Ramses XI

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Ramesse XI
Stampo col cartiglio di Ramesse XI o IX. Los Angeles, LACMA.
Stampo col cartiglio di Ramesse XI o IX. Los Angeles, LACMA.
Re dell'Alto e Basso Egitto
In carica Nuovo Regno
Incoronazione 1098 a.C.
Predecessore Ramesse X
Successore Smendes (XXI dinastia)
Morte 1069 a.C.
Luogo di sepoltura Valle dei Re, tomba KV4 (non impiegata)
Dinastia XX dinastia egizia
Padre Ramesse X
Madre Tyti
Consorte Tentamon
Figli Duathathor-Henuttawy; Tentamon

Ramesse XI (... – 1069 a.C.) è stato un faraone della XX dinastia egizia. Fu l'ultimo sovrano della XX dinastia e del periodo della storia egizia detto Nuovo Regno. Durante il lungo regno, 27 anni, di questo sovrano si ebbe la definitiva rottura dell'unità politica dell'Egitto con il distacco della regione intorno a Tebe.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Ramses X e della sposa Tyti, salì al trono nel 1104 a.C. ereditando dal padre un Regno controllato in gran parte dal clero di Amon.[1] Quando Ramesse IX aveva sollevato dal suo incarico il Primo Profeta di Amon, Amenhotep, reo di essersi fatto raffigurare nel Tempio di Karnak in un rilievo con le stesse dimensioni del sovrano,[2] indicante quindi una pretesa pari dignità, questo atto aveva provocato disordini nel 17º distretto dell'Alto Egitto.
L'ordine venne infine riportato grazie all'intervento del viceré della Nubia, Panehesi, che si insediò a Tebe iniziando a comportarsi però come un conquistatore e governando quelle terre come fossero un dominio personale.[2]

Tale situazione perdurava ancora durante il regno di Ramesse XI. Nel diciassettesimo anno del suo regno Panehesi assediò il primo profeta di Amon in un tempio fortificato sito a Medinet Habu, posto sulla riva occidentale del fiume Nilo.[2] Conseguita una schiacciante vittoria Panehesi assunse egli stesso il titolo di sommo sacerdote di Amon, saccheggiando alcune città del Medio Egitto e assumendo di fatto il controllo dell'Alto Egitto..[2] Per debellare questa situazione Ramsex XI, infine, affidò ad generale Herihor[2] - un uomo probabilmente di origine libica che aveva raggiunto un'altissima posizione raccogliendo nelle sue mani una grande quantità di titoli e di incarichi, tra i quali quello di Primo Profeta di Amon.[2] - la missione di scacciare Panehesi da Tebe.
Herihor, dopo aver costretto l'avversario a ritirarsi a sud della prima cateratta del Nilo,.[2] prese a comportarsi però in maniera assai simile a questi. La frattura definitiva con il potere centrale avvenne nel 18º anno di regno di Ramesse XI quando Herihor proclamò la Weehann-meswe[3] (Ripetizione delle nascite),[2] ossia l'inizio di una nuova era e cominciò a datare i suoi atti in base a questa. In precedenza solamente altri due sovrani egizi, Amenemhat I, della XII dinastia, e Seti I, della XIX dinastia avevano dichiarato la Ripetizione delle nascite.[4]

L'Egitto si trovò quindi ad essere governato da un sovrano, residente nella regione del delta del Nilo, nominalmente re dell'Alto e Basso Egitto con un potere limitato quasi solo al Basso Egitto e da un Primo Profeta di Amon, residente a Tebe, che pur senza dichiarare apertamente decaduto il sovrano, ne aveva usurpato titoli e prerogative.
Comunque da varie testimonianze, tra cui il racconto Il viaggio di Unamon,[4] un manoscritto risalente alla XXII dinastia,[5] risulta che nell'Egitto ancora nominalmente sotto il controllo reale il potere effettivo fosse nelle mani del visir del Basso Egitto Smendes[4] (che aveva sposato Tentamon, figlia del sovrano, e salì al trono dopo la morte di Ramesse XI dando vita alla XXI dinastia).
Da altre fonti sappiamo anche che nelle regioni orientali del delta del Nilo ed in alcune oasi del deserto orientale fossero presenti principati semi-indipendenti governati dai discendenti delle popolazioni libiche entrate in Egitto al tempi di Ramesse III prima come prigionieri di guerra e poi come mercenari.

