Massimo di Tiro

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Massimo di Tiro (in latino Cassius Maximus Tyrius, in greco Μάξιμος Τύριος; Tiro, II secolo – ...) è stato un retore e filosofo greco antico, all'epoca degli ultimi imperatori romani Antonini. Fra i massimi rappresentanti del cosiddetto "platonismo medio", venne a Roma sotto il regno di Commodo, dove subito divenne famoso tra gli appartenenti della Seconda sofistica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Della sua opera, che comprendeva anche resoconti dei viaggi compiuti, restano 41 Dissertazioni di argomento retorico-filosofico, su temi come Se Socrate abbia fatto bene a non difendersi, Se si debba preferire la vita del Cinico, ecc. Dalle 41 dissertazioni conservate nel codice Par.Gr.1962 (R)del IX sec., Massimo di Tiro più che filosofo appare essere un colto intellettuale profondo conoscitore della poesia di Omero e della filosofia antica e di quella del suo tempo di cui egli si serve soprattutto per dimostrare al pubblico la sua abilità nell'arte oratoria e per sostenere la fondatezza delle sue argomentazioni secondo un procedimento che lo assimila alla sofistica dei discorsi contrapposti. [1]

Fornito di una cultura filologica la sua dichiarata dipendenza da Platone viene contemperata da un sostanziale eclettismo dove assieme al platonismo si mescolano dottrine aristoteliche, stoiche, ciniche, neopitagoriche con esclusione però del pensiero epicureo. [2]

I tratti essenziali della sua filosofia sono costituiti da un'idea trascendente di Dio alla quale egli accompagna una vasta presenza di esseri divini, visti come intermediari tra l'uomo ed il dio:

« In un simile contesto mitologico, sedizioso e discordante, potete vedere una regola che concorda e asserisce su tutta la terra che c'è un solo dio, re e padre di tutte le cose, e molti dei, figli del dio, che regnano insieme a lui."[3] »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Prefazione a Due orazioni di Massimo di Tiro: Diss. 4. 10 Trapp. Bibliopolis, 2002
  2. ^ Enciclopedia Italiana Treccani alla voce corrispondente
  3. ^ Encyclopedia Britannia, 11th edition, Maximus Tryius.

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