Akhenaton

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Neferkheperura-Waenra Amenhotep poi Neferkheperura-Waenra Akhenaton (... – ...) è stato il decimo sovrano della XVIII dinastia egizia.

Indice

[modifica] Liste Reali

Nome Horo Giuseppe Flavio anni di regno Sesto Africano anni di regno Eusebio di Cesarea anni di regno Altri nomi
Ka -nekhet
Qaisuty
Oros 36 Oros 32 Oros 36 Amenhotep IV
Akhenaton
Testa di Akhenaton (Museo Egizio del Cairo)

[modifica] Biografia

Figlio dell'unione di Amenhotep III e di Tyi, da cui nacquero 6 figli, quattro femmine e due maschi, questo sovrano è passato alla storia come il faraone eretico per il tentativo di sostituire, in conflitto con il potente clero tebano, il dio Amon con una nuova divinità, il dio Aton, nel ruolo di divinità protettrice della regalità.

Fonti principali per la conoscenza di questo periodo sono: le Lettere di Amarna, la Stele della frontiera e l'Inno all'Aton, provenienti da Akhet-Aton; la Stele della restaurazione di Tutankhamon; il Testo dell'incoronazione e L'Editto di Haremhab.

Di Akhenaton si conosce una sola Grande Sposa Reale: Nefertiti che ebbe anche grande importanza politica.

[modifica] L'ascesa al potere

Il padre, Amenhotep III fu un uomo dai gusti raffinati e da abile diplomatico, oltre alla regina Tyi, prese varie mogli provenienti da lontano, una veniva da Babilonia, una da Arzawa, l'attuale Turchia sudoccidentale, un'altra da Mitanni, l'odierno Kurdistan e durante il suo regno diede il suo contributo alla magnificenza del tempio del dio Sole. Il fratello maggiore di Akhenaton morì improvvisamente e prematuramente e così alla morte del padre il figlio minore, seppur debole e malformato così come viene descritto da alcune fonti storiche, salì al trono.[1]

[modifica] Il contrasto Amon/Aton

Amon, divinità olare tebana, giunse ad avere grande importanza nazionale appunto con la XVIII dinastia. Il suo ruolo di protettore della regalità comportava un enorme potere per il suo tempio principale sito a Karnak, questo, nel corso dei secoli, aveva ricevuto in dono terre ed altre proprietà fino a diventare quasi uno stato nello stato ed a influenzare anche le scelte sulla successione al trono d'Egitto. La famosa Hatshepsut detta il re-donna derivò il suo potere dal favore goduto presso il clero di Tebe.

L'eresia di Akhenaton fu quindi un tentativo di recuperare il potere sacrale originariamente detenuto dal sovrano. La stessa titolatura dei sovrani ne indicava la componente divina: il re è l'Horo vivente, figlio di Ra.

[modifica] La politica interna

Akhenaton e Nefertiti, Calcare dipinto. Parigi, Museo del Louvre

Secondo una parte degli studiosi Amenhotep IV avrebbe regnato come coreggente con il padre per alcuni anni ma questa interpretazione dei dati è contestata, da altri tra cui il Gardiner, sulla base di alcune lettere facenti parte della corrispondenza diplomatica (le lettere di Amarna) ed anche sulla poco credibile situazione che si sarebbe venuta a creare: due sovrani con due capitali diverse.
Il sovrano scelse come consiglieri sua madre Tiye, la regina Nefertiti ed il sacerdote Ay, marito della sua governante. Nel secondo e nel terzo anno di regno, decise di celebrare un grande giubileo e iniziò la costruzione di almeno otto strutture in muratura a Karnak, dove, inizialmente, Amenhotep IV regnò; la struttura più articolata fu il tempio ad Aton detto Gen-pa-Aton ("il Disco del Sole è trovato"), sui cui muri apparivano incise scene della celebrazione del giubileo e raffigurazioni della regina Nefertiti assieme alle figlie nell'atto di effettuare offerte al Sole (la coppia non è riuscita ad avere un figlio maschio e sarà la primogenita a prendere il posto della madre); un secondo tempio fu chiamato "Esaltati sono per sempre i monumenti del Disco del Sole" e comprendeva molte raffigurazioni di vita domestica a palazzo; un terzo tempio fu denominato "Robusti sono per sempre i monumenti del Disco del Sole", i cui rilievi descrivevano offerte al Sole, processioni e scene di palazzo con servi.[1]

