Cosmologia biblica

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Rappresentazione del disco protoplanetario del sistema solare
Sfere celesti geocentriche: Cosmographia di Pietro Apiano (Antwerp, 1539)

La cosmologia biblica è la concezione che gli scrittori biblici hanno del Cosmo come entità strutturata e organizzata, comprendente la sua origine, il suo ordinamento, significato e destino.[1][2]

La Bibbia si è formata nel corso di molti secoli, con l'apporto di molti autori, e riflette vari modelli di fede religiosa; in conseguenza i suoi concetti cosmologici non sono sempre consistenti.[3][4] Né dovrebbero i testi biblici esser presi come rappresentanti le credenze di tutti gli ebrei o cristiani al momento della loro scrittura: la maggior parte di coloro che hanno composto la Bibbia ebraica o Antico Testamento, in particolare, rappresentano le convinzioni soltanto di un piccolo segmento della antica comunità israelita, i membri di una tradizione religiosa tardo-giudaica centrata in Gerusalemme e dedicata al culto esclusivo di YHWH.[5][6]

L'universo degli antichi israeliti era fatto di una terra piatta a forma di disco che galleggiava sull'acqua, il cielo di sopra, l'oltretomba di sotto.[7] Gli esseri umani abitavano la terra durante la vita e il mondo sotterraneo dopo la morte, e l'oltretomba era un luogo moralmente neutro;[8] solo durante il periodo ellenistico (verso il 330 p.e.v.) gli ebrei cominciarono ad adottare l'idea greca di un posto di punizione per misfatti e che i giusti avrebbero goduto di un aldilà in cielo.[9] In questo periodo anche la più antica cosmologia a tre livelli fu in gran parte rimpiazzata dal concetto greco di una terra sferica sospesa nello spazio al centro di una quantità di cieli concentrici.[7]

Le parole d'apertuta della narrative della creazione in Genesi (Genesi 1:1-26) riassume il punto di vista degli autori, di come il cosmo ebbe origine: "In principio Dio creò il cielo e la terra" – YHWH, il Dio di Israele, è stato l'unico responsabile della creazione e non ha avuto rivali.[10] Successivi pensatori ebrei, adottando idee dalla filosofia greca, conclusero che la Sapienza di Dio, la Parola e lo Spirito erano penetrati in tutte le cose e dato loro unità.[11] Il Cristianesimo a sua volta adottò queste idee e identificò Gesù con il verbo creativo: "In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio." (Giovanni 1:1).[12]

Cosmogonia (origini del cosmo)[modifica | modifica wikitesto]

"La distruzione del Leviatano", di Gustave Doré, (1865)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cosmogonia e Leviatano.

Battaglia divina o parola divina[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antico Israele esistevano due diversi modelli del processo di creazione. Nel modello del "logos" (enunciato), Dio parla e forma la materia dormiente inerme dandole esistenza e ordine (Salmi 33: "Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera. Come in un otre raccoglie le acque del mare, chiude in riserve gli abissi"); nel secondo modello, o "agōn" (agone), Dio dà battaglia ai mostri del mare, all'inizio del mondo, al fine di celebrare la sua sovranità e il potere.[13] Salmi 74 evoca il modello dell'agone: si apre con una lamentazione sulla diserzione da parte di Dio del suo popolo e sulle relative tribolazioni, poi gli viene chiesto di ricordare le sue azioni passate: "Tu con potenza hai diviso il mare, hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque. Al Leviatàn hai spezzato la testa, lo hai dato in pasto ai mostri marini..."[13] In questa visione del mondo i mari sono le forze primordiali del disordine, e l'opera della creazione è preceduta da un combattimento divino (o "teomachia").[14]

La Creazione nel modello "agon" segue questa trama: (1) Dio quale guerriero divino combatte contro i mostri del caos, che includono Mare, Morte, Tannin e Leviatano; (2) Il mondo della natura si unisce alla battaglia e i mostri del caos sono sconfitti; (3) Dio siede in trono su una montagna divina, circondato da divinità minori; (4) Egli parla e la natura dà origine al mondo creato,[15] o per i greci, il cosmo. Questo mito fu ripreso successivamente dalla letteratura apocalittica ebraica e cristiana e proiettata nel futuro, cosicché la battaglia cosmica diventa l'atto decisivo alla fine della storia:[15] il Libro della Rivelazione (fine del I secolo e.v.) quindi racconta come, dopo la vittoria finale di Dio sui mostri marini, un Nuovo Cielo e Nuova Terra saranno inaugurati in un cosmo che "non avrà più mare" (Apocalisse 21:1).[16]

