Libanio

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Libanio (in greco: Λιβάνιος, Libanios; in latino: Libanius; Antiochia, 314394) è stato un filosofo siro, di lingua greca, nato in età romana ed educato secondo la scuola sofistica in un impero che stava diventando sempre più cristiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in Antiochia nel seno di una famiglia che in altri tempi era stata ricca ed influente, poi decaduta. All'età di 14 anni, Libanio scopri la retorica e concentrò tutte le proprie energie nello studio, cui consacrerà l'intera sua esistenza. Come molti altri rappresentanti del paganesimo che potevano contare su un alto grado d'istruzione nel IV secolo, Libanio si ritirò dalla vita pubblica e si dedicò agli studi e all'insegnamento.

Si formò, come un tempo avevano fatto molti aristocratici romani, ad Atene, poi iniziò una carriera di precettore a Costantinopoli ma fu presto esiliato a Nicomedia.

Prima del suo esilio, Libanio frequentò intimamente l'imperatore Giuliano nel periodo della sua permanenza ad Antiochia, città del retore, dall'estate del 362 fino alla spedizione contro i Persiani, nel marzo del 363. Diverse epistole del corpus di Libanio ci testimoniano la sua vicinanza all'imperatore, e il retore fece spesso uso delle sue doti retoriche come difensore nelle cause politiche e private del sovrano. Libanio si trovava ad Antiochia dal 354, e rimase nella città fino alla sua morte. Sebbene di fede pagana, tra i suoi studenti si annoverano credenti della religione cristiana come Giovanni Crisostomo e Teodoro di Mopsuestia, e lo stesso Libanio fu pretore onorario per l'imperatore cristiano Teodosio I. Fra i suoi pupilli si annoverano inoltre: Giovanni Crisostomo, Basilio di Cesarea, e lo storico Ammiano Marcellino. Libanio fornì ricche testimonianze sul fanatismo del tardo IV secolo. L'Orazione 1 del corpus di Libanio è in realtà una estesa e colorita autobiografia in cui l'autore rivisita tutta la sua esistenza, e che rappresenta la fonte principale per le notizie sull'autore.

Le opere[modifica | modifica wikitesto]

Libanio fu autore di

  • 64 orazioni nei tre campi principali dell'arte oratoria: giudiziale, deliberativa, ed epideutica, e furono sia di carattere pubblico che privato. I due volumi nella Biblioteca Classica Loeb sono dedicati uno alle orazioni per l'imperatore Giuliano e l'altro a quelle per l'imperatore Teodosio; la più famosa delle sue "Lamentazioni" è quella sulla dissacrazione dei templi (peri ton leron).
  • 51 declamationes, un formato tradizionale di oratoria pubblica, in cui i concetti chiave vengono rapportati ad argomenti storici e mitici
  • 57 ipotesi o introduzioni alle orazioni di Demostene (scritte intorno al 352), in cui esse vengono inquadrate storicamente, senza spunti polemici, per il lettore meno avvertito
  • diverse decine di esemplari di esercizi di scrittura, Progymnasmata, usati nei suoi corsi di formazione e divenuti modelli di bella scrittura universalmente apprezzati
  • 1544 lettere sono giunte fino a noi, più di quante ne conosciamo di Cicerone. Nel Medio Evo vennero accreditate altre 400 lettere in latino, poi dimostrate per attenta analisi testuale erroneamente attribuite, o in qualche caso falsi operati nel XIV secolo dell'umanista italiano Francesco Zambeccari

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 17225859 LCCN: n50052091

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