Enoteismo

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L'Enoteismo (dal greco antico εἷς θεός, "un solo dio"), termine coniato da Max Müller, indica un tipo di religiosità che prevede la preminenza di un dio su tutti gli altri, tale da accentrare su di esso tutto il culto[1]; è pertanto una forma di culto intermedia tra politeismo e monoteismo in cui viene venerata in particolar modo una singola divinità senza tuttavia negare l'esistenza di altri dèi accanto ad essa: non viene quindi negata l'esistenza di altre divinità, ma ne viene sottolineata l'inferiorità.

Indice

[modifica] Enoteismo e Monolatria

Sebbene siano concetti molto simili, Enoteismo e Monolatria (dal greco μόνος, "unico", e λατρεία, "culto") differiscono su alcuni punti. Nell'enoteismo ad esempio non è escluso che gli altri dèi, per quanto inferiori, siano oggetto di forme di culto, cosa non concepibile nella monolatria. Non è infrequente inoltre che nell'Enoteismo la Divinità Superiore sia quella da cui le altre hanno avuto origine, come nel caso dell'induismo.

Sul piano temporale enoteismo e monolatria possono succedersi: accade dunque che nell'enoteismo il culto di un unico dio, all'interno di un più vasto pantheon, sia un sistema momentaneo per avere favori nell'immediato, da quella determinata forza divina; nella monolatria questo schierarsi dalla parte di un'unica divinità risulta essere più longevo nel tempo, vera passerella per il monoteismo.

Si tratta, per questo motivo, di un concetto profondamente diverso da monoteismo, nel quale esiste un solo e unico dio.

[modifica] Esempi di Enoteismi e Monolatrie

Sono esempi di enoteismo i culti misterici, la religiosità araba preislamica, quella dei nativi americani o le devozioni particolari di alcune città nei confronti di una divinità specifica, come era anche il caso dell'antico Yemen sabeo, mineo, hadramitico o qatabanide. Anche la sostituzione, da parte del faraone eretico Akhenaton, dell'abituale pantheon egizio con l'adorazione del solo disco solare di Aton viene considerata da alcuni studiosi una forma di enoteismo.

Esemplare è l'enoteismo induista, con le grandi correnti, ad esempio, del Visnuismo e dello Śivaismo, costellate appunto di idoli minori venerati alla bisogna o per particolari tradizionalismi regionali, zonali o famigliari. La maggior parte di questi idoli minori sono considerate comunque, aspetti o manifestazioni dirette o indirette del dio principale.

Alcune confessioni comunemente credute monoteiste, possono in realtà essere considerate monolatre o enoteiste, ad esempio:

[modifica] Note

  1. ^ Müller, Max. (1878) Lectures on the Origin and Growth of Religion: As Illustrated by the Religions of India. London:Longmans, Green and Co.
  2. ^ Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (Giovanni 1:1)

[modifica] Voci correlate

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