Tra il quarto ed il sesto anno di regno, dopo aver mutato parte della titolatura reale ed anche il suo nome da Amenhotep (Amon è contento) in Akhenaton (Aton è soddisfatto o L'effettivo spirito di Aton) e quello della moglie in Nefer-neferu-Aton (Bella è la perfezione di Aton), trasferì la capitale in una città appositamente costruita 240 chilometri più a nord: Akhet-Aton, Orizzonte di Aton (oggi Tell el-Amarna), il cui piano costruttivo prevedeva un quartiere per le famiglie ricche situato lungo le arterie principali, e in una zona posteriore le residenze dei funzionari meno importanti, mentre le abitazioni della gente comune erano dislocate casualmente dove c'era posto. Nella parte meridionale della città era previsto il palazzo per l'intrattenimento del sovrano, mentre il centro era occupato da un tempio e dal palazzo reale; il lato settentrionale ospitava il quartiere dei mercanti. I templi erano aperti verso il cielo e quindi seguivano la struttura di quelli solari di Eliopoli. La città era priva di qualunque sistema di fognatura.

Lo scontro con il clero di Amon si fece più aspro nel 14° anno di regno quando oltre alla chiusura del complesso templare di Karnak, privato di tutte le sue proprietà, si aggiunge l'opera iconoclasta verso il nome stesso del dio, che venne scalpellato da tutti i monumenti. Inoltre anche il popolo covava risentimenti nei confronti del sovrano per la soppressione delle antiche divinità ed anche l'esercito mostrava segni di disappunto per l'immobilismo e la perdita dei territori asiatici.

[modifica] La nuova religione

Bassorilievo proveniente da Tell el Amarna. Visibile la rappresentazione di Aton come sole raggiato. Museo del Cairo

Il culto di Aton, divinità solare di probabile origine semita, fu introdotto a Karnak durante il regno di Thutmose II.

A differenza delle altre divinità egizie Aton non è rappresentato in forma antropomorfa ma sempre come un sole i cui raggi sono braccia terminanti con mani, alcune delle quali reggono l'ankh, simbolo della vita.

Molto si è discusso, e scritto, sul monoteismo del culto di Aton, monoteismo che comunque racchiudeva in sé, senza rinnegarlo, il complesso politeismo egizio, in effetti molti studiosi preferiscono parlare di enoteismo nel senso che Aton non sarebbe stato l'unico dio ma il dio supremo la cui venerazione avrebbe potuto sostituire quella delle altre divinità.

Akhenaton diede ordine di eliminare le immagini e i culti degli altri Dei in tutto l'Egitto(come le ricerche archeologiche ci mostrano), dando così segno di una completa rottura con il politeismo. Con questo egli enunciò i principi della sua nuova dottrina:

  1. Era consentito venerare un solo Dio
  2. Tutti gli idoli furono banditi, comprese le raffigurazione di divinità con animali e le personificazioni del Sole divino
  3. Tutti i rituali legati alla morte aboliti
  4. Nessun sacrificio di animali
  5. Universalità di culto
  6. Le sepolture effettuate senza beni materiali
  7. Abolizioni di miti e incantesimi
  8. Monogamia (come egli stesso praticò)
  9. Tutte le rendite degli altri dèi egizi dovevano confluire ad un unico tesoro, quello del Disco del Sole

Akhenaton, con il suo monoteismo rivoluzionario, non pone più il sovrano come rappresentazione di Dio,il faraone ora è "utile a Dio, che è utile a lui" come testimonia anche una stele commemorativa nel Tempio di Ptha a Karnak dove è scritto: Dio ha fatto si che le vittorie della mia maestà fossero più grandi[di quelle] di ogni altro re. La mia Maestà ha ordinato che il Suo altare sia fornito di ogni bene."

L'escatologia che sostituisce quella di Osiride, prevedeva che le anime dei morti, col sorgere del sole, uscissero fuori sotto le sembianze di uccelli per rivivere tutto il giorno in un mondo parallelo a quello materiale.

