Eraclide Pontico

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l'edizione del 1593 degli scritti di Eraclide

Eraclide Pontico (Eraclea Pontica, 385 a.C.Atene, 322 a.C. o 310 a.C.[1]) è stato un filosofo e astronomo greco antico, contemporaneo di Eudosso di Cnido.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Fu probabilmente discepolo di Platone all'Accademia. Successivamente, attorno al 339 a.C. fondò una scuola nella sua città di origine, Eraclea Pontica. Per spiegare il moto diurno dei cieli, pensò ad un moto della Terra intorno al proprio asse da occidente ad oriente. Si pensò che egli (o qualche pitagorico a lui vicino) avesse ipotizzato il movimento di Venere e di Mercurio intorno al Sole, e non intorno alla Terra, anticipando quindi alcuni aspetti del modello del sistema solare proposto poi da Tycho Brahe.[2] Fu autore anche di dialoghi - per noi perduti - di dialettica, etica, storia letteraria e filologia.

L'idea di Eraclide della rotazione diurna della Terra fu successivamente ripresa ed estesa principalmente da Niccolò Copernico, nell'ambito del sistema eliocentrico.

Pensiero e opere[modifica | modifica sorgente]

Come i pitagorici Iceta di Siracusa ed Ecfanto, Eraclide ritenne che l'apparente moto giornaliero degli astri si dovesse alla rotazione della Terra sul suo stesso asse una volta al giorno. Questa opinione contraddiceva il modello aristotelico dell'universo per cui la Terra, le stelle e i pianeti sono fissi.

Anche se alcuni storici[3] hanno proposto che Eraclide insegnasse che Venere e Mercurio ruotano intorno al Sole, un accurato esame delle fonti ha stabilito che "da nessuna parte nella letteratura antica è riportato che in Eraclide Pontico vi sia un chiaro elemento che faccia pensare a un suo sostegno a un qualsiasi tipo di visione eliocentrica"[4]

Nonostante i molti dubbi avanzati relativamente all'attribuzione delle opere, Eraclide è considerato uno scrittore molto versatile e assai prolifico per ciò che concerne la filosofia, la matematica, la musica, la grammatica, la fisica, la storia e la retorica. Diverse sue opere sono state composte in forma dialogica.

Pare che Eraclide fosse anche interessato all'occulto. Si concentrò in particolare sulla spiegazione degli stati di trance, delle visioni, delle profezie (viste come punizioni degli dei) e della reincarnazione.[2]

Particolarmente importante per gli storici è la sua nota affermazione secondo cui nel IV secolo Roma era una città greca.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tiziano Dorandi, Chapter 2: Chronology, in Algra et al., The Cambridge History of Hellenistic Philosophy, 1999, Cambridge, pag. 48
  2. ^ a b The Hutchinson Dictionary of Scientific Biography, "Heraklides of Ponticus"
  3. ^ Thomas L. Heath, A History of Greek Mathematics: From Thales to Euclid, 1921, Clarendon Press, Oxford, pagg. 312, 316-317
  4. ^ Bruce S. Eastwood (1992), Heraclides and Heliocentrism: Texts, Diagrams, and Interpretations, Journal for the History of Astronomy, 23: 233-260, pag. 256.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. Degani, Letteratura greca sino al 300 a.C., in Introduzione alla filologia greca

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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