Firmamento

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il sole, i pianeti e gli angeli del firmamento. Opera del 1475

Con il termine firmamento si indicava il cielo considerato come una cupola solida, alla quale erano rigidamente collegate le stelle; una concezione condivisa da tutti i popoli antichi di tutti i continenti.[1]. Nell'età moderna, con la scomparsa di questa concezione cosmografica, il termine cominciò ad essere utilizzato come sinonimo della volta del cielo.[2]

La parola deriva dal latino firmamentum, utilizzato per la prima volta nel IV secolo dalla Vulgata per tradurre il termine greco stereoma,[3] utilizzato nel libro della Genesi (1,6). In latino deriva dalla radice firmus (fermo).[3]

Genesi[modifica | modifica sorgente]

1,1 In principio Dio creò il cielo e la terra.

2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.

4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre

5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».

7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.

8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

…………

Firmamento cristiano

…………

14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni

15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne:

16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.

17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra

18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.

19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

Storiografia[modifica | modifica sorgente]

Nel linguaggio biblico è il sostegno che regge il cielo e separa le acque superiori da quelle inferiori. Nella astronomia antica è l'ottavo cielo dove dimorano le stelle fisse che si credeva fossero di cristallo. Nei tempi odierni si intende la volta celeste dove brillano le stelle.

Uomo che spinge la testa attraverso il firmamento di una Terra piatta per scoprire la meccanica delle sfere (incisione di Camille Flammarion 1888)

Alcune aperture nel firmamento erano utilizzate da Dio per far scendere le precipitazioni atmosferiche, come la pioggia e la grandine.

Dal firmamento pendono le "stelle fisse", simili a lampade, tutte equamente distanti dalla Terra, e la loro luminosità dipende unicamente dalle relative dimensioni. (Mishnah tradizione orale ebraica raccolta nel 1° secolo d.c.). Meno chiaro era il rapporto fra il firmamento e i corpi celesti mobili, il sole, la luna e i pianeti.

Nella cosmografia del mondo antico il contatto fra terra e cielo era descritto in modi diversi. Poteva trattarsi soltanto di quattro montagne (nell'antico Egitto erano le mani e i piedi della dea Nut, il cui corpo incurvato costituiva il firmamento; oppure erano quattro dei ausiliari). Altrove prevaleva l'idea di una catena ininterrotta (ad esempio nello zoroastrismo). Le valli fra due montagne successive della catena fornivano aperture per il passaggio del sole e dei pianeti. In alcune tradizioni vi erano 365 aperture di questo tipo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ P. H. Seely, The Firmament and the Water Above in Westminster Theological Journal, vol. 53, 1991, pp. 232–233. URL consultato il 10 aprile 2014.
  2. ^ (EN) Firmament in Webster's Dictionary. URL consultato il 10 aprile 2014.
  3. ^ a b (EN) Firmament in Online Etymology Dictionary. URL consultato il 10 aprile 2014.