La narrativa della creazione in Genesi 1 è la quintessenza del mito "logos" della creazione. Come nel modello "agon", inizia con l'oscurità e l'oceano primordiale increato:[17] Dio separa e contiene le acque, ma non le crea dal nulla.[18] Dio inizia ogni atto creativo con la pronuncia di una parola ("Dio disse, Sia la...") e la conclude dandole un nome.[19] La creazione mediante un enunciato non è riservata solo all'Antico Testamento (Bibbia ebraica): era sconosciuta nella cosmologia dell'Antica Mesopotamia, ma fu un fattore importante nella tradizione egizia.[19] Esiste però una differenza tra le mitologie del "logos" egiziana ed ebraica: in Genesi 1 la parola divina di Elohim è un atto di "fare/plasmare"; la parola del dio creatore egizio, in contrasto, è quasi un'attivazione magica di qualcosa inerente alla precreazione: come tale, va oltre il concetto di fiat (atto divino), avvicinandosi in un certo qual modo al Logos del Vangelo di Giovanni.[19]

La definizione del nome[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo antico, le cose non esistevano fino a che non venivano nominate: "Il nome di un essere vivente o di un oggetto era... l'essenza stessa di ciò che veniva definito e la pronuncia di un nome significava creare ciò che era enunciato."[19] L'Antico Testamento pre-esilio (prima del 586 p.e.v.) non ammetteva pari a YHWH in cielo, nonostante l'esistenza di una schiera di divinità subordinate che contribuivano a prendere decisioni su questioni di cielo e terra.[20] Gli scrittori postesilici della tradizione della Saggezza (ad esempio il Libro dei Proverbi, il Cantico dei Cantici, ecc.) sviluppano l'idea che la Sapienza, più tardi identificata con la Torah, esisteva prima della creazione e fu usata da Dio per creare l'universo:[4] "Presente fin dall'inizio, la Sapienza assume il ruolo di artefice, mentre Dio stabilisce i cieli, delimita le acque caotiche e le forme delle montagne e campi."[21] Prendendo in prestito certe idee dai filosofi greci, che reputavano che la ragione tenesse legato insieme l'universo, la tradizione sapienzale insegnò che la Sapienza di Dio, la Parola e lo Spirito erano la base dell'unità cosmica.[11] Il Cristianesimo a sua volta adottò queste idee e le applicò a Gesù: la Lettera ai Colossesi chiama Gesù "...immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione...", mentre il Vangelo di Giovanni lo identifica con la parola creativa ("In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio").[12]

Cosmografia (forma e struttura del cosmo)[modifica | modifica wikitesto]

La raffigurazione cosmologica di Flammarion.[22]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cosmografia.

Cielo, terra, oltretomba e oceano cosmico[modifica | modifica wikitesto]

La Bibbia ebraica immaginava un universo in tre parti, con il cielo (in ebraico: שמים?, shamayim) sopra, la terra (eres) nel mezzo e l'oltretomba (sheol) sotto,[10] il tutto circondato dalle "acque del caos" originarie, l'oceano cosmico, separato da Dio quando creò il mondo. Soltanto dopo il IV secolo e.v. ciò fu sostituito dalla cosmologia scientifica greca di una terra sferica circoscritta da cieli concentrici multipli.[7]

Oceano cosmico[modifica | modifica wikitesto]

Sottoterra c'erano le "acque del caos", il mare cosmico, dimora di mostri mitici sconfitti e uccisi da Dio (Esodo 20:4 ammonisce contro il farsi "immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.").[10] Esistevano anche acque sopra la terra e quindi il raqia (in ebraico: רקיע?, firmamento), una volta solida, era necessario per impedir loro di inondare il mondo.[23]

