Museo egizio (Torino)

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Coordinate: 45°04′06.02″N 7°41′04.23″E / 45.068339°N 7.684508°E45.068339; 7.684508

Museo delle Antichità Egizie di Torino
Museo Egizio e Galleria sabauda, Torino.jpg
Tipo Archeologico, Egittologico
Data fondazione 1824
Fondatori Carlo Felice di Savoia
Indirizzo Via Accademia delle Scienze 6, 10123 Torino
Direttore Christian Greco
Visitatori 540.297[1] (2013)
Sito http://www.museoegizio.it
Statua di Ramesse II con Amun e Hathor
Sarcofago di Ibi
« La strada per Menfi e Tebe passa da Torino »
(Jean-François Champollion[2])

Il Museo delle Antichità Egizie di Torino, meglio conosciuto semplicemente come Museo Egizio, è considerato, per il valore dei reperti, il più importante del mondo dopo quello del Cairo[3].

Il museo è stato, nel 2013, l'ottavo più visitati tra i siti statali italiani, con 540.297 visitatori e un introito totale di 1.698.350.50 Euro[4].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1759, un appassionato egittologo di Padova, Vitaliano Donati, si recò in Egitto per effettuare scavi e ritrovando vari reperti che furono inviati a Torino.[5] Ad inizio dell'800, all'indomani delle campagne napoleoniche in Egitto, in tutta Europa scoppiò una vera e propria moda per il collezionismo di antichità egizie. Bernardino Drovetti, piemontese, console generale di Francia durante l'occupazione in Egitto, collezionò in questo periodo oltre 8000 pezzi, tra statue, sarcofaghi, mummie, papiri, amuleti e monili vari. Nel 1824 il re Carlo Felice acquistò questa grande collezione, per 400.000 lire,[5] ed unendovi altri reperti di antichità classiche di Casa Savoia, tra cui la collezione Donati, diede vita al primo Museo Egizio del mondo[3]. Sul finire dell'Ottocento, il direttore del museo, Ernesto Schiaparelli avviò nuove acquisizioni e si mise personalmente a condurre importanti campagne di scavi in Egitto. In questo modo, intorno agli anni trenta del '900, la collezione arrivò a contare oltre 30 000 pezzi in grado di testimoniare ed illustrare tutti i più importanti aspetti dell'Antico Egitto, dagli splendori delle arti agli oggetti comuni di uso quotidiano[3]. Il museo è dedicato esclusivamente all'arte egizia. Al suo interno si possono trovare mummie, papiri e tutto ciò che riguarda l'arte egizia (compresi animali imbalsamati).

Collezione[modifica | modifica sorgente]

Nel museo sono presenti circa 30mila pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all'epoca copta. I più importanti sono:

Sede ed attività[modifica | modifica sorgente]

Ha sede nello storico Palazzo dell'Accademia delle Scienze, sede dell'omonima Accademia, che ha ospitato anche la Galleria Sabauda fino all'aprile 2012, eretto nel XVII secolo dall'architetto Guarino Guarini.

Il 6 ottobre 2004 è stato firmato un accordo trentennale tra la Fondazione Museo delle Antichità Egizie e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per conferire i beni del museo alla Fondazione, presieduta dallo scrittore Alain Elkann e di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. In tal modo il Museo egizio verrà gestito dalle istituzioni locali e godrà dei finanziamenti delle fondazioni bancarie, godendo al tempo stesso di ampia autonomia gestionale.

Nel 2006, l'anno dei giochi olimpici, è stato visitato da 554.911 persone, con un aumento del 93,8% rispetto al 2005[6].

Nel 2008 il raggruppamento Isolarchitetti vince la gara internazionale per scegliere i progettisti del nuovo museo con un progetto firmato insieme a Dante Ferretti.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Alcune scene del film A/R Andata + Ritorno sono ambientate all'interno del museo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ MIBAC (a cura di), Tavola 8 - Top 30 Visitat ori Istituti a pagamento-2013, MIBAC, 2013, pp. p. 1. URL consultato l'11 aprile 2013.
  2. ^ Storia del Museo Egizio di Torino. URL consultato l'11 novembre 2012.
  3. ^ a b c Torino e il suo territorio: le piazze, le regge, i musei, il Po, la collina e le Alpi, Milano, Touring Editore, 2010, pp. 74-76, ISBN 9-788-83654965-8.
    «Il più importante al mondo dopo quello del Cairo, il Museo Egizio è un dei luoghi più celebri della città».
  4. ^ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei
  5. ^ a b AA.VV., Egittommania, vol. II, pag. 58
  6. ^ Centro Studi TCI (a cura di), Dossier Musei 2007, Touring Club Italiano, 2007, pp. p. 12. URL consultato l'11 novembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Egittommania, vol. II, De Agostini
  • Wolfgang Kosack: Schenute von Atripe De judicio finale. Papyruskodex 63000.IV im Museo Egizio di Torino. Einleitung, Textbearbeitung und Übersetzung herausgegeben von Wolfgang Kosack. Brunner, Berlin 2013. ISBN 978-3-9524018-5-9
  • Wolfgang Kosack: Basilios "De archangelo Michael": sahidice Pseudo - Euhodios "De resurrectione": sahidice Pseudo - Euhodios "De dormitione Mariae virginis": sahidice & bohairice : < Papyruskodex Turin, Mus. Egizio Cat. 63000 XI. > nebst Varianten und Fragmente. In Parallelzeilen ediert, kommentiert und übersetzt von Wolfgang Kosack. Verlag Christoph Brunner, Berlin 2014. ISBN 978-3-906206-02-8.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]