Sarcofago egizio

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Il sarcofago egizio era la cassa destinata a custodire il corpo imbalsamato del defunto e il suo Ka. Il suo nome egizio era nebankh ossia “Possessore di vita”

V30 S34 N35
Aa1
Q6
nb ˁnḫ oppure
N29
D21
S29 G43 Q6
ḳrsw

ed era da considerarsi l’elemento più importante di una sepolutura e dimora del defunto per l’eternità.

Le forme, i materiali e le decorazioni variavano a seconda delle epoche e delle usanze religiose che si evolvevano con i tempi.

Il coperchio del sarcofago rappresentava il cielo, il fondo era la terra mentre i lati indicavano i quattro punti cardinali ed in esso il defunto veniva inumato con la testa a nord ed il volto rivolto ad oriente verso il sole che rinasceva rigenerato.

Periodo arcaico e predinastico[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo arcaico l’inumazione avveniva avvolgendo il defunto con stuoie o pelli di animali deponendolo successivamente in fosse circolari ed in posizione fetale.

Il sarcofago come elemento funerario compare nel periodo predinastico e protodinastico della I e II dinastia dove la tumulazione dei defunti avviene in contenitori fatti in terracotta o con tavole di legno e con coperchio bombato.

Antico Regno[modifica | modifica wikitesto]

Sarcofago della IV dinastia

Compaiono nell’Antico Regno, i sarcofagi di pietra, in granito oppure in calcare, si presentavano incavati, senza iscrizioni, politi, lisciati, con base rettangolare e con coperchio piatto.

Verso la fine dell’Antico Regno le pareti esterne sono ornate con geroglifici riportanti formule funerarie e con gli occhi udjat, in corrispondenza degli occhi del defunto, disegnati sulle pareti laterali del sarcofago che gli consentono di vedere all’esterno e poter aver sempre un contatto con il mondo dei vivi.

All’interno recano formule di offerte di cibo e bevande in sostituzione di eventuali offerte non effettuate, come nella tavola delle offerte.

Il sarcofago dei nobili di alto rango e dei sovrani come quello di Micerino si presentavano con una notevole modanatura a facciata di palazzo.

Primo periodo intermedio[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Primo periodo intermedio, la democratizzazione religiosa delle sepolture diventate alla portata dei nobili e successivamente del popolo, fece aumentare la produzione dei sarcofagi in legno economicamente più convenienti. Presentavano decorazioni ed iscrizioni tratte dai Testi delle Piramidi. I sovrani invece continuavano ad essere sepolti in sarcofagi litici.

Medio Regno[modifica | modifica wikitesto]

Sarcofago in calcare bianco
Sarcofago del Medio Regno

Il Medio Regno è caratterizzato dai sempre più diffusi sarcofagi lignei estremamente decorati con immagini architettoniche e geroglifici che riportavano elementi più specifici dei Testi delle Piramidi ovvero i Testi dei sarcofagi. Viene in uso anche trascrivere l’elenco del corredo funerario. Compaiono nella XI dinastia i sarcofagi composti di lastre di calcare bianchissimo scolpiti con scene di vita quotidiana ricche di equilibrio ed eleganza.

I sarcofagi litici della XII dinastia sono i più belli per forma, decorazioni e materiale. Si presentano con uno zoccolo modanato alla base tipo facciata di palazzo.

Secondo periodo intermedio[modifica | modifica wikitesto]

Sarcofago rishi

Alla fine del Secondo periodo intermedio la forma dei sarcofagi divenne di tipo antropoide con svariate decorazioni dipinte su tutta la superficie con particolare riguardo alla rappresentazione del viso, delle mani, dei gioielli e dell’acconciatura.

Merita di essere menzionata la tecnica decorativa tipica di questo periodo denominata rishi e realizzata con motivi a piuma di falco come nel sarcofago di Kamose conservato al Louvre.

Nuovo Regno[modifica | modifica wikitesto]

Sarcofago della XVIII dinastia

I sarcofagi, durante il Nuovo Regno restano di tipo antropoide, vero sostituto del corpo e spesso inseriti l’uno nell’altro . Con lo svilupparsi del culto osiridiano recano le sembianze del dio Osiride con il quale il defunto veniva identificato.

Inizialmente hanno decorazioni molto semplici ma verso il periodo ramesside appaiono riccamente decorati con scene tratte dal Libro dei morti.

Per i sovrani ed i nobili, oltre ad utilizzare questo tipo di sarcofago, veniva usato anche un grande sarcofago litico o ligneo nel quale veniva deposto quello antropoide. In alcuni casi il sarcofago antropomorfo era realizzato in pietra a forma di cartiglio e con la figura del defunto scolpita in altorilievo.

Sarcofago del III periodo intermedio

Terzo periodo intermedio[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo compaiono decorazioni con scene religiose di rinascita del defunto con particolare riferimento al ciclo solare, alla pesatura del cuore ed altre immagini prima destinate alle decorazioni parietali delle tombe.

Caratteristici della XXII dinastia sono i sarcofagi decorati con immagini della dea Nut, madre della rinascita e nella quale erano identificati, così come recita la formula 44 dei Testi dei Sarcofagi.

Epoca tarda[modifica | modifica wikitesto]

Sarcofago del periodo saitico

Nel periodo saitico, si ha un ritorno al modello classico realizzato in grandi dimensioni in granito, scisto e basalto, con profusione di figure di divinità e testi sacri con il coperchio arrotondato per seguire le forme della mummia.

Successivamente con la dinastia tolemaica nuove influenze artistiche mutano l’arte canonica funeraria e compare sul sarcofago in pietra la raffigurazione del viso del defunto con parrucca per ornamento e con iscrizioni di tipo apotropaico e di augurio per il viaggio del defunto tra i pericoli dell’aldilà verso i Campi Iaru.

Decadenza[modifica | modifica wikitesto]

Sarcofago in cartonnage

Con la decadenza della civiltà egizia, il sarcofago diventa più semplice, è costituito da papiro e collante ricoperto di stucco bianco ed è denominato cartonnage.

Questo stucco era decorato con oro e colori vivaci con l’effigie del defunto realizzata sullo stucco oppure su una tavoletta che era posta all’altezza del volto fissata ai bendaggi, come nei ritratti dell'oasi del Fayyum.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Guy Rachet – Dizionario Larousse della civiltà egizia – Gremese Editore – ISBN 8884401445
Guillemette Andreu ed altri – Piccola enciclopedia dell’antico Egitto – Rizzoli libri illustrati – ISBN 8874230710
Edda Bresciani – Grande enciclopedia illustrata dell’antico Egitto – De Agostani ISBN 8841820055


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