Nefertari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'album di Iva Zanicchi, vedi Nefertari (album).

Nefertari Meretenmut (1295 a.C. – 1255 a.C.) è stata una regina egizia.

Dipinto dal tempio di Abu Simbel

Grande Sposa Reale di Ramesse II, sovrano egizio della XIX dinastia, fu una delle regine più influenti dell'antico Egitto, a fianco di nomi come Hatshepsut e Cleopatra, pur non avendo regnato in modo autonomo.

La sua tomba, QV66, è considerata tra le più belle della Valle delle Regine.

Il suo nome, espresso in geroglifici, appare così:

<
t G15 F35 i t
r
Z4
U7
t
n
>

che, traslitterato in nfrt iry mryt n mwt (Neferetiry meritenmut), vuol dire "bellissima compagna, amata da Mut".

Indice

[modifica] Biografia

Le origini di Nefertari sono sconosciute benché sia molto probabile che appartenesse, per nascita, alla nobiltà, il fratello Amonmose ricoprì la carica di sindaco di Tebe.
Il matrimonio con Ramesse avvenne quando la futura regina aveva tredici anni, ed il suo sposo, allora erede al trono, quindici. Nefertari fu la più importante delle otto spose di Ramesse e per più di venti anni fu una delle figure preminenti della politica egizia. Dopo il 20° anno di regno del sovrano (circa 1240 a.C.) la sua influenza diminuì fino al punto che alcune sue immagini che la raffiguravano insieme al sovrano furono cancellate. Dal matrimonio con Ramesse II nacquero due figlie e quattro maschi ma nessuno di questi sopravvisse al padre tanto da ereditarne il trono.
Nefertari morì nel 25° anno di regno di Ramesse, all'età di circa 40 anni, e fu seppellita in QV66 nella Valle delle Regine. Il suo posto come Grande Sposa Reale, fu preso da Isetnofret, madre di Merenptah.

[modifica] Status sociale

Nefertari fu, insieme a alla regina Tiy, la sola Grande Sposa Reale ad essere deificata in vita. Ad Abu Simbel a fianco del suo imponente tempio Ramesse II fece erigere anche un piccolo tempio dedicato ad Hathor e Nefertari.
Il suo altissimo status è confermato dalle pitture che la rappresentano della stessa grandezza del sovrano.
Negli scavi di Hattusas, la capitale ittita, sono state rinvenute copie delle lettere, scritte in alfabeto cuneiforme, riportanti la corrispondenza tra Nefertari e la regina Pudukhepa, moglie del sovrano ittita Hattusilis. Nelle lettere la regina egizia ha il ruolo di elemento di pacificazione tra i due regni.
Un altro indice di rilevanza sociale è rappresentato dagli appellativi con i quali venne denominata la regina : "signora di grazia", "dolce d'amore", "bella di viso", "colei per cui splende il sole".[1] Ancora più importante è il titolo di "sovrana di tutte le terre", esatto analogo femminile dell'appellativo "sovrano di tutte le terre" riservato al faraone, che non compare normalmente nella titolatura delle regine. [2]

[modifica] I figli

Il grande numero di figli di Ramesse II rende talvolta difficile associare con sicurezza questi con le relative madri quindi l'elenco seguente è da ritenere probabile ma non sicuro ed esaustivo.

  • Principe Amon-her-khepshef, Principe della Corona, Comandante delle truppe
  • Principe Pareherwenemef
  • Principe Meriatum, Primo Profeta di Atum a Eliopoli
  • Principe Meryre
  • Principessa MerytAmon, Cantatrice di Amon e sacerdotessa di Hathor
  • Principessa Henuttawy

[modifica] La tomba

Ritratto di Nefertari dalla sua tomba

Il ciclo pittorico che decora la tomba ipogea di Nefertari è uno dei più completi e significativi del nuovo regno. Questa vasta tomba scoperta nel 1904 dall' egittologo Ernesto Schiaparelli, purtroppo deturpata e saccheggiata al punto da essere priva della mummia, è collocata nel versante settentrionale della Valle delle Regine e presenta una pianta molto articolata.

