Menadi

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Menade danzante, copia romana di un originale greco della fine del V secolo a.C., Prado, Madrid
Menade, copia romana da originale greco

Le Menadi, dette anche Baccanti, Tiadi o Mimallonidi, erano donne in preda alla frenesia estatica e invasate da Dioniso, il dio della forza vitale; in realtà, più propriamente, le menadi erano le seguaci mitologiche del dio, mentre sono denominate "Baccanti" le donne che storicamente hanno venerato il dio.

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine Menadi deriva da Menio, re di Orcomeno, città beota vicino a Tebe[1]. Secondo il racconto contenuto ne Le metamorfosi di Antonino Liberale, le tre laboriose figlie di Menio (dette Menadi) erano disinteressate al culto di Dioniso. Quest'ultimo, però, irritatosi, invase le sorelle e le condusse alla pazzia, all'infanticidio e all'omofagia. Il racconto termina con l'intervento di Hermes che tramuta le donne, ormai diventate incontenibili Baccanti, in tre uccelli notturni (pipistrello, civetta e gufo)[2].

Vestite di nebris o altre pelli animali, con in testa una corona di edera o quercia o abete, esse celebravano il dio cantando, danzando e vagando come animali per monti e foreste. Solitamente agitavano il tirso, cioè una picca avviluppata dall'edera sulla sommità (vedi, ad esempio il verso "danzar, vibrar, squassare il tirso bacchico" delle Le Baccanti di Euripide). Catullo scrive (Carmina, LXIV, 255) che le Baccanti invocavano il dio al grido di "Euhoe Bacche".

La mitologia greca racconta che le Menadi accompagnavano il dio Dioniso nei suoi viaggi, costituendo anche un reparto del suo esercito nel suo viaggio in India.

Il culto praticato dalle Menadi fa da sfondo ad una delle più importanti tragedie di Euripide intitolata Le Baccanti.

Dalle Menadi e dal mito di Dioniso trae le proprie origini un culto, verosimilmente mistico, definito "menadismo", in cui era previsto anche un rituale caratterizzato dalla consumazione di carni crude (omofagia).

Una menade è anche il soggetto di una delle più importanti opere artistiche dello scultore Skopas, la Menade danzante, alta 45 centimetri ed esposta all'Albertium Museum di Dresda. In questa opera notiamo un contrasto acceso di luci-ombre e il corpo è spinto in due direttrici divergenti.

Nell'iconografia classica le menadi vengono raffigurate come l'oggetto del desiderio dei satiri tra le braccia dei quali vengono spesso raffigurate.

Le Baccanti vengono anche nominate nella leggenda di Orfeo ed Euridice: Orfeo, dopo aver perso per la seconda volta Euridice, vaga per i boschi, dove incontra proprio un gruppo di Baccanti, che invitano Orfeo a festeggiare insieme a loro. Ma Orfeo, dopo la morte di Euridice non vuole più compagnie femminili, e le Baccanti, offese, lo uccidono. Così Orfeo può scendere agli Inferi e riunirsi alla sua amata Euridice.

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Opere cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

La Menade nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel videogame di ruolo Final Fantasy IV: The After Years, le menadi sono una razza di creature simili a giovani donne dai capelli verdi, a loro dire "superiori agli umani", inviate sulla terra dal boss finale del gioco, il Creatore.
  • Nella seconda stagione della serie tv True Blood, il personaggio di Maryann Forrester, è una menade antagonista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.filitesi.it/archivio/Magnani.pdf
  2. ^ http://www.miti3000.it/mito/mito/greca_p.htm

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • George Hanfmann. Menadi, in Nicholas G. L. Hammond, Howard H. Scullard, Dizionario di antichità classiche. Milano, Edizioni San Paolo, 1995. ISBN 88-215-3024-8.

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