Shirk

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Col termine shirk (in arabo: ﺷﺮﻙ) i musulmani indicano il politeismo.

La radice araba <sh-r-k> indica infatti l'associare e, dal punto di vista islamico (come di qualsiasi altra cultura monoteistica), l'associare all'unico vero Dio una pletora più o meno vasta di altre divinità costituisce uno dei più gravi peccati.

Nella cultura islamica, il politeismo è giudicato del tutto incompatibile con la Umma e non è quindi consentita la presenza di politeisti sul suo territorio (la dār al-Islām), dal momento che su di esso deve esercitare appieno la sua potestà la shari'a.

Teoricamente le varie potenze islamiche avrebbero dovuto consentire, come unica via di salvezza per il politeista, la conversione. In caso contrario si sarebbe legittimamente irrogata la morte ma, nella realtà storica, le eccezioni non sono mancate. Quella di maggior rilevanza fu espressa nei confronti del mondo dell'induismo al momento della penetrazione dell'Islam nel subcontinente indiano. Agli indù infatti fu consentita (forse anche per l'impossibilità di applicare misure tanto drastiche verso la stragrande maggioranza della popolazione) la libera manifestazione della propria fede.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]