In alcuni inni ritrovati nella tomba del sacerdote Ay viene manifestato l'universalismo imperiale al quale, secondo alcune interpretazioni, mirava Akhenaton, che si auspicava la diffusione di una religione universale con al centro il dio di tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro razza e soprattutto il dio creatore della natura.[2]

[modifica] Politica estera

Durante il regno di Akhenaton, come già durante quello del padre, l'Egitto non seppe contrapporsi all'ascesa degli Ittiti perdendo, quindi, il controllo di una serie di stati vassalli dell'Asia Minore che rappresentavano una fonte di ricchezza per le casse reali. Una parte della corrispondenza diplomatica rinvenuta tra le rovine della nuova capitale (le Lettere di Amarna) è appunto composta da richieste di aiuto di sovrani dell'area palestinese dove bande di nomadi predoni Hapiru esercitavano razzie e disordini.

Malgrado le richieste di aiuto provenienti dagli alleati, ad esempio quelle inviate da Tushratta re di Mitanni, almeno da quanto riportato nelle fonti a nostra disposizione, non si hanno notizie di campagne militari nell'area siro-palestinese. Di questo atteggiamento pacifista seppe approfittare Suppiluliuma I, re ittita che, dopo aver portato sotto il suo controllo il regno di Mitanni, iniziò l'espansione nella zona d'influenza egiziana.

Le nostre fonti riportano, invece, una campagna militare nella Nubia durante il 12° anno di regno, per sedare una rivolta.

[modifica] La successione

Bassorilievo proveniente da Tell el-Amarna. Berlino, Museo egizio

La damnatio memoriae, con la conseguente distruzione di documenti e di monumenti, a cui Akhenaton venne condannato a partire da Haremhab rende difficoltoso definire esattamente la linea di successione.

Fonti amarniane sembrano citare come immediato successore un Neferneferuaton seguito da Smenkhkhara. Entrambi questi sovrani avrebbero governato da Akhet-Aton.

L'abbandono della nuova religione, ed anche dalla capitale Akhet-Aton, avvenne durante il regno di Tutankhamon, figlio di Kiya (moglie secondaria di Akhenaton) ed ultimo discendente della stirpe regale iniziata con Thutmose I.

Secondo i fautori della teoria della coreggenza, Smenkhkhara non avrebbe mai governato in modo autonomo ed il successore di Akhenaton sarebbe quindi Tutankhamon. Per un'esposizione completa di questa teoria si può consultare il testo di Cyril Aldred citato nella bibliografia.

La demolizione dei templi del Sole e del palazzo reale di Akhenaton furono condotti all'insegna del riciclaggio dei materiali in muratura che furono riutilizzati ad esempio per i piloni aggiunti al tempio di Amon-Ra a Karnak oppure per gli edifici eretti da Ramesse III.

Nel 1917 nella Valle dei Re fu scoperta una tomba, la numero KV55, risalente all'epoca di Tutankhamon. All'interno fu trovato un corpo sconosciuto dal momento che le iscrizioni sulle pareti erano state cancellate a colpi di scalpello. Il confronto del cranio con quello del faraone Tutankhamon rivelerebbe, secondo alcuni esperti, una parentela diretta tra i due. Alcuni ipotizzarono, perciò, che si trattasse del corpo di Akhenaton, trasportato nella Valle da Tutankhamon, secondo altri è, invece, il corpo di Smenkhkhara. Ma oggi, recenti studi su base genetica identificano Akhenaton nella mummia 61072 e la consorte Nefertiti nella mummia 61070. Queste mummie "anonime", insieme ad una terza, furono trovate nella tomba di Amenhotep II KV35 nel 1898.

[modifica] Rinnovamento artistico

Alla rivoluzione religiosa si affiancò anche un profondo rinnovamento artistico, il cosiddetto stile di Amarna, in cui la rappresentazione della figura umana, compresa quella del sovrano e della dua famiglia, perde la rituale staticità precedente per acquisire una rappresentazione naturalistica, e talvolta impietosa, della realtà. Akhenaton, ad esempio, viene rappresentato in scene di vita familiare ed appare in tutte le sue deformità corporee; inoltre, talvolta, il sovrano indossa una tunica da donna e i nastri posti sul retro della corona assumono una forma allungata e femminile. Anche l'atteggiamento dei cortigiani cambia considerevolmente visto che ora si inchinano o si prostrano davanti alla coppia reale.

