Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology

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Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology
Titolo originale Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology
Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology TITLE.jpg
Titolo di copertina dell'Enciclopedia.
Autore William Smith
1ª ed. originale 1849
Genere dizionario biografico
Sottogenere storico, mitologia
Lingua originale inglese

Il Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology è un dizionario biografico e storico in lingua inglese a cura di William Smith.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

È un dizionario enciclopedico del secolo XIX in lingua inglese dedicato alla cultura classica latina e greca. Curato da William Smith, ed edito a Londra dall'editore Taylor, Walton and Maberly nel 1849. È un lavoro di lessicografia del XIX secolo sui classici.

L'opera elenca 35 autori, oltre all'editore che è anche autore di alcune definizioni e articoli. Gli autori sono studiosi classici, venivano soprattutto da Oxford, Cambridge, la Rugby School e l'Università di Bonn, ma alcuni erano di altri istituti. Molte delle voci mitologiche erano opera del tedesco espatriato Leonhard Schmitz, che ha contribuito a diffondere gli studi classici tedeschi in Gran Bretagna.[1]

Per quanto riguarda le biografie, Smith vuole essere esaustivo. Nella prefazione, scrive:

Gli articoli biografici in questo lavoro includono i nomi di tutte le persone di una certa importanza che ricorrono negli scrittori greci e romani, dai tempi più antichi fino alla Caduta dell'Impero romano d'Occidente nell'anno 476 d.C., e alla caduta dell'Impero Romano d'Oriente con la conquista di Costantinopoli da parte dei turchi nell'anno 1453.

—William Smith, Prefazione Enciclopedia

Molte delle definizioni e degli articoli del Dizionario sono riportati in opere più recenti, e Robert Graves è stato accusato di "plagiare direttamente la sua fonte dei riferimenti dall'aspetto impressionante , e non verificata" dal Dizionario di Mitologia di Smith mentre scriveva I miti greci.[1] Il lavoro è ormai di dominio pubblico, ed è disponibile in diversi siti su Internet. Se da una parte rimane ancora largamente accurata, quando precisa qualcosa (soltanto raramente il testo antico citato è stato modificato), dall'altro sta perdendo molto, soprattutto a causa delle scoperte più recenti (come La Costituzione degli Ateniesi di Aristotele, o la decifrazione della Lineare B) e materiale epigrafico; forse più gravemente, il contesto nel quale vengono viste le antiche testimonianze è spesso cambiato nel frattempo di un secolo e mezzo.

Volumi[modifica | modifica sorgente]

Questa è la suddivisione dei volumi della pubblicazione del 1867 di Little, Brown, and Company of Boston, Ma., a cura di William Smith LL.D.. Il dizionario è disposto in tre volumi per un totale di 3700 pagine:

Lista degli autori[modifica | modifica sorgente]

A Alexander Allen (A. A.) Charles Thomas Arnold (C. T. A.)
B John Ernest Bode (J. E. B.) Christian August Brandis (Ch. A. B.) Edward Herbert Bunbury (E. H. B.)
C Albany James Christie (A. J. C.) Arthur Hugh Clough (A. H. C.) George Edward Lynch Cotton (G. E. L. C.)
D Samuel Davidson (S. D.) William Fishburn Donkin (W. F. D.) William Bodham Donne (W. B. D.) Thomas Henry Dyer (T. D.)
E Edward Elder (E. E.)
G John Thomas Graves (J. T. G.) William Alexander Greenhill (W. A. G.) Algernon Sidney Grenfell (A. G.) William Maxwell Gunn (W. M. G.)
I Wilhelm Ihne (W. I.)
J Benjamin Jowett (B. J.)
L Henry George Liddell (H. G. L.) George Long (G. L.)
M John Morell Mackenzie (J. M. M.) Charles Peter Mason (C. P. M.) Joseph Calrow Means (J. C. M.) Henry Hart Milman (H. H. M.) Augustus De Morgan (A. de M.)
P Wilhelm Heinrich Franz Plate (W. P.) Constantine Estlin Prichard (C. E. P.)
R William Ramsay (W. R.)
S Leonhard Schmitz (L. S.) Philip Smith (P. S.) Arthur Penrhyn Stanley (A. P. S.) Adolf Stahr (A. S.)
U Karl Ludwig von Urlichs (L. U.)
W Robert Whiston (R. W.)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Nick Lowe (classicista), Uccidere il mito di Graves in Times Online, 20 dicembre 2005 a Londra. URL consultato il 10 settembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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