Olimpi

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I Dodici Olimpi, Monsiau, fine del XVIII secolo

Gli Olimpi o Dodekatheon (dal greco δώδεκα dodeka, "dodici", e θεῶν theon, "degli dèi") sono i dodici dèi principali della mitologia greca. Il nome deriva dal fatto che abitano sul Monte Olimpo. Sono esseri soprannaturali e immortali che governavano sulla vita e la morte degli esseri umani.

Elenco[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco proposto al di sotto propone tutti i 12 dèi descrivendone l'aspetto e i simboli che li caratterizzano.

Nome greco Nome romano Immagine Descrizione Generazione
Zeus Giove Jupiter Smyrna Louvre Ma13.jpg Re degli dèi e sovrano del Monte Olimpo, dio del "Cielo" e del "Tuono". Il più giovane figlio dei Titani Crono e Rea. I simboli sono la folgore, l'aquila, la quercia, lo scettro e la bilancia. Fratello e marito di Hera, ella è la sua sposa ufficiale, perché egli ha avuto molte amanti. Prima
Era Giunone Hera Campana Louvre Ma2283.jpg Regina degli dèi e la dea del "Matrimonio" e della "Famiglia". I simboli sono il pavone, il melograno, la corona, il cuculo, la leonessa e la mucca. La più giovane figlia di Crono e Rea. Moglie e sorella di Zeus. Essendo la dea del matrimonio, ha spesso cercato di vendicarsi sulle amanti di Zeus e sui loro figli. Prima
Poseidone Nettuno Poseidon sculpture Copenhagen 2005.jpg Dio signore dei "Mari", dei "Terremoti" e dei "Cavalli". I simboli sono il cavallo, il toro, il delfino ed il tridente. Figlio di Crono e Rea. Fratello di Zeus e Ade. Sposato con la Nereide Anfitrite, anche se, come la maggior parte dei greci maschi, aveva molti amanti. Prima
Demetra Cerere Hera Barberini Pio-Clementino Inv254.jpg Dea della "Fertilità", dell'"Agricoltura", della "Natura" e delle "Stagioni". I simboli sono il papavero, il grano, la fiaccola e il maiale. Seconda dei sei figli di Crono e Rea. Dal suo nome latino, Cerere, deriva la parola "cereale". Prima
Dioniso Bacco Dionysos Louvre Ma87 n2.jpg Dio del "Vino", delle "Feste" e dell'"Estasi". Dio protettore dell'arte del teatro. I simboli sono la vite, l'edera, la coppa, la tigre, la pantera, il leopardo, i delfini e la capra. Figlio di Zeus e della mortale Semele tebana principessa. Sposato con la principessa cretese Arianna. Il più giovane dio olimpionico, nonché l'unico ad essere nato da una donna mortale. Seconda
Apollo Febo Roman Statue of Apollo.jpg Dio di tutte le "Arti", della "Musica", della "Poesia", della "Profezia" e del "tiro con l'arco". I simboli sono il sole, la lira, l'arco e le frecce, il corvo imperiale, il delfino, il lupo, il cigno e il topo. Fratello gemello di Artemide. Il più giovane figlio di Zeus e Leto. Seconda
Artemide Diana Diane de Versailles Leochares 2.jpg Dea vergine della "Caccia", della "Verginità", del "Parto", del "tiro con l'arco" e "di tutti gli animali del bosco". I simboli sono la Luna (con cui viene identificata), il cervo, il cane, l'orsa, il serpente, il cipresso, l'arco e le frecce. Primogenita figlia di Zeus e Leto e sorella gemella di Apollo. Seconda
Hermes Mercurio Rude-mercury.jpg Messaggero degli dèi, dio del "Commercio", dell'"Eloquenza" e dei "Ladri". I simboli sono il caduceo, i sandali, il cappello alato, la cicogna e la tartaruga, con il guscio della quale creò la lira. Figlio di Zeus e della ninfa Maia. Il secondo più giovane dio olimpico, di poco più vecchio di Dioniso. Sposò Driope, la figlia di Eurito, e il loro figlio Pan divenne il dio della natura, signore dei satiri, inventore del flauto di Pan e compagno di Dioniso. Seconda
Atena Minerva Athena Giustiniani Musei Capitolini MC278.jpg Dea vergine della "Saggezza", della "Sapienza", della "Guerra strategica, della guerra difensiva e della guerra fatta per giusta causa" e dell'"Artigianato". I simboli sono la civetta e l'ulivo. Figlia di Zeus e dell'oceanina Meti, nata dalla fronte del padre già adulta ed armata, dopo che questi aveva ingoiato la madre trasformata da lui stesso in una mosca. È la sacra protettrice della città di Atene. Seconda
Ares Marte Ares villa Hadriana.jpg Dio della "Guerra", della "Violenza" e dello "spargimento di sangue". I simboli sono il cinghiale, il serpente, il cane, l'avvoltoio, la lancia e lo scudo. Figlio di Zeus e Hera, tutti gli altri dèi (esclusa Afrodite) lo disprezzavano. Il suo nome latino, Marte, ha dato origine alla parola "marziale". Seconda
Afrodite Venere NAMA Aphrodite Syracuse.jpg Dea dell'"Amore", della "Bellezza" e del "Desiderio". I suoi simboli sono colomba, uccello, mela, ape, cigno, mirto e rosa. Figlia di Zeus e dell'oceanina Dione, o secondo un altro mito nata dal sangue di Urano versato sulla terra e nel mare dopo essere stato sconfitto dal suo figlio minore Crono. Sposata con Efesto, ha comunque avuto molte storie extra coniugali, soprattutto con Ares. Il suo nome ha dato origine alla parola "afrodisiaco".
Seconda
o dalla generazione di
Titano
Efesto Vulcano Vulcan Coustou Louvre MR1814.jpg Fabbro degli dèi, dio del "Fuoco" e della "Metallurgia". I suoi simboli sono fuoco, incudine, ascia, asino, martello, pinze e quaglia. Figlio di Era, concepito a seconda del mito da Era da sola, o insieme a Zeus. Dopo la sua nascita fu gettato dal monte Olimpo e cadde sull'isola di Lemno. Sposato con Afrodite, le fu fedele al contrario della maggior parte dei mariti della mitologia. Il suo nome latino ha dato origine alla parola "vulcano". Seconda

Estia (Vesta) dea della "Casa" e del "Fuoco sacro" (acceso per onorare le divinità), annoverata inizialmente tra gli Olimpi preferendo vivere fra gli uomini, cederà il suo posto ad un Dioniso ormai affermato[1] e Demetra deciderà di vivere per sei mesi nell'Ade vicino alla figlia Persefone (Proserpina).
Ade (Plutone), dio che governa "su tutto l'Oltretomba", pur essendo una delle divinità maggiori e più potenti della Grecia Antica, non è presente poiché non abita sull'Olimpo, la sua dimora sta nel regno dei morti e nei Campi Elisi.

Le generazioni divine[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei tanti alberi genealogici delle divinità greche

Gli Olimpi appartengono a un terzo capitolo divino: si possono infatti individuare tre fasi nella mitografia greca.

  • Inizialmente un corpus puramente cosmogonico, nel quale non ci sono dèi propriamente detti, ma divinità naturali demiurghe e totemiche. Tra queste assume particolare importanza Urano, dal quale discenderanno gli Olimpi.
  • La seconda generazione divina è quella dei Titani, il cui capo era Crono. Sono le divinità dei greci pelasgi.
  • I Titani furono spodestati successivamente dagli Olimpi, secondo Tallo (uno storico del I secolo citato da Taziano nel suo Oratio ad Graecos) trecentoventidue anni prima della guerra di Troia, cioè circa verso il 1500 a.C., una data accettabile per l'espansione ellenica in Tessaglia.
    Nei miti della titanomachia e della gigantomachia viene raccontato questo processo di sostituzione divina, che non fu affatto pacifico.

Gli Olimpi, quindi, dovrebbero essere i nipoti di Urano, ma le genealogie degli dèi dell'antica Grecia sono difficili da seguire ed intricate tra loro.
Ciò è spiegato dal fatto che, in caso di avvicendamento di élite diverse, ogni gruppo al potere dichiarava il proprio pantheon, o il proprio dio, superiore agli altri, e forzava i miti precedenti per giustificare questo cambiamento.

I Titani, per esempio, erano le divinità dei pelasgi, le popolazioni greche forse autoctone. Con l'arrivo degli invasori elleni le prerogative di tali divinità vengono assunte dai nuovi dèi, gli Olimpi: ricordiamo Atena, dea della saggezza, che uccide il titano Pallade, patrono del medesimo attributo.

In altri miti, invece, alcuni dèi vengono presentati come figli di divinità in realtà più giovani, come Afrodite, generata da Urano, successivamente indicata come figlia di Zeus, in realtà nipote di Urano stesso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, III 5 3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Era · Atena · Demetra · Afrodite · Artemide · Estia (successivamente sostituita da Dioniso)
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