazie all'aiuto di un bastone.[4]

Le opere d'arte che lo ritraggono lo presentano spesso mentre fatica a reggersi e si appoggia sulla sua incudine, mentre in alcuni dipinti trovati su antichi vasi è rappresentato con i piedi rovesciati all'indietro. Una leggenda narra che Era, umiliata per aver dato alla luce un bambino dall'aspetto così grottesco, lo scagliò giù dal monte Olimpo. Nell'Iliade[5] Efesto stesso racconta come continuò a cadere per molti giorni e molte notti per poi finire nell'oceano, dove venne allevato dalle Oceanine Teti (la madre di Achille) e Eurinome.

Efesto si prese la sua vendetta su Era costruendo e donandole un magico trono d'oro che, non appena ella vi si sedette, la tenne imprigionata non permettendole più di alzarsi. Gli altri dei pregarono Efesto di tornare sull'Olimpo e liberarla, ma egli si rifiutò più volte di farlo. Allora Dioniso fece in modo di ubriacarlo e lo riportò indietro legato sul dorso di un mulo. Efesto acconsentì a liberare Era, ma solo dopo che gli venne concessa in moglie la dea dell'amore Afrodite.

Un'altra versione del mito narra invece che Zeus concesse Afrodite in sposa ad Efesto perché, dato che era dotato tra tutti del carattere più fermo e costante, in questo modo si sarebbe prevenuta l'ovvia disputa per la sua mano tra gli altri dei.

Venere e Vulcano - Giovanni Battista Tiepolo - 1758-60 - Collezione John G. Johnson - Filadelfia

In ogni caso quello tra Efesto ed Afrodite fu un matrimonio combinato ed Afrodite, alla quale l'idea di essere sposata con il bruttissimo Efesto non piaceva affatto, intraprese una relazione segreta con Ares, il dio della guerra. Alla fine Efesto venne a sapere del tradimento della moglie da Helios, il dio del sole che tutto vede, ed organizzò una trappola per sorprenderli in uno dei loro incontri.

Mentre Afrodite ed Ares stavano insieme a letto, Efesto li bloccò con una catena e per punizione li trascinò così sull'Olimpo per svergognarli davanti agli altri dei. Gli dei però alla vista dei due amanti nudi e legati scoppiarono a ridere e Poseidone convinse Efesto a liberarli garantendogli che in cambio Ares avrebbe pagato la multa che toccava agli adulteri.

La coppia potrebbe aver finito per divorziare, come suggerisce il fatto che in Omero Efesto dice che avrebbe riportato Afrodite a suo padre e avrebbe chiesto la restituzione della dote nuziale.

Ad Efesto sono attribuite anche altre tre mogli:

Una spiegazione alternativa dell'origine dell'invalidità di Efesto si trova nell'Iliade[6], dove si racconta che Zeus scagliò Efesto giù dall'Olimpo perché aveva liberato sua madre Hera, che dopo un litigio il re degli dei con una catena d'oro aveva appeso tra il cielo e la terra. Efesto cadde per nove giorni e nove notti, cadendo infine sull'isola di Lemno dove divenne un grande artista ed artigiano: fu quindi ammesso nuovamente tra gli Olimpi quando gli dei vennero a sapere della sua straordinaria abilità.

L'arte di Efesto; (invenzioni, creazioni, costruzioni, oggetti forgiati)[modifica | modifica sorgente]

Teti attende le armi di Achille nella fucina di Efesto - Affresco romano della Casa del Triclinio a Pompei - Museo archeologico - Napoli

Efesto realizzò la maggior parte dei magnifici oggetti di cui si servivano gli dei, nonché quasi tutte le splendide armi dotate di poteri magici che nei miti greci compaiono in mano agli eroi. Tra le sue realizzazioni ci sono:

  • La sua intera fucina
  • I suoi automi (robot) di metallo suoi aiutanti
  • Il suo bastone a forma di martello dal manico allungato
  • I gioielli di Teti e Euriome
  • Gli edifici (le abitazioni) di tutti gli olimpi (costruiti sull'Olimpo)
  • L'arco e le frecce di Apollo
  • Le opere artistiche a Lemno
  • La catena con cui immobilizzò Ares e Afrodite a letto
  • L'elmo e i sandali alati di Ermes
  • Lo scettro e l'Egida, il fenomenale scudo di Zeus
  • La cintura di Afrodite
  • Il bastone di Agamennone
  • L'armatura e lo scudo di Achille
  • I battacchi di bronzo di Eracle
  • Il carro di Helios
  • La corazza e l'elmo di Enea
  • La spalla di Pelope
  • L'arco e le frecce di Eros
  • L'intera armatura di Memnone
  • Pandora, la prima donna, e il suo vaso
  • Talo, il gigante di bronzo guardiano di Creta
  • La delimitazione in due parti del suo martello per volere di Zeus per non fare avere ad Ares la stessa potenza delle sue armi

