Alcidamante

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Alcidamante (... – ...) è stato un filosofo greco.

È un sofista minore che rientra nella cosiddetta "seconda generazione" dei sofisti. Operò intorno alla metà del IV secolo a.C., contemporaneo di Licofrone, col quale condivise certe posizioni ideologiche, e Isocrate, di cui fu avversario.

Infatti egli rappresentava l'ala ultra-aristocratica di Atene; sulla scia di Antifonte, approfondisce il tema egualitario, riconoscendo che la distinzione tra uomo libero e schiavo sia solo una convenzione, in quanto ogni uomo è uguale in natura. All'epoca si discuteva se dovesse esistere o meno una coincidenza tra legge umana e legge naturale.

Col suo contributo intellettuale aprì la strada assieme ad altri all'umanità per l'abolizione della schiavitù, base delle "Dichiarazioni dei diritti dell'uomo" e della filosofia giuridica occidentale.

Sotto il nome di Alcidamante sono tramandate due orazioni: la prima Sui sofisti è diretta contro Isocrate e sottolinea la superiorità, nell'arte oratoria, dell'improvvisazione rispetto alla preparazione di testi scritti; la seconda, Odisseo, vede Odisseo accusare Palamede di tradimento. Quest'ultima opera è generalmente considerata spuria.

Di altre sue opere restano solo frammenti e titoli: Messianikos, nella quale viene reclamata la libertà dei Messeni e contiene il principio secondo il quale "tutto è libero per natura"; un Elogio della morte sulla diffusa sofferenze presente nel mondo umano; una Techne, un manuale di retorica; un Fysikòs logos. Sembra inoltre che il suo Mouseion contenesse la struttura originaria dell'Agone di Omero e Esiodo. Tale ipotesi, suggerita inizialmente da Nietzsche (Rheinisches Museum 25 [1870] e 28 [1873]), pare essere confermata dalla scoperta di due papiri, risalenti uno al III secolo a.C. (Flinders Petrie, Papyri, ed. Mahaffy, 1891, pl. xxv.) e l'altro al II o al III secolo (University of Michigan pap. 2754: Winter, J. G., 'A New Fragment on the Life of Homer' TAPA 56 (1925) 120-129 [1]).

Aristotele (Retorica, III, 3) critica lo stile di Alcidamante, giudicandolo troppo pomposo e eccessivamente infarcito di termini poetici e metafore inverosimili.

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