Tehom (in ebraico: תְּהוֹם?), il mitologico oceano cosmico, copriva la terra finché Dio creò il firmamento per dividerlo in porzione superiore e inferiore e rivelare la terra ferma; la Terra da allora è rimasta ancorata nel mare cosmico sulle sue fondamenta, le montagne.[24] Il tehom cosmico è, o era, ostile a Dio: lo confrontò all'inizio del mondo (Salmi 104:6-9) ma fuggì dalla terra ferma "alla sua minaccia"; ora Dio gli ha messo un confine o limite che non può più oltrepassare (Geremia 5:22 e Giobbe 38:8-10).[25] Il mare cosmico è dimora di mostri che Dio conquista: "Con forza agita il mare e con intelligenza doma Raab!" (Giobbe 26:12-13).[25] (Rahab è un mostro marino esclusivamente ebraico; altri, tra cui il Leviatano e i Tannin o draghi, si ritrovano anche nei testi ugaritici; non è chiaro se siano identici con il Mare o siano dei suoi aiutanti).[26] Il "mare bronzeo" che si trovava nel piazzale del Tempio di Gerusalemme, probabilmente corrisponde al "mare" nei templi babilonesi, che rappresenta apsu, l'oceano cosmico.[27]

Nel Nuovo testamento, quando Gesù conquista il mare in tempesta mostra la deità la divinità che prevale sulle forze del caos: una semplice parola di comando dal Figlio di Dio quieta il nemico (Marco 4:35-41) e poi lo calpesta (Camminata sull'acqua - Marco 6:45,47-51)[28] Nell'Apocalisse, dove l'Arcangelo Michele espelle il drago (Satana) dal cielo ("Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago..." - Apocalisse 12:7), il motivo può essere fatto risalire al Leviatano in Israele e a Tiamat, l'oceano-caos nel mito babilonese, identificato con Satana attraverso una interpretazione del serpente dell'Eden.[29]

I cieli[modifica | modifica wikitesto]

L'Arcangelo Michele, membro delle schiere angeliche al servizio di Dio, che sconfigge Satana, il drago del caos.[29]

Forma e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Antico Testamento la parola shamayim representava sia il cielo/atmosfera che la dimora di Dio.[30] Il raqia o firmamento - il cielo visibile - era una coppa solida rovesciata sopra la terra, di colore blu dell'oceano celeste che le stava sopra.[31] Pioggia, neve, vento e grandine erano tenuti in magazzini al di fuori di raqia, che avevano "finestre" per consentire alle intemperie di entrare - le acque del diluvio di Noè entrarono quando le "finestre del cielo" erano aperte.[32] Il cielo si estendeva e coincideva (cioè toccava) i lontani confini della terra (cfr. per es. 4:32);[33] gli esseri umani che alzavano lo sguardo vedevano la base del cielo, che era fatta di lapislazzuli blu trasparenti (Esodo 24:10: "videro il Dio d'Israele: sotto i suoi piedi vi era come un pavimento in lastre di zaffìro, simile in purezza al cielo stesso"), come il trono di Dio (Ezechiele 1:26).[34]

Grammaticalmente la parola shamayim può essere sia duale (due) o plurale (più di due), senza escludere il singolare (uno).[35] Il risultato è che non è chiaro se ci fossero uno, due o più cieli nell'Antico testamento,[36] ma quasi certamente ce n'era solo uno e frasi come "cielo dei cieli" stavano a significare la vastità del regno di Dio.[33]

I babilonesi avevano un'idea più complessa del cielo e, durante l'esilio babilonese (VI secolo p.e.v.) l'influenza della cosmologia babilonese portò gli ebrei alla concezione di una pluralità di cieli.[37] Ciò continuò nel Nuovo testamento: l'Apocalisse di Giovanni apparentemente ha solo un cielo, ma la Lettera agli Ebrei, quella ai Colossesi e quella agli Efesini ne hanno più d'uno, sebbene non sia specificato quanti.[38] L'apostolo Paolo narra della sua visita al terzo cielo, il luogo dove, secondo il pensiero del tempo, si trovava il giardino del Paradiso.[39]

Dio e gli esseri celesti[modifica | modifica wikitesto]

Israele e Giuda, come altri regni Canaaniti, originariamente avevano un pantheon completo di dei.[40] Il principale dell'antico pantheon canaanita era il dio El, ma col tempo YHWH lo rimpiazzò come dio nazionale e i due si fusero insieme ("Yahweh-El, creatore del cielo e della terra" - Genesi 14:22).[40] Gli dei rimanenti erano ora soggetti a Yahweh: "Chi sulle nubi è uguale al Signore, chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio? Dio è tremendo nell'assemblea dei santi...?" (Salmi 89:6-9).[41] Nel Libro di Giobbe l'Assemblea dei Santi, i Figli di Dio (Bənê hāʼĕlōhîm, in ebraico: בני האלהים?, lett. "Figli degli esseri divini") si incontrano in cielo per esaminare gli eventi in terra e decidere il fato di Giobbe.[42] Uno di loro è "il Satana", letteralmente "l'accusatore", che viaggia sulla terra in maniera simile ad una spia imperiale persiana, (Giobbe risale al periodo dell'Impero Persiano), riferendo e mettendo alla prova la lealtà degli uomini verso Dio.[42]

I corpi celesti (la "schiera celeste" - sole, luna e stelle) erano venerati come deità, pratica che la Bibbia disapprova e della quale il giusto Giobbe protesta la sua innocenza: "Se vedendo il sole risplendere e la luna... e con la mano alla bocca ho mandato un bacio, anche questo sarebbe stato un delitto..." (Giobbe 26-28)[43] La credenza nella divinità dei corpi celesti spiega un passo di Giosuè 10:12, di solito tradotto con Giosuè che chiede al sole e alla luna di star fermi, ma in realtà Giosuè pronuncia un incantesimo per assicurarsi che il dio Sole e la dea Luna, che supportavano i suoi nemici, non procurassero loro degli oracoli.[44]

Nei primi testi dell'Antico Testamento i bene elohim erano dèi, ma successivamente divennero angeli,[45] i "messaggeri" (malakim), che Giacobbe vede andare e venire lungo una "scala" (in effetti una montagna celeste) tra cielo e terra.[46] In precedenti opere i messaggeri erano anonimi, ma nel periodo del Secondo Tempio (539 p.e.v.-100 e.v.) si iniziò a dar loro nomi ed infine divennero i grandi ordini angelici del Cristianesimo ed Ebraismo.[40] Quindi gli dèi e dee che una volta erano stati prima i superiori di Yahweh o suoi pari, poi i suoi dèi subordinati, finirono per diventare gli angeli al suo servizio.[40]

Il paradiso e l'anima umana[modifica | modifica wikitesto]

Non esiste concetto di anima umana, o di vita eterna, nelle parti più antiche della Bibbia ebraica.[9] La morte è l'esalazione del soffio che Dio una volta soffiò nella polvere (2:7); tutti gli uomini devono affrontare la stessa sorte in Sheol, un'esistenza occultata tra le ombre senza conoscenza o sentimento (Giobbe 14:13; Qoelet 9:5) e non c'è modo per i mortali di entrare in cielo.[9] La situazione cambiò nel corso dei secoli, dopo l'esilio babilonese, quando una credenza nell'aldilà e nella retribuzione dopo la morte, apparve nella letteratura apocalittica ebraica.[9] Più o meno allo stesso tempo, la Bibbia fu tradotta in greco ed i traduttori utilizzarono la parola greca paradaisos (Paradiso) per il giardino di Dio[47] e il Paradiso venne ad esser situato in cielo.[39]

La terra[modifica | modifica wikitesto]

Earth's Location in the Universe (JPEG).jpg

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La posizione della Terra nell'Universo in otto immagini[48] (Scorri il pannello)

Geografia cosmica[modifica | modifica wikitesto]

La terra biblica era un disco piatto che galleggiava sull'acqua.[18] Il concetto era apparentemente molto simile a quello descritto nella mappa babilonese del mondo datata verso il 600 p.e.v.:[49] nel centro ci sono le città e i fiumi e altre caratteristiche prese dalla vera geografia; queste sono contenute in un singolo continente circolare delimitato da un mare circolare, con sette triangoli equidistanti al di là del limite marino.[49] I triangoli sono chiamati nagu, "regioni distanti", ma possono anche essere interpretati come isole o montagne.[50] Anche l'Antico Testamento colloca le isole lungo il disco terreno (Salmi 97:1): sono "le estremità della terra" (41:5), le "fondamenta" che sostengono la volta del cielo (Salmi 18:7-10).[51] Le colonne o fondamenta prevengono l'affondamento del disco terrestre nelle acque sotterranee del Chaos.[52]