Infatti, tra gli insegnamenti di Akhenaton vi è quello della "verità" e del principio "Vivente della Verità" che spesso è accostato al nome del sovrano. Il suo scultore capo Bek ci ha lasciato la notizia che lo stesso Akhenaton chiese agli artisti di esprimere la realtà che vedevano; quindi furono raffigurate anche scene prese dalla vita animale, come il cane durante la caccia e la preda che fugge.[2]

La tomba di Akhenaton fu collocata ad est della città, in perfetto allineamento con il tempio del dio Aton. All'interno di essa, per la prima volta, il faraone e la moglie, Nefertiti, sono raffigurati nudi e Akhenaton è solo quando intercede presso il dio Aton mentre la moglie è rappresentata in battaglia vestita con i simboli della regalità.

[modifica] Titolatura

Amenhotep IV

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
hr Horo
E1
D44
X7 A28 S9
Immagine:srxtail.jpg
k3 nḫt q3 swt Ka nekhet qasut
Toro possente, grande nelle Due Piume (Amon)
G16
nbty (nebti) Le due Signore
G36
r
M23 t
n
i i m i p
t
Q1 t
Z2
wsr nsyt m jptswt .
Grande di regalità in Karnak
G8
hr nwbty Horo d'oro
U39 M40 N28
Z2
m O28 W24
O49
M27
wts ḫ՚w m jwnw sm՚ La cui regalità è completa in Karnak
nswt&bity
n swt bt Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Image:Hiero_Ca1.svg
N5 nfr L1 N5
Z2
T21
n
Image:Hiero_Ca2.svg
nfr ḫprw -r՚ w՚ e r՚ Neferkheperura Waenra Meravigliose sono le manifestazioni di Ra
G39 N5
 
sa Ra Figlio di Ra
Image:Hiero_Ca1.svg
i mn
m
R4
t p
Image:Hiero_Ca2.svg
imn htp Amenhotep Amon è contento


Akhenaton

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
hr Horo
i t
n
N5
mr
Immagine:srxtail.jpg
mr itn mer Aton
Amato da Aton
G16
nbty (nebti) Le due Signore
G36
r
M23 i i t
Z2
Aa15
N27
i t
n
N5
wsr nsyt m 3ḫt itn
Grande di regalità in Akhet-Aton
G8
hr nwbty Horo d'oro
U39 r
n
V10 i t
n
N5
wts rn n itn
Che esalta il nome dell'Aton
nswt&bity
n swt bt Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Image:Hiero_Ca1.svg
C2 nfr L1 Z2
N5
T21
n
Image:Hiero_Ca2.svg
nfr ḫprw -r՚ w՚ e r՚ Neferkheperura Waenra Meravigliose sono le manifestazioni di Ra
G39 N5
 
sa Ra Figlio di Ra
Image:Hiero_Ca1.svg
i t
n
N5
G25 Aa1 n
Image:Hiero_Ca2.svg
՚ḫ n itn Akhenaton Aton è soddisfatto


[modifica] Cronologia

Periodo Dinastia Anni di regno
Nuovo Regno XVIII 1359 a.C. - 1342 a.C. ± 30 anni
Autore Anni di regno
Redford 1372 a.C. - 1355 a.C.
Gardiner 1367 a.C. - 1350 a.C.
Arnold 1364 a.C. - 1348 a.C.
Dodson 1360 a.C. - 1343 a.C.
Aldred 1358 a.C. - 1340 a.C.
von Beckerath 1355 a.C. - 1337 a.C.
Malek 1353 a.C. - 1337 a.C.
Krauss 1353 .C. - 1336 a.C.
Grimal 1352 a.C. - 1338 a.C.
Shaw 1352 a.C. - 1336 a.C.


predecessore:
Amenhotep III
Signore del Basso e dell'Alto Egitto successore:
Ankhtkheperura

[modifica] Note

  1. ^ a b , di Donald B.Redford, pubbl. su "Le Scienze (Scientific American)", num.126, febbr.1979, pag.74-84
  2. ^ a b "Akhenaton:il faraone del sole", di Cyril Aldred, Newton & Compton, Roma, 1996, pag.79-82

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali