Merenptah

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Merenptah

Merenptah (... – ...) è stato un faraone della XIX dinastia egizia.

Nome Horo Giuseppe Flavio anni di regno Sesto Africano anni di regno Eusebio di Cesarea anni di regno Altri nomi
Kha nekhet Hajm-maat Amenophis 19 e 6 mesi Amenophat 19 Ammenophis 40

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sarcofago di Merenptah. Valle dei Re, KV8

Tredicesimo figlio di Ramesse II e della Grande Sposa Reale Isinofret salì al trono già anziano dopo aver ricoperto numerosi incarichi nell'esercito e nel cerimoniale. È possibile che sia stato per un certo periodo, secondo alcuni storici della durata di 12 anni, coreggente insieme al padre.
Dovrebbe aver regnato 9 anni. Sposò Isinofret, omonima della madre, da cui ebbe Seti Merenptah.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

In politica estera Merenptah perseverò nello stesso errore commesso dal padre, Ramesse II, negli ultimi anni di regno ossia continuò a sottovalutare la pressione assira nei confronti del regno di Hatti.
Ramesse, in violazione al trattato firmato in precedenza, non intervenne militarmente quando l'esercito assiro di Tukulti Ninurta I sbaragliò quello hittita.
Questa circostanza aumento l'instabilità dell'area medio-orientale mettendo in discussione l'influenza egizia. Durante il regno di Merenptah è documentata, scarsamente, una sola spedizione militare in quest'area, spedizione volta a riportare sotto controllo alcuni signori locali che si erano ribellati all'influenza egizia.
In relazione a questa spedizione è interessante il primo riferimento, di fonte egizia, ad Israele; infatti nella Stele d'Israele è scritto: «… Israele è desolata e non ha più seme (non possiede più discendenza ndr)…».
L'evento militare di maggior importanza del regno di Merenptah fu certamente la difesa del Basso Egitto nei confronti di una forte coalizione tra genti libiche e stirpi appartenenti ai Popoli del mare.
La coalizione era composta da tre tribù libiche: Libu, Kehek, Mashuash e da cinque stirpi appartenenti ai Popoli del mare: Akawasha (Achei), Lukka (Lici), Tursha (forse Tirreni), Sheklesh (Siculi), Danuna (forse i Danai omerici). È possibile che anche gli Shardana o (Sherden) ne facessero parte.
Almeno da parte delle tribù libiche non si trattò di una semplice incursione ma di vero e proprio tentativo di conquista. Le fonti riferiscono come al seguito dei soldati vi fossero, trasportate su carri, le loro famiglie.
Gli invasori superarono la linea difensiva di Ramesse II, conquistarono le piccole oasi occidentali,penetrarono nella regione del Fayum e giunsero a porre sotto assedio la stessa Menfi.
La battaglia decisiva, che vide la vittoria dell'esercito egizio, fu combattuta nella località, non ancora identificata, di Pi-yer. È probabile che Merenptah, a causa dell'età già avanzata, non abbia partecipato direttamente alla battaglia.

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che per una certa attività edilizia, comprendente anche l'usurpazione di edifici e monumenti eretti dai predecessori, la decisione più rilevante di Merenptah fu quella di restituire, dopo più di un secolo, al Primo Profeta di Amon, appartenente al clero tebano, il titolo di Capo dei Profeti di tutti gli dei dell'Alto e Basso Egitto ripristinando una situazione che aveva portato alla crisi legata al nome di Akhenaton e che porterà infine allo smembramento dello stato unitario al termine del Nuovo Regno.

Merenptah fu sepolto nella necropoli reale della Valle dei Re, nella tomba contrassegnata dalla sigla KV8.

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Maggiormente che per altri sovrani della stessa dinastia, per cui il fenomeno è comunque presente, Merenptah presenta soprattutto nel nome Horo una grande varietà di forme, tutte inizianti nello stesso modo Toro Possente (comune a moltissimi sovrani del Nuovo Regno) seguito da un grande varietà di epiteti che comprendono anche Figlio di Ra, Figlio di Amon

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
E1
D43
A28 Aa15
Aa11
t C10
Srxtail.jpg
k3 nḫt h՚j m m3՚t Toro possente, sotto cui la Maat è esaltata
G16
nbty (nebti) Le due Signore
D4 G30 Z3 r
N17
Z1 N21
S3 U33 i m V28 G43 T14 A1 A1
N17
Z3
Jrj b3w r t3 n - thmw
G8
ḥr nbw Horo d'oro
nb G54 O29
N37
I9 F8
nb snd ՚3 sfjt
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
N5 E11 n C12 mr
Hiero Ca2.svg
b3 n r՚ mri imn Baenra Meriamon Spirito di Ra amato da Amon
G39 N5
 
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
mr
n
p
t
V28 R4
t p
D2
Z1
U4 t
D36
H6
Hiero Ca2.svg
mri n pht htp hr m3՚t Merenptah Hotephermaat Amato da Ptah, la Maat gioisce

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Arborio Mella, L'Egitto dei faraoni, Milano, Mursia, 1976 ISBN 88-425-3328-9
  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bologna, Bompiani, 2003 ISBN 88-452-5531-X
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, Torino, Einaudi, 1997 ISBN 88-06-13913-4
  • Alfred Heuss et al., I Propilei. I, Verona, Mondadori, 1980
  • Università di Cambridge, Storia Antica. II, 3. Il Medio Oriente e l'area Egea 1380-1000 a.C., Milano, Il Saggiatore, 1975

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
Ramses II 12121202 a.C. Amenmesse