Un'opera del II secolo p.e.v., il Libro di Enoch, descrive un viaggio ai confini della terra dove, tra le altre meraviglie, l'eroe (Enoch, antenato di Noè che, secondo Genesi 5:24, non morì ma fu "preso" da Dio) incontra un "grande fiume" (l'oceano cosmico?) e una montagna al Nord vicino al posto dove i luminari celesti erano depositati.[53] A Ovest trova un'altra montagna questa volta con tre caverne scure per le anime dei peccatori e una ben illuminata per i giusti; in Oriente visita il "giardino di giustizia" e l'Albero della Conoscenza, i cui frutti assomigliano a grappoli d'uva.[54] Il Libro di Enoch fu immensamente influente nel periodo del Nuovo Testamento e viene citato nella Lettera di Giuda.[54]

Templi, montagne, giardini e fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Mappa babilonese del Mondo (ca.600 p.e.v.). Il concetto biblico della terra era molto simile: una terra piatta circolare circondata da un oceano globale, con isole e montagne favolose ai "confini della terra".[55]

Nel Vicino Oriente antico il dio guerriero cosmico, dopo aver sconfitto le potenze del caos, avrebbe creato la sua dimora terrena, il tempio.[56] Proprio come l'abisso, il più profondo delle profondità, era il luogo del Caos e della Morte, così il tempio di Dio era nell'Alto della Montagna.[57] Nell'antico Regno di Giuda la "montagna" (in realtà poco più di una collina) e il sito del Tempio era Sion (Gerusalemme),[56] the navel and centre of the world (Ezekiel 5:5 and 38:12).[58] I Salmi descrivono Dio che siede sul trono sopra la Tempesta (il mare cosmico) nel suo palazzo celeste (Salmi 29:10), il Re eterno che "costruisce le sue alte stanze sulle acque" (Salmi 104:3) - un'immagine che richiama il dio mesopotamico Ea, che pone il suo trono su Apsu, le acque dolci primordiali sotterranee, e il dio canaanita El, descritto nel Ciclo di Baal col suo palazzo su una montagna cosmica che è la sorgente dell'oceano primordiale.[59]

Nella cosmologia del Vicino Oriente antico il punto in cui i reami di cielo e terra si uniscono è a volte descritto come un "giardino di Dio" terrestre, associato con tempio e palazzo reale.[60] Ezechiele 28:12-19 mette il giardino dell'Eden sulla montagna degli dèi;[61] in Genesi 2-3 il luogo dell'Eden è più vago, semplicemente in un "lontanissimo est",[62] ma viene fortemente implicato in entrambi che il giardino sia adiacente ad un tempio o palazzo.[63] In Gerusalemme il Tempio era decorato con motivi del cosmo de del giardino[64] e, come altri templi antichi del Vicino oriente, le sue tre sezioni rappresentavano un microcosmo simbolico, dalla corte esterna (il mondo visibile della terra e del mare), attraverso il Luogo Santo (il cielo ed il giardino di Dio visibili) fino al Santo dei Santi (il cielo invisibile di Dio).[65] Le immagini della montagna cosmica e del giardino di Ezechiele riappaiono nell'Apocalisse di Giovanni del Nuovo Testamento, applicate alla Gerusalemme messianica, le sue mura adornate di pietre preziose, il "fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio" (Apocalisse 22:1-2).[66]

Un flusso sotterraneo (un oceano di acqua dolce nel sottosuolo?) fertilizza l'Eden prima di dividersi in quattro fiumi che fuoriescono sulla terra intera (Genesi 2:5-6: "...il Signore Dio faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo"); in Ezechiele 47:1-12 (cfr. Tempio di Ezechiele) e altri profeti il flusso acqueo sgorga dal tempio stesso, fa fiorire il deserto e trasforma il Mar Morto da salato a dolce.[67] Tuttavia le acque sotterranee sono ambigue: sono la sorgente dei fiumi che danno vita, ma sono anche associati con la morte (Geremia 2:6 e Giobbe 38:16-17 descrivono come la via verso Sheol sia attraverso l'acqua e le sue porte siano poste ai piedi della montagna in fondo ai mari).[68]