I suoi assistenti all'interno della fucina erano i Ciclopi, inoltre costruì degli automi di metallo che anch'essi lo aiutavano nel lavoro. Concesse il suo apprendista Cedalione all'accecato Orione come guida. In una delle tante versioni del mito Prometeo rubò il fuoco che diede poi agli uomini proprio dalla fucina di Efesto.

Altre leggende[modifica | modifica sorgente]

I Tebani dicevano che dall'unione di Ares ed Afrodite nacque Armonia, bella quanto la madre. La sua unione con Efesto invece non sembra aver dato alcun frutto, a meno che Virgilio non parlasse seriamente quando dice che il loro figlio fosse stato Eros.[7] Alcuni autori posteriori hanno tentato di spiegare questa affermazione dicendo che il dio dell'amore sia stato in realtà figlio di Ares, ma in seguito venne adottato da Efesto come suo.

Nell'Iliade di Omero l'amante di Efesto è un'Afrodite in piccolo, Carite (la grazia) o Aglaia (la gloriosa), una delle grazie, come le chiama Esiodo nella Teogonia.

Riferimenti in opere[modifica | modifica sorgente]

Pindaro chiama l'attività esplosiva dell'Etna, getti di Efesto (Ἁφαίστοιο κρουνοὺς - Aphàistoio krounoùs)[8].

Nel film Le avventure del Barone di Munchausen (1988) di Terry Gilliam, il Barone e i suoi amici, nel tentativo di ricongiungere i servitori del Barone per salvare una città assediata dai Turchi, sprofondano in una fucina dove ci sono alcuni lavoratori che stanno protestando perché i salari vengono dati troppo tardi. Si ritrovano così nella fucina di Efesto (interpretato da Oliver Reed), che si fa chiamare Vulcano, e dei giganti alle sue dipendenze, i Ciclopi.

Il dio Efesto ha ispirato il titolo del romanzo La piaga Efesto (The Hephaestus Plague 1973) di Thomas Page da cui è stato il film Bug - Insetto di fuoco.

Nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Efesto appare nel videogioco per Playstation 3 God of War III, nel quale si trova confinato negli inferi perché aveva nascosto Pandora a Zeus.

Nel videogioco Age of Mythology sviluppato dalla Ensemble Studios per PC può essere scelto come Dio Minore nell'età mitica, utilizzando la civiltà greca.

Inoltre nel videogioco Tomb Raider: Anniversary, è presente una stanza dedicata ad Efesto, in cui un' improbabile bobina di Tesla scaglia molteplici scariche elettriche sul terreno.

Lo si può trovare nella sua versione romana di Vulcano in Smite, un MOBA in terza persona, come personaggio giocabile, armato del suo tipico martello dal lungo manico.

Nella moneta da 50 lire[modifica | modifica sorgente]

Il fronte della vecchia moneta metallica da 50 lire (primo conio 1954, secondo conio 1990) mostra Efesto / Vulcano nudo e voltato di spalle, nell'atto di battere il martello sull'incudine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eliano, La natura degli animali, XI 3
  2. ^ La settimana enigmistica n.4054, l'edìpeo enciclopedico n.29264
  3. ^ Nel calendario moderno corrisponde ad un periodo tra ottobre e novembre.
  4. ^ L'aspetto fisico di Efesto è tipico di chi ha subito un avvelenamento da arsenico a piccole dosi: si usava aggiungere arsenico durante la fabbricazione del bronzo per indurirlo, pertanto è probabile che molti fabbri di quell'epoca avessero un aspetto simile a quello di Efesto e quindi da questo fatto derivi questa parte del mito.
  5. ^ Iliade libro XVIII 395
  6. ^ Iliade 590.
  7. ^ Eneide i.664
  8. ^ Pindaro, Pitica I

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Zeus · Poseidone · Ares · Efesto · Apollo · Ermes · Dioniso
Era · Atena · Demetra · Afrodite · Artemide · Estia (successivamente sostituita da Dioniso)
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