Il visir Herihor morì nel 1074 a.C.[6] e la sua carica fu assunta dal figlio Piankh,[6] mentre a Ramses XI, spentosi l'anno successivo (1075 a.C.), successe il genero Smendes.[4] Per Ramesse XI fu preparata, ma non completata,[5] nella Valle dei Re,[5] la tomba conosciuta come KV4.[5] Non conosciamo però l'effettivo luogo di sepoltura del sovrano, né la sorte della sua mummia.[5]

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
E1 D43 C2 U6
Srxtail.jpg
k3 nḫt mrj r՚ Ka-nekhet merira Toto possente, amato da Ra
G16
nbty (nebti) Le due Signore
wsr s T16 O4 D46 D36
D43
I8
Z2
wsr ḫps hd hmfw Potente nel colpire, innumerevole negli assalti
G8
ḥr nbw Horo d'oro
G36
r
F22 t
Z5
A24 s S34 N19

N23
N23
i A2 U33 i i A23 G7 S34 U28 s O4
r
W23
Y1
U5
D36
Z1 H6

Y1 s R4
p t
Y1 N19 N23
N23
wr phtj sˁnḫ t3wy
jty hrw hr m3ˁt
shtp t3wy
Con grande potenza, che dona nuova vita alle Due Terre, che riconcilia le Due Terre sotto la maestà della Maat
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
N5 mn C10 A40 U21
n
Hiero Ca2.svg
mn m3՚t r՚ stp.n pth Menmaatra Setepenptah La giustizia di Ra è durevole, scelto da Ptah
G39 N5
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
N28 C2 R19 C12 N36
r r
F31 S38 R8 O28 O34
O34
Hiero Ca2.svg
r՚ ms sw ḫ՚j hr w3st mrr imn ntr hq3 jwnw Ramessu Kaumwaset meramon netjer heka Iunu Nato da Ra, che appare in Tebe, il dio Signore di Iunu

Nella tomba KV4 della Valle dei Re a Tebe il nome Nsw-bity compare nella forma:

Hiero Ca1.svg
N5 C10 A40 Y5
N36
U21
N17
Hiero Ca2.svg

mn m3՚t r՚ stp.n pth - Menmaatra Setepenptah - La giustizia di Ra è durevole, scelto da Ptah.

Datazioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

Autore Anni di regno
Gardiner 1114 a.C. - 1087 a.C.
Redford 1111 a.C. - 1081 a.C.
Arnold 1100 a.C. - 1070 a.C.
von Beckerath 1099 a.C. - 1069 a.C.
Malek 1099a.C. - 1069 a.C.
Shaw 1099a.C. - 1069 a.C.
Dodson 1094 a.C. - 1064 a.C.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mascort 2014, p. 25
  2. ^ a b c d e f g h Mascort 2014, p. 26
  3. ^ Una specie di giubileo nella quele si azzerava il conteggio degli anni per iniziarne uno nuovo.
  4. ^ a b c d Mascort 2014, p. 28
  5. ^ a b c d e Mascort 2014, p. 27
  6. ^ a b Mascort 2014, p. 29

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bologna, Bompiani, 2003, ISBN 8-84525-531-X.
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, Torino, Einaudi Editore, 1997, ISBN 8-80613-913-4.
  • Alfred Heuss, I Propilei, Verona, A. Mondadori Editore, 1980.
  • Federico Arborio Mella, L'Egitto dei faraoni, Milano, Ugo Mursia Editore, 1976, ISBN 8-84253-328-9.
  • Università di Cambridge, Storia Antica. II, 3. Il Medio Oriente e l'area Egea 1380-1000 a.C., Milano, Il Saggiatore, 1975.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Maite Mascort, Il declino del Nuovo Regno. Ramses XI in Storica, 22-31, Milano, RBA Italia s.r.l., ottobre 2014, p. 22-31.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
Ramesse X 1107 - 1098 a.C. Smendes (XXI dinastia)