L'Oltretomba[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ade, Geenna, Mondo a venire, Oltretomba e Sheol.
La valle della Geenna nel 1900. Già sito di sacrifici umani e discarica di cadaveri di criminali giustiziati, Geremia profetizzò che sarebbe diventata la "valle del massacro" e luogo di sepolture;[69] nella letteratura successiva venne quindi identificata con una nuova idea dell'Inferno quale posto dove i malvagi sarebbero stati puniti.[70]

Sheol e Bibbia ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, sottoterra si trovava Sheol, luogo dei rephaim (in ebraico: רפאים?, ombre),[71] sebbene non sia interamente chiaro se tutti coloro che morivano diventassero ombre, o solo i "grandi morti" (si confronti Salmi 88:10 con Isaia 14:9 e 26:14).[72] Alcuni passi biblici affermano che Dio non è presente nell'oltretomba: "Poiché nella morte non c'è memoria di te; chi ti celebrerà nello Sceol?" (Salmi 6:6).[73] Altri implicano che i morti stessi sono in qualche senso semidivini, come l'ombra del profeta Samuele, che viene chiamato un e-lohim, la stessa parola usata per Dio e gli dèi[74], ovvero i bnei E-lohim, alcuni angeli. Altri passi ancora affermano la potenza di Dio su Sheol come su tutto il resto della sua creazione: "Anche se penetrassero nello Sceol, di là li strapperà la mia mano..." (Amos 9:2).[75]

Periodo intertestamentario[modifica | modifica wikitesto]

Lo Sheol dell'Antico Testamento era semplicemente la dimora di tutti i morti, buoni e cattivi insieme.[76] Nel periodo ellenistico gli ebrei d'Egitto che parlavano greco e quindi probabilmente sotto l'influenza del pensiero greco, giunsero a credere che i buoni non sarebbero morti ma sarebbero andati direttamente da Dio, mentre i malvagi sarebbero morti veramente e sarebbero andati nel regno di Ade, dio dell'oltretomba, dove forse avrebbero patito grandi tormenti.[77] 1 Enoch, risalente al periodo tra l'Antico e il Nuovo Testamento, separa i defunti tra giusti e iniqui e dà ai primi una fonte, forse col significato che questi sono le acque (fonti) di vita.[78] Al tempo di Gesù si era quindi sviluppata l'idea che i malvagi iniziavano la loro pena nell'Ade appena morti, idea che si riflette nella parabola di Lazzaro e il ricco Epulone.[77]

Satana e la fine del tempo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Satana.

L'Ade del Nuovo Testamento è un soggiorno temporaneo, da usarsi solo fino alla fine dei tempi, quando i suoi abitanti saranno gettati nella fossa della Geenna e nello "Stagno di Fuoco" (Apocalisse 20:10-14).[79] Questo stagno è nel sottosuolo oppure finirà nel sottosuolo quando la "nuova terra" emergerà (Apocalisse 21:1, Isaia 65:17,66:22, 2 Pietro 3:13).[79] Il Diavolo non dimora o controlla il mondo sotterraneo - la sua sfera di attività è il mondo umano - e verrà gettato nel fuoco solo alla fine dei tempi.[79] Appare in tutto l'Antico Testamento non come nemico di Dio ma come suo ministro, "una sorta di procuratore generale con poteri investigativi e disciplinari", come nel Libro di Giobbe.[79] Fu solo con i primi Padri della Chiesa che Satana venne identificato col Serpente del Giardino dell'Eden e fu visto come un ribelle contro Dio, che cercava di impedire il piano divino per l'umanità.[79]

Il Giardino dell'Eden: esegesi ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gan Eden, Adamo e Eva.
« ...e sulla Terra hai creato gli alberi, l'erba, il Giardino dell'Eden, la vegetazione, gli animali... »
(Sefer haZohar-Petichat Eliahu haNavi)

Oltre all'esistenza dell' Eden superno, secondo la Tradizione ebraica il Giardino dell'Eden è anche un luogo terrestre, come descritto in Bereshit del Libro della Genesi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Il cielo, la terra e gli abissi secondo gli autori della Bibbia (illustrazione dell'astronomo Schiaparelli, 1902)[80]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lucas 2003, p. 130
  2. ^ Knight 1991, p. 175
  3. ^ Bernstein 1996, p. 134
  4. ^ a b Berlin 2011, p. 188
  5. ^ Wright 2002, p. 52
  6. ^ Comunque la tradizione ortodossa della Torah sostiene che non vi siano mai state influenze di altre culture e/o filosofie nella compilazione di testi scritturali: si afferma invece il contrario, che l'opposto sia accaduto e che la presenza di elementi ebraici sia travasata in altre tradizioni o mitologie. Cfr. int. al. Rabbi Joseph Telushkin, Biblical Literacy, William Morrow, 1997, III Parte.
  7. ^ a b c Aune 2003, p. 119
  8. ^ Wright 2002, pp. 117,124–125
  9. ^ a b c d Lee 2010, pp. 77–78
  10. ^ a b c Wright 2002, p. 53
  11. ^ a b Kaiser 1997, p. 28
  12. ^ a b Parrish 1990, pp. 183–184
  13. ^ a b Fishbane 2005, pp. 34–35
  14. ^ Fishbane 2005, p. 39
  15. ^ a b Aune 2003, p. 118
  16. ^ Mabie 2008, p. 50
  17. ^ Mabie 2008, pp. 47–48
  18. ^ a b Berlin 2011, p. 189
  19. ^ a b c d Walton 2003, p. 158
  20. ^ Page Lee 1990, pp. 176–177
  21. ^ Parrish 1990, p. 183
  22. ^ Questa interpretazione cosmologica del XIX secolo si basa sull'Antico Testamento e mostra un viaggiatore che arriva ai limiti di una Terra piatta, infila la testa nel firmamento e osserva i cieli al di là. Incisione di autore ignoto, presentata da Camille Flammarion nel suo libro L'atmosphère: météorologie populaire ("L'atmosfera: meteorologia popolare") del 1888 e descritta come una rappresentazione della cosmologia medievale.
  23. ^ Ryken et. al. 1998, p. 170
  24. ^ Ringgren 1990, pp. 91–92
  25. ^ a b Ringgren 1990, p. 92
  26. ^ Ringgren 1990, p. 93
  27. ^ Ringgren 1990, p. 98
  28. ^ Wyatt 2001, pp. 105–106
  29. ^ a b Wyatt 2001, pp. 106–107
  30. ^ Pennington 2007, p. 41
  31. ^ Pennington 2007, p. 42
  32. ^ Wright 2002, p. 57
  33. ^ a b Wright 2002, p. 54
  34. ^ Wright 2002, p. 56
  35. ^ Pennington 2007, pp. 40–41
  36. ^ Collins 2000, pp. 23–24
  37. ^ Collins 2000, p. 24
  38. ^ Collins 2000, p. 68
  39. ^ a b Lee 2010, p. 147
  40. ^ a b c d Wright 2002, p. 63
  41. ^ Wright 2002, pp. 63–64
  42. ^ a b Habel 2006, p. 67
  43. ^ Deist 2000, pp. 120–121
  44. ^ Deist 2000, p. 121
  45. ^ Knight/Levine 2011, p. none
  46. ^ Wright 2002, pp. 61–62
  47. ^ Bremmer 1999, p. 1,19
  48. ^ Diagramma della collocazione della Terra nell'Universo in una serie di otto immagini che mostrano (da sinistra a destra): la Terra, il Sistema Solare, la Nube Interstellare Locale, la Via Lattea, il Gruppo Locale, il Superammasso Locale, infine l'Universo osservabile.
  49. ^ a b Keel 1997, pp. 20–22
  50. ^ Horowitz 1998, p. 30ff.
  51. ^ Keel 1997, p. 22
  52. ^ Keel 1997, pp. 39–40
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  80. ^ L'immagine di Schiaparelli mostra ABC - la volta celeste; ADC - la curva dell'abisso; AEC - le pianure ed i mari; EEE - la terra; GHG - il supporto della volta solida; KK - i venti in deposito; LL - le acque celesti, fonte di pioggia; M - spazio aereo dove si formano le nubi; NN - riserva acquea (connessa al mare con canali); PQP - luogo dei morti (in ebraico: שאול?, Sheol).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]