Cosmogonia

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Zeus sconfigge i Giganti, stabilendo ordine e gerarchia nel cosmo (Giulio Romano, Sala dei Giganti, 1534)

Il termine cosmogonia, che deriva dal corrispondente greco κοσμογονία, significa «nascita del cosmo», e può indicare la dottrina o il complesso di miti riguardante l'«origine dell'universo».[1] A differenza della cosmologia, che studia la struttura attuale del cosmo e le leggi in esso vigenti, la cosmogonia si occupa dell'origine di queste leggi, della loro storia ed evoluzione.[2]

Origine e significato del termine[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione «cosmogonia» appare per la prima volta nel V secolo a.C. da parte di Leucippo, che firma una Grande cosmogonia da cui Democrito ricaverà la sua Piccola cosmogonia[3].

La variante mitico-religiosa di cosmogonia si connota come "narrazione della creazione" (dal greco kósmos, mondo e génésthai, nascere), a volte definito mito delle origini: è la leggenda, il racconto, o lo studio di come si sia generato l'universo. Le variante cosmogoniche in senso mitico sono numerosissime, concernendo ogni cultura arcaica ed antica, ben documentate in etnologia e antropologia culturale.

In tempi moderni, invece, con il termine cosmogonia si indica lo studio scientifico dell'origine ed evoluzione dell'universo, argomento di studio della cosmologia astronomica.[1] Partendo dall'osservazione degli oggetti celesti più vicini e più conosciuti ed estendendo le ricerche a quelli lontani, le ricerche mirano a determinare il processo di formazione e l'età del pianeta Terra, la generazione del sistema solare, l'evoluzione del Sole e quella stellare, la formazione delle galassie ed il comportamento evolutivo dell'universo nel suo insieme.

Concezioni mitico-religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Mito cosmogonico e Creazione (teologia).

Le prime forme di cosmogonia sono emerse in un contesto mitologico-religioso. A differenza delle religioni rivelate come l'ebraismo, il cristianesimo e l'islamismo, che attribuiscono la nascita del cosmo all'intervento creatore di un Dio supremo, alle culture arcaiche era estranea l'idea di una creazione dal nulla.[4] Era diffusa invece la convinzione che qualcosa fosse sempre esistito, e che le leggi del cosmo avessero avuto origine nel passaggio dal caos primigenio all'ordine.[4]

Il Chaos di cui parla Esiodo nella sua Teogonia, secondo alcuni autori, risulta essere nella mitologia degli antichi greci la personificazione dello stato primordiale di "vuoto", il buio anteriore alla generazione del cosmo da cui emersero gli dèi e gli uomini,[5] «una specie di gorgo buio che risucchia ogni cosa in un abisso senza fine paragonabile a una nera gola spalancata».[6]

Brahma, che rappresenta uno dei tre volti della Trinità indù, insieme a Vishnu e Shiva

Per Anassagora[7] come per Platone[8] il "caos" è il luogo della materia informe e rozza a cui attinge un principio superiore, la "Mente" per Anassagora e il Demiurgo per Platone, per la formazione del mondo ordinato.[9]

L'instaurazione dell'ordine dal caos primigenio avviene generalmente attraverso un combattimento, che porta alla vittoria la divinità riconosciuta come capo e guida rappresentativa della religione a cui appartiene: questa divinità, quale ad esempio è Zeus nella mitologia greca, stabilisce dunque il suo primato solo alla termine del processo di evoluzione del cosmo.[4]

Diversi altri miti fanno nascere il mondo dalle lotte intestine tra le divinità,[4] altri affidano la creazione ad un'unica divinità che la fa uscire da un nulla indifferenziato, o più precisamente da una potenzialità di essere ad un'attualità di essere, per altri ancora la Terra e tutto ciò che ci circonda sarebbero fuoriusciti da un uovo cosmico primordiale.

