Islamismo

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Islamismo è un termine usato con accezione diversa rispetto a Islam, per indicare una concezione essenzialmente politica dell'Islam.

Differenze fra il concetto di Islam e islamismo[modifica | modifica wikitesto]

Quanto al lessico impiegato, se in contesti linguistici diversi da quello italiano la differenza fra il termine Islam e Islamismo è abbastanza sfumata, in italiano una diversità sostanziale invece esiste, perché con la parola Islam s'intende quell'insieme di atti di fede, di pratiche rituali e di norme comportamentali che è praticato da sunniti, sciiti e ibaditi che, insieme, rappresentano quasi il 99.9% dei fedeli musulmani, mentre il termine Islamismo indica di fatto una concezione essenzialmente politica dell'Islam.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "islamismo" è di origine francese (islamisme). In quella lingua ne è, infatti, attestato l'uso fin dal XVIII secolo, quando Voltaire ne propose l'impiego in sostituzione del dispregiativo mahométisme (traducibile liberamente come maomettismo) per indicare la religione dei musulmani. Quest'uso si consolidò poi nel corso del XIX secolo, in particolare con Alexis de Tocqueville (1838) ed Ernest Renan (1883). Con il progredire degli studi e della conoscenza su quel mondo, a partire dal XX secolo a islamisme si è consigliato il termine Islam, perché utilizzato dagli stessi musulmani per indicare la propria religione. I suoi seguaci furono quindi detti islamistes e il termine islamisme cadde in disuso fino a che è stato recuperato per indicare, piuttosto vagamente all'inizio, le ideologie politiche legate all'Islam.

Spesso il termine islamismo è, però, ancora utilizzato erroneamente come sinonimo di islamico. In realtà islamico è un aggettivo derivato da Islam e quindi si riferisce alla sola sfera religiosa. Sinonimo di islamico è musulmano (da muslim, che significa "abbandonato in Dio").

Sinonimi di islamismo sono, invece, Islam politico[1] ed Attivismo islamico.


Panoramica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partito islamico.

L'islamismo è un fenomeno complesso e difficile sia da descrivere sia da interpretare, poiché il termine racchiude una gran varietà di pensieri e di modalità di azione.[2]

A seconda delle epoche e dei luoghi, infatti, i movimenti islamisti hanno fatto propri principi di altre ideologie, sebbene sempre riletti alla luce dell'Islam visto come una religione politica (come per esempio l'Islah).

Ad esempio, per gran parte del XX secolo un tema politico comune nei paesi musulmani è stato la resistenza al razzismo, al colonialismo ed all'imperialismo dell'Impero britannico e dell'Impero ottomano (sebbene quest'ultimo fosse esso stesso islamico). Nel secondo dopoguerra ebbe un seguito importante il nazionalismo arabo di ispirazione socialista (incarnato principalmente dal Partito Ba'th e dal nasserismo) che puntò anche su una percezione fondamentalmente ostile dell'influenza militare, economica, geopolitica, sociale e culturale Occidentale. In ogni caso il nasserismo fallì nel guidare la trasformazione sociale di quelle popolazioni. Il vuoto ideale provocato dalla caduta dell'Unione Sovietica e la fine della Guerra fredda, unita alla mancanza di democrazia ed alla corruzione imperante negli stati musulmani, è stato successivamente colmato dai movimenti rivoluzionari islamici che promettono di stabilire stati più etici ispirati all'Islam.

Oltre al socialismo, altre ideologie che hanno sempre influenzato l'islamismo sono il panislamismo e il panarabismo.

Per quanto riguarda più specificatamente il rapporto con la religione islamica, comune tra gli islamisti è la ricerca ed il recupero del messaggio originario e dei primi modelli di vita della loro religione. Da questo punto di vista c'è chi, più tradizionalista, si ispira direttamente al Corano e ai Hadith. In questo ambito si inquadrano i movimenti fondamentalisti, soprattutto i più estremisti. Accanto al tradizionalismo, a partire dal XIX secolo un certo seguito ha avuto una tendenza progressista che si è incamminata su un sentiero più propriamente liberale, sebbene alcuni autori preferiscono tenere distinto progressismo e liberalismo islamico [1]. Il loro rapporto con la religione è guidata dalla ijtihad, ovvero una reinterpretazione delle scritture che mira a recuperare i principi che guidavano le prime comunità musulmane insieme agli insegnamenti etici e pluralistici che si trovano nelle scritture. Questo movimento riformista usa il monoteismo (tawhid) "come un principio organizzativo per la società umana e la base delle conoscenze religiose, della storia, della metafisica, dell'estetica e dell'etica, così come dell'ordine sociale ed economico mondiale".[3]

Per quanto riguarda i partiti politici, si tende a distinguere tra partiti islamici (che promuovono l'Islam come religione) e partiti politici islamici (che promuovono l'Islam come movimento politico), presenti in diversi paesi, capaci di esprimere liste elettorali e di raccogliere voti in numero sufficiente da ottenere rappresentanze politiche al massimo livello anche in occidente.
Le loro posizioni e tendenze sono molto varie e vanno dai teocratici oltranzisti che hanno guidato la Rivoluzione iraniana (Partito della Repubblica islamica) ai ben più laici e democratici partiti nati in occidente Partito per la Giustizia e lo Sviluppo in Turchia.

Oltre alle diverse associazioni e movimenti, un'importante forma di rappresentazione politica dei musulmani in occidente è offerto dalle consulte che a livello locale o nazionale danno voce alle loro comunità e premono per veder riconosciuti diritti in linea con il loro credo religioso (l'istituzione o il riconoscimento di scuole musulmane, il velo, l'edificazione di luoghi di culto, ecc...).

Secondo molti, un ruolo a parte è svolto dalla confraternita dei Fratelli Musulmani, che si pone sulla scia di un tradizionalismo rinnovato.[4] Il loro programma politico osteggia l'egemonia culturale della modernità occidentale , in favore di una maggiore osservanza ai precetti del Corano. Sono presenti soprattutto in molti settori della politica tradizionale, dell'insegnamento, della sanità e delle attività sociali in genere, oltre che nell'organizzazione di incontri di preghiera e di spiritualità. Fondati in Egitto nel 1928, in un primo tempo conquistarono poco seguito, ma nel corso degli anni hanno aumentato via via la loro influenza, soprattutto a partire dagli anni ottanta, estendendo la loro presenza in tutto i paesi islamici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ PWHCE Middle East Project: Definition: Islamism, Islamist, Islamiste, Islamicist
  2. ^ * Teti, Andrea & Mura, Andrea:, "Sunni Islam and politics" in Routledge Handbook of Religion and Politics. ed. Jeff Haynes. London: Routledge, 2008.
  3. ^ The Oxford Dictionary of Islam (2003), ed. John Esposito, s.v. «Tawhid»
  4. ^ * Andrea Mura, A genealogical inquiry into early Islamism: the discourse of Hasan al-Banna in Journal of Political Ideologies, vol. 17, nº 1, 2012, pp. 61–85.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Political Islam (Organizzazione statunitense di studio dell'Islam politico)