Antifonte

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Antifonte (Atene, ...) è un filosofo greco.

Chi sostiene la necessità di distinguere l'Antifonte retore, logografo e politico dall'Antifonte sofista si basa soprattutto sull'affermazione (presente nell'opera La verità), che la natura è superiore alle leggi particolari e non istituisce differenze tra uomo e uomo, per questo in niente un barbaro è differente da un greco.
veramente straordinaria per un ateniese del V secolo, che sembrerebbe incongrua se attribuita all'Antifone oligarca: l'oligarchia si distingueva infatti dagli altri per le sue qualità, disprezzava il popolo e aveva elaborato una costituzione che assegnava di diritto il potere ai migliori.

A questo aspetto si aggiungono anche considerazioni stilistiche, in quanto i discorsi del logografo sembrano molto diversi, per lessico e costruzione, dai trattati filosofici.
Chi invece ritiene inappropriato separare le due figure ritiene che l'esiguità dei frammenti a disposizione non possa costituire valido fondamento per instaurare differenze di stile, tanto più che eventuali difformità tra un discorso giudiziario e un saggio filosofico potrebbero essere attribuite anche alla diversità di genere.
Per quanto riguarda l'aspetto etico-filosofico, si ritiene che nulla possa essere ricavato da una singola affermazione estrapolata da un contesto più ampio che non possediamo.

Antifonte il sofista è anche noto per il suo tentativo di risolvere il problema della quadratura del cerchio, sul quale siamo informati da Temistio e da Simplicio. Secondo queste testimonianze Antifonte avrebbe iniziato iscrivendo nel cerchio un poligono regolare (un triangolo equilatero o un quadrato, a seconda della fonte) e avrebbe poi considerato una successione di poligoni inscritti ottenuti raddoppiando ogni volta i lati del precedente. Il metodo prefigurava in parte il successivo metodo di esaustione. Sembra però che Antifonte ritenesse che dopo un numero finito di passi avrebbe ottenuto un poligono con i lati così piccoli da coincidere esattamente con il cerchio. Simplicio osserva (attribuendo la critica ad Alessandro di Afrodisia) che Antifonte era in errore, poiché una circonferenza può avere al più due punti in comune con una retta e quindi i lati del poligono, per quanto piccoli, non possono coincidere con i corrispondenti archi.

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