Tale è ad esempio la cosmogonia induista, incentrata su Brahma in veste di creatore-demiurgo, dove l'uovo cosmico Hiranyagarbha, o "grembo d'oro", identificato anticamente con l'anima cosmica, galleggiava nell'oceano primordiale avvolto dall'oscurità della non-esistenza. Quando l'uovo si schiuse, dalla metà superiore del guscio, fatta d'oro, nacque il cielo; dalla metà inferiore del guscio, fatta d'argento, nacque la terra. Le membrane interne del guscio formarono le montagne e quelle esterne le nuvole; le vene e i liquidi formarono i fiumi e i mari.[10]

In ognuno di questi miti, le varie società e le varie culture hanno inserito gli elementi e le metafore che ritenevano più in accordo con le tradizioni sapienziali della loro epoca e della loro concezione del mondo.

Cosmogonia biblica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cosmologia biblica.
Creazione del Sole e della Luna (Michelangelo, Cappella Sistina, 1511)

Le parole d'apertura del racconto della creazione in Genesi riassumono il punto di vista biblico su come il cosmo ebbe origine: «In principio Dio creò il cielo e la terra».[11] YHWH, il Dio di Israele, è stato l'unico responsabile della creazione e non ha avuto rivali.[12] L'espressione "il cielo e la terra" è un merismo per indicare la totalità dell'universo. In Mesopotamia, inoltre, Cielo (An) e Terra (Ki) erano due divinità progenitrici di tutti gli dei e origine del mondo creato; il merismo, quindi, ha un importante contenuto teologico: anche il cielo e la terra sono realtà create.

Gli esegeti hanno lungamente dibattuto se la creazione abbia utilizzato una materia inerte pre-esistente oppure abbia avuto luogo dal nulla. L'esegesi ebraica antica sia rabbinica sia ellenistica (Filone) affermò concordemente la creazione ex-nihilo (dal nulla). Alcuni studiosi moderni, tuttavia, hanno per lo più ritenuto che Genesi presupponga l'esistenza di un caos primigenio.[13]

La controversia riguarda principalmente l'interpretazione da dare al secondo versetto, in cui sembra essere descritto un oceano cosmico pre-esistente analogo a quello del mito mesopotamico della creazione Enûma Eliš.[14] L'esistenza di tale oceano increato sembra, però, in contrasto con altri testi biblici.[15]

Fisica del cosmo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cosmologia (astronomia) e Big Bang.

Secondo le attuali teorie scientifiche, l'universo e la vita sono parte del succedersi di eventi dovuti a cause naturali. In effetti, in scienza non si parla mai di creazione dell'Universo, nozione che implica l'azione di un essere soprannaturale creatore, ma piuttosto di origine dell'Universo. Lo studio dell'origine dell'Universo è uno degli argomenti di ricerca della cosmologia astronomica.

La scienza in quanto tale studia solo i fenomeni osservabili, mentre la creazione dell'Universo è, per definizione, un evento irripetibile non osservabile direttamente. La capacità degli scienziati di analizzare eventi unici del passato remoto, come quello della creazione dell'universo, è limitata, perché questi non possono essere osservati direttamente e non sono ripetibili in laboratorio. La scienza può tuttavia misurare gli effetti di questi eventi (ad esempio la radiazione cosmica di microonde, il cosiddetto "eco del Big Bang") e interpretare queste osservazioni con degli strumenti scientifici. Dall'estrapolazione gli scienziati possono costruire un accurato quadro del passato. Secondo gli aderenti al naturalismo filosofico in questa maniera è possibile conoscere ogni elemento del passato, ma quest'idea non è universalmente accettata e alcuni propongono dei mezzi per conoscere il passato che vanno al di là della ricerca scientifica.

La continua ricerca scientifica e cosmogonica per capire l'origine dell'Universo si è arricchita, dal febbraio del 2009, di un significativo strumento scientifico localizzato nelle montagne svizzere, al confine con la Francia. In questa zona è situato il Large Hadron Collider (LHC), un acceleratore di particelle che ha, come compito fondamentale, quello di indagare sull'esistenza del bosone di Higgs, mattone fondamentale per la spiegazione quantistica dell'origine dell'Universo.[16]

È invece definito da alcuni ricercatori di ispirazione religiosa "scienza della creazione" il tentativo di integrare la scienza e la fede abramica prendendo spunto dalle cause sovrannaturali della creazione descritte nella Bibbia nel Libro della Genesi e applicando il metodo scientifico nell'interpretazione dei fenomeni osservabili. Ad esempio, la teoria del Big Bang, da cui tutto avrebbe avuto inizio solo da un certo punto in avanti, è sembrata accordarsi con l'idea di una creazione dal nulla, come sostenuto da papa Pio XII;[17] si tratta tuttavia il più delle volte di forzature semantiche, che non tengono conto del contesto e del diverso significato dei termini usati dai fisici.[18] D'altra parte, altre teorie come quella di un'espansione dell'universo e di un suo successivo collasso (big crunch) a cui seguirebbe un nuovo big bang, sembra più in accordo con la visione ciclica delle cosmogonie orientali.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dizionario Treccani.
  2. ^ U. Giacomini, voce "Cosmologia" in Enciclopedia Garzanti di Filosofia, 1981, pagg. 179, 180.
  3. ^ Atomisti antichi a cura di M. Andolfo (sulla base di Diels-Kranz), Bompiani, 2001, pp. 94-149.
  4. ^ a b c d "Cosmogonia" nell'Enciclopedia Treccani.
  5. ^ La Nuova Enciclopedia Universale Garzanti, Milano, 1982, p. 266
  6. ^ Giulio Guidorizzi, Il mito greco: gli dèi vol. I, pag. 5, Milano, Mondadori, 2009.
  7. ^ Frammenti dei Presocratici (Diels 59, B, 1-4).
  8. ^ Platone, Timeo, 30a e sgg.
  9. ^ G. Bonafede. Caos in Enciclopedia filosofica vol. II, pp. 1617-8, Milano, Bompiani, 2006.
  10. ^ Dallapiccola 2005, pag. 55.
  11. ^ Genesi 1:1-26
  12. ^ Wright 2002, p. 53
  13. ^ Berlin 2011, p. 189
  14. ^ L'idea risale a Hermann Gunkel e Heinrich Zimmern, Schöpfung und Chaos in Urzeit und Endzeit: eine religionsgeschichtliche Untersuchung über Gen 1 und Ap Joh 12, Göttingen 1895
  15. ^ Mabie 2008, pp. 47–48
  16. ^ Joanne Baker, 50 grandi idee fisica quantistica, pag. 130, Dedalo, 2014.
  17. ^ Pio XII, Le prove dell'esistenza di Dio alla luce della scienza naturale moderna, discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze, 22 novembre 1951, in Pio XII, Discorsi agli intellettuali (1939-1954), pp. 97-110, Roma, Studium, 1955.
  18. ^ Sergio Rondinara, Interpretazione del reale tra scienza e teologia, pp. 62-67, Città Nuova, 2007.
  19. ^ Mario Rigutti, Storia dell'astronomia occidentale, pag. 252, Giunti Editore, 1999.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. Edward Wright, The Early History of Heaven, Oxford University Press, 2002.
  • Adele Berlin, Cosmology and creation in Adele Berlin e Maxine Grossman (a cura di), The Oxford Dictionary of the Jewish Religion, Oxford University Press, 2011.
  • F.J Mabie, Chaos and Death in Tremper Longman e Peter Enns (a cura di), Dictionary of the Old Testament, InterVarsity Press, 2008.
  • Anna L. Dallapiccola, Induismo. Dizionario di storia, cultura, religione, tradotto da Maria Cristina Coldagelli, Milano, Bruno Mondadori, 2005, ISBN 978-88-6159-041-0.

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