E infatti diversa rispetto a quella delle tombe di tutte le altre regine (solitamente piu semplici e dotate solo di una camera funeraria) e si ispira piuttosto alle sepolture faraoniche della vicina Valle dei Re. Nelle pareti della seconda scala discendente, la decorazione è anche a rilievo. I dipinti raggiungono apici di qualità nell'ambito dell'arte funeraria egiziana soprattutto per la ricchezza di colori (verde, blu egiziano, rosso, ocra gialla, bianco e nero) e di dettagli, mentre i temi e i contenuti rispettano le indicazioni contenute nel Libro dei morti.[3] Le immagini descrivono il viaggio di Nefertari verso l'aldilà, durante il quale incontra personaggi del calibro di Osiride, Iside e altre divinità. Al termine del ciclo pittorico, Nefertari si tramuta in Osiride (dio dei morti), con il conseguente, auspicato raggiungimento dell'immortalità e della pace eterna.

[modifica] Vedi anche

[modifica] Note

Non va confusa con Nefertiti, Grande Sposa Reale di Amenhotep IV (Ekhnaton o Akhenaton), vissuta intorno al 1336 a.C., cioè circa 80 anni prima.

  1. ^ "Il restauro della tomba di Nefertari", di Neville Agnew & Shin Maekawa, pubbl. su Le Scienze, num.384, agosto 2000, pag.73-77
  2. ^ C. Leblanc, A. Siliotti, Nefertari e la Valle delle Regine (1997), p. 111
  3. ^ "Il restauro della tomba di Nefertari", di Neville Agnew & Shin Maekawa, pubbl. su Le Scienze, num.384, agosto 2000, pag.73-77

[modifica] Ne “I dieci comandamenti”

Anne Baxter è Nefertari ne "I dieci comandamenti" di Cecil B. De Mille

Nefertari è inoltre un personaggio del film di Cecil B. De MilleI dieci comandamenti”, interpretata da Anne Baxter. Sin da piccola è stata destinata a divenire la moglie del futuro successore di Sethi I. Lei è innamorata di uno dei due, Mosè, mentre odia Ramses, l’altro candidato, figlio carnale del faraone. La sua bellezza inasprisce il conflitto fra i due eredi al trono. Una sera però Memnet, una schiava egiziana, rivela a Nefertari le vere origini di Mosè, che è un ebreo e non un egiziano. Gli mostra infatti un panno levitico, nel quale era avvolto il giovane quando era ancora nascituro. Nefertari non vuole che l’amato venga rovinato e quindi uccide Memnet. Mosè scopre però comunque la verità e decide di seguire la propria gente, abbandonando tutte le sue ricchezze e diventando schiavo. Nefertari lo rincontra nelle cave dove gli ebrei lavorano e lo conduce nella sua nave. Cerca di convincerlo a tornare a palazzo, Mosè cede alle sue parole ma prima vuole sistemare una faccenda. Uccide il capo costruttore del faraone ma viene catturato da Ramses. Nefertari è costretta a sposare l’uomo che odia e a vedere l’amato condannato all’esilio. Dall’unione col futuro faraone nasce un figlio. Quando Mosè torna in Egitto, Nefertari cerca in tutti i modi di ricondurlo al suo amore ma non ci riesce, convince allora il faraone a non cedere alle parole del profeta. Ramses ordina però l’eccidio dei bambini ebrei e Nefertari, mossa a compassione, salva il figlio di Mosè ricevendo però dal profeta un’orribile risposta: saranno i primogeniti egiziani a morire, a cominciare da suo figlio. Il piccolo muore e la regina, accecata dall’odio spinge il faraone a inseguire gli ebrei e a uccidere Mosè. Ramses farà così, causando però la disfatta del proprio esercito e la salvezza per il popolo israelita.

[modifica] Bibliografia

  • Leblanc Christian, Siliotti Alberto - Nefertari e la valle delle Regine - Giunti Editore
  • Donadoni Roveri Anna M., Roccati Alessandro, Leospo Enrica - Nefertari. Regina d'Egitto - La Rosa Editore
  • Nasr Mohamed, Tosi Mario - La tomba di Nefertari - Bonechi Editore

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali